venerdì 17 ottobre 2014
Dante alle sorgenti dell'Arno
Questo video è stato realizzato all'interno di un evento organizzato da giovani ravennati e casentinesi che nella riunione tenuta al castello di Porciano sabato 27 settembre 2014 hanno ufficialmente presentato "Il Cammino Dantesco", un progetto che intende costruire sul terreno un piccolo cammino di Santiago che permetta di ripercorrere a piedi i sentieri percorsi da Dante tra Toscana e Romagna nei primi tormentatissimi anni del suo esilio (che furono anche quelli in cui compose parte dell'Inferno e buona parte del Purgatorio).
giovedì 7 agosto 2014
Alle sorgenti dell'Arno e al lago degli idoli
http://www.ilbelcasentino.it/itinerario-capo-arno-lago-idoli.php
le foto di Alessandro Ferrini
Venerdi 18 luglio
Capo d’Arno e Lago degli Idoli: itinerario sul Monte Falterona
( testo di Alessandro Ferrini)
L’escursione all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, nella fattispecie sulle pendici alte del Monte Falterona, che ci accingiamo a descrivere con immagini e testi è tra gli itinerari da trekking più classici e noti che si possono percorrere in questa zona. Oltre alle bellezze naturalistiche e panoramiche ci offre il fascino di alti interessi storici, archeologici e letterari. Questa passeggiata ci condurrà infatti alle sorgenti dell’Arno, note anche come Capo d’Arno, che il Sommo Poeta Dante Alighieri cita nella sua “Commedia Divina” e alla vicina conca delle Ciliegeta, dal 1838 più nota come Lago degli Idoli per i tantissimi reperti etruschi che vi sono stati ritrovati.
La lettura di questa pagina e la consultazione della mappa a pagina 4, in cui il percorso è tracciato in rosso, sono sufficienti per percorrere l’itinerario senza problemi di sbagliare. Le foto e le relative descrizioni delle pagine di questa sezione ci illustrano dettagliatamente le peculiarità di questo itinerario che parte ed arriva alla Chiesa di Montalto, due chilometri a monte di Papiano di Stia, e si snoda tra boschi di castagno, cerro, abete, faggio e quercia con suggestive viste panoramiche sul Casentino.
In successione le strade e sentieri da percorrere sono: la strada di servizio forestale dalla Chiesa di Montalto al rifugio di Vitareta, qui immissione nel sentiero CAI 2 fino all’incrocio con il CAI 3 che a sinistra ci porta a Capo d’Arno, inversione sullo stesso sentiero che ci conduce al Lago degli Idoli e poi verso i prati di Montelleri dove incrocia la strada CT4 che con una discesa piuttosto scoscesa ci riporta velocemente al rifugio di Vitareta. Da qui ripercorriamo a ritroso la strada forestale per qualche centinaio di metri. Ora dobbiamo deviare a destra per raggiungere il Passo di Bocca Pecorina in pochi minuti. Possiamo farlo tramite il sentiero CAI 2 segnalato su due piante con le classiche strisce bianco rosse o, poco più sotto, tramite strada carrabile con precisa segnalazione. Allo spiazzo di Bocca Pecorina, dopo aver osservato lo splendido panorama sul Casentino, imbocchiamo il Sentiero CAI 2. Qualche centinaio di metri più avanti più avanti, all’incrocio con una strada a destra che conduce a Stia, dobbiamo andare a sinistra sul sentiero che diventa CAI 2A. Questo percorso in leggera discesa e attraverso un bosco prevalentemente di quercia in circa due chilometri ci riporta alla Chiesa di Montalto.
AVVERTENZE E SEGNALAZIONI IMPORTANTI
Se a percorrere questo itinerario si è un gruppo, può essere consigliabile interpellare una Guida Ambientale del Parco. Potrà darvi molte interessanti informazioni sull’escursione e sulla flora e fauna presente sul luogo.
L’escursione ha una lunghezza di 15 chilometri circa e un dislivello di 500 metri, considerando qualche sosta, va calcolato un tempo di percorrenza di sei-sette ore.
