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sabato 26 maggio 2012

La paura governa il mondo

La Palestina resiste, la Grecia non si arrende, l'Europa in piena crisi, il M.O. continua a bruciare, la Francia morde il freno dell'alleanza atlantica. E' il momento di alzare la soglia della paura: Parigi val bene una operazione camuffata.

Quando la gente temeva per la propria vita e per la vita dei propri cari, allora improvvisamente questioni come i passati insuccessi governativi parevano banali. Essi divenivano ansiosi per la loro sicurezza e per la loro sopravvivenza. Essi erano facilmente malleabili ed accettavano qualsiasi politica o legge che il loro governo poteva decidere se necessaria per la "loro protezione".
George Orwel 1984
La scala della paura secondo Cia:
 il verde, che rappresenta nessuna minaccia,
 il blu che significa una generica minaccia, 
 il giallo che significa un'elevata minaccia,
 l'arancione che sta per una minaccia significativa,
 il rosso che significa una minaccia grave. 

(Aggiornamento dell'8 gennaio 2014)

martedì 3 maggio 2011

La morte di Bin Laden










Death of "Bin Laden" an Unproven Assertion by Obama Regime; Door Wide Open to New NATO False Flag Terror Provocations Disguised as Retaliation; US-UK Target Pakistan for China Ties, Self-Defense Pact with Saudi Arabia



 La morte di Bin Laden, un'affermazione non provata dal Regime di Obama; porte spalancate per nuove provocazioni terroristiche da parte della NATO, rivendute  come rappresaglia (di Al Queda). Obbiettivo il Pakistan per i legami stretti con la Cina e il trattato di mutua difesa con l'Arabia Saudita.



Parola di Tarpley (video in inglese)

















martedì 29 dicembre 2009

Al Qaeda e la Main Rouge

OGGI - 29 dicembre 2009


Terroristi (ADN Kronos)

Al Qaeda: "Guerra totale ai crociati"

L'organizzazione rivendica prima il rapimento dei turisti Italiani, poi il fallito attentato di Natale. E dichiara guerra
Il teatrino dell'Impero in serie difficoltà

Al Qaeda, sezione araba della CIA (Webster Tarpley) 

La Main Rouge:

Date: 1956-1960

La Main Rouge dissimulerait l'action homicide des services spéciaux français entre 1956 et 1960, placés sous la direction de Constantin Melnik et sous la responsabilité du Premier ministre Michel Debré. Il était alors vital, pour notre gouvernement, isolé diplomatiquement, de ne pas être désigné comme l'organisateur d'actions de guerre sur le territoire de pays amis.

Les services français bâtissent un organigramme, créent un état-major fictif et commencent à fournir à la presse des déclarations enflammées, revendiquant chacun des attentats. Dans le même temps, les mêmes services font semblant de tenter de saisir cette organisation.

Dans son livre "Un espion dans le siècle", Constantin Melnik donne la parole à l'inventeur de La Main Rouge, le général Grossin: "Chaque fois que nous tirons un coup de pistolet, les flics du cru trouvent malin de rendre publiques les fausses identités que nous avons employées. Pour stopper les rumeurs qui, dès avril 1960, attribuent les attentats aux livres piégés aux services secrets, ces derniers convoquent quelques journalistes bien intentionnés pour leur livrer des informations inédites sur "La Main Rouge".

La Mano Rossa coprì dal 1956 al 1960 l'azione omicida dei servizi speciali francesi  posti sotto la direzione di Costantino Melnik e sotto la responsabilità del Primo Ministro Michel Debré. In quel momento era vitale per il nostro governo, isolato diplomaticamente, non essere indicato come l'organizzatore di azioni di guera sul terriotorio di paesi amici.

I Servizi francesi costruiscono un organigramma, creano uno stato-maggiore fittizio e cominciano a consegnare alla stampa delle dichiarazioni infiammate, rivendicando gli attentati. Nello stesso tempo gli stessi servizi fanno finta di voler metter le mani su questa organizzazione.

