domenica 18 gennaio 2015
Gli anarcoidi di Charlie Hebdo e i credenti dell'AIPAC
mercoledì 11 settembre 2013
11 settembre 2001
I presidenti statunitensi sono generalmente fantocci della rete canaglia, che rispondono ai bisogni di Wall Street e della City londinese.
(Webster Tarbley)
Questo blog ne parla fin dall'11 settembre 2003.
(dell'autore)
Gli avvenimenti dell'11 settembre 2001...l'invasione dell'Iraq...la minaccia del radicalismo islamico...un incombente confronto con l'Iran. Che cosa hanno in comune queste situazioni?
Petrolio. E il resto del mondo è tagliato fuori.
Il gioco delle 3 carte è molto più di un thriller, è un racconto da leggere coem cauzione dato che narra il prossimo evento "9/11", l'imbroglio destinato a provocare una rappresaglia con armi chimiche contro l'Iran e contro i terroristi che il regime supporta. Sebbene il romanzo sia scritto come fiction, esso è stato riempito con dettagli più che reali forniti da addetti ai lavori dell'industria petrolifera, militare, e del Medio Oriente, dettagli che riguardano eventi reali del passato e del presente, destinati a condurci dentro un percorso di autodistruzione...salvo fermare ora questa follia!
La storia comincia nel 2007 quando due agenti CIA si incontrano con un colonnello americano dell'itelligence service. La guerra sta andando male e il presidente Bush, che rifiuta fermamente di tirarsi indietro, rimane incontestato a casa mentre Democratici e repubblicani continuano a scagliare granate di parole - preoccupati solo di posizionarsi bene per le elezioni del 2008. Nel frattempo il prosieguo dell'Iran nel campo nell'energia atomica produrrà uranio arricchito entro 5 anni - uranio che può essere usato per fabbricare ordigni atomici.
L'apparato militare degli USA è troppo logorato per invadere l'Iran e un attacco preventivo non si può mettere all'ordine del giorno...a meno che una deflagrazione atomica non avvenga in una città americana--con uranio arricchito risalente all'Iran. Una rappresaglia USA darebbe allora un colpo mortale contro l'Islam radicale, porrebbe fine alla violenza sempre risorgente in Iraq...e avremmo più petrolio. Certo il costo è inimmaginabile - ma se noi ce ne stiamo a sedere senza far nulla un bel giorno una dozzina di ordigni potrebbero esplodere in una dozzina di città americane - portando con sé l'anarchia e il collassamento della civiltà occidentale.
Dicembre 2011: Ashey "Ace" Futrell è un esperto petrolifero che lavora per PetroConsultants, sposato con Kelli Doyle, un ex capo dei Servizi Segreti e uno dei due agenti CIA della scena d'inizio. Quando Kelli minaccia di rivelare il complotto, Ace si rende conto che la sua esistenza sta precipitando dentro un buco di coniglio di inganno dove le menzogne orchestrate da pochi potenti potrebbero condurre ai giorni più oscuri dell'umana esistenza...e alla campana a morto per miliardi di persone.
Shell Game
Gioco da strada che serve per truffare gli ingenui. Si fa con tre conchiglie ( ditali, tappi di bottiglie, gusci di noce e anche scatole di fiammiferi)
Fonte
sabato 10 settembre 2011
11 settembre a modo mio
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sabato 25 settembre 2010
L'uccello in chiesa
"Alcuni segmenti all'interno del governo Usa hanno orchestrato gli attacchi per rilanciare l'economia americana in declino e per salvare il regime sionista, sua estensione in MO. La maggioranza del popolo americano, come anche una maggioranza di nazioni e di politici del mondo condividono questa visione»
the U.S. delegation first walked out of Ahmadinejad's U.N. speech
Delegations from all 27 European Union nations followed the Americans out along with representatives from Australia, New Zealand, Canada and Costa Rica.
Italian translation:
I maschi, un po’ stupiti a tal parole
Lenti si accinsero ad alzar le suole
A testa bassa e la corona in mano
100 donne si alzarono pian piano
Finì la frase e nello stesso istante
le monache si alzarono tutte quante
e con il volto pieno di rossore
lasciarono la casa del signore.
Divagazione letteraria:
Elli avean cappe con cappucci bassi
dinanzi a li occhi, fatte de la taglia
che in Clugnì per li monaci fassi. 63
Di fuor dorate son, sì ch'elli abbaglia;
ma dentro tutte piombo, e gravi tanto,
che Federigo le mettea di paglia.
Oh in etterno faticoso manto!
Noi ci volgemmo ancor pur a man manca
con loro insieme, intenti al tristo pianto;
ma per lo peso quella gente stanca
venìa sì pian, che noi eravam nuovi
di compagnia ad ogne mover d’anca.
Poi disser me: «O Tosco, ch’al collegio
de l’ipocriti tristi se’ venuto,
dir chi tu se’ non avere in dispregio».
