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mercoledì 31 dicembre 2014

Un picchiettare sommesso ai vetri lo fece voltare verso la finestra


sfogliando un vecchio post: emozioni che ritornano.
LUNEDÌ 3 FEBBRAIO 2003 – MERCOLEDI 31 GENNAIO 2015
Guardando da dentro la finestra di casa, quando fuori nevica:
A Dublino nel 1904 in una serata in prossimità del Natale, si svolge la tradizionale festa, che tre signorine della buona borghesia, due anziane sorelle, Kate e Julia Morkan, e la loro nipote Mary Jane, offrono ogni anno per amici e parenti. Si fa musica, si balla e si partecipa ad un ottimo pranzo, preparato completamente dalle padrone di casa. Gabriel Conroy, nipote prediletto delle signorine Morkan, e sua moglie Gretta sono gli ospiti principali e aiutano a ricevere gli invitati. Soprattutto è insostituibile Gabriel, incaricato dalle zie di svolgere incarichi delicati, come sorvegliare Freddy Matines, un caro amico troppo spesso ubriaco, o tagliare al momento opportuno l'oca arrosto, e, infine, pronunciare il discorsetto ufficiale. Egli è un uomo mediocre e tranquillo e fa tutto questo con la solita gentilezza e premura, mentre guarda ogni tanto soddisfatto la sua bella moglie, che partecipa alla riunione con un certo distacco. La conversazione è vivace e si parla molto di musica, essendo le padrone di casa delle appassionate musiciste. C'è anche un noto tenore, fra gli ospiti, ma sembra non voglia esibirsi, mentre la vecchia zia Julia, con voce molto flebile, canta una celebre aria in modo patetico. Tutti lodano l'ospitalità squisita delle tre signorine e il successo della festa. Poi viene l'ora di andarsene: Gabriel e Gretta sono rimasti fra gli ultimi e, poichè abitano lontano, per quella notte andranno all'albergo. Il marito è già pronto ad uscire e aspetta nell'ingresso la moglie, ma la vede fermarsi sulla scala all'improvviso, a poca distanza da lui: in quel momento il tenore, in una stanza al piano di sopra, ha iniziato a cantare una vecchia e triste canzone irlandese, e Gabriel scorge chiaramente che, ascoltandola, Gretta è commossa fino alle lacrime. Poi i due coniugi raggiungono in carrozza l'albergo, mentre nevica abbondantamente. Gabriel, vedendo la moglie sempre assorta e triste, le chiede il perchè del suo turbamento, e Gretta gli racconta, piangendo, che la canzone ascoltata le veniva cantata un tempo da un giovane che l'amava, quando lei, fanciulla, abitava con la nonna in un piccolo paese, e questo tenero e puro legame aveva dovuto interrompersi, quando lei era stata costretta a partire per venire in collegio a Dublino. Disperato per un addio, che prevedeva definitivo, Michael (così si chiamava il ragazzo), pur essendo ammalato molto gravemente, aveva passato un'intera giornata sotto la pioggia per rivederla un'ultima volta, e in quel colloquio le aveva confessato che non desiderava più vivere. Infatti, pochi giorni dopo l'arrivo in collegio, Gretta aveva saputo che egli era morto. Mentre Gabriel, sempre più turbato, ascolta il racconto, la moglie continua a piangere disperata. Finalmente, poi, si addormenta. Gabriel, invece, rimane a lungo sveglio, guardando la neve cadere e pensando a questo idillio di cui non sapeva nulla. Evidentemente c'è un lato di Gretta, che lui non conosce e che lo preoccupa: questo amore lontano, questo Michael, che è morto, è in realtà più vivo di lui e Gretta ne è ancora affascinata. Il marito guarda con tenerezza il viso della moglie, che sarà stato certo bellissimo quando ha ispirato un sentimento così profondo, ma ora comincia già a sfiorire un poco. E intanto nevica, nevica su tutta l'Irlanda, anche sul piccolo cimitero in collina, dove Michael è seppellito.
A few light taps upon the pane made him turn to the window. It had begun to snow again. He watched sleepily the flakes, silver and dark, falling obliquely against the lamplight. The time had come for him to set out on his journey westward. Yes, the newspapers were right: snow was general all over Ireland. It was falling on every part of the dark central plain, on the treeless hills, falling softly upon the Bog of Allen and, farther westward, softly falling into the dark mutinous Shannon waves. It was falling, too, upon every part of the lonely churchyard on the hill where Michael Furey lay buried. It lay thickly drifted on the crooked crosses and headstones, on the spears of the little gate, on the barren thorns. His soul swooned slowly as he heard the snow falling faintly through the universe and faintly falling, like the descent of their last end, upon all the living and the dead.
Un picchiettare sommesso ai vetri lo fece voltare verso la finestra: aveva ricominciato a nevicare. Osservò assonnato i fiocchi neri e argentei che cadevano obliqui contro il lampione. Era giunto il momento di mettersi in viaggio verso occidente. Sì, i giornali dicevano il vero: c’era neve dappertutto in Irlanda. Cadeva ovunque nella buia pianura centrale, sulle nude colline; cadeva soffice sulla palude di Allen e più a ovest sulle nere, tumultuose onde dello Shannon. Cadeva in ogni canto del cimitero deserto, lassù sulla collina dov’era sepolto Michael Furey. S’ammucchiava alta sulle croci contorte, sulle pietre tombali, sulle punte del cancelletto, sugli spogli roveti. E la sua anima gli svanì adagio adagio nel sonno mentre udiva lieve cadere la neve sull’universo, e cadere lieve come la discesa della loro estrema fine su tutti i vivi e i morti.