Nel suo libro "una spia nel secolo", Costantino Melnik dà la parola all'inventore della Mano Rossa, il generale Grossin: "Ogni volta che noi tiriamo un colpo di pistola, i poliziotti componenti della ciurma trovano il modo di rendere pubbliche le false identità che noi abbiamo utilizzato. Per metter fine alle dicerie che, dall'aprile 1960, attribuiscono gli attentati ai servizi segreti, questi ultimi convocano qualche giornalista ben intenzionato per fornirgli delle informazioni inedite sulla Mano Rossa.


Nota italica: Tra i giornalisti ben intenzionati vedo anche Repubblica. Il  ministro degli esteri di S.Silvio è il primo della classe tra i suoi colleghi europei. Ma la NATO geme in Afghanistan, gli USA sono prigionieri di se stessi in Iraq, Israele ha il tumore Gaza nello stomaco, la bombée Gerusalemme in gola, il traffico di organi palestinesi in borsa, e la La signora Epstein (orfana di caduti ad Aushwitz) in sciopero della fame davanti all’edificio dell’ONU nel World Trade Center del Cairo dichiara che “è importante che la popolazione sotto assedio di Gaza sappia che non è sola. Voglio poter dire alla gente che incontrerò nelle strade di Gaza che rappresento molti nella mia città e negli USA che sono indignati per le politiche adottate da Israele, USA e Europa nei confronti dei Palestinesi e che siamo sempre di più a pensarla cosi”.

Al Qaeda è la Mano Rossa incaricata della guerra a bassa intensità, condotta sotto falsa bandiera.

Su, mortali, destatevi. Il dì rinasce: torna la verità in sulla terra e partonsene le immagini vane. Sorgete; ripigliatevi la soma della vita; riducetevi dal mondo falso nel vero. (Il cantico del Gallo silvestre – Leopardi, operette morali)


sabato 12 dicembre 2009

Bignamino del terrorismo

da Piazza Fontana a Nicola Cosentino 12 dicembre 1969-10 dic 2009
Non ci sono misteri: la bomba partì dalla base americana di Aviano, fu portata da un broker che doveva rassomigliare a Valpreda, anarchico preordinato, mostro già confezionato nelle impaginazioni dei grandi giornali e nelle redazioni dei telegiornali. Meglio che in Iran alle ultime elezioni: neppure il tempo di finire lo spoglio e i risultati già fuori (c'è sempre qualche giornale o agenzia che sbaglia tempo, ma i nostri sono più sofisticati).Si chiama guerra a bassa intensità, condotta sotto "false flag", falsa bandiera, nel grande supermarket dell'Impero (leggi: wall street, London City): Al Qaeda, BR, Esercito di liberazione antiimperialista, Bin Laden, anarchia...La main rouge  francese al tempo della guerra d'Algeria.
Non occorrono carri armati né missili, solo giornali e telegiornali. Pochi morti, previsti anche morti amici tipo Calabresi o Calipari o uomini delle scorte. Ma vuoi mettere con i colonnelli greci e la NATO e tutto il casino di proteste, arresti, torture inevitabili e Panagulis, theodorakis...Già la NATO, il grande utero europeo dei mostri, affittato agli USA, ora in forze in Afghanistan. Perché Aviano è base NATO. Alla guida un Presidente abbronzato permio Nobel della pace...
Trovatemi un giallo o un romanzo di fantascienza di questa portata. Trovatemi in natura un camaleonte di queste capacità mimetiche. "Il gran teatro del mondo", come diceva Sa Che Sperare. Ma una maschera teatrale come Bin Laden neppure William l'avrebbe saputa immaginare. Né l'apparato teatrale pur sofisticatissimo del Cinquecento era in grado di creare un effetto illusionista come quello delle due torri. Qui si è toccato l'apice e credo che rimarrà a lungo insuperato.  Ma allora tutti credevano ai fantasmi. Oggi quasi tutti. L'Onda Viola pare non l'abbia bevuta. Buona giornata e al prossimo capitolo. Che giallo ragazzi!

