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mercoledì 12 maggio 2010

L'Iran mi viene incontro col suo colore di perla



Un popolo gentile e accogliente

 






Video  (Puoi cliccare anche sulla foto)
A passeggio per Shiraz, un giorno di settembre del 2009, in compagnia delle nostre guide Soheila e Shahab. Meta la tomba di Hafez.






In questo viaggio l'Iran mi viene incontro col suo colore di perla. Tutti i fiori che mancano su questi monti sono nei tappeti che le donne hanno tessuto per secoli e millenni. Ma sono anche nei giardini dove l'acqua scorre nei piccoli canali a rallegrare le famiglie nei giorni di festa. E le tombe dei poeti: non sarebbero più tristi senza fiori? In quale altro paese la gente viene a pregare così numerosa sulle tombe dei poeti? Guardano i bambini dagli occhi grandi e dai capelli nerissimi, guardano le donne col viso stretto nel velo che io non vorrei e nemmeno il poeta vorrebbe. Perché ai poeti piacciono i bei riccioli liberi e la curva dolce del collo che scende verso la spalla. Non è Dio che ha voluto la bellezza? I gelsi fanno corona intorno e mandano un leggero profumo. Ce n'è uno tutto storto e avvolto nel tronco. Certo questo albero ha sofferto molto, ma con quanta forza ha fatto rinascere intorno al suo corpo straziato tante e tante foglie: un bel mantello a coprire tutto. E' qui a questa pianta che viene la gente che ha sofferto, ma che più del dolore ha amato la propria rinascita. Paola.(pezzo inedito ritrovato fra gli appunti di viaggio) 





 





 






Ghazal dell’Amore
(o della Rosa dei Venti.)
Il ponente incide le rocce. L’acqua
usa il sale che acceca come inchiostro.
La procellaria grida:“E’ qui” o “E’ fuggito”
ma anche “Non esiste”
e “L’hai inventato”
a seconda di come il mare la stordisce.
E’ vero. Il desiderio abita il mondo disfatto.
Perfino questa cucina dove la pentola soffia
nella cappa dove il vento si ostina
è una forma di nozze. Olio che frigge
ghisa che svetta fumo fino al buio
e là si coniuga davvero.
Tra i fuochi dei fornelli
l’anima chiede
quattro volte per fiamma
per ogni cardine di terra
ai quattro venti
che le disperdano il destino.

 


Un sito sull'Iran (l'ho scoperto ora e forse vale la pena): http://opiran.wordpress.com/

martedì 11 maggio 2010

Viaggio in Iran



Iran, settembre 2009






Sono contento che Soheila, la nostra guida nel viaggio in Iran, sia riuscita, nonostante la censura su youtube, a mettere nel suo sito l'intervista che le facemmo a Isfahan. Viaggio raccomandato, lontano dal terrorismo e dal vulcano islandese.
 


PS. Quanto segue mi convince a insistere sull'invito a visitare l'Iran. E' il metodo migliore per aiutare questo grande popolo.


Cari amici,


dagli amici democratici iraniani ricevo questa drammatica segnalazione (cui la nostra "normale" informazione sta dando pochissimo spazio) delle recentissime esecuzioni capitali a Teheran.


Mi viene anche comunicato che questa sera, a partire dalle ore 20.00, in Piazza delle Repubblica a FIrenze, si terrà una veglia, di commemorazione delle vittime, e di protesta, promossa dagli studenti e dagli iraniani democratici della nostra città.


Parteciparvi in segno di solidarietà è, ovviamente, un atto politico da promuovere e da incoraggiare.


Siamo/siete tutti invitati.


Fate girare cortesemente la notizia.


Cordiali saluti


Severino


 


ANSA.it > Mondo > News


Iran, 5 impiccati, accusati di legami con gruppi antirivoluzionari



Farzad Kamangar, Ali Heydarian, Farhadi Vakili, Shirin Alam Holi, Mehdia Eslamian, impiccati 9 giugno a Teheran


(ANSA) - TEHERAN, 9 MAG - Cinque persone accusate di aver commesso attentati e atti di terrorismo, sono state impiccate oggi nella prigione Evine di Teheran. Lo ha annunciato l'agenzia Irna secondo la quale i cinque erano accusati ''di legami con gruppi antirivoluzionari''. L'agenzia non precisa a quali date e citta' si faccia riferimento nel comunicato dell'ufficio del procuratore di Teheran che non specifica nemmeno a quali gruppi i condannati fossero affiliati.


venerdì 19 marzo 2010

Posta elettronica dall'Iran




Da: soheila pir [mailto:viaggioiniran@yahoo.it]
Inviato: giovedì 18 marzo 2010 20.40
Oggetto: Auguri dall Iran
Carissimi
Vi auguro che la vostra vita sia come un bel fiore che sta sbocciando
BUONA PRIMAVERA
Soheila
www.viaggioiniran.com


La risposta mia e di Paola




جشن نوروز 1389 در میلان
 
بیایید لحظه تحویل سال را با هم جشن بگیریم
اگر دوست دارید لحظه تحویل سال در کنار هم باشیم راس ساعت 18 منتظر شما هستیم
 
پیشنهاد
با لباسهای سنتی یا سنبلهای محلی جشنمان را رنگین کنیم و سنتهایمان را بشناسانیم
CIAO
 
EIDE FARKHONDEYE ' NORUZ BE HAMME' MOBARAK !
AUGURI DI UN BUON NORUZ A TUTTI!
(Il capodanno persiano, l'equinozio di primavera, si festeggerà quest'anno, sabato 20 marzo 2010 alle ore 18.31 ora italiana).