domenica 24 febbraio 2013

Sera d'inverno


Quando la neve scende giù lieve
Accanto al caminetto, aspettando l'esito delle elezioni, riandando a tanti momenti della vita vissuta, rivivendo baite e caminetti alpini o appenninici:
Vivere vorrei addormentato
dentro il dolce rumore della vita
(Sandro Penna)


Qualche lieve fruscio sui vetri lo fece voltare verso la finestra. Aveva ricominciato a nevicare. Guardò assonnato i fiocchi, argentei e scuri, che cadevano obliqui contro la luce del lampione. Era venuto il momento di mettersi in viaggio verso l'ovest. Oh sì, i giornali avevano ragione: c'era neve in tutta l'Irlanda. Cadeva dovunque sulla scura pianura centrale, sulle colline senza alberi, cadeva soffice sulla palude di Allen e, più a occidente, cadeva sulle scure onde ribelli dello Shannon. Cadeva anche nel solitario cimitero della collina dove Michael Furey era sepolto. Si posava a larghe falde sulle croci contorte e sulle lapidi, sulle punte del cancelletto, sugli sterili rovi spinosi. E lenta la sua anima s'abbandonò mentre udiva la neve cadere lieve su tutto l'universo, lieve come la loro definitiva discesa, su tutti i vivi, su tutti i morti.
C'è neve sulle foreste casentinesi, sulle colline scivolanti giù tra il Pratomagno e la Giogana, sui castelli e pievi dell'alto Casentino, la neve cade sulle scure onde impetuose dell'Arno. Cade  nel solitario cimitero di Avena dove babbo e mamma riposano con Silvana e Natalino, Ida e Santi, e tutti i Baracchi di Guzzigli, i bigonai e bottegai e contadini di Lierna, dove riposerò in una manciatina di cenere calcinata nei dì a venire quando sarò ritornato una piccola fibra dell'Universo che anche attraverso me ha cercato di capire se stesso usandomi come uno specchio.
"A few light taps upon the pane made him turn to the window. It had begun to snow again. He watched sleepily the flakes, silver and dark, falling obliquely against the lamplight. The time had come for him to set out on his journey westward. Yes, the newspapers were right: snow was general all over Ireland. It was falling on every part of the dark central plain, on the treeless hills, falling softly upon the Bog of Allen and, farther westward, softly falling into the dark mutinous Shannon waves. It was falling, too, upon every part of the lonely churchyard on the hill where Michael Furey lay buried. It lay thickly drifted on the crooked crosses and headstones, on the spears of the little gate, on the barren thorns. His soul swooned slowly as he heard the snow falling faintly through the universe and faintly falling, like the descent of their last end, upon all the living and the dead. "
Jaime Joyce, the dead.
La neve posa lieve sul campo di Bologna, là a porta Saragozza e la vittoria della Fiorentina è rimandata a martedi 26, insieme alla vittoria elettorale che giace dentro le urne della scuola Gramsci di via del Sansovino, qui all'Isolotto di Firenze. Mentre il papa sogna Castelgandolfo lontano da Vaticangaglioffo.

mercoledì 7 novembre 2012

La prima neve

foto 2005
Io ci sarò (finché la gamba regge) - Sempre un piacere sciare con Piero.

Dal 18 al 22 dicembre inizieremo a rodare gambe e sci sulle nevi di Falcade, approfittando dell’offerta la prima neve, che prevede 4 giorni di mezza pensione e 4 gg. di skipass al prezzo di tre. Andremo all’hotel Stella Alpina, distante circ 700 m. dagli impianti di risalita, raggiungibili con navetta. Il costo per la mezza pensione è di € 144 e lo skipass adulti costa € 91, senior 82. Supplemento camera singola € 27 per 4 giorni. Chi fosse interessato si metta in contatto con Pier luigi ( pcaramelli@alice.it) o scriva alla mail dell’Azimut (info@azimut-firenze.it). Si accettano iscrizioni fino ad esaurimento posti.
G.S. Azimut

mercoledì 14 marzo 2012

All'Abetone

Sulle piste tracciate da Zeno Colò



Martedi 13 marzo 2012: la prima e forse ultima sciata di quest'anno, con Simone alla fotocamera. Nel video si vede il Cimone, la montagna più alta dell'Appennino centrale. La neve buona, per un paio d'ore ottima. Mia grande fiacca (età, mancanza d'allenamento, modesta perizia tecnica). Ma "La luce del sole sul biancore della neve ha un potere euforizzante"). Per questo invidio i cultori dello scialpinismo (Piero Caramelli con Fiorella, Zoe e Luna sciavano in contemporanea al Corno alle Scale, località Madonna dell'Acero, Bo - per oggi senza le pelli di foca-).

lunedì 20 dicembre 2010

E la tranvia va





Video



Sabato 18 dicembre 2010 - nevicata su Firenze e Toscana. Si fermano treni e autostrade, ma la tranvia Scandicci-S.Maria Novella va.



