sabato 6 aprile 2013
martedì 2 ottobre 2012
Da Assisi a Spoleto
Assisi-Spello
Spello-Trevi
Trevi-S.Anatolia di Narco
S.Anatolia di Narco-Spoleto
Prendo il treno Firenze-Assisi alle 12,12. Appuntamento in albergo ore 20.
Guida e cartografo Alberto Gaspari, da Treviso.
Come l'anno scorso, come puoi vedere al VIDEO S.Miniato-Volterra.
Alla prossima settimana.
giovedì 14 giugno 2012
Suad Amiri
Da una pagina da lei indicatami copio:
Mi sono seduta con cautela sul prato verde abbondantemente innaffiato.
Non ero in vena di condividere con Mohammad le paure suscitate in me dal fatto di trovarmi in un "parco" di Israele. Venivo colta da una paura assillante ogni volta che scoprivo la vera storia che si nasconde dietro i numerosi "parchi", "riserve naturali" e "foreste" israeliani. Da principio come tanti ne ero rimasta colpita dal punto di vista ambientale, ma poi avevo scoperto con orrore che i parchi del Fondo nazionale ebraico contengono le rovine di circa ottantasei villaggi arabi rasi al suolo: il villaggio arabo di Amuka nella foresta di Biriya, Eihaneyeh nel parco di Ramat Menashe, Jimzu nella foresta di Ben Shemen, Saraa nella foresta di Tzora, Ajur nel parco Britannia, Yalo, Emwas e Beit Nuba nel parco Canada, e via ignominiosamente dicendo.
(pag. 154)
lunedì 12 marzo 2012
Festa della Matematica
« La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l'universo), ma non si può intendere se prima non s'impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, ne' quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto. »
(Galileo Galilei, Il Saggiatore, Cap. VI)
- Tesori matematici nel Palazzo Medici Riccardi
Nel periodo maggio 2012 e' previsto lo svolgimento di laboratori anche per scuole superiori di primo grado presso la propria sede o presso la sede delle mostre (Coop Ponte a Greve) in abbinamento con la visita alle mostre.
venerdì 18 novembre 2011
FINE VITA: DECIDERE CONSAPEVOLMENTE
La Consulta per la Laicità, presieduta dal Presidente della Vª Commissione Consiliare, Leonardo Bieber, ha il piacere di invitare la S.V. al convegno
FINE VITA: DECIDERE CONSAPEVOLMENTE
Testamento Biologico e Cure Palliative
MERCOLEDI’ 30 NOVEMBRE 2011 ORE 17.00
Palazzo Vecchio, Sala della Miniatura
Saluti
Leonardo Bieber, Presidente della Consulta per la Laicità
Interventi
Monica Toraldo di Francia, Docente di Bioetica, membro del Comitato Nazionale di Bioetica
Panoramica sulla legislazione attuale in materia in Italia e in Europa.
Piero Morino, direttore Unità Cure Palliative, Leniterapia hospice Convento delle Oblate, AS Firenze
La nascita, lo sviluppo e la realtà attuale delle Cure Palliative Domiciliari e in Hospice a Firenze
Nicoletta Bottin, Coordinatrice Infermieristica presso l’hospice di Prato e sul territorio
L’esperienza dell’hospice e le problematiche inerenti ad un’accoglienza personalizzata nel rispetto anche delle diverse culture di origine
Rossana Bartolozzi, Volontaria presso l’hospice di Via S. Felice a Ema
Resoconto di un’esperienza in corso nell’assistenza sia in hospice che a domicilio
Moderatrice
Paola Galli, componente della Consulta
Interventi del pubblico presente e repliche dei Relatori
Segreteria organizzativa: Antonella Barbieri Ufficio Consulte Tel. 055. 2768602
Nota quasi storica
A proposito di fine vita, Splinder, dominio italiano, addirittura fiorentino, chiuderà il 31 gennaio prossimo. Tutti fuori. In questi giorni trecentomila blogghisti stanno facendo la fila presso degli specialisti recuperanti per portare in salvo la mobilia, visto che la casa deve sparire: post, commenti, foto, links, video...E' una operazione di evacuazione di massa. E' il default italiano che si abbatte sul nostro campicello virtuale.
Decidere consapevolmente: si fa di necessità virtù. Come profughi vietnamiti o cinesi ci rifugiamo in America. Ho provato con Wordpress, ma hanno cominciato a chieder soldi, insistendo sulla facilità dell'entrata, mentre non sialo riusciti, io e Simone tecnologico programmatore, a districarci nel labirinto. Son quindi finito su Google, il grande monopolio che s'è mangiato Youtube e che mi portò due anni fa all'azzeramento dei miei video, perché pretendevo di rimanere in Youtube senza soggiacere all'account di Google. Morale: spariti tutti i miei video. son rientrato come schiavo sottomesso attraverso l'account Google e mi sono rifatta la mobilia video...Adesso padron Google forse accoglierà il mio trasferimento da Splinder-Dada fiorentina alla California. O forse finirò su IO-Bloggo. Come qui si vede il fine vita del mio Blog, forse non è il migliore, ma almeno è consapevole.