 "Noruz, - dicono i persiani - iraniani che vivono a Firenze- è il tempo in cui dimenticare i rancori in segno dell'amicizia e della solidarietà, mangiando piatti tipici, i cosiddetti Haf -tsin e cantando le poesie di Hafez".
La nebbia, il vento, le nuvole, il sole, la ruota del destino sono al lavoro!
Che nel palmo di una mano tu abbia un tozzo di pane! Non sia mai che tu ne mangi da ignorante.

Quartina di Nuroddin Abdorahman Giamì (Poeta Persiano, 1414-1492)
Grazie, Soheila a te e mammà da parte di  Paola e Urbano. (Sabato alle 18,31 alzeremo gli occhi in direzione est per un saluto virtuale a te, Shahab e mamma tua).
 
Noticina storica
21 marzo ore 6.48 - nou ruz - capodanno persiano
Il calendario persiano è diverso da quello arabo, difatti quello arabo è lunare, ovvero di 354 giorni, quello solare comprende 365 giorni.
Il capodanno persiano coincide con il primo giorno di primavera: il 21 marzo.
I festeggiamenti del "Nou Ruz" (Nuovo Giorno) durano in tutto tredici giorni; sono occasioni di grandi pranzi e rituali antichi.
L'ultimo mercoledì che precede l'anno nuovo, si festeggia il "Ciarsciàmbeh Surì", saltando su piccoli falò di roveti, per "lasciare il male al fuoco e prenderne l'ardore".
A casa, si imbandisce il tavolo del "Hàft Sin" (Hàft=sette Sin='S'), si tratta di sette simboli, il cui nome inizia con la "S".
Sabzì = (verdura) germogli di lenticchie o grano
Sir = aglio
Sib = mela
Sengièd =(giogioba)
Serkè = aceto
Samanù = (un tipo di pappa dolce)
Sekkè = Moneta (d'oro)
Inoltre uno specchio e un corano (introdotto con l'avvento dell'islam in Persia).
Sangak = (un tipo di pane cotto su un letto di ghiaia)
Una ciotola d'acqua con una foglia verde galleggiante in superficie.
Dei pesci rossi in acqua.
Delle uova sode dipinte.
Dei cristalli di zucchero.
 
Tutto il mondo è paese. E l'Iran è un gran bel paese. Un bel popolo, davvero!



Io l'ho visto così.
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martedì 3 novembre 2009

Relazione del viaggio in Iran






16-30 settembre 2009 - 3500 km. con Shahab (leggi Sciakob) alla guida.



Domenica alle baracche verdi dell'Isolotto, ospiti della Comunità, abbiamo, Paola ed io, fatto una relazione con audio e video sulla nostra recente traversata cavalcata dell'Iran, dichiarato "Stato canaglia" dagli Stati Uniti portatori riconosciuti di pace libertà e democrazia nei confinanti Iraq e Afghanistan. Mi sono emozionato nel presentare foto e video...non so giudicare quanta della mia emozione si è trasferita nei presenti. Mi trovo anche imbarazzato a fare una relazione decente ai miei cento lettori che anche ieri hanno dato uno sguardo al Barbabianca, nonostante l'assenza di un nuovo post.



Rimando a quanto apparso su
Baracche verdi.

martedì 27 ottobre 2009

Viaggio in Iran









Sto mettendo un po' di ordine su foto e video del viaggio per ricavarne una proiezione digeribile per l'assemblea domenicale del primo novembre prossimo alle baracche verdi di Via degli Aceri 1, sede storica della Comunità dell'Isolotto. Ne approfitto per rileggermi online notizie sulle vicissitudini storiche di questa parte di pianeta, posta come una strada sopraelevata sulle grandi direttrici del formicaio umano in corsa perenne tra Europa e Asia, in cerca d'acqua, di pascoli e di seta. Paola cura la parte letteraria e poetica. Le sto scaricando poesie di Hafez e Khayyam...Ma anche di Forùgh Farrokhzàd e
Nadèr Naderpùr





Domenica 1 novembre, alle ore 10,30, zona Isolotto, autobus 9, 1, 17C, vicino alla Piazza del mercato. Per gli amici che sono in zona.

martedì 13 ottobre 2009

Viaggio in Iran (VI)


Intervista a Shahab





video









(Nota di servizio:  quando Shahab parla inglese puoi trascinare il mouse, senza premere, sul quadrato che si forma al centro dell'immagine per far emergere i sottotili in italiano. Non sono riuscito a far di meglio).