Nella seconda parte si vede la nevicata del giorno prima, venerdi 17 dicembre, zona Isolotto.

E la tranvia va.








 









Sabato 18 dicembre 2010 - nevicata su Firenze e Toscana. Si fermano treni e autostrade, ma la tranvia Scandicci-S.Maria Novella va.

Nella seconda parte si vede la nevicata del giorno prima, venerdi 17 dicembre, zona Isolotto.

http://www.youtube.com/watch?v=gAhsBj2nPtA




giovedì 18 marzo 2010

Il Corno alle scale


Sullo sfondo l'Abetone



Il taglio bianco quasi perpendicolare è la Fivizzani o Chieroni che parte dalle Regine a arriva a Secchieta, verso il Gomito.










Anche Sergio Ducci, mio compagno di giornata è stato contento di rivedere dopo tanto tempo il Corno alle Scale, in località Madonna dell'Acero, provincia di Bologna, mentre il Cimone è Modena e l'Abetone Pistoia.  Mi piace ricordare il Corno perché fu la prima meta collegiale delle domeniche di 30 anni fa quando si andava in pulman con lo Yeti della XXV Aprile di Via Bronzino, oggi Azimuth all'Andrea del Sarto. Si andava: babbo, Paola, Michele, Simone con i Caramelli, il Papini...Ho trovato un Corno alle Scale rimesso a nuovo, la pista delle Rocce raddoppiata, come la parte delle Polle, verso il Cupolino e il lago Scaffaiolo (quello della "Passeggiata Scolastica" primo attore Delle Piane). Mi piace segnalare il Corno, non solo e non tanto perché qui Alberto diventato Tomba veniva a divertirsi da bambino, ma perché...non si paga il posteggio, il biglietto giornaliero costa 23 € cn riduzioni per bambini, giovani fino a 19, anziani over 65, perché con 5€ prendi un bombardino con bombolone, offri un cappuccio a Sergio..Certo i pensionati possono andare un martedi 16 marzo 2010, cielo limpido come da previsioni, neve a sfare come attualmente su tutto l'appennino centrale. Neve un po' troppo dura fino alle 10,30. La miglior neve col miglior sole è stata dalle 12 alle 15,30 quando siamo risaliti in macchina via Vidiciatico, Lizzano, Silla, Porretta, valla buia o come si chiama davvero buia, Pistoia Firenze. Poca gente, niente code agli impianti, poter sciare in larghe serpentine senza guardarsi indietro a schivar tavole e scivolatori folli. Consigliato.

PS. A destra della foto si vedeva tutto il giro delle Alpi, ma un po' offuscato, e non ho una foto all'altezza.


sabato 14 febbraio 2009

Si licet parva componere magnis

 Ieri ero all'Abetone con Simone



Per chi va a sciare all'Abetone: Apri questo Album e dai una mano.


Nota del 18 febbraio:


Mi scrivono dall'Abetone che l'impianto della seggiovia quadriposto delle Regine non è comunale ma di proprietà della Società Ximenes S.p.A. alla quale compete di mettere in sicurezza quella situazione a rischio.

XIMENES scarl

Via del Pescinone 15 - 51012 Abetone - Pt

Tel: 0573 607823 - Fax: 0573 60475

a.corsini@comune.abetone.pt.it

Riferimento – Giancarlo Ciacci

giovedì 15 gennaio 2009

Non ho l'età

per un pareggio












Simone (foto)

 

 

Nr Impianti                  78

 Dislivello                    m. 23.734

 Stima Km Pista          128

 


Barba

 

 

Nr Impianti                 60

 Dislivello                     m. 17.370

 Stima Km Pista           97



Il conteggio si fa qui (in successione, con il proprio skipass:



 



Ti seguono giorno giorno, pista pista.  Il giorno della foto, questi i passaggi memorizzati dallo skipass di Simone:


 Data: 09-01-2009

 

 1. BOÈ

 

 2. VALLON

 

 3. VALLON

 

 4. COSTES DA EGA

 

 5. COL ALTO

 

 6. BRAIA FRAIDA

 

 7. CIAMPAI

 

 8. Fun. Lagazuoi And.

 

 9. Segg. 5 Torri And.

 

 10. Segg. Averau

 

 11. Scio. F. Averau

 

 12. Segg. Fedare And

 

 13. Segg. Croda Negra

 

 14. Segg. Falzarego

 

 15. Fun. Lagazuoi And.

 

 16. ARMENTAROLA

 

 17. PIZ SOREGA

 

 18. BIOK


 

Il servizio online ti permette di rivivere le tue discese sun diagramma interattivo...



E poi si dice la privacy.

martedì 13 gennaio 2009

I cavalli dell'Armentarola



Clicca sulla foto per farli partire (con un po' di pazienza...)


Tre foto


Per vedere Simone sciare sul piz Boé del Sella apri le ultime su Flickr (in fondo alla colonna sinistra del Blog).

domenica 11 gennaio 2009

Io vivere vorrei addormentato

entro il dolce rumore della vita




clicca sulla foto per ingrandire


Selva di Val Gardena, la mattina dell'8 gennaio 2009: arrivo della cabinovia del Ciampinoi.