E io a loro: «I’ fui nato e cresciuto
sovra ’l bel fiume d’Arno a la gran villa,
e son col corpo ch’i’ ho sempre avuto.
Ma voi chi siete, a cui tanto distilla
quant’i’ veggio dolor giù per le guance?
e che pena è in voi che sì sfavilla?».
E l’un rispuose a me: «Le cappe rance
son di piombo sì grosse, che li pesi
fan così cigolar le lor bilance.
(Inferno XXIII)
sabato 11 settembre 2010
11 settembre 2001 - terrorismo sintetico
Fabbricato in laboratorio
11 settembre - nine eleven
La fabbrica del terrore
Titolo originale Synthetic Terror
Autore Webster Griffin Tarpley
1ª ed. originale 2005
La fabbrica del terrore è un saggio di Webster Griffin Tarpley del 2005. Tratta del terrorismo di stato nell'era della globalizzazione, ed è incentrato sugli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001, ma dedica vari capitoli anche alle operazioni condotte a termine sotto falsa bandiera (false flag) che vanno dalla Congiura delle polveri del XVII secolo agli Anni di piombo italiani, passando per quel filone del terrorismo che, nell'interpretazione di Tarpley, è apparentemente "rosso", di stampo comunista, ma in realtà pilotato da centri organizzativi della NATO e legato, per esempio, a operazioni segrete come Gladio.
Il libro è, negli USA, alla sua quarta edizione statunitense, riveduta e corretta.
Tesi di fondo del libro è che l'11 settembre 2001 sia avvenuta una "enorme provocazione", una sorta di colpo di Stato, o un super-golpe mondiale, basato su un'operazione militare "false flag" attribuita ad Al-Qaida, ma perpetrata da un'organizzazione terroristica che taglia trasversalmente le più alte istituzioni statunitensi, i servizi segreti, ed è , in sostanza, una sorta di "piovra" del complesso militare-industriale statunitense e non solo, che ha richiesto il coinvolgimento diretto di enti come la CIA e servizi segreti di altri paesi, Gran Bretagna in primis.
Webster Griffin Tarpley, La fabbrica del terrore, Arianna editrice, 2007. pp. 653 ISBN 9788887307566
http://it.wikipedia.org/wiki/Webster_Tarpley
NB: Al-Qaida = sezione araba della CIA.
Lo ebbi chiaro fin dall'inizio, grazie a uno scrittore di fantascienza italiano: Roberto Quaglia.
I servizi segreti americani, il Pentagono e l'amministrazione Bush erano perfettamente a conoscenza di quanto stesse per accadere l'11 settembre, e diedero precise disposizioni affinché i sistemi di difesa aerea — che in questi casi scattano automaticamente — non si attivassero. Essi volevano carta bianca dal popolo americano per andarsi a prendere il petrolio dove sappiamo e ridisegnare a proprio vantaggio la mappa geopolitica del continente eurasiatico, e l'unico modo per ottenere il consenso interno necessario ad avviare nuove guerre era terrorizzare a sufficienza il popolo americano. (maggio 2003)
...L'aspetto davvero notevole di questa faccenda è che nonostante tutti i dati siano di pubblico dominio su Internet, non succede niente. Cosa intendo dire con non succede niente? Be', il backstage ci sta mostrando un altro tipo di film rispetto a quello ufficiale, un film di quelli del genere in cui alla fine ci pensa Clint Eastwood — l'unico individuo al mondo che ha capito tutto, e per questo braccato invano dalle mele marce della CIA per tutto il film — a sventare il perfido complotto e a fare giustizia costringendo il Presidente degli Stati Uniti a suicidarsi, dopo che le mele marce della CIA sono tutte morte nei soliti modi stupidi in cui muoiono i cattivi nei film americani. Invece, ad aver capito tutto non è un uomo solo, ma un'intera meta-comunità che traspare su Internet, all'interno della quale l'informazione circola, si affina e delinea un disegno sempre più definito e coerente, che viene messo per iscritto. E tutto ciò, anziché scatenare una rivolta globale contro i cospiratori, non produce reazioni di alcun genere, da nessuna delle parti. I buoni cittadini dell'impero americano continuano a brucare dai teleschermi televisivi le loro razioni quotidiane di pseudo-informazioni giornalistiche, i milioni di girovaghi di Internet non capitano mai sulle pagine dove potrebbero cogliere una visione meno naif del mondo in cui esistono e se ci capitano non ci fanno caso più di tanto, mentre la diabolica intelligence che ha pianificato tutto quanto — gente notoriamente spietata — non si cura affatto di questa circolazione di agghiaccianti segreti, non cerca di chiudere i server che su Internet ospitano questi dati (beh, qualcuno in effetti ha avuto piccoli problemi...) , non cerca di uccidere o comunque dissuadere chi diffonde queste informazioni pericolose... (speriamo proprio di no!) Questa sì che è fantascienza. Ma forse... forse... qualche spiegazione anche a questo c'è.
