mercoledì 31 ottobre 2007

Paolini  davanti a 500 spettatori dalla cava Arcari di Zovoncedo (Vicenza), sui Colli Berici. Il luogo della recita è stato reputato il più suggestivo per dare l'idea di freddo, di sofferenza e angoscia.







Grande, quasi come il Vaiont. L'ho registrato su DVD.

martedì 30 ottobre 2007

La giusta distanza

clicca sul titolo


Visto stasera per scelta di Paola. Da vedere. Dura il giusto, apre su un delta del Po che sembra un danubio, proprio belle le inquadrature d'inizio. Non parlo del film e rimando alla scheda e alla visione diretta. Parlo della sala:


Cinema Principe C. G.


Viale Matteotti - Firenze. Telefono: +39 055 575 891

Il film è cominciato alle 16,30 come da programma. Non una réclame. Impianto sonoro "a norma" di decibel, forse anche per merito di Mazzacurati e della colonna sonora.


Tutta un'altra cosa al


Cinema Warner Village


Via Del Cavallaccio - Firenze. Telefono: +39 0557 870 000 che mi offre la minima distanza da casa e il posteggio garantito gratuito. Ma a patto di non dimenticare a casa i tappi degli orecchi e non aver bambini da accompagnare. Perché finirei col pentolone (non esagero) del popcorn con l'odore d'America ormai incancellabile e l'ettolitro di bevanda zuccherata nel bicchierone di carta.  Nipotini tra pochi anni sordi e sorci (Fat, nel senso americano di gonfio più che grasso).  In ognuna delle multisale il film comincia 20 minuti dopo l'inizio. Sono 20 minuti di inquinamento acustico allo stato puro, esaltato dagli impianti surround tridimensionali (fronte retro laterale). Non c'è scampo, qualsiasi sia l'ubicazione della poltrona da te scelta. Le immagini adeguate al sonoro. Questo vale anche per le proiezioni di film per bambini.  Madness.


Al Principe siamo ancora Europa, al Warner Village c'è la bandiera a stelle e strisce. Il Principe ha 2 sale, il Warner una dozzina.


 "Non sono un assassino"


di Frédéric Chaussoy


Modena, 27 ottobre 2007 - 1h 37' 50"



Immagine della scheda

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Il caso "Welby-Riccio" francese. Prefazione del Dott. Mario Riccio. Intervengono: Mario Riccio(Medico, specialista in Anestesia e Rianimazione), Giancarlo Fornari (Presidente dell'Associazione LiberaUscita), Christiane Krzyzyk (Traduttrice del libro di Chaussoy in italiano), Rino Tripodi (Direttore di Lucidamente) e Maria Laura Cattinari (Responsabile Regionale Emilia-Romagna di LiberaUscita).


DIBATTITO - Evento organizzato da


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(di più)


Nota intravagante


La vita secondo Woody Allen



La cosa più ingiusta della vita è come finisce.


Voglio dire: la vita è dura e impiega la maggior parte del nostro tempo... Cosa ottieni alla fine? La morte. Che significa! Che cos'è la morte? Una specie di bonus per aver vissuto?


Credo che il ciclo vitale dovrebbe essere del tutto rovesciato.


Bisognerebbe iniziare morendo, così ci si leva il pensiero.


Poi, in un ospizio dal quale si viene buttati fuori perché troppo giovani.


Ti danno una gratifica e quindi cominci a lavorare per quarant'anni, fino a che sarai sufficientemente giovane per goderti la pensione. Seguono feste, alcool, erba e il liceo.


Finalmente cominciano le elementari, diventi bambino, giochi e non hai responsabilità, diventi un neonato, ritorni nel ventre di tua madre, passi i tuoi ultimi nove mesi galleggiando e finisci il tutto con un bell'orgasmo!




                                                   III

I gesti di cura


Oggi pomeriggio ho partecipato al quarto incontro (come gli altri aperto a tutti) relativo alla formazione di volontari per l'assistenza alle persone malate che sono alla fine della vita, che è un bel modo di confrontarsi con la propria finitezza. Massimo e Valeria sono due infermieri dell'Unità Operativa di cure continue palliative che ha sede all'IOT di Viale Michelangelo. Ero curioso di conoscere Valeria, perché era stata lei a rispondermi al telefono il giorno in cui indirizzai a loro Mario e Maria alle prese con il fine vita di Maria. Nel post    II raccontavo che "Avevo telefonato al FILE di via S.Niccolò e lì mi avevano dato il telefono dell'Unità Operativa: 055/6577609.  Al telefono trovai Valeria, dolce e gentile. E tutto fu facile".

Giovane, dolce e gentile davvero. Laureata, ha scelto di lavorare come infermiera con i malati terminali (non si chiamano più così, perche terminali siamo tutti, ma non ho ancora imparato la terminologia aggiornata) per una spinta interiore oltreché per sfuggire all'alternativa della corsia con due infermieri e quaranta malati indicati necessariamente come "letto n.5, 9, 12...operato stomaco, fegato, cardiopatico...Insomma indicati non col nome ma con il posto e la malattia. Curare il malato "terminale" a casa o in Hospice dà tutta un altro sapore al proprio lavoro.

Anche Massimo è un vocazionale convinto; giovane anche lui ma con più anzianità di servizio di Valeria. Fa la sua relazione scrivendo sul tabellone cartaceo le parole

SPAZIO

TEMPO

ATTENZIONE

RECIPROCITA'

ESPERIENZA

le cui prime lettere (viste in verticale) costruiscono la parola STARE insieme accanto vicino ...al malato costruendo lo spazio, utilizzando il tempo, prestando attenzione, in un rapporto di reciprocità, il tutto via via ridisegnato sulla base delle esperienze vissute durante il rapporto...Non riesco a dare bene il senso delle emozioni più che dei concetti trasmessi da Massimo e Valeria. E da due tra gli ascoltatori presenti (una signora e un uomo di mezza età) che prendono la parola per  testimoniare il valore di spazio tempo attenzione reciprocità esperienza vissuto nella realtà insieme a Massimo e Valeria che hanno accompagnato nel fine vita i rispettivi partner (quelli dei due ascoltatori per intendersi). 

Nella vita ho assistito e partecipato a migliaia di incontri, riunioni, convegni, tavole di tutte le forme...ora, meno giovane, assaporo un tipo di meeting intenso e più vero...Sento di vivere il titolo dell'incontro di oggi con due infermieri venuti ad aiutarmi e curarmi: "La relazione di aiuto attraverso il contatto: i gesti di cura".



Il prossimo incontro, tra una settimana, ha per titolo:

Quando il tempo si è fatto breve: stare accanto alla persona malata/morente e alla sua famiglia: la comunicazione, la relazione, la spiritualità.

lunedì 29 ottobre 2007

Creatività




Fortezza da basso, 25-28 ottobre 2004


Sul piazzale davanti all'entrata.  Mi sembra di riconoscerlo.


Qualche foto prese durante la visita del 26 ottobre.




Villa Vogel Sede del quartiere 4. Marisa in mostra.

26-30 ottobre.


Altre foto

domenica 28 ottobre 2007


L’ultima lezione di Randy Pausch.


di Antonio Sofi,

Randy Pausch 

Late in the summer of 2006, I started having some unusual symptoms, culminating with jaudice. Scans revealed it was pancreatic cancer. At this time, my wife Jai and I had a 4 year old, a 2 year old, and a three month old baby.