 Alle spalle del fotografo che fa ombra il Sella e Plan de Gralba, a fianco il Sassolungo. V. foto.

lunedì 5 gennaio 2009

Corvara


Dal 6 al 10 gennaio sono qui con Simone e Pierfrancesco.  Previsione meteo: primi due giorni nuvolo (nevicate?), giovedi, venerdi,sabato sole. Ne riparliamo. Per la TV domani giornata spaventosa per clima glaciale (ma non dovevano sparire i ghaicciai?) e traffico assolutamente pazzesco (ma se non ci sono i TIR).  Antonella (figlia di Pierfrancesco) mi telefona allarmata per il freddo polare, la lunghezza del percorso e le diffide del teledrogatogiornale.  Quando nel 1941 Mussolini mandò in Russia gli Alpini siciliani e calabresi con le scarpe di cartone e i giornali da mettersi sul petto contro il freddo.

L'albergo: ...In hotel sono stati eseguiti importanti

interventi di ampliamento e ristrutturazione che riguardano gli spazi comuni.

Sono 29 le nuove camere "superior" e 25 le nuove "suite" con ampie vetrate e

balconi,dispongono di tv satellitare, telefono, internet, cassaforte, frigobar, bagni

con riscaldamento a pavimento, asciugacapelli, doccia e vasca, Una nuova

costruzione è stata affiancata alla precedente e dispone di 54 camere, una stube

con una tipica stufa in muratura, una zona benessere che comprende la piscina coperta

e scoperta , idromassaggi e idromassaggio cervicale, docce a pioggia. Accanto alle

piscine una zona "Wellness" vi attende dove potrete nello scegliere tra massaggi rigeneranti,

orientali e trattamenti estetici all'avanguardia. Per chi scia: ski room e servizio pubblico

gratuito di bus navetta per gli impianti di risalita. Parcheggio esterno incustodito e coperto a pagamento.

Impianti : 464 impianti che servono 1180 km di piste.


la madonna!

sabato 13 dicembre 2008

L'ovovia dell'Abetone

Mai di Domenica



Tanto meno lunedi 8 dicembre. Meglio in Francia, dove è giorno feriale. Santa Madonna!  Ci sono tutti gli italiani in recessione.  L'ho fatto per Michele che non ha mai tempo infrasettimana. Che poi ha dato forfait per una botta al ginocchio. Figlio mio! In compenso ho ritrovato un Piero Martini in buona forma. Non la mia, fuori esercizio, sempre a questa tastiera (vero Paola?). La giornata splendida, ma le neve troppo dura per me. La prima discesa sulla Stucchi mi ha messo in difficoltà. Il miracolo del posteggio trovato alle Regine. Dai discorsi sentiti in ovovia sembra che in val di Luce abbiano chiuso l'entrata alle macchine per mancanza di spazio. Era il più bel posteggio dell'Abetone. L'hanno riempito di cemento. Merdaioli. Saluto Piero Caramelli al cellulare; so che è a Capannella (Dogana, Rotari per chi conosce il posto). Mi risponde beato dal Balzo delle Rose dove è salito con le pelli di foca. Sta discendendo su uno zoccolo di neve ricoperto da uno spolverino morbido; solo con Fiorella e il Marcucci. "Arriviamo con gli sci fino a casa". Grande sherpa, ti saluto. Goditela.

Due modi di stare sulla neve, due modi di stare al mondo. Oggi m'è toccato quello sbagliato.


Penso a quella serie di sventurati rientrati alla base col toboga (leggi: taboga): se ne sono visti almeno quattro; ma in ovovia parlavano di una dozzina. Speriamo sia il solito vizio di drogare le notizie. (Il problema delle tavole con una traiettoria poco compatibile  con quella degli sci; si dovrà arrivare, almeno in certi giorni, a piste differenziate obbligatorie? ).


PS. Ho parlato del ex-posteggio di Val di Luce andato a ramengo. Ma alle Regine le cose non vanno ancora bene: per fare il biglietto 20 minuti di coda su uno spazio a rischio perché coincide con l'arrivo della Chieroni, stretto e in curva. Si sale alla biglietteria dalla strada nazionale su scale di cemento strette e ghiacciate. Penso alle scale ricoperte di caucciù e alle rampe mobili di Ulrich Ortisei. No, gli abetonesi continuano a rimanermi antipatici. Ma le piste sono belle. E loro lo sanno. In queste ultime stagioni hanno avuto un gran culo con la neve. Per piacere, sistemate le Regine.

lunedì 21 gennaio 2008

La prima neve

Ricorderai


 

clicca sulle foto per ingrandirle

Tre bellissime giornate. Elena le serberà nella memoria per tutti noi.

Aspetto un commento di Elena sulla foto in Flickr (fatti aiutare da babbo Guido).

giovedì 17 gennaio 2008

sabato 24 marzo 2007

Abetone 23 marzo 2007




Dal rifugio della Selletta guardando il monte Gomito. Ore 13.

Ma fino a mezzogiorno cielo azzurro.

La neve come poche volte. La Stucchi eccezionale. Ma Simone preferisce la uno delle Zeno. Il Pulicchio chiuso. Aprirà domani sabato, dato che i cannoni stanno sparando (riferito da testimoni oculari).