Come sostiene anche Gore Vidal nel suo saggio sopra citato, più una bugia è grossa, più facilmente essa verrà creduta... se l'opzione di non crederci è sufficientemente dolorosa. In ciò non vi è nulla di magico. La nostra psiche è strutturata in modo di credere ciò che ad essa convenga credere. Le verità dolorose vengono di norma negate dalla mente. Rispetto ad accogliere una verità troppo dolorosa, non è infrequente che una mente preferisca addirittura rifugiarsi nella follia — è così che chiamiamo la negazione della realtà rispetto ad ogni evidenza.
Si chiama bias (baias) di conferma.
Come quando Buscetta non diceva in pubblico quello che sapeva: Andreotti referente di primo grado della mafia siciliana. Lo rivelò molto tardi e ad una sola persona: il giudice Falcone. E' come se volessi convincere mia zia che il papa è l'anti-Cristo; eppure è così: la reggia vaticana è la presa per il c. della grotta di Betlemme; papa e cardinali sono ancora oggi vestiti come Anna e Caifa.
Questo blog ne parla fin dall'11 settembre 2003. E' il nostro libro giallo della vita reale, dove si dimostra ancora una volta che la realtà è superiore all'immaginazione. Più forte di Philip Dick e di Simenon.
Esiste anche un bel libro giallo di Steve Alten, un grande scrittore di fantascienza americano, che prevede il prossimo nineleven degli alieni anglo-northamerikans. Si intitola "Il gioco delle 3 carte" o Shall Game. Prevede un prossimo attacco terrorista autorealizzato dal Governo americano per poter giustificare la distruzione dell'Iran da tempo programmata. Il romanzo di Steve Alten mette certo in difficoltà i golpisti globali, i quali stanno pensando di fare l'operazione utilizzando il loro poligono di tiro in MO: Israele. Ci vuole un giallista israeliano che riscriva uno Shall Game in ebraico. E presto!
Ma il mio 11 settembre rimane quello del 1973 (dei soliti alieni anglo-north-amerikan).
Oggi è una bella giornata settembrina, variata di sole e nuvole vaganti; domani sarà ancora più bello. Il sole sorge ancora: un bel film messo nel dimenticatoio.
venerdì 12 settembre 2008
Fa impressione
Fa impressione
vedere Bush e Rumsfeld a Ground Zero, a consolare i parenti dei morti ammazzati. Hitler che manda i fiori alla vedova di Rommel.
Fa impressione vedere Napolitano presiedere l'assemblea delle alte cariche dello Stato e chiedere: maggiore unione con gli Stati U. nella lotta al terrorismo, ma nel rispetto dei diritti umani, e senza tortura. "BrigUSate Rosse, come Aldo Moro no!, anche se Kissinger e l'Ambasciatore danno il via. Vi raddopppieremo Vicenza".
PS. Fa impressione star qui a scrivere sull'aria intorno alle 11 di sera e ritrovarsi due commenti al post ancora quasi non postato. C'era bisogno di scomodare Renzo Piano per mettere una urna-piramide di marmo intorno a un corpo imbalsamato e riverniciato in faccia, per sollecitare la mente umana a prodursi miracoli con certificazione vaticana?
Anche la Madonna di Lourdes ha ceduto in questi giorni alle insistenze dei pii visionari, ma penso gli sia scappato per innata bontà. Sempre meno convinta.
Buona notte anche a te, regina pacis, regina senza regno.
martedì 9 settembre 2008
Un regalo per l'11 settembre
La Fabbrica del Terrore made in USADall'11 settembre ai futuri obiettivi - Un'indagine ineccepibile sul Terrorismo di Stato nell'Era Globalizzata e sul ruolo attivo dei servizi segreti Anglo-Americani negli attentati attribuiti ad Al-Qaeda....L'11 settembre non è il prodotto di un gruppuscolo di terroristi islamisti, ma il misfatto di forze assai più potenti e assai più vicine agli apparati statali degli USA. ...Questo golpe ha portato al governo figure che hanno interesse a condurre guerre in Afghanistan, Iraq, Iran e forse Pakistan, Russia e Cina, e che hanno fatto di tutto per approfittare dell'11 settembre al fine di scatenare quelle guerre. Responsabile dell'operazione è una rete canaglia con rami nelle aziende militari private, nei think tank, nell'intelligence e con tape sparse in punti cruciali dei media in tutto il mondo, dell'FBI, della polizia e del governo. Tarpley, fin dalla copertina originale, che mostra talpe (Wolfowitz, Rumsfeld, Cheney, Blair) e zimbelli (Bin Laden, Atta), fa i nomi di tutti i criminali o sospetti identificati nel suo libro. | |||||||||||||
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venerdì 13 giugno 2008
Impara questo nome
mercoledì 9 aprile 2008
Shell Game
The shell game (Il gioco delle tre carte)
To My Readers (parole dell'autore Steve Alten):
Oil. And the world is running out.