Pancreatic cancer is the most deadly of cancers, with only a 4% 5-year survival rate. The only hope is to be one of the 20% of patients (which I was) where surgery is possible. I had a Whipple surgery on Sept 19th, 2006; Dr. Herbert Zeh removed the (4.5cm) tumor, my gallbladder, 1/3rd of my pancreas, 1/3rd of my stomach, and several feet of my small intestine. I was in the hospital 11 days. Even with a successful Whipple surgery, only 15% of pancreatic cancer patients make it to 5 years, and there is no concensus about which chemotherapy and/or radiation after surgery helps. I found the Virginia Mason protocol, where early trials were claiming to get 45% of people to 5 years. However, it was an extremely toxic combination of chemotherapy and daily radiation: a nation-wide trial was shut down because several patients died from the treatment. There were two centers still offering the treatment: Virginia Mason in Seattle, and MD Anderson in Houston, and I was able to quality for the treatment in Houston. This happened in a whirlwind: the treatment needed to start within 6-8 weeks of the surgery. And Jai & I needed to figure out how to have somebody stay with me full time, and also take care of our 3 kids.

I spent November and December at MD Anderson receiving IV Cisplatin once a week, interferon injections three times a week, continuous infusion 5-FU, and daily radiation. Fortunately, Jai's brother and sister-in-law took in our three kids (on top of their 8 and 12 year old), in Norfolk Virginia, while Jai stayed with me in Houston. Every weekend, Jai flew to Norfolk to be with our kids, and my sister Ruby or one of my friends (thank God for Jessica Hodgins, Scott Sherman, and Jack Sheriff) would come stay with me. I was also blessed with my colleague Chris Hoffmann, a CS professor at Purdue who had been through this exact ordeal two years prior: his encouragment and practical tips were invaluable in getting through the treatment. The less I say about Houston the better, but by the end I was barely able to walk, and my weight (starting at 182) dropped to 138.

The next four months of chemo (continuous infusion 5-FU) was back in Pittsburgh, through May 2007. Now, I'm 168 pounds and look normal. (To answer everybody's first question, no, my hair never fell out). One additional treatment is a vaccine done at Johns Hopkins: I don't expect it will change my odds much, but it can't hurt. I still have digestive inconveniences from the Whipple surgery: I have to eat 5 small meals a day and take pills with each meal, and I have some abdominal cramping from time to time. A small price to pay for walking around.

In August of 2007, we learned that the cancer had returned, having metastasized to my liver and spleen, which is a death sentence. At that time, the doctors gave me an estimate of having 3-6 months of healthy living left. On Oct 1st, we learned that the first round of palliative chemotherapy was working, and that I would likely be "more like the 6 than like the 3 in that estimate."


My wife Jai has been an incredible source of stability and courage through all this. We both agree that "you can't control the cards you're dealt, just how you play the hand."



Nell'agosto del 2007, abbiamo appreso che il cancro era tornato, con metastasi al fegato e alla milza, che è una condanna a morte. In quel momento, i medici mi ha dato una stima di 3-sei mesi di vita normale. Il primo ottobre abbiamo appreso che il primo ciclo di chemioterapia palliativo stava lavorando, e che la previsione di vita era più vicina ai 6 che non ai 3 mesi.

 Randy Pausch, October 2007

 

Sto seguendo l'aggiornamento via via dell'evoluzione della malattia di Randy, qui.


L'ultimo aggiornamento è del 19 ottobre e dice così:

 

Oct 19 , 2007: Palliative Chemo is WORKING!!!! 

On Oct 1st, I had a CT-scan, and a follow-up PET-CT scan on Oct 13th. Both confirmed that we are willing: The tumors in my spleen are now gone, and the dozen or so tumors in my liver are all either stable or slightly smaller.

 

This happens in something like 15% of the cases of people who get gemcitabine+tarceva. It's a lottery, and I'm a winner. Statistically, this means I probably just bought an extra 2-4 months of good health. Said another way, I may have just doubled my life expectancy - you try to do that!

 

Most importantly, that buys me time to pursue "plan B" - the gemcitabine+tarceva will not last forever, and we want to have the next thing cued up and ready to go.

 

I am currently looking into other chemotherapies, some vaccination approaches (including a custom vaccine that would be made from my own cancer cells), and some super-secret stuff I'm not at liberty to talk about. But it is safe to say that I am thrilled with the quality of medical care I'm receiving and that I feel like I'm getting the cutting edge stuff that my species can provide for me.

 

Having said that, "winning" means buying time; I will always hold out hope that a miracle cure is developed that would give me a normal life span, but right now we're fighting to stay alive a few more months at a time.,

 

My quality of life is very good: I ride my bike an hour a day, play as much as I want with my kids, and enjoy being married to the most wonderful woman in the world. I have interimittant gut pain, some fatigue, and some mild "flu like symptoms" each week, approximately 24-72 hours after the chemo, but it's manageable. Small price to pay for walking around.




sabato 27 ottobre 2007

Divertissement


Il punto debole


Se due uomini si azzuffano tra loro e la moglie di uno di essi si avvicina per liberare il marito dalle mani di chi lo percuote, e stenderà la mano e prenderà costui per le sue parti vergognose, mozzale la mano. Il tuo occhio non le perdoni.

(Bibbia, Deuteronomio, cap.25, versetto 11).


Dopo il danno le beffe:


E' escluso dall'adunanza del Signore chi ha i testicoli tagliati e il membro virile mutilato (c.s. Deuteronomio, cap.23, versetto 2)


Nota: Il deuteronomio è l'ultimo libro del Pentateuco che comprende i primi 5 libri della Bibbia: Genesi, Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio.

venerdì 26 ottobre 2007



                       II



Il primo giorno, che su indicazione di amici sono andato al 4° piano dello IOT, alla UCCP (Unità di cure continue palliative ndr) - io e mia moglie Maria -  a mostrare i vari  referti radiologici, che la condannavano inesorabilmente, siamo entrati con le lacrime agli occhi, raccontando la sventura che ci stava schiacciando.

Le persone, gli argomenti, l’ambiente ci hanno fatto uscire da quelle stanze, sereni, confortati, rassicurati, in quelle parte dei nostri dubbi, che più ci assillavano, cioè  IL DOLORE .

 Da quel giorno 6 Maggio 2006, dopo aver compilato il Testamento Biologico sul modello BIOCARD, tutto il gruppo cure palliative è entrato a far parte della mia famiglia, cane e gatti compresi.

Noi andavamo da loro, (siamo vicini di casa alla IOT), questo fino a che mia moglie poteva camminare, loro venivano da noi e, via via che il male inesorabile avanzava, erano sempre più presenti da noi, con i consigli e le cure palliative. Si parlava del male , ma anche del bene, nel senso che si parlava di tutto e questo era di conforto a Maria e tutti noi.

Posso dire che i nostri timori ( il dolore) conseguenti alla malattia, sono stati fugati dalla continua, professionale assistenza medica e psicologica di queste persone.

Mia moglie era cosciente di quello che si attendeva: la morte; non ne aveva paura, era in pace con se stessa e con tutto il creato. Temeva solo il DOLORE.

Fino all’ultimo momento gli chiedevamo: hai dolore? .

La risposta è sempre stata : no!