Nota esplicativa (o guida alla lettura)
Il divertimento mio non consiste nell'indovinare il colpevole. So già chi è. Come  con il Tenente Colombo. L'interesse te lo dà il seguito di strattagemmi e accorgimenti che il killer mette in atto per sviare le indagini. In più - cosa che sfuma nella fiction cinematografica - c'è da osservare il comportamento della varia umanità che si trova coinvolta in questo dramma reale. Un film nel film: chi crede e scommette su un mandante o su un altro, chi la beve tranquillo come l'acqua minerale con targhetta di garanzia, chi capisce e non lo dice, chi capisce ma non vuol ammettere - si chiama Bias (baias) - E poi i giornali e telegiornali, giornalisti e telegiornalisti, giudici e politici, questi ultimi i più imprevedibili.
L'americanata più bella è quella dell'attacco alle due torri: nessuno dei 16 imputati era in volo, tutte riprese fatte durante simulazioni organizzate dall'US army, Cheney, Wolfowitz, e quell'altro come si chiama amico di Saddam. Bin Laden è una figurina Panini: si vede anche a occhio che è una fiction. Come l'improvvido recente messaggio delle BR del giornale di famiglia, quando il servo è anche stupido e non conosce l'orologio, tanto meno il calendario. La storia poi dell'attacco al Pentagono dove un grande aereo di linea riesce a passare per la cruna di un ago. Anche la storia dei due mafiosini arrestati su 7 canali TV sintonizzati il giorno in cui il Parlamento decide che la Mafia continuerà a tenersi il sottosegretariato all'economia e mentre  Spatuzza spruzza..Dario Fo e Mistero Buffo sono meno divertenti. La variabile discriminante consiste nel fatto che tutto si fa per metterlo a me. Mi rigiro sulla sedia e continuo a fare il guardone; tra sado e maso un po' di sodisfazione rimane. dio mio dove son caduto.
Nota 1  - Donald Rumsfeld: non mi veniva il nome.
Nota 2 - La mano rossa
Date: 1956-1960
La Main Rouge dissimulerait l'action homicide des services spéciaux français entre 1956 et 1960, placés sous la direction de Constantin Melnik et sous la responsabilité du Premier ministre Michel Debré. Il était alors vital, pour notre gouvernement, isolé diplomatiquement, de ne pas être désigné comme l'organisateur d'actions de guerre sur le territoire de pays amis.
Les services français bâtissent un organigramme, créent un état-major fictif et commencent à fournir à la presse des déclarations enflammées, revendiquant chacun des attentats. Dans le même temps, les mêmes services font semblant de tenter de saisir cette organisation. Dans son livre "Un espion dans le siècle", Constantin Melnik donne la parole à l'inventeur de La Main Rouge, le général Grossin: "Chaque fois que nous tirons un coup de pistolet, les flics du cru trouvent malin de rendre publiques les fausses identités que nous avons employées. Pour stopper les rumeurs qui, dès avril 1960, attribuent les attentats aux livres piégés aux services secrets, ces derniers convoquent quelques journalistes bien intentionnés pour leur livrer des informations inédites sur "La Main Rouge".
Mano rossa brigate rosse: un gioco da ragazzi.

mercoledì 28 gennaio 2009

Spoil Hill

28 gennaio

giornata della memoria dimenticata



Dove sono i 19 milioni di comunisti russi morti per liberare Auschwitz il 27 gennaio 1944?

Dove sono i 500.000 rom finiti, per discriminazione raziale, nei forni crematori dei 500 lager nazisti sparsi per ogni dove nell'Europa centro orientale?