Gli avvenimenti dell'11 settembre 2001...l'invasione dell'Iraq...la minaccia del radicalismo islamico...un incombente confronto con l'Iran. Che cosa hanno in comune queste situazioni?
Petrolio. E il resto del mondo è tagliato fuori.
Il gioco delle 3 carte è molto più di un thriller, è un racconto da leggere coem cauzione dato che narra il prossimo evento "9/11", l'imbroglio destinato a provocare una rappresaglia con armi chimiche contro l'Iran e contro i terroristi che il regime supporta. Sebbene il romanzo sia scritto come fiction, esso è stato riempito con dettagli più che reali forniti da addetti ai lavori dell'industria petrolifera, militare, e del Medio Oriente, dettagli che riguardano eventi reali del passato e del presente, destinati a condurci dentro un percorso di autodistruzione...salvo fermare ora questa follia!
La storia comincia nel 2007 quando due agenti CIA si incontrano con un colonnello americano dell'itelligence service. La guerra sta andando male e il presidente Bush, che rifiuta fermamente di tirarsi indietro, rimane incontestato a casa mentre Democratici e repubblicani continuano a scagliare granate di parole - preoccupati solo di posizionarsi bene per le elezioni del 2008. Nel frattempo il prosieguo dell'Iran nel campo nell'energia atomica produrrà uranio arricchito entro 5 anni - uranio che può essere usato per fabbricare ordigni atomici.
L'apparato militare degli USA è troppo logorato per invadere l'Iran e un attacco preventivo non si può mettere all'ordine del giorno...a meno che una deflagrazione atomica non avvenga in una città americana--con uranio arricchito risalente all'Iran. Una rappresaglia USA darebbe allora un colpo mortale contro l'Islam radicale, porrebbe fine alla violenza sempre risorgente in Iraq...e avremmo più petrolio. Certo il costo è inimmaginabile - ma se noi ce ne stiamo a sedere senza far nulla un bel giorno una dozzina di ordigni potrebbero esplodere in una dozzina di città americane - portando con sé l'anarchia e il collassamento della civiltà occidentale.
Dicembre 2011: Ashey "Ace" Futrell è un esperto petrolifero che lavora per PetroConsultants, sposato con Kelli Doyle, un ex capo dei Servizi Segreti e uno dei due agenti CIA della scena d'inizio. Quando Kelli minaccia di rivelare il complotto, Ace si rende conto che la sua esistenza sta precipitando dentro un buco di coniglio di inganno dove le menzogne orchestrate da pochi potenti potrebbero condurre ai giorni più oscuri dell'umana esistenza...e alla campana a morto per miliardi di persone.
The game requires three shells (thimbles, walnut shells, bottle caps, and even match boxes have been used), and a small, soft round ball, about the size of a pea, and often referred to as such. It can be played on almost any flat surface, but on the streets it is often seen played on a mat lying on the ground, or on a cardboard box. The person perpetrating the swindle (called the thimblerigger, operator, or shell man) begins the game by placing the pea under one of the shells, then quickly shuffles the shells around. Once done shuffling, the operator takes bets from his audience on the location of the pea. The audience is told that if a player bets and guesses correctly, the player will win back double his bet (that is, he will double his money); otherwise they lose the money. However, in the hands of a skilled operator, it is not possible for the game to be won, unless the operator wants the player to win.
April 16th - 22nd
The First Major Nationally
Coordinated 9/11 Truth Effort to
BREAK THE CORPORATE MEDIA BLOCKADE!
PS. Ma il nostro Roberto Quaglia è arrivato prima.
(*) marchio di esportazione: democrazia.
lunedì 17 marzo 2008
Brenda Porster
Brenda Porster, nata a Filadelfia, Laureata alla Colombia University di New York, in Italia da vari decenni, di ritorno da una recente visita negli Stati Uniti, parla alle baracche verdi domenica mattina 16 marzo. Nel suo discorso si fondono analisi storiche ed esperienze personali di vita vissuta. In Italia da 40 anni, attivista del gruppo "Stunitensi contro la guerra". Un bell'incontro.
Nella foto con Paola che l'ha cercata e portata all'Isolotto. L'abbiamo avuta a tavola con noi. Ebrea e americana, ti riconcilia un po' con la vita e la politica. A tavola non abbiamo parlato di politica, ma di famiglia, casa, affitti, figli, arte (Piero della Francesca e Caravaggio), del Casentino, della Madonna del parto di Monterchi, di Poppi e del suo castello, degli Uffizi e del corridoio vasariano che dagli Uffizi ti porta a Pitti e Boboli...Buona notte.
domenica 24 febbraio 2008
Tra vent'anni
* I computer di tutti i giorni raggiungeranno le capacità dell'intelligenza umana entro 20 anni.
* Avremo l'opzione di installare piccoli robot nei nostri cervelli, per incrementare la nostra intelligenza.