Un percorso certamente abbastanza lungo, ma se affrontato senza fretta è da considerarsi un itinerario adatto non solo ai “professionisti” del trekking, ma anche agli amanti di questo salutare hobby in quando non presenta strappi di salita “rompi gambe”.
All’andata, a inizio percorso, è previsto di percorrere la strada di servizio forestale chiusa da una sbarra che si trova a destra della chiesa (praticamente la continuazione di quella bianca che abbiamo percorso in auto per giungere a Montalto), questa ci farà attraversare il bellissimo e storico castagneto di Montalto. Se invece percorreremo subito il sentiero CAI 2A che inizia dietro la chiesa sulla sinistra della strada forestale (che in questo itinerario sarebbe previsto sul ritorno), ci perderemo i monumentali castagni, ma accorceremo la passeggiata di 1,5-2 chilometri. Se fatto inizialmente il CAI 2A ci presenta un percorso in leggera salita, un fondo leggermente sconnesso e non è molto ombreggiato.
Sul ritorno è previsto un tratto di poco più di un chilometro di strada (CT4) in forte discesa e con fondo un po’ sassoso che dai prati di Montelleri ci riporta velocemente al rifugio di Vitareta. Per coloro che soffrono qualche problema alle articolazioni delle gambe potrebbe essere consigliabile ritornare dal sentiero già percorso all’andata molto meno scosceso e più morbido e regolare come fondo.
Si ringrazia sentitamente Marta Signi, Guida Ambientale del Parco, per la disponibilità e alcune informazioni fornite a proposito di questo itinerario.
sabato 7 settembre 2013
Le foreste casentinesi
In ricordo delle belle camminate fatte anche in questa estate con Pinuccia, Franco, Mario, Sergio e gli altri amici casentinesi, metto qui un link di foto:
Sentieri casentinesi
lunedì 1 aprile 2013
Quell'umido vapor che in acqua riede
sabato 3 novembre 2012
Casentino d'autunno
Clicca qui o sulla foto grande
sabato 28 luglio 2012
Camminando in Casentino
Carducci scriveva:
Giosuè Carducci - “Il comune rustico”
O che tra faggi e abeti erma su i campi
Smeraldini la fredda ombra si stampi
Al sole del mattin puro e leggero,
O che foscheggi immobile nel giorno
Morente su le sparse ville intorno
A la chiesa che prega o al cimitero
Che tace, o noci de la Carnia, addio!
Erra tra i vostri rami il pensier mio
Sognando l’ombre d’un tempo che fu.
Non paure di morti ed in congreghe
Diavoli goffi con bizzarre streghe,
Ma del comun la rustica virtú
Accampata a l’opaca ampia frescura
Veggo ne la stagion de la pastura
Dopo la messa il giorno de la festa.
Il consol dice, e poste ha pria le mani
Sopra i santi segnacoli cristiani:
- Ecco, io parto fra voi quella foresta
D’abeti e pini ove al confin nereggia.
E voi trarrete la mugghiante greggia
E la belante a quelle cime là.
E voi, se l’unno o se lo slavo invade,
Eccovi, o figli, l’aste, ecco le spade,
Morrete per la nostra libertà. -
Un fremito d’orgoglio empieva i petti,
Ergea le bionde teste; e de gli eletti
In su le fronti il sol grande feriva.
Ma le donne piangenti sotto i veli
Invocavan la madre alma de’ cieli.
Con la man tesa il console seguiva:
- Questo, al nome di Cristo e di Maria,
Ordino e voglio che nel popol sia. -
A man levata il popol dicea, Sí.
E le rosse giovenche di su ‘l prato
Vedean passare il piccolo senato,
Brillando su gli abeti il mezzodí.
lunedì 15 agosto 2011
Fonte della duchessa-rifugio Cotozzo
Bella camminata con Franco e Pinuccia, il giorno di Ferragosto. Strada asfaltata dall'eremo verso Prato alla Penna: dopo poche centinaia di metri si prende a destra un cancellino indica l'inizio della strada forestale per il rifugio Cotozzo. Onore al lavoro di manutenzione della strada e della foresta. Temperatura mite aria luminosa senza sole, profumo di resina, foglie coperte di manna, api che fabbricano il miele di manna. "Respirare profondo" (Pinuccia). Consigliata anche a famiglie con bambini.
giovedì 4 agosto 2011
Foreste casentinesi - Cancellino
Un altro geoscuro o generale (forse Sua Maestà in persona).