 Sciacob, così si pronuncia, ha guidato per 3600 km il suo furgoncino Toyota per mostrarci città, paesi, montagne, deserti, oasi e giardini, musei e moschee.  Senza risparmio e con grande abilità. Nel video ho inserito immagini  del soggiorno di due giorni a Garmeh, ai confini del deserto centro-nord dell'Iran, e l'intervista fatta a seguito di quella a Soheila, mentre siamo per 3 giorni a Esfahan, città natale di Shahab e città della famiglia di Soheila che è nata a Tehran. Per Garmeh ho fatto onore al gran capo Mazìar che con la moglie (francese) Aryan, il figlioletto Amyar, il fratello di lui e la cognata regge la casa-albergo da quando ha deciso di lasciare Tehran, immensa e per lui poco vivibile, per immergersi nella dura e splendida magia di un'oasi nel deserto, ritornando, d'altronde, alla casa dei suoi avi.



Come puoi approfondire consultando ilsuo sito: 
http://www.ateshooni.com/ (in inglese) o la guida Lonely Planet, IRAN, p.272.



Una menzione onorevole al fratello e cognata di Maziar per la migliore cucina - dice Paola - di tutto il nostro viaggio. 



Quanto a Shahab, questo il suo cellulare: 0098 9133018310.




Le due serate al lago salato il 23 e nel deserto il 24 sono state un'extra per noi coraggiosi e fortunati. Mi ci vorrebbe la penna di Rumiz per descrivere i momenti passati la sera, quando è tramontato il sole per far posto a una luna quasi piena: sul lago salato Soheil, una specie di guru quasi santone, che ripassava con Soheila e Shahab i fondamenti di una sapienza indiana o sufi o che altro, mentre noi turisti occidentali ci si distraeva a puntare il sole che se ne andava, la luna che si illuminava, Giove che la insegue da tutta l'estate, e il triangolo estivo di Vega, Deneb e Altair, con la ricerca della stella polare facilitata dalla mia frequentazione del cielo casentinese, forse ancora più nitido di questo.. La sera dopo è stato commovente vedere Mazìar stendere sul deserto i tappeti, cercare la legna (in parte se l'era portata?), accendere il fuoco, mettere il bricco dell'acqua per il thé a bollire, mentre il piccolo Amyar gli stava addosso, tenuto a freno da mamma Aryan.



Questo è l'Iran "paese canaglia" contro il quale stiamo lucidando (Israele, Stati Uniti, governi NATO e mass media) la superbomba che distruggendo la centrale atomica di Natanz, permetterà alla Francia di costruire per noi le 5 centrali preventivate da SuperSilvio insieme al Ponte d'oro che unirà per la vita e per la morte le penisola continentale con l'Isola  dei famosi, insieme al grande traforo TAV che ci permetterà lo scambio dei beni materiali e delle persone fisiche con la stessa immediatezza di YouTube: grande tubo. E' uno sfogo, amici miei, che avete sgranato gli occhi al vederci ritornare da là vivi e vegeti ostinandovi tutt'ora a rimaner chiusi dentro la trappola mediatica allo stesso tempo stupida e infame...Amen.


giovedì 8 ottobre 2009

Viaggio in Iran (V)

Intervista a Soheila (terza parte)



 



Esfahan, domenica 27 settembre 2009. Nel giardino antistante il Palazzo delle 40 colonne, due coppie italiane, Mariolina e Nicola, Paola e Urbano, si confrontano con le loro guide Soheila e Shahab...


martedì 6 ottobre 2009

Viaggio in Iran (IV)

Intervista a Soheila

video:


defaultprima parte















defaultseconda parte













L'intervista è stata fatta nel tardo pomeriggio di domenica 27 Settembre, al secondo giorno del nostro instancabile (per Soheila e la coppia di amici catanesi) girovagare nella "Isfahan nesf-e jahan" (Isfahan è la metà del mondo): bazar, Moschee, minareti oscillanti, Imam Square davvero spelndida, i 3 ponti dalle 100 archate su un fiume secco da 2 anni ( un'impressione passeggiare la sera sotto le archate pensili, tra gente appoggiata e seduta che ascolta cantanti solitari che si alternano uno dopo l'altro. L'intervista l'avevo chiesta io, ma Solheila la voleva quanto me. Perché ha tante cose da dire. E non solo lei. Ci vorranno altri due Youtube...


Peccato per Soheila che non possa aprire Youtube dall'Iran. Ma lo vedrà Arash, il figlio ingegnere che sta completando il suo perfezionamento a Perugia.



Questo il video fatto per lui da un amico in occasione della sua laurea in ingegneria civile: http://www.youtube.com/watch?v=Rzik-Fem2kg


A proposito (per Mariella che pensava mi avrebbero requisito la mia videocamera): ho sbobinato le 8 cassette di riprese fatte dentro scuole e moschee, piazze e palazzi, caffè e ristoranti..ti facevano festa, curiosi di noi come noi di loro. Così non mi era successo in Tunisia, Marocco, Giordania, Siria. Avrò tempo per perfezionare il programma di montaggio Premiére insieme al mio istruttore Martino. Ne verrà fuori più di un DVD. 