Dove sono i 6 milioni di non ebrei passati insieme a questi per il camino dei forni crematori di

 BELZEC (1942)  

BERGEN BELSEN (1943)   BOLZANO (1944)  

 BORGO SAN DALMAZZO (1943)  

 BUCHENWALD (1937)

 CHELMNO (1941

 DACHAU (1933) 

 DORA MITTELBAU (1943)  

 DRANCY (1939)  

 ESTERWEGEN (1943)  

 FLOSSENBURG (1938)  

FOSSOLI (1942) 

GROSS ROSEN (1940) 

MAJDANEK (1941) 

MAUTHAUSEN (1938) 

NATZWEILER (1941) 

NEUENGAMME (1938) 

 RAVENSBRUCK (1938) 

RISIERA DI SAN SABBA (1943) 

SACHSENHAUSEN (1936) 

SOBIBOR (1942) 

STUTTHOF (1939) 

TREBLINKA (1942) 
?


Dove sono gli anarchici spagnoli fuggiti in Francia, catturati dai francesi di Vichy, consegnati ai nazisti, mandati a costruire il lager fortezza di Mauthausen, in aiuto ai dissidenti austriaci?

Dove sono i dissidenti tedeschi mandati a inaugurare il primo lager - modello di tutti quelli che seguirono - di Dachau?

Dove sono quel milione di tedeschi antifascisti eliminati in Germania per l'opposizione al regime Hitleriano?

Dove sono i triangoli rossi dei prigionieri politici, i triangoli rosa degli omosessuali, viola degli zingari, arancioni dei testimoni di Geova, neri degli asociali, azzurri degli apolidi...?

Dove sono Mario Scaffei, Alberto Ducci partiti da S.Maria Novella i primi di marzo del 44 col quel treno per Mauthausen, Gusen, Ebensee insieme a tanti toscani che avevano scioperato contro l'occupazione nazifascista della Toscana?

Dov'è Sergio Rusic, catturato dai tedeschi in Yugoslavia, deportato a Flossemburg, sopravvissuto per venire a Firenze,  maestro elementare e maestro di vita, in mezzo a noi testimone infaticabile?

Dov’è Mario Piccioli? No, lui è ancora qui e ho il piacere di incontrarlo spesso nelle vie fiorite dell’Isolotto. Conosciuto nei pulman che ai primi di maggio partono ogni anno dalle scuole di Firenze e Toscana, direzione Monaco, Dachau, Salisburgo, Linz, Mauthausen, Gusen, Ebensee. Lunga vita a Mario.


 Tutti – anche Mario in maniera figurata - giacciono sulla collina di Spoil Hill.

Ma dov'è la collina di Spoil Hill? La collina della discarica?

E' quella coperta da una coltre di fosforo bianco. Cercala là sotto.


Ti può aiutare anche la CBSNEWS americana.