NB. Gli abetonesi non si smentiscono: alla seggiovia delle Regine mancava il bigliettaio, attesa di un quarto d'ora per prendere l'impianto. La scala di accesso in cemento non pulita e senza manutenzione. A quando una copertura in gomma?


giovedì 8 febbraio 2007



Si parte per Kitzbuhel


 Che Dio ce la mandi bianca farinosa e senza acqua.



PRevisioni Meteo Kitzbuhel (Kitzbühel) - 800 metri s.l.m.

 










































































































































Venerdì 9/02


Tempo


T °C


Um. %


Press.


Vento


notte


coperto con pioggia moderata


2° C


95 %


1003 hPa


S


9 km/h


mattino


coperto con neve moderata


-0° C


94 %


1007 hPa


O


15 km/h


pomeriggio


nuvoloso


5° C


83 %


1006 hPa


S


8 km/h


sera


coperto


-0° C


95 %


1008 hPa


S/SE


13 km/h


Sabato 10/02


Tempo


T °C


Um. %


Press.


Vento


notte


coperto


-2° C


94 %


1008 hPa


S/SO


10 km/h


mattino


coperto con pioggia moderata


1° C


96 %


1005 hPa


S


8 km/h


pomeriggio


coperto con pioggia moderata


5° C


93 %


1002 hPa


S/SE


14 km/h


sera


coperto con pioggia debole


4° C


96 %


1002 hPa


S


12 km/h


Domenica 11/02


Tempo


T °C


Um. %


Press.


Vento


notte


coperto con pioggia moderata


4° C


97 %


1003 hPa


SO


6 km/h


mattino


coperto con pioggia moderata


3° C


95 %


1002 hPa


S


8 km/h


pomeriggio


coperto con pioggia moderata


7° C


87 %


998 hPa


S/SE


14 km/h


sera


coperto con pioggia moderata


4° C


94 %


999 hPa


SO


13 km/h



 Ma pensiamo anche alle cose serie

...

I mali di Internet li conosciamo tutti: la copertura territoriale è limitata, ancora assente in numerosi alcune aree, mentre i prezzi rimangono tra i più alti d'Europa. Come se non bastasse, la nostra rete ATM è vetusta e satura al punto che nemmeno Telecom individua più un interesse a farci investimenti sopra. Vedi, caro Beppe, si parla tanto di VoIP e di IPTV ma sono in molti a non accorgersi che, qui da noi, mancano a volte, perfino le condizioni di base per accedere ad Internet.



Ecco spiegato perché decidere oggi i prezzi di vendita che Telecom applicherà agli operatori per l'offerta Bitstream, è un fatto non banale, che ha richiesto decine di riunioni e chilometri di carta, di lettere, di spostamenti e di continui rinvii. Pensa solo che Telecom si era impegnata a farlo entrare in vigore entro dicembre del 2005.

Leggi Beppe Grillo

 

Aggiornamento del 13 febbraio 2007:

Tre giorni sulla neve, non a Kitzbuhel, ma a Rattenberg, sempre Tirolo è.

Le previsioni sopra. Le post-visioni sotto:





Incredibile ma vero: 3 giorni di sole con neve perfetta (d'accordo, non troppa ma sufficiente). Con lo sci club di Novoli, si chiama Odissea (dal giovedi pm alla domenica night, pulman al seguito, ogni giorno si cambia comprensorio; i nostri comprensori sono stati Kaltenbach, Zell Am Ziller, Ramsau nella Zillertal).

Se non ci credi clicca sulla foto: ci sono tre testimoni: da sinistra Paolo Giovannetti, Marco Ardia, Giovanni Burgalassi.

martedì 30 gennaio 2007



clicca sulla foto per ingrandire (Simone col cilindro sul groppone)


Santo subito

Allora.

Domenica 21 u.s.

Non c’era neve sui monti della luna. L’erba dei prati intorno all’Hotel majestic di Sansicario si piegava soffice e irridente sotto i piedi miei e di Simone, il Ricci in pulman ci aveva tranquillizzato: tutti gli impianti sono aperti, senza dire delle piste. Martedì notte verrà la nevicata, sussurravano le voci dei ragazzi dell’animazione.

Lunedì 22 gennaio ’07

Alpini e carabinieri reduci dall’Iraq o scampati all’Afganisitan lavorano dall’alba al tramonto con cingolati e spruzzatori a preparare il pistone della libera e dello slalom gigante. La Federazione Sport Invernali ha dato il via libera all’impresa impossibile: neve preventiva al posto della guerra preventiva: cannoni ad acqua, due elicotteri disarmati, lancia vernice azzurra al posto dei lancia fosforo.

Ma non c’era neve su tutte le alpi. La notte nel sogno l’ombra di Banco sussurra ai dormienti indicando il cielo plumbeo: ricordati del protocollo di Kyoto..

Sansicario senza pista, Salice D’Ulzio senza raccordo, giro pesca dal Sestriere, sassi e fango sulle piste del rientro, il mannelli in piena crisi,…Cesana nera e fredda in fondo valle, ovovia seggiovia e poi ancora seggiovia, fredda e lenta, lenta e fredda, e Lucia che sogna Napoli e Luisa Pescasseroli…A Giuseppe prende il freddo anche alle mani..là sui monti della luna …Roberto vuol tornare a casa, là sui monti della luna..