La mia nuova casa o nuovo dominio. Mi trovi qui.
In chiaro:
http://barbabianca-urbano.blogspot.com/
giovedì 8 settembre 2011
Lettera di Dante ai casentinesi - Post Scriptum
Ai partecipanti all'accozzamento del castello di Poppi il 3 settembre 2011
Post Scriptum
Quegli anni 1309-1311 furono un momento magico non solo per me, in ogni parte d'Italia. A fine agosto 1310 alla dieta di Spira Enrico aveva annunciato la sua decisione di venire in Italia a riportare pace e ordine con giustizia.
Perché l'Italia in quel momento era ridotta a un bordello. Non certo per colpa del diritto romano riformulato cosÏ saggiamente da Giustiniano, ma per l'incuria dei responsabili dell'Impero che avevano lasciato le città d'Italia in mano a gruppi di notabili e mercanti in perenne lite tra di loro, e per l'interferenza di un papato che prima invita gli italiani ad accogliere l'Imperatore come leggittimo rappresentante dell'ordine politico e poi lo tradisce vendendosi a re stranieri, a furfanti e a banchieri come la puttana che si concede al gigante alla fine del canto XXXII del mio Purgatorio. L'Italia proprio come un cavallo imbizzarrito tenuto per le briglie dalla casta sacerdotale che ne ha sbalzato il suo cavalcatore.
Che val perché ti racconciasse il freno
Iustiniano se la sella è vota.
E tu gente che dovresti esser devota
e lasciar seder Cesare in la sella
se bene intendi ciò che Dio ti nota,
guarda come esta fiera è fatta fella
per non esser corretta dagli sproni
poi che ponesti mano alla predella.
(Purgatorio VI, 88-96)
si veggion di quassù per tutti i paschi:
o difesa di Dio perché pur giaci?
...E tu figliol che per lo mortal pondo
ancor laggiù tornerai, apri la bocca
e non asconder quel ch'io non ascondo!"
(Paradiso XXVII, 55-57; 64-66).
A voi scuotervi dal torpore, recuperare i valori della solidarietà, prender coscienza dei principi costituzionali, perché
che muor per fame e caccia via la balia.
Non piegate la testa, non rassegnatevi, state come torre ferma che non crolla giammai la cima per soffiar dei venti.
Non perdete la speranza. Tenete a mente quanto ha scritto un caro amico capitato su da noi poco tempo fa:
"Se la storia ha da essere creativa in modo da anticipare un possibile futuro senza negare il passato, essa dovrebbe, credo, mettere in evidenza nuove possibilità mettendo in luce quegli episodi del passato che sono stati tenuti nascosti, quando, anche se in brevi sprazzi, la gente dimostrò la sua capacità di resistere, di mettersi nsieme, e qualche volta di saper vincere.
Io suppongo, o forse solo spero, che il nostro futuro può essere trovato nei fuggevoli momenti di sofferenza solidale del nostro passato piuttosto che nei suoi ininterrotti secoli di guerre.."
Questo moderno Ulisse in perenne cammino per seguir virtute e conoscenza porta il nome di Howard Zinn, un colpo d'ala per i remi della ricerca umana.
http://it.wikipedia.org/wiki/Howard_Zinn
mercoledì 7 settembre 2011
Lettera di Dante ai casentinesi
Video
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Ai partecipanti all’accozzamento del castello di Poppi il 3 settembre 2011
Ma vi fu un momento, in Casentino, in cui il mio cuore si riaprì alla speranza; davvero sembrava che l'Italia sarebbe tornata ad essere il giardino dell'Impero con la venuta dell'Imperatore Arrigo e con un papa che sembrava riconoscerne l'autorità. Era l’anno 1311: il 6 gennaio Enrico VII fu incoronato re dei romani a Milano, ricevendo il giuramento di fedeltà di quasi tutte le città italiane, tranne Genova, Firenze e Venezia. Poi le cose cambiarono; Enrico si attardò all’assedio di Cremona e Brescia, mandò ambasciatori a Firenze nel tardo ottobre, ma il governo nero li costrinse alla fuga.
