mercoledì 27 ottobre 2004







 


Sandro Lombardi alla Pergola


Scheda dello spettacolo

Sandro Lombardi, di Ponte a Poppi, come me. Un conto è dire Firenze, un conto S.Frediano. Un conto dire Poppi, un conto Ponte a Poppi. Differenza ra cugini e fratelli. Come avere un artista famoso in famiglia o nel condominio. L’ho visto
ieri sera al piccolo teatro della Pergola di Firenze, in compagnia di David Riondino, altro amico fiorentino. Loro non mi conoscono; io ricordo i rispettivi padri, uno al paesello, negozio in via Roma, l’altro all’Isolotto al tempo della “rivoluzione in parrocchia”. Era il ‘68.
Spinto da Paola li ho raggiunti nel camerino, previo preavviso, ancora il trucco sulla faccia di Sandro, per sollecitare la presa in visione del mio pezzo su Dante e il Casentino - v. link in questo blog, colonna sinistra, IVI E’ ROMENA. Il mio sogno sarebbe una performance al Castello di Poppi con Sandro Lombardi nella parte di Dante - le lettere e i versi -
David Riondino in quella del narratore; sarebbe uno splendido narratore e potrebbe curare le musiche. A loro ho lasciato in mano una copia di IVI E’ ROMENA e, per Riondino, un flash sui fatti dell’Isolotto degli anni sessanta: un Mistero Buffo (o quasi) della nostra epoca, un Auto da Fé mancato o meglio diluito nelle spire di un lento soffocamento operato con mezzi spirituali e non; un’esperienza di riforma ecclesiale che niente ha da invidiare alle grandi vicende della storia europea e che si inserisce nella tradizione rinascimentale fiorentina che trovò in Scipione de’ Ricci, vescovo di Pistoia, l’ultimo dei Mohicani riformatori messi a tacere da Roma, nonostante l’appoggio del Granduca di Toscana Leopoldo di Lorena, veramente un Grande Duca già citato in questo blog. Erano - ritorno a bomba - qui a Firenze i tempi del Cardinale Elia Dalla Costa, antifascista (chiuse porte e finestre di casa, in piazza del Duomo, al passaggio di Hitler e Mussolini) e grande elettore di Papa Giovanni, erano i tempi di D.Facibeni con la sua Madonnina del Grappa, di padre Turoldo, alla Santissima Annunziata, di Padre Balducci, alla Badia Fiesolana, di D.Milani a Calenzano prima della terra d’esilio Barbiana, in Mugello, di Giorgio La Pira in S.Marco e Palazzo Vecchio, di Nicola Pistelli e la sua rivista“Politica”, di D.Rosadoni alla Nave di Rovezzano, là dove, a monte di Firenze, venendo da Pontassieve, l’Arno veniva guadato con la nave, cioè la barca da trasporto misto - merci e persone - così come qui all’Isolotto, a valle della città di fronte alle Cascine, la barca che fu poi sostituita dalla passerella tuttora esistente. La facciamo tutti, ancora oggi, a piedi, in bicicletta o in motorino, 10 volte al giorno.
Bello il tempo storico quando lo puoi afferrare e tirare a te come la corda di quella barca. Sto andando nel lirico.
Bene anche qui la barca di Pietro ha tentato una manovra azzardata di cambiamento di rotta, direzione Riforma, via Concilio Vaticano II, scali intermedi di cui sopra. Il Vaticano ha vinto, con la forza coercitiva del braccio secolare, ma sarà vittoria di Pirro - non so quando - per ora è vittoria di Buttiglione: che figura di merda di fronte all’Europa e al mondo. Indietro come la coda del maiale, come sempre. In questi giorni ci stiamo preparando alla giornata della memoria, quando, cinquant’anni fa, il 6 novembre 1954, 1400 famiglie si videro consegnare le chiavi di casa di altrettante abitazioni, qui, sulla sponda sinistra, tra vecchie antiche discariche e bellissimi orti ricchi di verdura. L’emozione di rivivere il passato dietro la macchina da presa di Stefano Dei qui per l’Isolotto, davanti alle facce dei protagonisti, in mezzo a un quartiere giardino che costituisce l’invidia di tutti coloro che vorrebbero venire ad abitarvi e non possono perché le case - ora e qui - costano troppo, un prezzo mediamente superiore a case di corrispondente livello architettonico. Dalla mia finestra tocco i rami di un ontano che allora era davvero lontano e ora è vicinissimo, alto come il mio terzo piano.
Le feste rievocative il 5 e 6 novembre p.v.
Che mi diranno Lombardi e Riondino?


A risentirci.

4 commenti:

  1. Pescetrombetta27 ottobre 2004 20:37

    Comunque, per il momento, la vittoria di Buttiglione è rimandata. Buona serata! Claudia

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  2. Anche a te. Stammi bene.

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  3. Ma la figura di m di questo cattolicesimo romano è confermata.

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  4. Pescetrombetta30 ottobre 2004 21:42

    Ah beh, senza dubbio!

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