Martedì 23

Lento e fino il nevischio ci accompagna nelle piste, senza toglier visibilità, poi continua e s’infittisce..adesso nevica sull’arco alpino, tanta neve nel Trentino, al Sestriere un po’ di meno ma i cannoni senza freno fanno neve in abbondanza, negli alberghi si fa danza, là sui monti della luna..

Mercoledì 24

C’è ormai neve sui prati di Sansicario, sui boschi di Oulx, sulle discese del sestriere, sulle pendici di clavière, sul colletto verde di Montgenevre, molle è il ghiaccio delle piste, gran giornate ormai son nostre: giovedì venerdi sabato sole freddo e neve vera. La soddisfazione nostra, l’emozione degli organizzatori locali del circo bianco, sole e neve naturale sulle pista dei mondiali, là sui monti della luna.

 San Sicario santo subito.

5 Foto

domenica 24 dicembre 2006

Racines-Ratschings (BZ)



17-21 dicembre 2006, un bel pre-natale sulla neve.


A Racines. Autostrada del Brennero, uscita Vipiteno, 15 km dal confine con l’Austria. Sull’Isarco.


Altitudine: 976 m s.l.m.


 


Le tre valli del comune di Racines comprendono la Val Ridanna, la Val Racines e la Valgiovo con il Passo Giovo. Il Passo Giovo porta in Val Passiria - e se si attraversa questa valle - si arriva a Merano


Tutto merito di Piero che in internet ha scovato l’offerta “mercatino di natale” valida dal primo al 22 dicembre. Un piccolo albergo a conduzione familiare, ristrutturato completamente nel 2002, profumo di legno, profumo di pulito, offerta 4 giorni, prima colazione e cena, 2 persone, euro 234.


Ha clienti quasi esclusivamente tedeschi che rinnovano le prenotazioni da un’anno all’altro, come ci dice la vecchia buona Signora Berta col suo italiano pieno di acca e kappa. Tutto parla austriaco, le case, il cimitero allato, il profumo delle mucche rinchiuse le a fianco, i canali TV, il campionato di calcio (partita bundesliga col Bayern Monaco e non so quale altra squadra), i crocefissi di legno a tutte le curve di strada, il campanile a punta lapis, la minestra di cipolle e crauti, le crocchette di carne, il piumone del letto che mi tiene troppo caldo il tronco e mi gela i piedi quando non riesco a stare garbatamente rannicchiato in modo da ridurre di almeno 10 cm i miei pur non eccessivi 1,86.


Siamo stati praticamente unici ospiti accuditi con premura, sauna e bagno turco tutti per noi, l’impianto di risalita a 100 metri e, quello che conta, tutte le piste innevate come non ci aspettavamo: piste nel bosco come piacciono a me, abetini spruzzati di bianco…Scrivo questo per gli amici sciatori. Vale la pena farci un pensiero, per il dicembre 2007, perché fino a tutto aprile l’albergo è occupato da tedeschi che prenotano per l’anno seguente al momento della partenza, come ci hanno ripetuto mamma Berta e figlia  Renate,  che parla bene l’italiano, fa il lavoro di reception e segreteria, trovando il tempo per un impiego fisso a Insbruck (dal lunedì al venerdi, levata alle ore 5, credo coi mezzi pubblici). Brava veramente. A fianco a lei il fratello Joseph.


Insomma, CONSIGLIATO: Gosthof Sholzhorn, Innerratschings 49, tel. 0472659125, 39040 Ratschings (BZ) Racines.


Viaggiare con Piero e Fiorella è sempre piacevole, perché, da scialpinisti come sono, hanno la mentalità e la curiosità dell’osservatore che usa lo sci non solo per scivolare su e giù avanti e indietro lungo le piste, freneticamente, ma sanno guardarsi intorno e ti fanno scoprire i segreti di plaghe sconosciute e nascoste. Come la val Ridanna, vista con tutta calma la mattina del rientro che ci riserva la sorpresa, oltre ai prati e torrenti innevati e immacolati, silenti e trasognati, una vecchia miniera con le attrezzature ancora in vista, dove nel 1500 lavoravano 1000 (mille) operai, a piccone, spalle e mulo, per estrarre, spaccare e triturare col mazzolo pietre contenenti ferro, stagno, zinco e anche oro. Damnatus ad metalla, dicevano i Romani. Una miniera che è durata fino alla seconda metà dell’900 e questo spiega la presenza di binari, carrelli, teleferiche, che tu puoi vedere ancora lì dove furon lasciati al momento della chiusura, con cartelli indicatori ed un museo…


Con gli sci siamo arrivati fino alla sommità del passo del Giovo, aperto ancora al traffico automobilistico, direzione Merano.


A Bolzano siamo passati sia all’andata che al ritorno, Vipiteno l’abbiamo visitato due volte. Dei mercatini di natale sapete tutti, ed anche noi li conoscevamo. Ma è sempre uno spettacolo passeggiare per queste vie, pulite, contornate di negozi curatissimi, ricchi, colorati pieni di luce con tutte le bow-window e le arcate e i loggiati e quel palazzo storico di Vipiteno, dove stanno gli uffici comunali con la sindachessa, antica grande abitazione dei padroni di quelle miniere di val Ridanna.