* Ogni parte del nostro corpo potrà avere un equivalente artificiale per consentirci di vivere più a lungo.
* La realtà virtuale sarà competitiva con la realtà ordinaria come un'alternativa percorribile.
MindPractice Virtual Reality Is Reality
Scritto da Granieri.
Tra vent'anni i primi 3 punti. Il quarto l'hanno già realizzato e l'11 settembre è la grande opera prima. Venuta a coronamento di mille provini. E' tuttora in atto. Non se ne conosce ancora la conclusione.
domenica 30 dicembre 2007
La miglior vendetta è la democrazia
E' stata assassinata da Al Qaeda (Musharraf)
"Al Qaeda, un gruppo che può essere descritto soltanto come la Legione Araba della CIA e del MI6 (= Secret Intelligence Service SIS), una classica pseudogang o controgang contro il nazionalismo arabo."
Webster Griffin Tarpley
Andava guardato meglio quel punto tra Afghanistan e Pakistan...Bisogna fare più attenzione ad Al Qaeda (Massimo D'Alema).
Mentre la popolazione statunitense sta rivoltandosi contro Bush, assistiamo al tragico spettacolo dell'Europa e del Giappone che continuano a sostenerlo su così tante e fondamentali questioni. Webster Griffin Tarpley
"Anche mia madre diceva sempre che la democrazia è la miglior vendetta". (il figlio di Benazir Bhutto, Bilawal Zardai, 19 anni)
Caro Negroponte, qui non si ripara. Anche Bilawal caput? Ma un'Al Qaeda indiana che attacchi il Pamir, no? Al generale Musharraf prudono i missili preventivi.
mercoledì 5 dicembre 2007
Dal complotto al complottismo
DAVID BIDUSSA
Quando la Storia si smarrisce è l’ora del complottismo
in “il Riformista”, 5 dicembre 2007, p. 1
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Chi è convinto che tutta la realtà sia il risultato di complotti realizzati o in atto, vive contemporaneamente una doppia condizione: di angoscia e di sollievo. Angoscia perchè pensa di essere prigioniero di forze oscure; sollievo perché niente è incomprensibile. Sapere di essere vittime di complotti rende la propria vita eroica, anziché banale, perché arricchita e motivata dalla “consapevolezza di una missione”. Una condizione alternativamente di pessimismo vittimizzato (qualsiasi cosa si faccia non cambierà) e di volontarismo superomista (chiamare a raccolta tutti per liberarsi dall’oppressione).
La lotta al complotto ha anche un altro aspetto: quella di “lotta per la verità”. Chi crede ai complotti ritiene di sapere la verità per due motivi: perché dimostrare il contrario non è possibile e comunque proprio quello che andrebbe dimostrato – l’esistenza del complotto – si dà per acquisito; come tutte le lotte per la verità, sa che troverà resistenze, opposizioni. La prima vittoria contro il complotto è l’estensione di coloro che si convincono della sua esistenza.
E’ questo un meccanismo mentale che Karl Popper in Congetture e confutazioni (il Mulino) aveva individuato con precisione e opportunamente quelle pagine specifiche costituiscono il punto di partenza de Il complotto. Teoria, pratica, invenzione ( a cura di Ranieri Polese. Guanda 216 p., € 22,00) e il nucleo delle riflessioni culturali proposte nel volume sia da Giulio Giorello che da Umberto Eco.
Iniziativa opportuna, quella coordinata da Polese. Il complotto, infatti, è un’occasione (riuscita) per riflettere sulle nostre fantasie e misurare i meccanismi della nostre paure. Perché pensiamo, in molti sempre più spesso al complotto? cosa intendiamo quando usiamo questa parola? a cosa la associamo? E soprattutto, quella parola corrisponde sempre allo stesso contenuto?
E’ indubbio che il complotto è tornato protagonista nel nostro immaginario a partire da come abbiamo provato a spiegarci la scena delle “Twin Towers” (si veda p.e. 11/9, la cospirazione impossibile, a cura di Massimo Polidoro, Piemme). Un protagonismo che discende dalla perdita di leggibilità del presente che a molti appare come la conseguenza della perdita di razionalità dello sviluppo storico. Una sensazione che probabilmente è anche effetto del modo con cui precedentemente ci eravamo convinti della fine della storia in seguito al crollo del Muro di Berlino. La storia invece, non è finita allora e il seguito non è stata una marcia di avvicinamento al bene.
L’idea che il mondo sia pieno di complotti nasce, dunque, da questo senso di smarrimento: dal pensare che la storia non abbia più un senso di marcia. Ma questa condizione non dice ancora come il complotto o la cospirazione acquistano forma nelle proiezioni mentali di molti. Soprattutto non indica una differenza tra la visione popolare del complotto e della cospirazione quale si è diffusa nell’antichità e poi fino alla modernità e cosa indichi oggi l’idea – o l’ossessione – del complotto nell’immaginario collettivo.