Cari,nuovi, amici del FILE, grazie . Mario.


Questa è una lettera inviata anche a me, per conoscenza, perché avevo aiutato Maria e il marito Mario a contattare l'Unità Operativa di cure continue palliative che ha sede presso lo IOT, ex istituto ortopedico, del Viale Michelangelo - dalle parti del Piazzale omonimo che tutti conoscete -  Primario il dott. Piero Morino. Avevo telefonato al FILE di via S.Niccolò e lì mi avevano dato il telefono dell'Unità Operativa: 055/6577609.  Al telefono trovai Valeria, dolce e gentile. E tutto fu facile.


Così spiego un po' il mio interesse al corso di cui al post precedente. D'altronde "Non dobbiamo dimenticare - dice Guarneri - che la cosa più stupefacente al mondo è che tutti noi, prima o poi, dovremo morire. Tanto vale vivere con pienezza e coscienza e, come dice Tiziano, ridere il più possibile."

In questi ultimi tempi ho visto rientrare in grembo a madre Natura alcuni amici; tra cui Danilo di cui ho parlato; in questo momento all'ospedale di Bibbiena M.B. è in coma irreversibile da pochi giorni. E' una donna anziana, vivacissima di spirito, modernissima di idee. Ci uniscono stima e affetto: Il mio abbraccio a lei e al marito, altro personaggio, e il mio augurio: ti sia la morte lieve. E così sarà: a Bibbiena c'è un bel gruppo di leniterapia e tutti me ne parlano bene.



                                                   I


Ieri l'altro, mercoledi 24 ottobre 2007, ho presenziato al terzo incontro per volontari in leniterapia, in via S. Niccolò 1, qui a Firenze. C'è la sede del FILE (Federazione Italiana di Leniterapia). Proprio accanto alla torre S.Niccolò, all'inizio della scalinata che sale al Piazzale Michelangelo. Sul lungarno Corsini.  Un androne, un atrio d'accoglienza, una piccola stanza per ufficio, un locale per gli incontri (30 sedie più o meno), a pianoterra.  Conto i presenti: 30 donne, 3 uomini. Età media, diciamo, 50.  Si tratta del "III Corso Per Volontari In Leniterapia" - leggo dal dépliant - 10 ottobre-3 dicembre 2007. Prendersi cura della vita: conoscere per accompagnare chi è alla fine della vita. Percorso di incontri per un impegno individuale e sociale.

Stasera abbiamo come relatori Angela Staude Terzani (sì, la moglie), Lodovico Guarneri, scrittore, Roberta Cini, psicologa del CALCIT (Comitato Autonomo Lotta Contro I Tumori) di Ponte a Niccheri (Antella, zona Grassina, verso il Chianti).

All'inizio un breve saluto del dott. Piero Morino che, vengo a sapere, ha accompagnato Tiziano Terzani nel periodo di fine vita. Angela racconta la storia di un lungo rapporto col marito giornalista corrispondente di guerra, spesso assente lontano e in relativo pericolo di vita, analizza con parole semplici in tono pacato e tranquillo la complessità e vivacità e bontà dei rapporti tra marito e moglie, il continuo gioco d'equilibrio tra autonomia delle singole persone in una famiglia di marito moglie figli e l'intreccio di rapporti umani solidali del gruppo così ristretto e così - nel caso - aperto al mondo vasto e vario. Insomma è la moglie di un uomo non comune in una situazione di ordinaria straordinarietà.  La fatica e la gioia di reggere un equilibrio "familiare" nel piuttosto lungo periodo di fine vita vissuto da Tiziano...Ascolto con molto interesse, data anche la mia condizione di marito con matrimonio quarantennale felicemente in corso. Diversità tra una storia letta e una raccontata da chi l'ha vissuta. 

Lodovico ha scritto un libro sulla sua esperienza di vita vissuta per 8 anni insieme al cancro e continuata da 6 anni in assenza dello stesso. Anche qui l'immediatezza del rapporto relatore uditori, in un ambiente di consapevole partecipazione e comprensione.  Quando chi parla sta tra amici in grado di capire quasi fino in fondo esperienze che solitamente si vivono in solitudine. Lodovico, come Angela, parla a ruota libera come in una pubblica confessione di antichi monaci cenobiti, perde il filo ma non l'humor, riprende e prosegue sorridendo quando dice che ha superato la morte forse perché non ne ha avuto paura e non le ha opposto resistenza. (Mi viene in mente l'episodio di una persona caduta dal terzo piano e rimasta illesa perché arrivando a terra svenuta il suo corpo non ha bloccato muscoli e tendini...una cosa così non so quanto vera).  Lodovico ha un linguaggio comunicativo come del resto Angela: lei con una inflessione straniera appena percepibile, lui con un accento pisano-livornese appena percettibile, ma simpatico. Leggerò il libro di Lodovico Guarneri e ne potrò riparlare.  Intanto darò un'occhiata alla
locandina online.

Roberta è una donna estroversa e simpatica,  esuberante, anche fisicamente;  parla delle sue esperienze di musicoterapia e visualizzazione (?) con i malati di Ponte a Niccheri. Dice un gran bene della primaria del reparto di oncologia, non illustra un trattato di psicologia, semplicemente parla delle sue esperienze ventennali come volontaria di cure palliative.  La musicoterapia mi richiama immediatamente all'esperienza di Wolgang Fasser incontrato pochi giorni fa a Becarino di Poppi, rivedo la saletta con gli strumenti a percussione, con quel tavolo che accarezzi da sotto e senti vibrazioni da arpeggio.  La partecipazione dei presenti è viva ed animata. Mi sento in un ambiente davvero terapeutico. 

Penso con dispiacere che lunedi prossimo avrò difficoltà ad arrivare in tempo per ascoltare Antonia, Massimo e Valeria sul tema "La relazione di aiuto attraverso il contatto: i gesti di cura".

giovedì 25 ottobre 2007

mercoledì 24 ottobre 2007


Clicca e ascoltalo











Imagine



Imagine there's no heaven,

It's easy if you try,

No hell below us,

Above us only sky,

Imagine all the people

living for today...



Imagine there's no countries,

It isn't hard to do,

Nothing to kill or die for,

And no religion too,

Imagine all the people

living life in peace...



Imagine no possessions,

I wonder if you can,

No need for greed or hunger,

A brotherhood of men,

imagine all the people

Sharing all the world...



You may say I'm a dreamer,

but I'm not the only one,

I hope some day you'll join us,

And the world will live as one.


Immagina

 

Immagina che non ci sia un paradiso,

È facile se ci provi.

Niente inferno sotto di noi,

Sopra di noi soltanto il cielo.

Immagina che tutti quanti

Vivano per il presente...

 

Immagina che non ci siano nazioni,

Non è difficile farlo,

Nulla per cui uccidere o morire,

E nessuna religione,

Immagina che tutti quanti

Vivano in pace..

 

Immagina che non ci siano proprietà,

Mi chiedo se ci riesci,

Nessuna necessità di cupidigia o fame,

Una fratellanza di uomini,

Immagina che tutti quanti

Condividano tutto il mondo...

 

Tu dirai che sono un sognatore,

ma non sono l’unico,

Spero che un giorno ti unirai a noi,

E il mondo sarà come una cosa sola.






Una bugia come augurio. Clicca sull'immagine e fai partire Youtube.


I believe that as soon as people want

peace in the world they can have it.