venerdì 14 novembre 2008

Oh,bama! III

Obama visto da



Webster Tarpley








Tarpley, già noto come critico spietato dei neoconservatori, è anche autore di due libri citici su Obama usciti nel 2008, che comprendono il pamphlet Obama: The Postmodern Coup e Obama: The Unauthorized Biography, la prima e unica "biografia non autorizzata" di Barack Obama. Secondo Tarpley, è di primaria importanza indagare sulle origini di Obama e sull'ambiente che lo circonda. Indagando sugli anni della formazione di Obama, Tarpley ha scoperto che il neopresidente americano si è laureato con lo stratega Zbigniew Brzezinski  con una tesi sullo smantellamento dell'arsenale nucleare russo. Brzezinski è stato il consigliere militare del presidente Carter e si compiace di aver creato, fomentando e finanziando i militanti islamisti, la famosa "trappola afgana", un "Vietnam afgano" che costò caro all'Unione Sovietica (si veda la sua intervista al "Nouvelle Observateur", 15-21 gennaio 1998). Lo stesso Obama ha dichiarato pubblicamente la sua grande gratitudine e fiducia nei confronti di Brzezinski (http://it.youtube.com/watch?v=ASlETEx0T-I). Inoltre Tarpley, anche sulla base di altri dati relativi agli uomini con cui Obama ha avuto a che fare, sostiene che Obama è fortemente vincolato alla Commissione Trilaterale (fondata dallo stesso Brzezinski) e da un ambiente politico-economico corrotto. Tarpley ritiene che si possano vedere forti analogie con la nascita del fascismo italiano: nelle spavalde politiche internazionali propugnate da Obama (che includono, per esempio, l'idea di attaccare il Pakistan, o di aumentare i soldati in Afghanistan); nel giovanilismo della "obamania", il "culto" di Obama che, nei suoi discorsi, basati su formule vuote ripetute a non finire (come il famoso "change"), viene osannato da masse di giovani pseudo-ribelli; nel disastrato contesto socio-economico statunitense (già privato di libertà fondamentali, per esempio, con il Patriot Act). Le tesi di Tarpley, apparentemente estreme ma giudicate credibili e rilevanti da esperti come Jerome Corsi e Robert Steele, ventilano il rischio di trascinare l'America in una nuova forma di fascismo morbido su base carismatica. La presidenza Obama potrebbe essere, secondo Tarpley, parte di un grande piano strategico volto a: 1) rispolverare l'immagine degli USA come paese pacifico e accogliente, dopo la disastrosa presidenza Bush, con consensi al minimo e con alle spalle due tragiche guerre mai vinte, e con lo spettro di una "guerra infinita" 2) uno smembramento delle potenze crescenti di Russia e Cina. Questo, secondo Tarpley, se avvenisse con una strategia tipica di Brzezinski, comporterebbe la "cacciata" dei cinesi dalle risorse petrolifere africane. L'uomo giusto per intessere la giusta rete di rapporti con l'africa, in tal caso sarebbe nientemeno che un uomo di origini africane. I cinesi, conseguentemente, sarebbero costretti a cercare il petrolio soprattutto in Siberia, e questo potrebbe portare a forti tensioni Cina-Russia. L'obiettivo di Brzezinski sarebbe, appunto, quello di provocare uno scontro fra queste potenze crescenti tramite operazioni militari e insurrezionali clandestine, sulla scia di quelle proposte e realizzate dallo stesso Brzezinski specialmente con la guerra URSS-Afghanistan degli anni Ottanta, la quale contribuì a determinare il collasso economico sovietico.


Tarpley ha completato gli studi a Princeton nel 1966 in inglese e italiano (summa cum laude) e Phi Beta Kappa; è stato studente Fulbright all'Università di Torino. Ha un master in materie umanistiche (Skidmore College). Ha collaborato con vari giornali e riviste, statunitensi, italiane, del Vaticano e di altri paesi; è stato commentatore e portavoce del movimento per la verità sull'11/9 sulla CNN e su Fox News, due fra le reti televisive statunitensi più seguite. Ha partecipato al film italiano Zero (2007), di Franco Fracassi e Giulietto Chiesa.


Se così è, allegria!


mercoledì 9 aprile 2008

Shell Game

The shell game  (Il gioco delle tre carte)
Romanzo bestseller attualmente in vendita negli States:  fantascienza costruita sulle prove reali che l'attacco alle due torri è stato organizzato dal Governo americano.  Prevede un prossimo attacco terrorista autorealizzato dal Governo americano per poter giustificare la distruzione dell'Iran da tempo programmata.

To My Readers (parole dell'autore Steve Alten):

The SHELL GAME

The events of September 11th, 2001...the invasion of Iraq...the threat of radical Islam...an impending showdown with Iran. What do these situations have in common?
Oil. And the world is running out.

Gli avvenimenti dell'11 settembre 2001...l'invasione dell'Iraq...la minaccia del radicalismo islamico...un incombente confronto con l'Iran. Che cosa hanno in comune queste situazioni?
Petrolio. E il resto del mondo è tagliato fuori.

The SHELL GAME is far more than a thriller, it is a MUST-READ cautionary tale that exposes the next “9/11 event” a deception that will lead to a retaliatory chemical weapons strike on Iran and the terrorist elements the regime supports. Though the novel is written as fiction, it is filled with all-too-real details provided by insiders in the oil industry, military, and Middle Eastern affairs that extrapolates real events from the past and present that will lead us down a path of self-destruction...unless we stop the insanity now!