Viaggio in Iran (III)

Le donne dell'Iran




(Esfahan, mattina di sabato 26 settembre, all'entrata di una scuola femminile)


Ho camminato per le strade di Shiraz, Yazd, Esfahan e ancor più che le moschee e i palazzi, maestosi e attraenti nella loro bellezza orientale,  guardavo le donne, sole, a coppie, a gruppi, ma sempre infagottate nei loro mantelli neri o, nei casi migliori, avvolte nel piccolo soprabito che  le copriva quasi fino al ginocchio, là dove spuntavano gli immancabili pantaloni. La stagione era calda, metà settembre, ma raramente ho visto  un piede nudo nel sandalo, mai una testa scoperta. L'attrice del filmetto per famiglie che ho visto in un'affollata sala di Esfahan, molto  elegante, con un grazioso soprabito e tacchi alti, portava il foulard perfino la notte, quando andava a dormire. Però l'argomento del film non  sarebbe dispiaciuto nemmeno qua da noi. La giovane coppia in crisi decideva di scambiarsi i ruoli: lui a casa a districarsi nelle faccende  domestiche e nella cura dei due figli, lei a dirigere la piccola azienda di famiglia per la gestione di una sala per banchetti di nozze. Alla fine il  risultato è quasi femminista: lei si rivela una manager superiore al marito, lui si arrende e desidera ardentemente far pace e detti pure lei le condizioni. Il tutto piuttosto ingenuo e cinematograficamente scontato, ma a suo modo significativo. Mi è anche capitato di vedere un  matrimonio nel momento in cui le donne restano sole e si danno alla pazza gioia, spogliandosi dei mantelli e mostrandosi con vestiti così  scollati, aderenti e rilucenti di lustrini che difficilmente verrebbero indossati da noi in simili occasioni. E i balli, le grida, il tripudio di gioia  liberata che è d'uso in queste occasioni. Per cui, traendo una più che probabile conclusione, viene da dire che la coltre nera che avvolge queste  donne e tanto le imbruttisce resta un funesto quanto superficiale mezzo di repressione che in sostanza intacca poco la vitalità e il desiderio di  affermare le proprie esigenze imprescindibili. So che le donne iraniane sono presenti largamente nelle scuole, nei pubblici uffici (non possono  diventare giudice) in vari ambienti di lavoro, ho visto nel cortile di una scuola superiore gruppi di ragazze che chiacchieravano vivacemente tra  loro e si affollavano e si affollavano intorno al nostro piccolo drappello di turisti, desiderose di scambiare parole e di respirare un'aria diversa. 

Poi è arrivata un'arcigna insegnante a portarle via, ma loro hanno continuato a ridere e a fare cenni amichevoli da dietro le finestre chiuse.

In poche parole quello che si percepisce con sufficiente chiarezza è un livello di maturazione di capacità di autonomia che con difficoltà viene  trattenuto e imprigionato in forme rigide destinate secondo me   a non durare a lungo. Il personaggio di Soheila, la nostra brava guida iraniana,  impersona bene questa situazione. E' una donna giovane e attraente, divorziata da vari anni, che si guadagna la vita con un lavoro che fa con  passione. E nessuno la giudica male, anzi è rispettata e apprezzata. In questo la situazione di Soheila non è diversa da quella di una donna sola in un paese europeo. Mi fermo un momento perché non voglio lasciarmi prendere la mano da queste impressioni positive. "La gabbia d'oro" di  Shirin Ebadi, premio nobel per la pace 2003 e oggi anche firmataria dell'appello a mobilitarsi contro la censura dell'informazione qui in Italia,  e "Un matrimonio a Tehran" di Azadeh Moaveni svelano retroscena piuttosto cupi della situazione politica iraniana e del resto gli avvenimenti  recenti del dopo elezioni del giugno scorso parlano chiaro in fatto di repressione. "Morale della favola", come dice spesso Soheila, è che da  una parte c'è una volontà politica che non esita a imporre un regime intollerante a vari livelli, dall'altra però c'è la presa di coscienza di una  popolazione in buona parte matura, anche culturalmente, che è in disaccordo con questo regime e sceglie, quando può, di battere strade  iverse. In questo senso va la lotta silenziosa delle donne che anche giornalmente, nelle piccole cose quotidiane, fanno quello che possono per  recuperare quello che pretende di togliere loro una visone maschilista e arretrata nel tempo. (Paola)

venerdì 2 ottobre 2009

Viaggio in Iran (II)


Home sweet home, si torna sempre volentieri a casa. Dopo aver fatto, via terra, 3600 km in 13 giorni.



Ritrovare il pane lievitato, il rostbeef che sa fare Paola, con l'aiuto di Costantino macellaio a noi vicino,  con la compagnia di una cappella di porcino che profuma di Casentino, di una bottiglia "Amarone della Valpolicella, 2005, classico" portata in tavola da Simone che ultimamente sembra orientato verso la professione di sommelier, probabilmente per la frequentazione sempre più assidua di amici casentinesi.