The only trouble is they are not aware

they can get it.

John Lennon, 1969

(Io credo che se davvero la gente vuole pace nel mondo, la può avere. Il solo guaio è che la gente non è consapevole che la potrebbe ottenere davvero).

Q: "You have attained sufficient honor and wealth. Are you happy?"

John: "Yes."

Q: "And what do you seek next?"

John: "Peace."

John Lennon

Beatles press conference,
Tokyo, 1966


All we are saying is give peace a chance.

John Lennon, 1968

Let us wake up, come together,

and work on cleaning and healing our planet,

instead of further destroying it.

Svegliamoci, andiamo insieme e lavoriamo a pulire e guarire il pianeta invece di continuare a distruggerlo.

Let's not waste one more day in creating a machinery of destruction.

Give us a chance.

On behalf of ourselves and all species on Earth.

We can do it.

We must.

Yoko Ono

Address to the United Nations, 2005

Non un giorno di più a guastarlo costruendo macchine di distruzione. Diamoci una possibilità. Nell'interesse di noi stessi e di tutte le specie che vivono sulla terra. Lo passiamo fare. Dobbiamo.





lunedì 22 ottobre 2007



Clicca sull'immagine e fai partire Youtube



On October 9th 2007, Yoko Ono unveiled the IMAGINE PEACE TOWER on Videy Island, Reykjavik, Iceland.

domenica 21 ottobre 2007

Ceramica

Artigianato italiano d'eccellenza.




Marisa Coppolino, al lavoro nel laboratorio di via Palazzo dei Diavoli 4r.


MOSTRA DI PITTURA E CERAMICA

 

ENTRANDO NELLE  FORME

 

CHIOSTRO DI VILLA VOGEL VIA DELLE TORRI 23/ VIA CANOVA

INAUGURAZIONE  24/10/07 ALLE ORE 18,00

ORARIO MOSTRA DALLE ORE 15,30 ALLE 20,00 FINO AL 30/10/07


Marisa, siculo toscana, Marisa sindacalista in azienda, cuoca in cucina,  artista in laboratorio...

Nelle foto
qui visibili la vediamo alle prese coi fornelli come esperta di risotto di mare e caciucco, in visita a Paolo Staccioli ceramista in mostra a Boboli, al lavoro nel suo laboratorio qui all'Isolotto, ormai nobile quartiere che con lei arricchisce la fauna eccellente di questa zona Firenze Sud-ovest, una volta reietta, oggi invidiata da tutta la città (Hug!). Ciao, Marisa! Tutti a Villa Vogel da qui al 30 ottobre.

Ricordando la visita fatta insieme a te al museo delle porcellane, in cima al giardino di Boboli (che vista meravigliosa) il 18 dicembre 2005, 
Paola e Barbabianca ti abbracciano e ti adagiano delicatamente in bocca al lupo.

sabato 20 ottobre 2007

Occhio, ragazzi (IV)


Ha ragione Paolo de Andreis: ad aprire il numero odierno di Punto Informatico c'e' da deprimersi. La peggiore delle notizie (peggio ancora dei soldi buttati per italia.it che pare chiudera') e' il provvedimento agostano del governo approvato nei giorni scorsi sulla istituzione di una tassa di registro per tutti i siti web che abbiano finalita' editoriali (una definizione molto ampia dentro la quale sta praticamente ogni pagina web). Gia' una volta qualche anno fa il governo di questo paese e' rumorosamente inciampato sulla definizione di "prodotto editoriale" su Internet, oggi decide di rifarlo con la smemoratezza e la pochezza che rende questo paese una landa tecnologicamente depressa.

Mantellini

Ivi è Romena


There Romena lies






Giovedi 18 ottobre al castello di Romena, chiuso al pubblico per motivi di sicurezza, con Paola Giovanna con Happy collie di razza e Francesca White,  che ha finito la traduzione della mia "Guida per turisti vip", Dante e il Casentino, di prossima uscita in italiano, francese e inglese. Sempre che si trovi l'ufficiale pagatore...Francesca è un'italoangloamericana nata in America negli anni quaranta, vissuta a Firenze, abitante a Londra, passeggia lungo il pianeta (Cina, States..) e, quando può, viene a Firenze, come ora per 5 giorni. Era tanto che mi chiedeva di visitare il Casentino dopo che il mio fascicolo l'aveva messa a curiosare sul libro di Ella e Dora Noyes, Londra New York 1905, The Casentino and its story, cap X, Dante in the Valley.  Non che fosse nuova del Casentino, ma voleva rivedere Romena e non era mai stata al castello di Porciano. Castello anch'esso chiuso per gran parte della settimana, ma aperto a chi paga il soggiorno, come la coppia di americani con doppia casa in Florida e Tennessee incontrati sul cancelletto d'entrata al giardino di fronte alla torre. Da americani si sono presto intesi e così dopo pochi minuti eravamo tutti e quattro, escluso Happy,  sulle rampe ascensorate della torre a guardare Romena e il Casentino proprio là dove la valle tra brutti porci più degni di galle che d'altro cibo fatto in uman uso dirizza prima il suo povero calle. L'espressione estatica di Francesca di fronte al barba recitante. D'altronde era un dovere, perché  il suo lavoro di traduzione non viene a oberare il mio budget.

. Francesca White


 


 


 


 


 


 


 


 


E' stata una bella giornata, limpida e fresca senza essere ancora fredda come nel momento in cui scrivo. A  Poppi il castello che Francesca conosceva, ma non dopo gli ultimi bei restauri e il plastico della battaglia di Campaldino che puoi vedere in foto qui.

Occhio, ragazzi (III)


La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell'Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.


Postato da Beppe Grillo


venerdì 19 ottobre 2007

Occhio, ragazzi (II)



Sto ricevendo moltissime email e commenti di critica sul disegno di legge

“Nuova disciplina dell’editoria e delega al Governo per l’emanazione di un testo unico sul riordino della legislazione nel settore editoriale”.

Una precisazione: il disegno di legge non è stato discusso nel Consiglio dei Ministri del 12 ottobre perchè presentato come provvedimento di normale routine.

Ho letto il testo oggi per la prima volta e la mia opinione è che vada immediatamente bloccato il disegno di legge che, nei fatti, metterebbe sotto tutela Internet in Italia e ne provocherebbe probabilmente la fine.


E’ una legge liberticida, contro l’informazione libera e contro i blogger che ogni giorno pubblicano articoli mai riportati da giornali e televisioni.

Io faccio parte del Governo e mi prendo le mie responsabilità per non aver intercettato il disegno di legge, ma per quanto mi riguarda questa legge non passerà mai, anche a costo di mettere in discussione l’appoggio dell’Italia dei Valori al Governo.



Postato da Antonio Di Pietro


ITALIA: NON SEGUA LA STRADA DEL NOSTRO PAESE

 

Al nuovo governo di centro-sinistra noi Statunitensi per la pace e la giustizia di Roma nel giugno 2006 scrivemmo una lettera aperta chiedendo che fossero riconsiderati alcuni tipi di “sostegno” dati agli Stati Uniti, dall’ospitalità e contributi finanziari --attraverso accordi segreti --per le basi militari, allo stoccaggio di armi nucleari, all’appoggio logistico per i voli segreti della CIA, all’invio di truppe in Afghanistan e in Iraq.