Giovedi 4 agosto 2011 in compagnia di Irma, Pinuccia, Franco, Mario, Sergio. Ed io sesto fra cotanto vallo. Tappe: Cancellino, fonte del re, Lupatti, Termine, crinale Toscana-Romagna (Arno-Savio), fonte del re, Cancellino. Durata:2 ore con passo tranquillo. Il monumento di madre natura al faggio si trova all'inizio del percorso che procede ampio e piano per un lungo tratto; Cancellino infatti era il terminale del trenino a passo ridotto che portava silicio verso la Lama e ritornava con vetro. L'altoforno, immagino, viaggiava a legna (di faggio ri-immagino). Si può andare in bicicletta e c'è anche servizio di pulmini della forestale. La Lama è il grande cuore del parco delle foreste casentinesi, che, a mio avviso, non hanno uguali in tutta Italia.
Poche foto
domenica 31 luglio 2011
Foreste casentinesi: punta Penna
I generali o geoscuri **
Domenica 31 luglio 2011
tracking casentinese: Bibbiena, Badia Prataglia, Capanno in macchina. A piedi Capanno, Fangacci, punta la Penna e ritorno dalla Crocina con deviazione non voluta nel bosco, saltellando a dritta e a manca sulle opposte dorsali dell'Archiano...Compagnia costituita da Mario, Sergio, Giovanni, Marinella, Pinuccia, Franco, Urbano.
Sempre impressionante punta Penna, sospesa con un aggetto di roccia sulla diga di Ridracoli e tutta la Romagna. Non vista l'aquila padrona di questo pezzo di cielo. L'inizio del pezzo finale verso la punta si apre con un golden gate formato dal grande pino e il superbo faggio. La signora della foto li chiama i generali. "Li abbraccio tutte le volte". Lungo percorso in compagnia dell'archiano, qui ancora non rubesto ma robusto.
Durata della camminata a piedi: ore 2,45. Consigliata.
** Il faggio a sx e il grande abete a dx. Sullo sfondo la signora che abbraccia i due "generali" - come li chiama - tutte le volte che ci passa. Io li battezzo "geoscuri" figli della terra. Si trovano all'inizio del percorso che dai "Fangacci" porta alla Penna: Golden Gate.
Le foto
giovedì 26 maggio 2011
Giovanni Caselli
Caro Giovanni, voglio con questa esprimere l'apprezzamento e l'emozione per le giornate della via Romea che ci hanno visto percorrere antiche strade poco conosciute dentro al paesaggio ben conosciuto del nostro Casentino. Un percorso della memoria che si è dimostrato un buon ricostituente psicofisico in questa nostra condizione di oggi che ci vede stretti tra palazzi e autostrade, nervosi al volante per la fretta di arrivare prima dell'orologio legato al polso. Camminare insieme ai figli e nipoti di quei soldati tedeschi che mostravano a me bambino le foto di quegli stessi figli; giovani soldati che incontravo in quel di Camaldoli e dintorni, in Piazza Nova a Ponte a Poppi, in Avena e Lierna: il camminare insieme ai loro figli mi ha fatto riflettere sulla nostra vita, sulle nostre storie e sulla stupidità della guerra. Corezzo, Frassineta, Giona, Casa Santicchio, Gello, il Moscaio, Banzena, Campi con donne e uomini indaffarati per noi intorno alle tavole imbandite di formaggio prosciutto porchetta olio pomodori e tutto il sapore del buon tempo antico..Onore al merito a voi che per primi vi siete incontrati in Italia e Germania ed avete aperto la strada all'intervento delle amministrazioni locali di qua e di là dalle Alpi. Bibbiena, Chitignano, Chiusi e Subbiano hanno fatto gli onori di casa insieme a Santa Sofia e agli altri comuni di Romagna. Peccato per l'assenza della Comunità montana che sono sicuro avrà modo nelle prossime occasioni di essere presente. Perché occasioni prossime ce ne dovranno pure essere; questo è solo l'inizio. Onore a te e al tuo collega sassone come si chiama che avete aperto questa breccia-traccia di via Romea. Sono contento di essere stato con voi a fare questo bel cammino; fare anche nel senso di creare. Perché, come dice il poeta, "il cammino si fa camminando". Alla prossima. Urbano.