Perché in Iran si mangia tanto, si digerisce bene, yougurt e frutta a volontà, melanzane pasticciate in tutti i modi, ma il pane è azimo, la carne agnello, montone, pollo, pollo montone agnello...Provato il manzo, ma da lasciarci i denti. Da bere: acqua, pepsicola, birra analcolica.

E poi a me e Paola non corrispondono  le porzioni o proporzioni; montagne di roba con inevitabile spreco, dato che quasi mai trovi il selfservice; chiedi uno spiedino e ti arriva un'alabarda; poi impari a dire "uno in due". Questo discorso non vale per gli altri 4 commensali molto disinvolti nel maneggiare le alabarde. Sì perché eravamo tre coppie: Shahkab e Soheila, driver e guida, Mariolina e Nicola, siculi, Urbi e Paola, toschi. Su un furgone Toyota a 11 posti, un 2500 a benzina. Quando eri stanco ti potevi metter dietro, stenderti e dormire. E questo grazie alla paura che governa il mondo e che ha provocato la rinuncia di un bel gruppo di veronesi ai quali eravamo stati aggregati.

Il furgoncini in Iran vanno tutti a benzina, che costa pochissimo. Il gasolio, che costa niente, è riservato ai TIR.




Nota



La foto è di giovedi 24 settembre, nel deserto Dasht e Kavir, località Garmeh. Dietro il fuoristrada Maziar ha aceso il fuoco per il nostro "Thè nel deserto". Nel frattempo il sole si avvia al tramonto. Bella serata, ne riparliamo.

Viaggio in Iran (I)

Tranquilli!







Esfahan, sabato 26 settembre 2009. Decimo giorno del viaggio di 14 giornate. Per tutti quelli che si sono preoccupati per noi prima e durante la visita alla culla della nostra civiltà.

giovedì 10 settembre 2009

Si è trovato il verso

di fare il viaggio in Iran.




Grazie a Soheila che ha scovato un'altra coppia (come da noi richiesto). Partenza il 16 settembre. Appena il tempo di comprare i biglietti Ryan Air, chedo scusa: Iran Air. 546 € cd Roma-Teheran A/R. E così, invece di andare nella seconda metà di ottobre in un branco di 20/30 persone, ci godremo il settembre, in 4, a giro per la Persia in un toyota giapponese. Perché "la paura governa il mondo" (Alfieri ma non solo lui; lo capisce anche un bambino). A chi resta lasciamo per contrappasso la paura del virus che frutta miliardi alla Roche, che ha la bava alla bocca quando sente parlare Obama di riforma sanitaria. Quando entrai da un dentista a New York per farmi riincollare una capsula dentaria, la prima cosa che mi chiese la segretaria - ero ancora sulla porta - costa 95 $. Otherwise..european, go home!

mercoledì 2 settembre 2009

Non c'è verso

di trovare una coppia che ci faccia compagnia per un viaggio in Iran, con una guida favolosa. !4 giorni da metà ottobre:


Programma del viaggio (sig. Urbano)

 

1- Italia Tehran

Arrivo in serata incontro con la guida trasferimento in albergo e pernottamento.

 

2- Tehran – Kerman

Prima colazione - Visita della citta’ con l’incantevole Iranbastan - celebre museo archeologico dove sono custoditi preziosi reperti delle antiche civiltà che hanno abitato la regione ed museo dei vetri - pranzo. Dopo la seconda colazione trasferimento in aeroporto - Partenza per Kerman arrivo in Hotel cena e pernottamento.

 

3- Kerman - Rain – Mahan - Kerman

Prima colazione - L’escursione a Mahan e Rayn - a Mahan si visita il Giardino del Principe ed il complesso funerario con la sua cupola azzurra del XVI secolo di Nurel-din Nemat Allah Vali il santo Sufi - Proseguimento per Rayn dove si visiterà Stupefacente cittadella fortificata tipico l’esempio dell’architettura ecologica del deserto costruito nel periodo sassanidi del 400 d.C. - Ritorno alla volta di Kerman e visita dell’antica città del deserto dall’animato Bazar tradizionale il complesso di Ganjalikhan comprendente l’esempio tipico dell’ architettura islamica (Moschea Congregazionale - Caravanserraglio - Hammam - Bazar e Cisterna d’acqua ), rientro in albergo cena e pernottamento

 

 4- Kerman – Shiraz

Prima colazione - Partenza in pullman per Shiraz nel corso del viaggio si possono ammirare quattro paesaggi differenti dell’ altopiano iranico ( Lago- Deserto Montagna - Pianura ) sosta a cittadina di Neiriz per fare Pic nic e visita alla moschea più antica dell’ Iran famoso come moschea a mono Iwan dopo tale visita proseguimento del viaggio verso Shiraz arrivo nel tardo pomeriggio rientro in albergo cena e pernottamento.