Il gioco delle 3 carte è molto più di un thriller, è un racconto da leggere coem cauzione dato che narra il prossimo evento "9/11", l'imbroglio destinato a provocare una rappresaglia con armi chimiche contro l'Iran e contro i terroristi che il regime supporta. Sebbene il romanzo sia scritto come fiction, esso è stato riempito con dettagli più che reali forniti da addetti ai lavori dell'industria petrolifera, militare, e del Medio Oriente, dettagli che riguardano eventi reali del passato e del presente, destinati a  condurci dentro un percorso di autodistruzione...salvo fermare ora questa follia!
The story opens in 2007 when two CIA spooks meet with an American Colonel in military intelligence. The war is going badly, and President Bush, who steadfastly refuses to back down, remains unchallenged at home as Democrats and Republicans continue to toss verbal grenades – positioning themselves for the 2008 elections. Meanwhile, Iran’s pursuit of nuclear energy will yield enriched uranium within five years -- uranium that can be used to manufacture suitcase nukes.

La storia comincia nel 2007 quando due agenti CIA si incontrano con un colonnello americano dell'itelligence service. La guerra sta andando male e il presidente Bush, che rifiuta fermamente di tirarsi indietro, rimane incontestato a casa mentre Democratici e repubblicani continuano a scagliare granate di parole - preoccupati solo di posizionarsi bene per le elezioni del 2008. Nel frattempo il prosieguo dell'Iran nel campo nell'energia atomica produrrà uranio arricchito entro 5 anni - uranio che può essere usato per fabbricare ordigni atomici.
The United States’ military is too drained to invade Iran, and a preemptive strike is out of the question...unless a nuclear detonation were to occur on in American city -- the enriched uranium traced back to Iran. A U.S. reprisal would strike a death-blow against radical Islam, quell the insurgent violence in Iraq...and yield more oil. Yes, the cost is unthinkable – but if we sit back and do nothing then one day a dozen suitcase bombs could go off in a dozen American cities – bringing with it anarchy and the collapse of Western civilization.

L'apparato militare degli USA è troppo logorato per invadere l'Iran e un attacco preventivo non si può mettere all'ordine del giorno...a meno che una deflagrazione atomica non avvenga in una città americana--con uranio arricchito risalente all'Iran. Una rappresaglia USA darebbe allora un colpo mortale contro l'Islam radicale, porrebbe fine alla violenza sempre risorgente in Iraq...e avremmo più petrolio. Certo il costo è inimmaginabile - ma se noi ce ne stiamo a sedere senza far nulla un bel giorno una dozzina di ordigni potrebbero esplodere in una dozzina di città americane - portando con sé l'anarchia e il collassamento della civiltà occidentale.
December 2011: Ashley “Ace” Futrell is an oil expert working for PetroConsultants, married to Kelli Doyle, a former National Security Advisor and one of the CIA spooks from the opening scene. When Kelli threatens to expose the plot, Ace finds his existence hurtling down a rabbit’s hole of deceit where the orchestrated lies of the powerful few could lead to the darkest days of human existence... and the death knell for billions. 

Dicembre 2011: Ashey "Ace" Futrell è un esperto petrolifero che lavora per PetroConsultants, sposato con Kelli Doyle, un ex capo dei Servizi Segreti e uno dei due agenti CIA della scena d'inizio. Quando Kelli minaccia di rivelare il complotto, Ace si rende conto che la sua esistenza sta precipitando dentro un buco di coniglio di inganno dove le menzogne orchestrate da pochi potenti potrebbero condurre ai giorni più oscuri dell'umana esistenza...e alla campana a morto per miliardi di persone.

The SHELL GAME will debut January 2008

Shell Game

Gioco da strada che serve per truffare gli ingenui.  Si fa con tre conchiglie ( ditali, tappi di bottiglie, gusci di noce e anche scatole di fiammiferi)
The game requires three shells (thimbles, walnut shells, bottle caps, and even match boxes have been used), and a small, soft round ball, about the size of a pea, and often referred to as such. It can be played on almost any flat surface, but on the streets it is often seen played on a mat lying on the ground, or on a cardboard box. The person perpetrating the swindle (called the thimblerigger, operator, or shell man) begins the game by placing the pea under one of the shells, then quickly shuffles the shells around. Once done shuffling, the operator takes bets from his audience on the location of the pea. The audience is told that if a player bets and guesses correctly, the player will win back double his bet (that is, he will double his money); otherwise they lose the money. However, in the hands of a skilled operator, it is not possible for the game to be won, unless the operator wants the player to win.