 Il ritiro delle truppe italiane dall’Iraq, pur essendo un importante passo, finisce per essere sminuito dal fatto che non solo il governo italiano non si è mosso nelle direzione da noi auspicata, e cioè verso obiettivi di pace, ma addirittura ha proseguito sulla strada della maggiore militarizzazione dell’Italia e nel rafforzare il sostegno alle devastanti politiche degli Stati Uniti. 

Abbiamo visto infatti il governo italiano approvare la nuova base militare statunitense al Dal Molin di Vicenza. Il nostro paese, oltre alle 6000 basi militari sul proprio territorio nazionale, ne ha più di 700 in giro per il mondo, che costituiscono una rete senza precedenti mirata a garantire il proprio dominio militare, economico e politico a livello globale. Queste basi fanno parte della strategia della forward presence, ossia di una "presenza avanzata", che ormai è centrale alla dottrina della guerra preventiva. Di conseguenza, il paese che le ospita diventa direttamente uno strumento della guerra permanente e globale. Abbiamo visto firmare l’accordo sullo scudo antimissilistico statunitense, che coinvolge non solo le industrie italiane ma anche la ricerca con una ulteriore militarizzazione della stessa e con tagli alla ricerca civile, per non parlare della pericolosità di un sistema che ci porta verso una nuova guerra fredda.  

Abbiamo visto firmare l’accordo sul caccia statunitense F-35 Lightning (Joint Strike Fighter) della Lockheed Martin. L’Italia così si assume ulteriori impegni in un progetto statunitense che è già 31.600 milioni fuori budget e che prevede un enorme investimento di soldi pubblici (1.931 milioni USD per le prime due fasi e da 5.000 a 12.576 milioni USD per l'eventuale acquisto di 100-131 velivoli). Il rientro dei soldi pubblici investiti sarà solo sotto forma di commesse all'industria bellica privata.

Abbiamo visto il ricorso al segreto di stato sul caso dei voli segreti della CIA e Abu Omar.

 Nella seconda relazione del Consiglio d’Europa sulla pratica dell’extraordinary rendition, l’Italia, insieme alla Germania, viene particolarmente criticata per aver utilizzato il concetto del segreto di stato per ostacolare le indagini sul caso del rapimento di Abu Omar sul suolo italiano da parte della CIA.

 

E vediamo ancora le truppe italiane in Afghanistan, una missione che nessuno può più chiamare di pace.

 LA MILITARIZZAZIONE NEL NOSTRO PAESE SI È GIÀ AMPIAMENTE DIMOSTRATA UNA STRADA SBAGLIATA.

La spesa militare impegna metà del budget federale statunitense, mentre le spese sociali vengono tagliate con sempre più servizi privatizzati.

. Negli Stati Uniti, il 50% dei fondi per la ricerca universitaria proviene dal Pentagono e la cifra sale al 70% per le facoltà tecniche come ingegneria e informatica.

. Con la legge No Child Left Behind del 2002, le scuole pubbliche sono costrette a fornire al Pentagono i dati anagrafici degli studenti ai fini del reclutamento, pena la perdita dei fondi federali.

. I politici, sia Democratici che Repubblicani, non esitano ad approfittare dell’enorme

quantità di denaro mossa dalle commesse militari a scapito di programmi sociali e civili.

Condizioni di un mondo migliore potranno venire soltanto da un forte impegno nel reindirizzare la spesa militare verso iniziative che possano contribuire a soddisfare le esigenze fondamentali delle persone.


 Statunitensi per la pace e la giustizia – Roma

www.peaceandjustice.it info@peaceandjustice.it

 


 

Ho mandato la mia email di adesione alla manifestazione del 20 ottobre a Roma. Ho messo qui il volantino degli americani resistenti che abitano a Roma e che sono collegati con quelli di altre città, compresa Firenze. Di questi ne conosco personalmente più di uno. Io considero il popolo americano col suo melting pot un popolo oggettivamente superiore a tanti altri, compresi i cinesi che vanno a giro per il mondo, lavorano come pazzi spesso come schiavi, ma non si mescolano con gli altri. Gli americani sono diversi, ma sono in mano agli schiavisti del tempo di via col vento. Anche Michael Moore ce lo ricorda al cinema di questi tempi. Secondo me è fondamentale per il pianeta liberare l'America dalla banda che la gestisce. Che poi sono United Fruit, Coca Cola e via mangiando e bevendo. Che poi sono i banchieri di Londra e New York e via rubando e depredando. (In viale Talenti al posto di Ceccherini fai da te stanno mettendo l'ennesima banca...). Per questo insisto nel seguire organizzazioni e persone come gli americani d'Italia, quelli d'America,  gli obiettori di coscienza, Il mondo non può aspettare, notizie censurate, non in mio nome, il nostro Ferlinghetti, Howard Zinn, Shamir, Moore, Webster Tarpley, Chomsky, David Rey Griffin, Norman Finkelstein e tutti gli ebrei antisionisti, compreso il rabbino di New York che è andato ad abbracciare Amenabidabicomesichiama...


giovedì 18 ottobre 2007

Come si prevedeva:




il Vaticano pretende che le leggi e le sentenze debbano adeguarsi alle SUE verità. Leggere:

http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/cronaca/englaro-eutanasia/osservatore/osservatore.html


(Giampietro Sestini, segretario di Libera Uscita)




Domanda n.1: quanto durerà ancora questo pezzo d'antiquariato che si chiama curia romana, vaticano, santa sede in questo sforzo sovraumano di reggere un miliardo di fedeli con la pistola fasulla di una teologia tolemaica in questo mondo ormai pieno di astronavi?



Domanda n.2: quanto durerà la pazienza, il conformismo, la finta stupidità di migliaia di preti frati monache ordini religiosi associazioni cattoliche studiosi e letterati "credenti" costretti a digerire davanti al mondo le pie atroci banalità di papi cardinali vescovi nunzi monsignori prelati che fermano il sole bloccano la luna rendono tendono a rendere la vita di tanta gente simile a quella di Eluana Englaro? ***

Domanda n.3: quanto durerà l'appoggio massiccio in uomini e mezzi, rai tv giornali agenzie di stampa di tanta borghesia affarista e forcaiola se non anche ottusa  a questa nobiltà di kappa croce e spada che interpreta D.Chisciotte camuffato da vecchio Cid campeador?



Domanda n.4: quando arriverà il momento della resa dei conti per questa navicella curiale in via di precipitazione costretta a scegliere tra l'impatto catastrofico dello scisma o l'atterraggio d'emergenza di un nuovo Concilio?


***Ed ecco come vive ancora oggi Eluana: i suoi occhi si aprono e si chiudono seguendo il ritmo del giorno e della notte, ma non ti vedono. Le labbra sono scosse da un tremore continuo, gli arti tesi in uno spasimo e i piedi in posizione equina. Una cannula dal naso le porta il nutrimento allo stomaco. Ogni mattina gli infermieri le lavano il viso e il corpo con spugnature. Un clistere le libera l'intestino. Ogni due ore la girano nel letto. Una volta al giorno la mettono su una sedia con schienale ribaltabile, stando attenti che non cada in avanti. Poi di nuovo a letto. Dal gennaio 1992. 15 anni e nove mesi.




Spell: mane tekel fares (Daniele  5,25]



Divina commedia , umana tragedia


 Che val perché ti racconciasse il freno

Iustinïano, se la sella è vòta?