C’è un’immagine stabilita del complotto che si definisce nella letteratura, nel cinema e nella storia dall’antichità fino al Novecento, come ricordano Franco Cardini, Claudio Carabba, Ranieri Polese. Che sia il gioco in borsa, la curva altalenante dl dollaro o la strana vicenda dell’Aids, ogni volta l’immagine è quella della minaccia esterna che colpisce gli interessi legittimamente rappresentati.
Una dinamica che delinea l’immaginario del complotto nelle società tradizionali. A lungo il complotto è stato “il tentativo violento, fraudolento, oscuro di conquistare il potere o comunque di aggredirlo, da parte di chi ne era escluso”. Ma la spiegazione è molto cambiata, come spiega Leopoldo Fabiani.
Pensare al complotto oggi, significa raffigurarsi “l’azione di potenti che cercano di mantenersi in vetta con mezzi criminali”. E’ questo cambiamento a segnare il passaggio dalle cospirazioni al ‘cospirazionismo’, assumendo ora una concezione dove ‘tutto è complotto’, dove solo questo conta, dove la politica consiste sostanzialmente nel congiurare con qualunque mezzo, anche e soprattutto illecito, per conservare o conquistare il potere e tenere all’oscuro i cittadini sulle proprie azioni”. Un passaggio che non riguarda solo la spiegazione “oscura” della realtà, ma anche giustifica la mobilitazione dei nuovi populismi, fondati sull’antipolitica, il cui postulato non è il rifiuto della politica, ma la chiamata a raccolta contro la politica istituzionalizzata intesa come macchina complottistica popolata da perfidi Robinson che tengono in ostaggio tutti gli ingenui Venerdì della “società civile”.
mercoledì 12 settembre 2007
03)- Menzogna Globale, Natura e significato dell'11 settembre - 2° parte
| 11-9 Menzogna Globale Natura e significato dell'11 settembre Prima conferenza internazionale del movimento di inchesta italiano sugli eventi dell'11 settembre 2001 La versione ufficiale degli eventi dell'11 settembre ci racconta di quattro aerei dirottati da 19 terroristi arabi... di due torri venute giù perchè la loro anima d'acciaio si sarebbe fatta crema a causa degli incendi seguiti all'impatto degli aerei... di un boing che procedendo a volo radente avrebbe colpito senza lasciare traccia di sè il Pentagono... e di un altro boeing che si sarebbe schiantato in Pennsylvania seminando i prorpi resti come coriandoli in un raggio di diversi chilometri... Questo ed altro ci è stato ripetuto da tutti i principali network, senza il benchè minimo ancoraggio ai fatti accertati, alle fonti disponibili, e soprattutto contro le leggi della fisica... Come in un film pieno di errori, costruito nell'intento di confondere le idee. A distanza di cinque anni, sulla base di un enorme lavoro di documentazione svolto da uno stuolo di riecercatori e attivisti, il movimento internazionale di inchiesta sull'11 settembre è in grado di dimostrare l'insotenibilità di ogni aspetto della versione ufficiale, tutta la menzogna globale che essa contiene. A cominciare da alcuni fatti cruciali: quella mattina tre dei quattro aerei dirottati non furono intercettati non a causa di incompetenze e ritardi ma perchè ai più alti livelli fu ordinato di non reagire; le torri gemelle collasarono in quel modo non per l'impatto degli aerei ma perchè demolite dall'interno mediante potenti esplosivi; il Pentagono non fu affatto colpito da un grosso aereo commerciale ma perforato da un oggetto molto più piccolo... | |
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data: 17/09/2006 - fonte: ARCOIRIS TV - lunghezza: 133,11 min.
lunedì 30 luglio 2007
venerdì 25 maggio 2007
La favola bella (III)
Annunciate presso l'Arena Piemonte le vincitrici del concorso letterario "Lingua Madre", giunto alla seconda edizione e promosso dal Centro studi e documentazione sul pensiero femminile in collaborazione con la Regione per stimolare l'uso della parola per riscoprire le radici, trasmettere la propria identità, incontrare e comprendere l'altro. Il premio è dedicato alle donne straniere residenti in Italia, anche da due o tre generazioni, con una sezione speciale destinata ai racconti di donne italiane su quelle straniere.
Vincitrice del concorso è la brasiliana Rosana Crispim Da Costa con "Pazienza", seconda la rumena Loredana Pislaru, con "Il viaggio", terza l'italo-indiana Gabriella Kuruvilla, con "Documenti". La sezione dedicata alle italiane ha visto primeggiare Giovanna Pini con "Ancora un po' di tempo".
La maggior parte dei racconti ha trattato il tema dell'identità, ma hanno ricevuto attenzione anche l'amore e il cibo.