 

5- Shiraz – Persepoli – shiraz

Prima colazione - In mattinata l’escursione a Persepoli visita approfondita del palazzo primavera fatto costruire da Dario I nel 518 a.C per celebrare le feste d’ inizio anno. L’enorme piattaforma e’ ricoperta di bassorilievi raffigurati tutte le popolazioni che facevano parte dell’ Impero Persiano - Prima Dario e poi Serse avevano fatto affluire in Persia i migliori artigiani di loro mondo - costruendo un palazzo che doveva essere la summa dell’ architettura e della scultura delle regioni Mesopotamiche. la visita prosegue con Naqsh-e Rostam - luogo delle tombe dei primi Imperatori cioe’ Dario il grande - Serse Artaserse I e Dario II - seconda colazione - rientro a Shiraz visita della città nota per i suoi giardini e per la mitezza del suo clima. Si visiteranno la tombe del poeta Hafez e complesso di Vakil : Bazar Vakil, La Moschea di Vakil (moschea della rosa ) La fortezza di Vakil , Caravanserraglio di Moshir , Madrasa Coranica ; rientro in albergo cena e pernottamento.

 

6- Shiraz – Pasargad – Yazd

Prima colazione -partenza per yazd , nel percorso vista a Pasargade - prima capitale Achemenide con la tomba del suo leggendario fondatore Ciro il Grande

Proseguimento per l' antica Yazd tra i più importanti centri carovanieri medioevali che accolto per secoli mercanti e viaggiatori arrivo in albergo cena e pernottamento.

 

7- Yazd

prima colazione - Visita della città fondata dai Sassanidi e centro dell’antico culto Zoroastriano che sopravvive con il “Fuoco Sacro” conservato nei tempio Atashkade quindi Dakhme con le suggestive “Torri di Silenzio” che si ergono nel deserto e dove gli zoroastriani deponevano i defunti per farli divorare dai rapaci - Pranzo - visite Delle Moschee Jame - Mirciakhmaq che si eregge in una bellissima piazza medioevale quindi gli antichi quartieri - il Bazar – il muse dell acqua - rientro nel albergo nel tardo pomeriggio cena e pernottamento.

 

8- Yazd – Garmeh

Prima colazione –mattina proseguimento della visita di Yazd dopo pranzo partenza per il villaggio di Garmeh nel deserto più grande dell' Iran Dasht e Kavir, che viene chiamato deserto di sale per i numerosi laghi salati presenti in quest area. Il tragitto da Yazd a Garmeh è molto affascinante per il panorama caratterizzato da montagne colorate.Cena e alloggio nella casa tradizionale. pernottamento

 

9- Garmeh

Prima colazione. Visita del deserto  .Sarà possibile fare una passeggiata sul cammello per 1/ 2 h circa. La guida locale preparerà il pranzo nel deserto (a base di carne di cammello arrosto ). Rientro in serata. Cena e pernottamento

 

10 – Garmeh – nain – Esfahan

Prima colazione.Partenza per Isfahan  nel perrcorso visita a Nain con La Moschea Masjed-e Jamé ,pomeriggio arrivo alla citta’ delle mille e una notte. in albergo cena e pernottamento.

 

11- Esfahan

Pensione completa - Visita della città tra le più suggestive del mondo – la stupenda piazza centrale dove si affacciano le antiche botteghe del gran Bazar - le moschee masjed-e Emam e masjed-e Sheikh Lotfollah - capolavori dell’ architettura e decorazione dell’ arte persiana islamica e il palazzo Ali Qapu - Pranzo zar e i vari monumenti voluti dallo Shah Abbass e i successori Safavidi pranzo. dopo la seconda colazione proseguimento delle visite. nel tardo pomeriggio rientro in albergo cena e pernottamento.

 

12- Esfahan

 Prima colazione - Proseguimento visita della città- il quartiere Armeno con le sue chiese e lae cattedrali - i famosi ponti Sio- se pol e Khajou dalla magnifica architettura - la moschea del Venerdi - l’animatissimo Bazar e i vari monumenti voluti dallo Shah Abbass e i successori Safavidi pranzo. Dopo la secona colazione proseguimento delle visite.

 

13- Esfahan – Ardestan – Abyaneh –

Prima colazione.Partenza per Abyaneh  nel perrcorso visita ad Ardestan con La Moschea Masjed-e Jamé di 1000 anni fa ,pomeriggio arrivo ad Abyaneh , il vilaggio protetto dal Unesco , per avere conservato i suoi costumi e tradizioni antichi , passeggiato nel paese la sera alloggio nell unico albergo cena e pernottamento

 

14- Abyaneh - Kashan – Qom

Mattina partenza per Qom via Kashan , a Kashan visita a girdino di Fin , case bioclimatiche del epoca Cagiari e collina di sialk conosciuto come la nostra culla della civita' . nel pomerggio prtenza per Qom e visita al mausoleo di Masumeh (sorella del Ottavo Imam) cena e pernottamento.

 

N.B. la scela di Qom invece che Tehran perche e' molto piu' comdo per voi che giorno dopo dovete prendere il volo dall aeroporto di Tehran che si trova nella strda fra Qom e Tehran , cosi non vi sctanccate troppo (la durata del viaggio Da Tehran all aeroporto e' quasi uguale  che da Qom all aeroporto ,abbiamo provato con altri gruppi e' assolutamento e' stato approvato)

 

15 – Qom – Italia

In mattinata trasferimento in aeroporto partenza con il volo di line per Italia.