Caro Urbano,
non sai quanto mi fa piacere questa tua riflessione, ne faccio tesoro, la metto in archivio.
Mi dispiace solo di non aver partecipato a tutte le camminate, avendole già fatte in precedenza circa un mese prima per la verifica del terreno e archeologica delle strade.
Stavo anch'io facendo riflessioni sui volti di questo "fratelli" tedeschi, alcuni dei quali somigliavano a quelli delle SS che un giorno del 1944 cercavano mio padre e portarono via mio nonno. Qualcosa è cambiato in senso positivo. Il mio progetto è quello di creare una rete di strade pedonali che comprenda tutto l'ex Vecchio Mondo e possibilmente anche il continente americano. Come ho detto anche nel mio breve intervento: le persone che si incontrano a piedi su un sentiero si salutano e parlano, mentre quelle che si incontrano in macchina si offendono nel migliore dei casi.
Per quanto riguarda la guerra occorre combatterne le cause, quando la guerra è in corso è difficile fermarla perché le cause rimangono. Allora la prima cosa e non stringere mai alcun patto, politico o commerciale (niente real politics) con capi di stato andati al potere con la violenza e protetti da eserciti specializzati nella repressione interna.
La guerra che noi abbiamo subito da ragazzi era inevitabile quando scoppiò e sarebbe stato un disastro fermarla perchè non riesco ad immaginare un mondo in cui Mussolini e Hitler fossero stati i vincitori.
Continuiamo a lavorare sulle "erterie della civiltà globale", le differenze - spesso fasulle- culturali ed etniche sono anch'esse alla radice di querre prive di senso, essendo alla radice del nazionalismo. L'umanità è mista sia geneticamente che culturalmente, io sono contrario a qualasi discorso riguardante la nazione-stato, e in particolare gli stati coinfessionali, come Israele o gli stati basati sulla legge coranica.
Giovanni
Caro Giovanni, grazie del tuo gradimento che viene a valorizzare il mio. Quanto alla guerra, non confonderla però con la resistenza alla guerra. La guerra stupida è quella di Hitler e Mussolini che vanno al macello trascinandosi i popoli di mezzo mondo. La loro stupidità è frutto di un'altra stupidità che è il trattato di pace del 1918 imposto da Francia e Inghilterra alla Germania di Weimar che, ridotta alla fame, si piegò al mito nazionalsocialista. La madre di tutte le stupidità è la prima guerra mondiale fatta davvero senza motivo e comunque contro Giolitti e la quasi totalità dei parlamentari di allora. Bastarono Casa Savoia, 4 industriali e 4 generali più il poeta vate che si liberò dai debiti vendendosi ai 4 industriali...non più solo stupidi ma criminali. Dalla guerra mondiale è nato il fascismo italiano che ha aperto la strada a quello europeo. Tanto cammino ancora da fare con i piedi e con la testa su " una rete di strade pedonali che comprenda tutto l'ex Vecchio Mondo e possibilmente anche il continente americano" come tu dici. Mi piace questo tuo pensare in grande. Di nuovo grazie per il lavoro che fai. Urbano.
Caro Urbano, la tua simpatia mi ripaga per queste attività. L'idea di una rete globale di fratellanza costituita dalle vie che fecero il mondo ossia " le arterie della cultura globale" potrebbe essere la nostra salvezza.
Le spiegazioni date dagli storici ai fenomeni del fascismo e del nazismo non mi sembrano corrispondere a quamto ho osservato ed appreso negli anni riguardo ai sentimenti delle folle.
La folla è un animale non pensante, che agisce emotivamente senza analizzare.
Non ci sono scuse per questi fenomeni, secondo me sono frutto dell'inciviltà, ossia della civiltà non penetrata a fondo nelle masse, ma rimasta agli intellettuali che hanno voluto tenersi il monopolio della cultura.