Percorso andata Firenze-Racines: 5 ore (domenica senza Tir);


Percorso ritorno Racines-Firenze:7 ore (giovedì 21 dic. Sole accecante fino a Modena, pioggia mista a neve del tratto appenninico Bo-Fi, code a tratti, un solo lieve tamponamento, ma un continuo effetto-elastico (rallentamento-fermata-ripresa veloce esagerata-rallentamento-fermata-ripresa andante mossa-isoradio che ripete a tutta Italia tratto Rocobilaccio-Barberino-Certosa meglio stare a casa). Uscita liberatoria a Firenze Nord, Ponte all’Indiano ci dà una mano, a casa siamo. Grazie Piero per la tua guida impeccabile e tranquilla e grazie alla tua Honda CR-V trazione integrale, gomme termiche appena montate. Alla prossima.


Cinque foto


PS. La mia fissazione


Non c'è niente da fare, quando vado in Alto Adige, sul Falsarego, a Gorizia o in val Sugana, non posso fare a meno di evocare i fantasmi della prima guerra mondiale, la madre dei fascismi, della seconda guerra mondiale e della terza attualmente in corso, insidiosa e strisciante come i missili da crociera americani, silenziosa e ovattata come gli uffici dei grandi manager della carta stampata, degli studi televisivi, delle grandi agenzie religiose.

...Alto Adige-Sud Tirolo, Vipiteno-Sterzing, Raschines-Racine...Dove sono più i paletti di confine innaffiati col sangue di alcuni milioni di ragazzi tra i venti e i trent'anni? Spariti. Non servono più a niente. Scorie intrise di urla e lamenti, preghiere e bestemmie durate 4 anni per riempire strade e piazze di monumenti a generali frustrati, a soldati morti imprecando, a politici venduti ai mercanti della morte.. Novecentomila dei nostri, morti ammazzando novecentomila dei loro per segnare un confine oggi buttato in discarica insieme a tutti quei cadaveri. Eutanasia di massa, dolce morte, dulce et decorum pro patria mori, chi per la patria muor vissuto è assai. Per il progresso di noi umani vale più la morte di Welby - 60 anni di vita,  9 anni in un letto di contenzione - che quella di milioni di giovani, 20 anni di vita, 4 anni di odio e disperazione. 



Dal fronte 14.3.916

….. se sapessi quante barbarie, che modi di aggire, che buone maniere verso i soldati!

Come i padri che educano i figli siamo presi a schiaffi e calci, ma se Iddio mi da vita a farmi arrivare in Italia saprò io…..


Dalla Svizzera 18.3.916

Cara mamma….. non potendo sfogarmi sono fuggito e a te se vengono a dirti qual che cosa dicci che se non mi maltrattavano non sarei fuggito…..


Zona di guerra 1.12.915


… Fino che eravamo al masatorio in prima linea, in rischio di farci macelare ogni minuto, ci trattavano (i superiori) un po' meglio, perché avevano paura di noi e quando si fa per avanzare cridavano avanti, avanti altrimenti vi sparo…..


Zona di guerra 10.1.916

…Altro che combattere contro il nemico, Io non combatterò mai contro i miei fratelli per prendere (Trieste?). Cadorna, Boselli che loro sta in Italia, sevverrò in licenza di questi la pelle ci farò…..


Zona di guerra 7.2.16

..…Come pure al S. Michele che si può chiamare cimitero e via via sono andato sette o otto volte a lassalto senza conquistare niente….


Zona di guerra 21.2.16 in risposta ad una ragazza che esalta la guerra

Se quella signorina, pur essendo stupida, avesse visto qualche testa volare, qualche grappolo di uomini sparire, allo scoppiar di un obice, senza che se ne possa trovar neppure un osso allora mi avrebbe scritto altrimenti.

…. Nella tua ultima mi parli troppo di Dio. Povero vecchio e buon dio! … La madre austriaca e la madre italiana pregano, per i rispettivi figli, lo stesso dio di pace, di amore e di altre simili cose. A chi dovrebbe dar retta dio?? Lascialo in pace il povero vecchio! Io,eretico, sono ancora vivo tanti religiosi perirono


Zona di guerra 20.3.16

I superiori….. anno anche paura che come abbiamo fatto a metterci daccordoe di non avanzare possiamo anche metterci d'accordo a fare come ha fatto qualche reggimento che vio forse non lo sapete perché queste cose sui giornali non le mettono…..l'anno butato nel fiume….


Zona di guerra 5.4.16

…..Povere madri che perdono i loro figli! Spesse volte ci guardiamo l'un l'altro in faccia vedendoci così lacerati di fame e di sonno le lacrime ci riempiono gli occhi come bambini….


Zona di guerra 24.4.16

…..Quando è dopo che si è conquistato? Una 50 metri di roccia viva. Quanti sono i morti? 500-600 secondo l'accidentabilità che permette il terreno…..





Li trovi in "Soldati e prigionieri italiani nella prima guerra mondiale",

Autore Giovanna Procacci, Editore Bollati Boringhieri.


...gli uomini di guerra sono stupidi, oltre che feroci, e lo stesso Gasparotto deve registrare l'ultima carica dei lancieri d'Aquila, ordinata alle 14.50 del 4 novembre, cioè dieci minuti prima dell'armistizio. Muoiono gli ufficiali ventenni Augusto Piersanti e Achille Balsamo di Loreto, e il caporale Giulio Marchesi.