Sanz'esso fora la vergogna meno.                            90

  Ahi gente che dovresti esser devota,

e lasciar seder Cesare in la sella,

se bene intendi ciò che Dio ti nota,                        93

  guarda come esta fiera è fatta fella

per non esser corretta da li sproni,

poi che ponesti mano a la predella.

E se licito m'è, o sommo Giove

che fosti in terra per noi crucifisso,

son li giusti occhi tuoi rivolti altrove?                   120

  O è preparazion che ne l'abisso

del tuo consiglio fai per alcun bene

in tutto de l'accorger nostro scisso?   

(Purg. VI)


Parafrasi


A che è servito che Giustiniano ti abbia aggiustato il freno del vivere civile (con le leggi) se ora non hai in sella l'imperatore (che fa osservare le leggi)? Senza questo freno oggi la tua vergogna sarebbe minore (perché un popolo senza leggi non è colpevole della sua anarchia).

Ahi, gente di Chiesa, che dovresti dedicarti solo a opere di pietà, e lasciar sedere l'imperatore sulla sella (a esercitare l'autorità civile), se comprendi rettamente quello che Dio ti ha prescritto, osserva come questa cavalla è diventata ribelle per il fatto che non è guidata e domata dagli speroni dell'imperatore, da quando hai preso in mano la sua briglia.

O Cristo che sulla terra fosti per noi crocifisso, se ciò mi è permesso, ti chiedo: la tua giustizia si è rivolta altrove?

Oppure nell'abisso della tua sapienza permetti tutto questo in preparazione di qualche bene totalmente inaccessibile al nostro intelletto?

mercoledì 17 ottobre 2007

Occhio, ragazzi


C'è una nuova battaglia da combattere: se Internet debba rimanere libera e gratuita, come lo è se rimane in mani pubbliche, o se debba essere controllata. Controllare Internet non è facile ma ci sono i modi per farlo. Ci sono pochi sistemi per accedere alla Rete: se venissero privatizzati li vorrebbero controllare. Questa è una delle più grandi battaglie negli Stati Uniti, ora."

Noam Chomsky

Intervistato da Beppe Grillo

Con i se e con i ma

Segnalazione


La storia a rovescio di Leonardo. Due post lunghi, interessanti, quasi divertenti. Sono lunghi: se hai fretta sorvola.

Se avesse vinto Rosi Bindi


Se B WW diventasse Presidente (o all'incirca)

 

 

PRESS RELEASE


By LUISA MORGANTINI


Vice President of the European Parliament


Solidar's Silver Rose Award to the Parents Circle Families Forum:


A hope for peace, justice and reconciliation for Palestinians and Israelis


Brussels, 16th October 2007


"I am very proud and glad that the Silver Rose jury accepted my proposal to dedicate this year's Solidar Silver Rose Award, in its "International category - Peace and Reconciliation" to the Parents Circle Families Forum (PCFF)."PCFF is made up of over 500 bereaved families from both Israel and Palestine, promoting dialogue and true reconciliation" declared Luisa Morgantini Vice President of the European Parliament on the occasion of the Silver Rose Awards ceremony, today 16th October in the EP, in Brussels.


"The Israeli Aaron Barnea and the Palestinian Aziz Abu Sarah, have been rewarded on behalf of all the families of the Forum of Parents Circle who have directly experienced the suffering and loss caused by the  longstanding tragedy of the conflict.  All of them have tried to build their families despite the loss of their loved ones through violence.  


The Forum strives to change perceptions of the "Enemy" and to struggle against attitudes of violence and of vengeance: they organize dialogue meetings in Israeli and Palestinian secondary schools, involving some 40,000 students in more than 1,000 classroom sessions each year, seminars and training for young people to build dialogue, but also  "Reconciliation Workshops" attended by thousands of adults in Israel and the Palestinian Authority, summer camps for children from bereaved Israeli and Palestinian families and many other examples that represent the real hope for a just a sustainable peace between Israelis and Palestinians. 

Their aim of humanising the conflict and encouraging a genuine dialogue is extremely important in order to genuinely build a peaceful solution, starting by involving the two wounded civil societies and people. As Nurit Peled - rewarded with the Sakharov Price in 2001 by the European Parliament and herself a member of a bereaved family - says, the military occupation is killing both Palestinians and Israelis: the Parents Circle Forum also recognizes the need for justice for all.


 They really need and deserve all our support and help in order to educate and influence the public and policymakers to stop the violence and to achieve a political agreement, based on the mutual respect of two peoples in two independent and secure States".    


SOLIDAR is an independent international alliance of non-governmental organisations (NGOs) who are involved in social service provision, international co-operation, humanitarian aid and life-long learning, and are historically linked to the free and democratic labour and trade union movement.


Solidar's Silver Rose Awards celebrate the outstanding achievements of individuals and organisations that are active in the fight for social justice.


Every year, Solidar receives nominations from around the world. The winners, chosen by the Silver Rose jury, are people or organisations, working in civil society, who dedicates their work to bringing about a fairer and more just society.




Further information Luisa Morgantini 0039 348 39 21 465 or Brussels Office 0032 2 28 45 151

 

Luisa.morgantini@europarl.europa.eu www.luisamorgantini.net


More info about Parents Circle– Families Forum (PCFF), Israel/Palestine:  http://www.theparentscircle.com/




Abbuffata casentinese



Le tagliatelle di Piero


Domenica 14 ottobre, in quel di Becarino, comune di Poppi in Casentino, ascolto Sergio, ammiro Wolfgang, ma il richiamo della foresta viene dalle tagliatelle di Piero. Grazie a tutti. Una preghiera (che rimarrà inascoltata): cara Marisa, in queste abbuffate usiamo il self service. Non mettermi quel gran piatto di antipasti coi crostini e tutto il resto, quando a seguire aspettano le tagliatelle di Piero, lo sformato, il coniglio, l'arista, lo stufato, l'arrosto misto con la nana, la torta e magari i cantucci col vin santo.


Tre foto

mercoledì 10 ottobre 2007

Spoon River sulla collina di S.Miniato.





(Il cimitero monumentale si trova dietro la basilica di S.Miniato, sopra il Piazzale Michelangelo)


Quanto tempo era che non ascoltavo recitare Spoon River, questa mesta opera poetica, così unica nel suo genere, così in un certo senso ingenua, ma anche vera. L’ho riascoltata domenica scorsa al cimitero delle Porte Sante, dalla voce di 37 attori e attrici tutti giovani e devo dire convincenti.