 

Gli alberghi del viaggio o Similai di categorie :

Tehran – Hotel Enqelab 4*

Kerman – Hotel Mahmansara 4 *

Shiraz – Hotel Aryo Barzan 4*

Yazd – Hotel tradizionale Dad 4*

Garmeh – Casa Tradizionale

Isfahan – Hotel Zohreh 4* Top

Abyaneh – Hotel Abyaneh 3*

Qom – Hotel Qasr od Olampic 4*

 

I servizi comprendono:

 

1- Esecuzione di tutte le formalità da Tehran per il rilascio del visto in Italia.

2- Pensione completa ( colazione - pranzo - cena) Sistemazione alberghiera come previsto dall' itinerario

alcuni pranzi in base alle esigenze del corso del viaggio sara effettuato come pic nic .

3- la macchina per pax 3-6 van Toyota A/C. 

4- Guida parlante italiano per tutto il viaggio.

5- L'ingresso nei siti architettonici - archeologici e nei musei tutto a carico nostro come previsto dall’ itinerario.

6- Le mance comprese (belboy - reception - ristoranti)

7- Nei nostri mezzi di trasporto sono previsti il break a base di caffe' - te' e dolce locale

8-Voli interni

9-Trasfer a/r aeroporti-hotel

10- i voli internazionali 

11- Le spese consolari

12- assicurazione

 

 I servizi non comprendono:

1- Le mance alla guida e autista

2-spese ai caratteri personali

 

il costo del viaggio con i servizi sopra nominati

per persona in camera doppia e' 2100 Euro

mercoledì 24 giugno 2009

Teheran 2009 chiama Parigi 1789


La sezione islamica della rivoluzione francese è in corso a Teheran.

Il Terzo Stato è in rivolta contro Nobiltà e Clero, intendendo per Nobiltà i membri laici della classe di governo che finora aveva aderito alla rivoluzione di Komeini.

Come  in Francia nell'89, membri di Nobiltà e Clero passano col terzo Stato, rappresentato dalla  la borghesia non corrotta, dagli studenti e dalle donne (che sono maggioranza tra gli studenti stessi e superano in numero medici e ingegneri maschi).

l'Ayatollah_Khamenei è il clero teocrate

la Nobiltà alleata con i contadini della Vandea è Ahmadinejad

Mousavi come il nobile  Mirabeau passa al terzo Stato;

Rafsanjani e Khatami come Talleyrand e Sieyès passano dal clero al terzo stato («Che cos'è il terzo stato? Tutto. Che cosa è stato finora nell'ordinamento politico? Nulla. Che cosa chiede? Chiede di essere qualcosa» (Abate di Sieyès).

Il più importante esperimento di ideologia islamista dalla nascita della Fratellanza musulmana costretto a cedere il passo al popolo sovrano, formato da sanculotti  alfabettizzati, armati di Twitter e Youtube: Che cos'è il popolo? Tutto. Che cosa è stato finora nell'ordinamento politico? Nulla. Che cosa chiede? Essere qualcosa.


Gli iraniani, ma per la prima volta anche pezzi importanti dell'establishment come lo stesso Mousavi, sfidando la parola e gli ordini di Khamenei, hanno messo in dubbio la validità del principio del velayat-e faqih (la tutela del giurisperito), su cui si fonda la Repubblica islamica. Hanno messo in dubbio, in definitiva, la natura divina della legittimazione del potere della Guida Suprema.


Dall'Iran comincia una nuova era per il mondo islamico; dall'Iran partirà la lunga strada dell'emancipazione della donna islamica. (Nota)


E sarà la fine della teocrazia e degli sceicchi.


 E della Santa Alleanza (Europa, Stati Uniti, Israele).


Ho scritto.


Nota intravagante:

Il rapporto immediato, naturale, necessario, dell’uomo all’uomo è il rapporto dell’uomo alla donna. 

  Il rapporto dell’uomo alla donna è il più naturale rapporto dell’uomo all’uomo. In esso si mostra, dunque, fino a che punto il comportamento naturale dell’uomo è divenuto umano.

Da questo rapporto si può, dunque, giudicare ogni grado di civiltà dell’uomo.


(C. Marx, Scritti giovanili)


PS. A proposito dei sanculotti armati di Twitter, dai un'occhiata a Webgol dal quale ho preso la caricatura di testa.

venerdì 14 novembre 2008

Oh,bama! II

Occhio anche a lui!



Debra Sweet
  (ascoltala e guardala cliccando sulla foto)


























UPCOMING NYC EVENT: No Matter Who is President: STOP Endless Wars for Empire! PDF Print E-mail

  Non è questione di chi fa il Presidente: bisogna farla finita con le guerre senza fine  per l'Impero.



















I Was on 125th Street in Harlem Tuesday Night

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Friday, 07 November 2008




















By Debra Sweet

 

I was on 125th Street in Harlem Tuesday night, and down through Manhattan until late, among people dancing in the streets, honking horns, blocking streets with joy at the election of Barack Obama. 