La scelta delle vincitrici è stata effettuata, sulla base dei 200 elaborati partecipanti al concorso, da una giuria composta, fra gli altri, dagli assessori regionali alle Pari opportunità, Giuliana Manica, e alla Cultura, Gianni Oliva, da Saida Ahmed Ali, presidente della Commissione regionale per la realizzazione delle pari opportunità fra uomo e donna, e da Ernesto Ferrero, direttore editoriale della Fiera.
I racconti delle vincitrici ed altri selezionati dalla giuria, sono stati inseriti nel volume "Lingua Madre Duemilasette - Donne straniere raccontano", edito da SEB27.
Alla cerimonia ha partecipato anche Maurizio Bartolucci, sssessore alle Politiche sociali del Comune di Roma, che nel marzo scorso aveva ospitato in Campidoglio la grande presentazione del concorso e del libro con i racconti selezionati della prima edizione e con il quale è stata avviata una collaborazione per entrare a far parte del progetto insieme alla Regione Piemonte.
Torino, 14 maggio 2007
BIOGRAFIA DI LOREDANA PISLARU
2° classificata
Seconda Edizione del Concorso Letterario Nazionale Lingua Madre con il racconto “Il mio viaggio”
Loredana Pislaru è rumena (data di nascita 7.3.1977).
Dopo aver svolto le scuole medie, ha conseguito il diploma in sartoria nel suo paese d’origine. Sempre qui ha svolto le sue prime esperienze lavorative, prima in una fabbrica d’abbigliamento, quindi in un’azienda d’allevamento di pulcini, poi come operaia in un’azienda vinicola dove è arrivata a svolgere le mansioni di segreteria. Nel 1999 è emigrata in Italia dove ha vissuto – da clandestina - una durissima esperienza lavorativa come operaia e, allo stesso tempo, badante, in una segheria. L’incontro con la famiglia presso la quale lavora ancora attualmente, regolarmente assunta, le ha consentito di uscire dall’incubo, arrivare alla regolarizzazione e ottenere il ricongiungimento familiare con il marito e il primo figlio. Il secondo figlio è nato in Italia.
venerdì 16 marzo 2007
mercoledì 11 ottobre 2006
Ma c'è fungo e fungo
La nostra mente si protegge di fronte a interpretazioni della realtà che essa non è pronta ad affrontare, conservando una visione familiare e rassicurante della cose. La mente giunge alle conclusioni alle quali ha convenienza a giungere. Si chiama BIAS (tendenza) - Babylon legge baias, anche se è parola greca - ben conosciuto dagli psicologi, compresi quelli assunti in forza nei Servizi Segreti di tutto il mondo.
Essi sapevano che la gente avrebbe fatto fatica a credere all'evidenza di 2 torri e un Trade Center n.7 che vengono giù in una demolizione controllata. Quasi in punta di piedi per dare il tempo a fotografi e cameramen già appostati di eternare il più grande dei reality show della storia moderna.
IL GIORNO DI DIONISO - Un film italiano fa luce sui misteri dell'11 settembre
Ho finito ora di vedere online su Arcoiris l'incontro-dibattito su "Il giorno di Dioniso", documentario in preparazione presentato da Dario Fò, Claudio Fracassi, Giulietto Chiesa.
Le cose (nuove) che ho imparato: Bin Laden - in voce e in video - è virtuale, un vero fantasma che può comparire due giorni prima delle elezioni americane per minacciare l'America e far guadagnare a Bush almeno 2 milioni di voti; l'aereo-missile sul Pentagono sparato da una nave in crociera nel golfo del Messico; la favola che Bush raccontava ai bambini (si sa qual'è e presto la verremo a sapere tutti) è bruttina e banale(dice Dario Fò) ma ha servito (dico io) a far bere agli adulti del mondo la favola incredibile e davvero fantastica dell'Undicisettembre, dove la realtà ancora una volta ha superato la fantascienza; gli arabi dirottatori indicati dal governo americano non erano a bordo di nessuno dei 4 aerei; anche Chomsky si è piegato rassegnato: "non sapremo mai la verità sull'11 settembre".
Per mandare un contributo al film in preparazione vai qui e poi in alto a sinistra.
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Nel commento di risposta alla domanda di Ornella ho scritto: sto con Giulietto Chiesa: questo.
sabato 16 settembre 2006
Venerdì 15 e Sabato 16 Settembre alle ore 21:00 e in replica IN ANTEPRIMA NAZIONALE
il film di Massimo Mazzucco: INGANNO GLOBALE
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COME VEDERCI:
Per le persone fornite di un decoder non sky
Hotbird 7a - 13° est
TRASPONDER: 18
FREQUENZA: 11.541,03
FEQ: 5/6
POLARIZZAZIONE: Verticale
SYMBOL RATE: 22.000 Mbauds
Nome Canale: Arcoiris Tv
Per le persone fornite di un decoder sky: canale 916
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L'ho visto (e registrato) ieri sera. Non perderlo.
Nota: una delle cose che non sapevo: il terzo aereo direttamente abbattuto da un caccia americano.