In genere i cimiteri hanno su di me un doppio potere: di attrazione e di repulsione. Mi attrae scoprire un viso interessante, una storia commovente e con un finale drammatico, la giovinezza stroncata, la grazia di un viso che sorride inconsapevole di un destino avaro, una poesia messa lì dall’amore di un padre, di un marito e potrei continuare, con tutti quei particolari che subito mettono in movimento i sentimenti già predisposti nel momento in cui si entra in questi luoghi. D’altra parte ci sono cose che mi disturbano e mi fanno nascere dentro una tristezza che mi stringe alla gola. Tutto quel marmo bianco così orrendo, quelle cappelle con i vetri bui e mezzi rotti e quei pinnacoli gotici agghiaccianti. Che peso sul cuore! Come sarebbe più gradito un cimitero di pietre tufacee o comunque pietre, magari in forma di sassi con erba intorno. Una piccola città silenziosa, morta appunto, ma con discrezione, con rispetto dei morti prima di tutto, ma anche dei vivi. Benvenute le piccole urne dell’incinerazione, quando sempre più questo modo rispettoso di tutto, della persona e del luogo, sarà più diffuso. E’ pensando a quel piccolo cimitero di collina che aveva ispirato E.L.Masters che ho ascoltato con piacere e talvolta con commozione gli attori che, disseminati un po’ in tutto lo spazio, facevano parlare i personaggi di Spoon River. Essi sono, secondo un certo gusto romantico ma anche secondo le scelte personali dello scrittore, povera gente che è stata maltrattata dalla vita e lo dice perché le offese non siano dimenticate e perché la loro voce, a volte gentile a volte disperata, arrivi al passeggero e desti un sentimento d’affetto. Queste storie sono quasi tutte belle nel senso che esprimono un’umanità vera, nonostante che siano un’invenzione letteraria. Da qui certamente la fortuna di quest’opera nel tempo. Mi sono piaciute particolarmente tre donne: Maria Cassi, bravissima nella parte di Dippold, l’ottico, la dolce moglie suicida dopo l’operazione che l’aveva lasciata ormai quasi invalida, non so da chi interpretata e infine il personaggio di Lucinda Matlock (**) di cui Giusi Merli ha reso benissimo la serenità di una vita lunga e appagata. Questa serata ha avuto anche una splendida cornice naturale. Cielo terso, piccole nuvole bianche dietro cui tramontava un sole color d’oro in un clima ancora dolcemente estivo. Paola Galli.



(**) Lucinda Matlock

 

Andavo a ballare a Chandlerville,

e giocavo a carte a Winchester.

Una volta ci scambiammo i cavalieri

al ritorno in carrozza sotto la luna di giugno,

e così conobbi Davis.

Ci sposammo e vivemmo insieme settant’anni,

divertendoci, lavorando, crescendo dodici figli,

otto dei quali ci morirono,

prima che arrivassi a sessant’anni.

Filavo, tessevo, tenevo in ordine la casa, assistevo i malati,

curavo il giardino, e alla festa

andavo a zonzo per i campi dove cantavano le allodole,

e lungo lo Spoon raccogliendo molte conchiglie,

e molti fiori ed erbe medicinali—

gridando alle colline boscose, cantando alle verdi vallate.

A novantasei anni avevo vissuto abbastanza, ecco tutto,

e passai a un dolce riposo.

Cos’è questa storia di dolori e stanchezza,

e ira, scontento e speranze cadute?

Figli e figlie degeneri,

la vita è troppo forte per voi—


ci vuole vita per amare la vita.

(In omaggio a Giusi Merli -perfetta e creativa - che sta qui all'Isolotto).



Prenditi un caffè in compagnia di Edgar, Fabrizio e Fernanda, qui.

martedì 9 ottobre 2007

Dear World Can't Wait Supporter,


There are War Criminals in the White House – Drive them Out NOW! No Attack on Iran!


World Can’t Wait is working to create a political atmosphere to prevent an attack on Iran. Students, the anti-war movement, and all the people horrified by the Bush regime’s crimes, including the recent revelations that the White House has secretly returned to using “extreme” interrogation measures, must come to see this as their responsibility.


Diamo una mano a Debra Sweet.


Si sentisse mai mezza parola di sostegno a questa America.


lunedì 8 ottobre 2007

Storia del grillo e della formica

Parole di: Anonimo

Musica di: Anonimo


Povero Grillo, faceva l'ortolano,

dalla miseria e l'impegnò 'l gabbano.

Larinciunfelarillallera

larinciunferarillallà.


Povero Grillo, l'avea un campo di lino,

la Formicuzza gli chiese un filolino.


Disse lo Grillo: «Che cosa ne vuoi fare?»

«Calze e camicie: mi voglio maritare».


Disse lo Grillo: «Lo sposo sarò io».

La Formicuzza: «Sono contenta anch'io».


Ecco arrivati al giorno delle nozze:

un fiasco di vino e tre castagne cotte.


L'erano in chiesa, gli sta per dar l'anello,

il Grillo casca, gli si spaccò i' cervello.


La Formicuzza da i' gran dolore impazza;

sposa di fresco, la ritornò ragazza!


Le formicuzze e si vestian di nero

pe' accompagnare i' Grillo a i' cimitero.


Tutti i grillini e si vestian di bianco

pe' accompagnare l'amico a i' camposanto.


La Formicuzza dal grande dolore

prese le zampe, se le ficcò ni' core.






Versione alternativa


Sono le otto, di là dal monte Ovale

si sente dire che il Grillo stava male.


Sono le nove, di là dal porto

si sente dire che il Grillo è bell'e morto.


Sono le dieci, di là dal Monte Bianco

si sente dire che il Grillo è al camposanto.


Sono le undici, di là dal Monte Nero

si sente dire che il fatto non è vero.


È mezzanotte, di là dal Monte Stretto

si sente dire: bambini andate a letto.


_________________________________________________________________


Ma volevo parlare di Beppe Grillo


Col pensiero a quanto scritto nel suo blog sui rom rumeni e col pensiero al quanto scritto nel suo blog da

http://salamelik.blogspot.com/2007/10/grillo-e-lisola-delle-sirene.html.


Sono due blog che fanno parte dei miei feeds, del mio becchime giornaliero, per poter rimanere informato senza leggere il Corriere o Repubblica. 

Sherif El Sebaie considera perduto per noi il Beppe Grillo ormai internazionale. Acquisito ormai al blocco populista-fascista, inevitabile sbocco finale.  Anche Santoro...

A Sherif, a me stesso, io dico:

anche la Bibbia è utilizzabile da populisti e fascisti, da sionisti e neocon, vaticano e Opus Dei...Questo non vuol dire che gliela debba regalare. Almeno il Nuovo Testamento provo a utilizzarlo ai miei fini. Così il Grillo. Se leggo i commenti ci trovo di tutto. Populisti e fascisti,  democratici e antifascisti. Ma la massa di notizie altrimenti criptate che ci regalano Santoro e Grillo è determinante in questo momento per noi che viviamo in un mondo massmediafatto dove il terrorista globale si veste da poliziotto per farsi aiutare da te a dar la caccia al pacifista vero trasformato in terrorista con l'aiuto degli effetti cinematografici...Insomma fa bene
Sabina Guzzanti a servirsi di Grillo per pubblicare la replica che Riotta nasconde... E Marco Travaglio a chi lo diamo?

Viviamo in un sistema concentrazionario e siamo costretti ad assumere in noi l'equivoco, a vivere l'ambiguità. Espressa così bene - in negativo - da quel poveraccio che ripete "ma io sono di sinistra" mentre si eccita a veder Grillo che inforca, come un diavolo di Malebolge, "tutti i rom rumeni": un pogrom.

Aiutiamo il grillo a non cascare spaccandosi il cervello. Non ficchiamoci le zampe nel cuore. Sono le 11, di là dal monte nero si sente dire che il fatto non è vero. Il grillo non è morto. 

Mandiamo a letto i bambini, ma noi adulti e vaccinati sarà bene che rimaniamo svegli. Comunque cerchiamo di dormire con gli occhi aperti. O stabiliamo turni di guardia. E mutande di latta.