Sironi racconta l'episodio di sessanta alpini estratti a sorte e fucilati perché un gruppo di italiani, durante il viaggio, aveva rubato pane a un vagone dell'esercito tedesco.


". Anche da parte austriaca le pagine più significative non sono nelle memorie dei generali, ma nelle testimonianze delle sofferenze e degli eroismi della prima linea. Robert SKORPIL ha raccontato la tragedia della guerra di montagna, vista dalla parte dei Kaiserjager contro gli Alpini, in Pasubio 1916/1918, con molta comprensione sia verso i propri soldati, sia verso il destino dei nemici.


La stessa umanità esprime Fritz WEBER in tre libri: Guerra sulle Alpi (1915/1917), Dal Monte Nero a Caporetto e il celebre Tappe della disfatta. Dell'ultimo, tra tante pagine significative, è impossibile non ricordare l'esaltazione per la vittoria di Caporetto, le delusioni successive, la bellissima pagina su Trieste che sente avvicinarsi la fine della Monarchia, e l'odissea finale del tenente Weber che, dopo la disperata e affamata resistenza sul Piave dell'ottobre 1918, riesce a riportare i soldati e i cannoni al deposito di Vienna, attraverso l'Impero in disfacimento e la Slovenia in rivolta.


Tra gli uomini illustri tanti sì alla guerra:

Leonida Bissolati Renato Serra Alberto Ghisalberti Corrado Alvaro Riccardo BAcchelli Emilio Lussu  Giosuè Borsi  Carlo Emilio Gadda Ardengo Soffici...


Significativo dei luoghi comuni della cultura nazionalista, da cui trarrà tanta parte il fascismo, è Kobilek di Ardengo SOFFICI. L'artista ammira i soldati tra i quali vive, ma c'è da chiedersi quanto li avesse capiti: "Questi uomini muovono alla guerra come ad una festa". E aggiunge: "Chi ride, scherza, sopporta tanti disagi con una tale pazienza e perseveranza in faccia alla morte imminente, ha il diritto di essere il padrone della futura vita italiana, e se dovesse essere defraudato del suo diritto avrà ragione di divenir terribile". C'è, in Soffici, il rimpianto per la "bellezza irriducibile" della guerra; ma c'è anche, molto irritante e spia di quell'incultura nazionalista che ci farà inebriare di superiorità latina, mare nostrum e colli fatali di Roma, il disprezzo per i nemici, "bruti che da tre anni vanno diguazzando nei massacri e nei ladrocini"; perfino un libro di Schopenauer, trovato addosso a un morto, ad uno di "quegli imbecilli", è "in una di quelle edizioni di gusto tedesco, linde, corrette ed odiose". Poi quegli imbecilli e barbari vincono a Caporetto, e, nel suo successivo diario di guerra, La ritirata dal Friuli, la sconfitta rende Soffici più umano.

Prima della battaglia è sorpreso e sconvolto dall'insipienza dei comandi, dalla stanchezza delle truppe, dalla trivialità degli ufficiali; dopo, durante la rotta, delle quali ci ha lasciato una delle testimonianze più drammatiche e vive, registra annichilito il disordine, lo sfacelo, le fucilazioni a casaccio, il rimbambimento dei generali e la destituzione dei pochi comandanti efficienti.


Piero JAHIER è stato interventista: in guerra, attraverso il contatto con la truppa, scopre il popolo. Le sue poesie e prose sulla guerra ("Con me e con gli Alpini"), sebbene traboccanti di populismo paternalista, hanno intuizioni nuove, come in Dichiarazione:

"Altri morirà per la Storia d'Italia volentieri /

e forse qualcuno per risolvere in qualche modo la vita. /

Ma io per far compagnia a questo popolo digiuno /

che non sa perché va a morire /

popolo che muore in guerra perché 'mi vuol bene' /

'per me' nei suoi sessanta uomini comandati /

siccome è il giorno che tocca morire
".

Come e meglio di altri ufficiali, Jahier scopre il valore civile, il "peso" del popolo, del sottoproletariato, dei manovali, nel Ritratto del soldato Somacàl Luigi, che termina con un riconoscimento che è insieme ripudio delle ideologie borghesi:

"Certo, Somacàl, soldato stronco, uomo zimbello, sei il mio amico. /

Ho trovato vicino a te l'onore d'Italia. /

Dico che è in basso l'onore d'Italia, Somacàl Luigi".


Spigolature prese da qui



"Tutti avevano la faccia del Cristo

nella livida aureola dell'elmetto

Tutti portavano l'insegna del supplizio

nella croce della baionetta

E nelle tasche il pane dell'Ultima Cena

e nella gola il pianto dell'ultimo addio".


(poesia di uno sconosciuto, scolpita nella Galleria del Castelletto alle Tofane)


Se vuoi disfarti gli occhi guarda qui


NB. Perché oggi siamo alle solite, in questa pozzanghera di guerre preventive e di missioni di pace. Dobbiamo difendere il nostro diritto ad una vita normale con la stessa forza con cui Welby ha difeso il suo diritto ad una morte naturale.

Buon Natale, buona rinascita, occhio al gorilla.