Week of Truth.

April 16th - 22nd


The First Major Nationally

Coordinated 9/11 Truth Effort to

BREAK THE CORPORATE MEDIA BLOCKADE!

I gruppi statunitensi anti-war stanno organizzando "la settimana della verità" che consiste nell'invito a comprare e regalare il libro-verità di Steve Alten nella settimana dal 16 al 22 Aprile prossimo per poterlo avere nella lista dei primi 10 best seller del New York Times. Solo così tutti i distributori librari degli USA lo faranno mettere in vetrina in tutte le librerie e costringeranno anche gli americani più coglioni  e renitenti ad aprire gli occhi sulla loro realtà di merda (*) attraverso un romanzo horror di fantascienza.


PS. Ma il nostro Roberto Quaglia è arrivato prima.

 (*) marchio di esportazione: democrazia.



domenica 30 dicembre 2007

La miglior vendetta è la democrazia


E' stata assassinata da Al Qaeda (Musharraf)


"Al Qaeda, un gruppo che può essere descritto soltanto come la Legione Araba della CIA e del MI6 (= Secret Intelligence Service SIS), una classica pseudogang o controgang contro il nazionalismo arabo."

Webster Griffin Tarpley


Andava guardato meglio quel punto tra Afghanistan e Pakistan...Bisogna fare più attenzione ad Al Qaeda (Massimo D'Alema).


Mentre la popolazione statunitense sta rivoltandosi contro Bush, assistiamo al tragico spettacolo dell'Europa e del Giappone che continuano a sostenerlo su così tante e fondamentali questioni.  Webster Griffin Tarpley



"Anche mia madre  diceva sempre che la democrazia è la miglior vendetta". (il figlio di Benazir Bhutto,  Bilawal Zardai, 19 anni)


Caro Negroponte, qui non si ripara. Anche Bilawal caput? Ma un'Al Qaeda indiana che attacchi il Pamir, no? Al generale Musharraf prudono i missili preventivi.

giovedì 6 dicembre 2007

No torture

Dear Urbano,



Today, December 5, the Supreme Court hears two historic cases that could determine the future of habeas corpus for people detained in Guantanamo by the United States.  You can read more at the Center for Constitutional Rights.






According to CCR,  (Center for Constitutional rights), "This new case goes Beyond Guantanamo - we are directly challenging President Bush's unprecedented power grab, his use of torture in violation of domestic and international law, and his assertion that he can hold anyone indefinitely anywhere in the world on his word alone. The case also challenges the 2006 Republican Congress's attempt to clear his way with its passage of the Military Commissions Act."


From Debra Sweet.

mercoledì 5 dicembre 2007

Dal complotto al complottismo


DAVID BIDUSSA

Quando la Storia si smarrisce è l’ora del complottismo

in “il Riformista”, 5 dicembre 2007, p. 1


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Chi è convinto che tutta la realtà sia il risultato di complotti realizzati o in atto, vive contemporaneamente una doppia condizione: di angoscia e di sollievo. Angoscia perchè pensa di essere prigioniero di forze oscure; sollievo perché niente è incomprensibile. Sapere di essere vittime di complotti rende la propria vita eroica, anziché banale, perché arricchita e motivata dalla “consapevolezza di una missione”. Una condizione alternativamente di pessimismo vittimizzato (qualsiasi cosa si faccia non cambierà) e di volontarismo superomista (chiamare a raccolta tutti per liberarsi dall’oppressione).