 Martedi sera ero alla 125ma strada in Harlem e poi giù per Manhattan fino a tardi, in mezzo a gente che ballava nelle strade, azionando il clacson, bloccando le strade per la gioia dell'elezione di Obama. 

As we promised, World Can't Wait was at Grant Park (left, with banner reading, "No More Wars for Empire") and other locations around the country, talking with people, experiencing the moment, and yes...arguing with and learning from people on what they think Obama will change. My favorite moment was an exchange with an African American woman, age 75.  I was wearing the orange "no attack on Iran" t-shirt.  She pointed to it and said, "I see you haven't drunk the kool-aid...You know, that's what Obama wants to do!"

Come promesso, noi di "Il mondo non può aspettare" eravamo al Parco Grant con lo striscione: Non più guerre per l'Impero e anche in altre zone per tutto il paese, parlando con la gente, vivendo quel momento, e, sì...discutendo e litigando su quello che la gente pensava riguardo ai cambiamenti che si aspettava da Obama.

Il mio più bel momento è stato uno scambio con una donna afroamericana di 75 anni. Io portavo la maglietta arancione con la scritta "no all'attacco all'Iran". Lei la indicò e disse: Vedo che tu non hai bevuto alla salute...tu hai capito quello che Obama vuol fare!





 



Stop thinking like an American, and start thinking like someone who cares for the whole planet.

Smetti di pensare come un Americano e comincia a pensare come un essere umano che fa parte dell'intero pianeta.



What is there to celebrate in an Obama presidency? Making us feel good about the country again when Obama is trying to unite us to behind what he calls "the good war" in Afghanistan?  While people in the US were lining up to vote, a US air strike on an Afghan wedding party killed 34 civilians.  Another strike killed 7 more yesterday.

Obama vuol portare fino in fondo la "giusta guerra" in Afghanistan: mentre la gente faceva la fila qui per votare, un attacco aereo US uccideva 34 persone riunite per una festa di matrimonio. E ieri altri 7 civili.

Obama, the "anti-war" candidate, wants to leave 50 to 80,000 troops in Iraq, and move more combat brigades to Afghanistan.  He promises to increase the US military by 92,000, ready to project American empire further on the lives of kids in high school now. Obama proposed sending drones and special forces into Pakistan - a sovereign country - and the Bush regime secretly began attacks on Pakistan in July, which have killed scores of civilians, as part of the Bush doctrine of pre-emptive war.

Obama è pronto a realizzare il progetto dell'Impero Americano con la vita dei nostri ragazzi che ora sono alle elementari...







 


Da bloggerdiguerra


http://www.worldcantwait.net/index.php?option=com_content&task=view&id=5141&Itemid=289

venerdì 6 giugno 2008

Ahmadinajad 2


 The  covering fire has begun.


Il fuoco di copertura è incominciato.


My supposition is that, since Iran has been targeted for bombing by Bush (and openly by Olmert the other day), the press is jumping on the band  wagon to label everything that Iran (and its ruler) do as extremism.  The  covering fire has begun.


La mia supposizione è che, siccome l'Iran, per Buhs e per Olmert,  è l'obbiettivo da bombardare, la stampa salta sul loro carro ed etichetta tutto quello che fa l'Iran e il suo capo come estremismo. Il fuoco di copertura è incominciato.


Vedi qui (in inglese).


Distraiti un po' con Angeli distratti (intervista a Simona Torretta).

giovedì 5 giugno 2008

Ahmadinajad

Ahmadinajad's speech

   


Dear all,

  I was surprised to see how the Italian media dealt with President Ahmadinajad's speech delivered yesterday at the FAO. It seemed to me little difference was accorded to the speech content: the Italian media had already prepared their reactions. 

  

  I personally found it more balanced than what I had expected but certainly less diplomatic than what one would expect to hear in such meetings, and to be honest, I don't think that was a bad thing. At least it contained more thruth than the Brazilian president speech that did not disclose the social effects of biofuels (but was largely applauded).

  

  You can find the english translation of the speeches on

  
http://www.fao.org/foodclimate/conference/statements/day1-am/en/

  

  Now, I wonder if we could have a role in communicating the true content if the Iranian speech at least to the alternative media? Any suggestions? 

     

 Cherine  Khallaf


Audio of the speech 


French translation


English translation


(ANSA) - ROMA, 3 GIU - Il mondo e' oggi 'gestito da incompetenti'. Lo ha detto il presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, in una conferenza stampa alla Fao.


Qualche dubbio?


Coraggio, mai perdere la speranza.

lunedì 12 maggio 2008

Fermate il mondo

Voglio scendere



La flotta dell'Impero verso il Maelstrom.


William, Fallo(n) un colpo di stato!  Alla Chavez.


I nostri giornali di oggi sono tutti occupati a lavare gli insulti di Travaglio a Schifani. Chiedo scusa all'umanità per questo stivale finito nella m. e penso alla Fiorentina di ieri.  Sembrava finita e invece no. Coraggio Italia.



Grillo, nel mentre ti ringrazio insisto: metti una strisciolina di Gaza accanto a quella del Tibet. Grazie.