 

domenica 7 ottobre 2007

Bruce Springsteen





Scarce sent in this video and rough transcript of Bruce Springsteen’s appearance on NBC this morning. He slammed the Bush administraion over the way they have attacked our core US values. He sums it up nicely, wouldn’t you say?

(Lo scrive Debra Sweet)


video_wmv Download (4438) | Play (5839) video_mov Download (2304) | Play (2869) (25 mgs)



This is a song called Livin’ In the Future. But it’s really about what’s happening now. Right now. It’s kind of about how the things we love about America, cheeseburgers, French fries, the Yankees battlin’ Boston… the Bill of Rights [holds up microphone, urging crowd to cheer] … v-twin motorcycles… Tim Russert’s haircut, trans-fats and the Jersey Shore… we love those things the way womenfolk love Matt Lauer.


Questa è una canzone chiamata vivere nel futuro. Ma è davvero ciò che accade ora. Proprio ora. Si tratta di cose che noi siamo soliti amare come America, cheeseburgers, patatine fritte, gli Yankees che battono i Boston… la Carta dei diritti  [alza il microfono, fai svegliare la gente] … raids di  moto… il taglio di capelli di Tim Russert,  i trans-grassi e il Jersey shore… amiamo queste cose come le donne amano Matt Lauer.



But over the past six years we’ve had to add to the American picture: rendition, illegal wiretapping, voter suppression, no habeus corpus, the neglect of our great city New Orleans and its people, an attack on the Constitution. And the loss of our young best men and women in a tragic war.


Ma negli ultimi sei anni abbiamo dovuto aggiungere al quadro americano: resa, illegale intercettazione,  soppressione del voto, negazionedell'habeus corpus, abbandono della nostra grande città New Orleans e del suo popolo, un attacco alla Costituzione. E la perdita dei nostri migliori giovani uomini e donne in una tragica guerra.



This is a song about things that shouldn’t happen here—happening here.”

Questa è una canzone di cose che non dovrebbero succedere qui - e che stanno succedendo.


Trovato qui


Autopromozione





In collaborazione con “ISIS Fermi”


CENTRO TERRITORIALE PERMANENTE per l’EDA del Casentino


Circolo di Studio PAESARTE




paesaggi letterari




Bibbiena - Salone Comunale

 

Giovedì 11 ottobre 2007 - ore 17.00




Tra Casentino e Romagna insieme a Dante ai primi del 300 -



Incontro con Urbano Cipriani, studioso di Dante e del Casentino

 

 

Giovedì 25 ottobre 2007 - ore 17.00

Una guida Chiamata Dante - I viaggi letterari sulle orme del poeta - Incontro con Raffaella Cavalieri, dottore di ricerca presso

l’Università di Siena

 

COMUNE DI BIBBIENA

BIBLIOTECA COMUNALE

 

giovedì 4 ottobre 2007


Il 14 ottobre darò il voto a lei e 5 € al PD (perdone, amigo)


Tatticamente. Per ridimensionare Veltroni, buon critico cinematografico, gentile, simpatico, molto signore.  Ha sostenuto la titolazione della stazione Termini a Carol Vojtila. L'ateo bigotto è cinico; non sbigottisce mai di fronte alle quotidiane pie banalità e sante trivialità vaticane. Il credente bigotto lo è un po' meno. E' capace di sbigottirsi, qualche volta, di fronte alle predette.  Certo, con beneficio d'inventario. Me la troverò contro sull'eutanasia, ma sarà più flessibile sul testamento biologico, sarà dura con le cellule staminali e tutta la biotecnologia.  In famiglia alle ultime elezioni ci siamo distribuiti tra Di Pietro e Diliberto. Continueremo a essere estravaganti, giudicando al momento e  caso per caso. Domani la vedrò in Palazzo Vecchio, salone dei 200, insieme al Vicesindaco Matulli, a D.Mazzi (quello rimosso da parroco dell'Isolotto, non il consulente RAI) e a Luciana (quella della Kimeta=stireria sartoria per donne rom). Ore 17. Viene presentato un testo scritto di parole pronunciate a Scandicci nel 1987 o giù di lì. Povera laicità. Se potete procurarvi il libro leggete l'intervento di Padre Balducci. Purtroppo oggi mala tempora currunt.

Come dicevan gli alpini scrivendo dal fronte in quel mattatoio del 15-18 (per eludere la censura): "Avanziamo vangando". Coraggio, amici. Resistere, resistere, resistere.


 Venerdì 5 ottobre 2007- ore 17.00 nel Salone de’ Dugento del Palazzo Vecchio


per la presentazione del libro


Laicità nella società, nello stato, nella ChiesaIntroduce Giuseppe Matulli vicesindaco del Comune di Firenze., Ministro della Famiglia, sul tema "Cogliere la sfida di una nuova laicità: il pluralismo etico, religioso, culturale".


edito dal Comune di Firenze e dall’Archivio storico della Comunità dell’Isolotto, a cura di Enzo Mazzi, Tina Savitteri, Stefano Toppi, prefazione di Giuseppe Matulli, contributi inediti di Ernesto Balducci, Giuseppe Barbaglio, Ciro Castaldo, Giulio Girardi, Pietro Ingrao, Hans Küng, Benedetta Liberio, Domenico Maselli, Enzo Mazzi, Lidia Menapace, Giorgio Spini, contributi di sei gruppi di studio delle comunità cristiane di base italiane.


  Intervengono:Rosy Bindi - Luciana Angeloni,


Lettura di alcuni brani a cura di Tina Savitteri.


sul tema: "Buone pratiche di laicità nell’esperienza di rapporti fra donne del territorio e donne rom del Poderaccio che ha prodotto il Laboratorio Kimeta, esperienza raccontata nel libro "Mani di donne".

Aggiornamento post-factum 



Video integrale dell'incontro in Palazzo Vecchio, suddiviso singoli per interventi.





Clicca sull'immagine

 


 

James Blunt Same Mistake Lyrics




Saw the world turning in my sheets

And once again, I cannot sleep

Walk out the door and up the street

Look at the stars beneath my feet

Remember rights that I did wrong

So here I go



Hello, hello



There is no place I cannot go

My mind is muddy but

My heart is heavy, does it show

I lose the track that loses me

So here I go



oo oooooo ooo ooo oo oooo...



And so I sent some men to fight,

And one came back at dead of night,

said "Have you seen my enemy?"

said "he looked just like me"

So I set out to cut myself

And here I go



oo oooooo ooo ooo oo oooo...



I'm not calling for a second chance,

I'm screaming at the top of my voice,

Give me reason, but don't give me choice,

Cos I'll just make the same mistake again,

[Same Mistake lyrics on http://www.metrolyrics.com]





oo oooooo ooo ooo oo oooo...



And maybe someday we will meet

And maybe talk and not just speak

Don't buy the promises 'cause

There are no promises I keep,

and my reflection troubles me

so here I go



oo oooooo ooo ooo oo oooo...



I'm not calling for a second chance,

I'm screaming at the top of my voice,

Give me reason, but don't give me choice,

Cos I'll just make the same mistake (REPEAT) again



oo oooooo ooo ooo oo oooo...



So while I'm turning in my sheets



And once again, I cannot sleep



Walk out the door and up the street



Look at the stars



Look at the stars, falling down,



And I wonder where, did I go wrong.