La lotta al complotto ha anche un altro aspetto: quella di “lotta per la verità”. Chi crede ai complotti ritiene di sapere la verità per due motivi: perché dimostrare il contrario non è possibile e comunque proprio quello che andrebbe dimostrato – l’esistenza del complotto – si dà per acquisito; come tutte le lotte per la verità, sa che troverà resistenze, opposizioni. La prima vittoria contro il complotto è l’estensione di coloro che si convincono della sua esistenza.

E’ questo un meccanismo mentale che Karl Popper in Congetture e confutazioni (il Mulino) aveva individuato con precisione e opportunamente quelle pagine specifiche costituiscono il punto di partenza de Il complotto. Teoria, pratica, invenzione ( a cura di Ranieri Polese. Guanda 216 p., € 22,00) e il nucleo delle riflessioni culturali proposte nel volume sia da Giulio Giorello che da Umberto Eco.

Iniziativa opportuna, quella coordinata da Polese. Il complotto, infatti, è un’occasione (riuscita) per riflettere sulle nostre fantasie e misurare i meccanismi della nostre paure.  Perché pensiamo, in molti sempre più spesso al complotto? cosa intendiamo quando usiamo questa parola? a cosa la associamo? E soprattutto, quella parola corrisponde sempre allo stesso contenuto?

E’ indubbio che il complotto è tornato protagonista nel nostro immaginario a partire da come abbiamo provato a spiegarci la scena delle “Twin Towers” (si veda p.e. 11/9, la cospirazione impossibile, a cura di Massimo Polidoro, Piemme). Un protagonismo che discende dalla perdita di leggibilità del presente che a molti appare come la conseguenza della perdita di razionalità dello sviluppo storico. Una sensazione che probabilmente è anche effetto del modo con cui precedentemente ci eravamo convinti della fine della storia in seguito al crollo del Muro di Berlino. La storia invece, non è finita allora e il seguito non è stata una marcia di avvicinamento al bene.

L’idea che il mondo sia pieno di complotti nasce, dunque, da questo senso di smarrimento: dal pensare che la storia non abbia più un senso di marcia. Ma questa condizione non dice ancora come il complotto o la cospirazione acquistano forma nelle proiezioni mentali di molti. Soprattutto non indica una differenza tra la visione popolare del complotto e della cospirazione quale si è diffusa nell’antichità e poi fino alla modernità e cosa indichi oggi l’idea – o l’ossessione – del complotto nell’immaginario collettivo.

C’è un’immagine stabilita del complotto che si definisce nella letteratura, nel cinema e nella storia dall’antichità fino al Novecento, come ricordano Franco Cardini, Claudio Carabba, Ranieri Polese. Che sia il gioco in borsa, la curva altalenante dl dollaro o la strana vicenda dell’Aids,  ogni volta l’immagine è quella della minaccia esterna che colpisce gli interessi legittimamente rappresentati.

Una dinamica che delinea l’immaginario del complotto nelle società tradizionali.  A lungo il complotto è stato “il tentativo violento, fraudolento, oscuro di conquistare il potere o comunque di aggredirlo, da parte di chi ne era escluso”. Ma la spiegazione è molto cambiata, come spiega Leopoldo Fabiani.

Pensare al complotto oggi, significa raffigurarsi “l’azione di potenti che cercano di mantenersi in vetta con mezzi criminali”. E’ questo cambiamento a segnare il passaggio dalle cospirazioni al ‘cospirazionismo’, assumendo ora una concezione dove ‘tutto è complotto’, dove solo questo conta, dove la politica consiste sostanzialmente nel congiurare con qualunque mezzo, anche e soprattutto illecito, per conservare o conquistare il potere e tenere all’oscuro i cittadini sulle proprie azioni”. Un passaggio che non riguarda solo la spiegazione “oscura” della realtà, ma anche giustifica la mobilitazione dei nuovi populismi, fondati sull’antipolitica, il cui postulato non è il rifiuto della politica, ma la chiamata a raccolta contro la politica istituzionalizzata intesa come macchina complottistica popolata da perfidi Robinson che tengono in ostaggio tutti gli ingenui Venerdì della “società civile”.