Oggi le cose cambiano. La rivoulzione in atto è nuova, nasce dalle masse informate grazie a media quali ad esempio Al Jazeera, strumentale nella rivoluzione dei popoli islamici in corso.
I cinesi hanno paura a ragione di Google e di Al Jazeera, ma non ce la faranno, la Cina sarà presto in fiamme. Spero di sbagliarmi, ma questa rivoluzione genuinamente popolare avrà effetti imprevedibili. Una cosa è certa, i dittatori avranno bisogno di armi sempre più potenti per uccidere ed opprimere le popolazioni. Vedi cosa accade in Siria, ma il popolo vincerà.
Giovanni
Foto fatte nella circostanza
sabato 21 maggio 2011
La via Romea
Venerdi 20 maggio 2011
Lungo la via Romea, nel tratto casentinese, da Corezzo a Giampereta, Casa Santiccchio, Giona, Moscaio, Banzena, Campi.
Quaranta camminatori, italiani, tedeschi, guardie forestali, guida storico archeologica (Giovanni Caselli), interprete italotedesca. Soste di lezioni illustrative e di tavole alternative: acqua cotta, crostini campagnoli, prosciutto del Casentino e cacio della Verna, bruschetta, paste dolci al forno di casa, cantuccini e vinsanto. Una mangia-longa con soste a Casa Santicchio, Giona, Campi. Tra sole, nuvole, minaccia di temporale mai posta in essere, provvidenziale auto stop Banzena-Campi per me che nella salita da Corezzo verso Giampereta, sotto il sole cocente, avevo lasciato gran parte delle energie; dove si dimostra che l'età comincia ad essere davvero un dato anagrafico. Da mettere in conto il lavoro di video reporter...A Campi, terminate le bottiglie di vino bianco, esploit finale a base di Volare, Firenze stanotte sei bella e canti della Franconia: tedeschi affiatati e corali, italiani pieni d'esubero al vin santo e urlatori scamiciati, con picche soliste più apprezzabili.
Sono arrivato morto alle Lame. La doccia mi ha un po' rianimato, ma non troppo. Sabato 21 siesta.
Durata complessiva 9-16, che significano 7 ore. Un filmato di 44 minuti e una trentina di foto. Domenica 22 sarò al castello di Valenzana per la giornata conclusiva della 4 giorni italo-tedesca e mi programmo per non più di un'ora ci cammino.
Links
Comune Subbiano
programma evento
programma convegno
giovedì 30 luglio 2009
Camminando nel Parco
Il fosso dei massoni
Le mascottes del gruppo (Alessandro, Enrico)
breve video (clicca sopra la figura)
E' stato piacevole camminare per 3 ore tra faggi di alto fusto e abeti bianchi in spazi incantati, sempre all'interno di questa grande cattedrale aperta che ha per soffitto il cielo sorretto da un'infinita di faggi altissimi, dritti e ben piantati sulle rocce, a differenza degli abeti bianchi dai piedi (leggi radici) così fragili.
E' stato piacevole conoscere Sergio che conosce i funghi come nessun altro dei fungaioli che io abbia mai incontrato in vita mia. Perché, strada facendo si son trovati anche funghi...
E' stato piacevole ascoltare Giovanni Caselli, l'archeologo, che mi ha ricordato l'importanza di Arezzo per i tedeschi che percorrevano la via Romea: Arezzo era un enclave sassone, con sedi e ritrovi per chi proveniva dalla germania; i vescovi erano di nomina imperiale o quasi, c'è un palazzo ad Arezzo che si chiama...derivando il nome da...
Sarò più preciso col passare dei posts.
E' stato piacevole scambiar notizie e sensazioni con Franca, reduce recente da Washington, sempre "lucida e orientata" anche lungo la lunga salita che ci ha portato dalla Buca delle Fate al passo della Crocina.
E' stato piacevole terminar la camminata al ristorante di Corezzo, in Vallesanta, davanti a due vassoi di ravioli ricotta spinaci burro e salvia e tortelli di patate a sugo di carne.
Le foto su Facebook.