Grazie Mazzucco. Bravo nella ricostruzione quanto loro nella distruzione.
Ma la troppa bravura e la presunzione dell'intoccabilità li ha fregati. Che bisogno c'era di tirar giù con quella precisione di cariche l'WTC n.7. E' stato come firmare la propria confessione. Chissà, forse è stato un gruppo di brokers genieri che, obbligati a porre in opera una vergogna di tale portata, hanno voluto mandare un messaggio di denuncia al mondo.
Nota2: Il gruppo di potere che ha posto in essere l'11 settembre è un gruppo alla disperazione; non accetterà mai di essere sconfitto. Come Hitler nel bunker sacrificò la Germania fino al suo ultimo istante, così questi sacrificheranno il pianeta prima che questo gli precipiti addosso. E' una corsa contro il tempo: il mondo non può attendere. Coraggio ragazzi.
Nota 3: il mio pensiero va a quel colonnello che al nazismo aveva sacrificato un occhio, la mano destra e tre dita della sinistra, che quando ebbe capito che Hitler portava la Germania alla completa distruzione, sacrificò la vita nel tentativo di fermarlo. La guerra sarebbe finita un anno prima ad avrebbe risparmiato milioni di vite e infinite sofferenze. Si chiamava Von Stauffenberg
domenica 10 settembre 2006
Nineleven 2001
Demolizione controllata dell'umanità in cammino.
Registi: Mossad, NSA-CIA
Produttori: Coca Cola, United Fruit, Hulliburton, Carlyle, Esso, Texas Oil Company...
Attori: tutti delle famiglie Bush e Bin Laden
Comparse: sauditi, pakistani...
Scheda: L'idea venne anni addietro quando circolò negli USA un film (poi sparito di circolazione) che faceva vedere degli aerei che si schiantavano contro le torri gemelle.
Da poco era stato assassinato Kennedy che si era rifiutato di far abbattere un aereo pieno di studenti americani che avrebbe giustificato l'invasione di Cuba.
Ronald Reagan aveva posto le premesse del regime fascista all'interno dell'Amministrazione americana.
Negroponte aveva fatto un ottimo lavoro tra Honduras, Guatemala Salvador e Nicaragua. La Coca Cola continuava a mandare all'altro mondo sindacalisti sudamericani, particolarmente colombiani (questi ultimi alla media di uno alla settimana), Israele aveva già conquistato il primato degli omicidi mirati nel poligono di tiro allestito in Palestina. Kissinger aveva dato il colpo alla nuca al nostro On. Aldo Moro, con ottimo successo. I Greci - caso anomalo - avevano mal digerito l'invio dei Colonnelli, ma i brokers di Aviano non avevano avuto gran difficoltà con la Banca dell'Agricoltura di Milano. Anche se Calabresi si era un po' compromesso con la sua umana simpatia per Pinelli. Così come più tardi Calipari con Giuliana Sgrena, per altri versi ottimo broker.
Israele sta da tempo creando cinture protette di sicurezza intorno alle scuole per aspiranti suicidi presenti nel territorio da esso conquistato, le scuole di guerra aerea americane stanno allevando una ventina di sauditi aspiranti suicidi raccomandati dai Bin Laden. L'FBI è diffidato da mettere il naso in casa CIA, ex Presidente il vecchio Bush.
Programmati 3 aerei per torri gemelle e, se necessario, Casa Bianca, minato dai broker genieri tutto il complesso World Trade Center, il centro degli affari, il cuore del mondo, il figli Isacco e Cristo sacrificati dal Padre, che all'ultimo minuto salverà Isacco Casa Bianca.
Nel frattempo l'inquilino della santa casa si troverà in Florida, dal fratello minore, in una scuola di innocenti bambini paravento della più grande horror del momento.
Un gioco da ragazzi: dal Pentagono con un software semplice come un telefonino vengono inviati i comandi agli aerei predisposti e gli scalcagnati piloti suicidi ringraziano Allah che li guida con tanta precisione di tempo e di luogo sugli obbiettivi prestabiliti. I piloti del terzo aereo diretto sulla santa casa perdono improssivisamente il controllo dei comandi. Una mano potente li trascina fuori rotta, all'impatto con la nuda terra. Un quarto d'ora dopo che i due angeli della vendetta delle torri sono andati a segno in maniera superba, tanto da estendere per un effetto simpatia la divina forza distruggitrice al vicino edificio 7 così presuntuosamente superbo della sua mole quadrata, massiccia, tutta ferro cemento e acciaio: guardatelo come si inginocchia su se stesso e si copre il capo con le sue ceneri: il toro sull'arena. Pochi secondi son bastati. A questo punto l'Ufficio del Pentagono-dio-distruggitore si autoimmola portando con sé le prove della più grande impresa di comando aereo teleguidato, di demolizione edifici a distanza. La più grande americanata della storia, superiore allo sbarco sulla Luna.
E così sia.