In quei giorni scrivevo:
Ecco ora il tempo accettevole, nel quale sorgono i segni della consolazione e della pace. Un giorno nuovo infatti comincia a splendere mostrando dal suo nascere l'aurora che già riduce le tenebre della lunga calamità; e già le brezze orientali si fanno più frequenti; rosseggia il cielo ai confini dell'orizzonte e conforta le speranze delle genti di dolce serenità. O Italia, ora degna di pietà perfino per i Saraceni, rallegrati ormai, che presto sembrerai degna di invidia dovunque, poiché il tuo sposo, conforto del mondo e gloria del tuo popolo, il clementissimo Enrico, divo e Augusto e Cesare s'affretta alle nozze. Asciuga le lacrime e cancella i segni dell'afflizione, o bellissima, è vicino colui che ti libererà dal carcere degli empi, che percuotendo a fil di spada i malvagi li disperderà e affiderà la sua vigna ad altri agricoltori che al tempo del raccolto diano in cambio il frutto di giustizia. E voi che piangete oppressi "sollevate l'animo ché vicina è la vostra salvezza". Prendete il sarchio della buona umiltà e, spezzate le zolle della riarsa animosità, spianate il campicello della vostra mente affinché la pioggia celeste, per caso venendo prima che sia gettata la vostra semente, non cada a vuoto dall'alto. Non si ritragga da voi la grazia divina come la rugiada quotidiana dal sasso, ma come una valle feconda concepite e germinate il verde; il verde, dico, fruttifero di vera pace; e di questa verdezza rinascendo la vostra terra, il nuovo agricoltore dei Romani aggiogherà con maggior rispetto e con maggiore fiducia i buoi della sua saggezza. Perdonate, perdonate già da ora, o carissimi, voi che con me avete sofferto ingiustizia perché l'ettoreo pastore vi conosca come pecore del suo ovile; sebbene gli sia stato concesso da Dio l'esercizio della punizione temporale, tuttavia, per risentire egli della bontà di Colui dal quale come da un punto si biforca la potestà di Pietro e di Cesare, volentieri punisce la sua famiglia ma più volentieri ne ha pietà. "Non dunque camminate come anche i Gentili camminarono nella vanità del senso", oscurati dalle tenebre, ma aprite gli occhi della vostra mente e riconoscete che il Signore del cielo e della terra ha stabilito per noi un re.
Voi sapete che me ne andai dal Casentino con la morte nel cuore e la delusione più totale; ma questo non mi impedisce di riconoscere che ho un debito di riconoscenza per questa valle aspra e forte come la selva selvaggia dell'inizio della mia Commedia, dolce e gentile come la divina foresta spessa e viva del paradiso terrestre, sulla cima del Purgatorio. Quassù dal cielo di Giove rivedo con piacere il Castello di Poppi ancora così ben conservato, Porciano con la sua torre rimasta e ben restaurata, Romena ancora là visibile, sempre suggestiva..Pratovecchio mi risveglia ricordi indelebili. Quello però che più mi ha colpito sono i sentieri nei boschi sotto il Falterona: avessimo noi sbanditi avuto le indicazioni che segnalano tutti i sentieri e i tempi di percorrenza; per me era un'avventura ogni volta che dovevo spostarmi da Porciano a S.Godenzo, da S.Benedetto in Alpe, con quella cascata di 70 metri, a Modigliana, da Dovadola a Castrocaro, da Bagno a Forlì. Se vi aiuta ad attirare turisti, mettete pure una bella segnaletica storica ben disegnata e con materiali adatti e confacenti in tutto l'alto Casentino, dal Pratomagno al Gran Giogo, dalle sorgenti dell'Arno fino alla foce dell'Archiano. Se poi volete utilizzare, insieme al vostro bel castello, il torrione di Porciano o la corte di Romena, non frequentata come allora, ma sempre molto molto suggestiva, per rievocazioni sceniche ispirate alle mie vicende storico-biografiche, perché no? Esistono oggi i Comuni (anche troppi), la Comunità Montana, il Parco delle Foreste Casentinesi (ben tenute e più agibili che ai tempi miei, per certi aspetti); coinvolgeteli. Quassù? C'è stato un grande sconvolgimento. La candida rosa, i nove cieli, il cristallino, l'Empireo sono stati sommersi dall'arrivo delle galassie, dei buchi neri, della materia interstellare, della materia invisibile, dell'antimateria... A me non è dispiaciuto affatto. Ero stanco di star così fermo. Voi che seguite il viaggio da me intrapreso con i versi della Commedia, lo dovete continuare insieme a me e alla compagnia con la quale mi son messo: Ulisse, Leonardo, Copernico, Keplero, Newton, Cartesio, Spinoza, Laplace, Lagrange, Max Planck, Einstein, Hubble, Thycho Brahe o Galileo che mi fa compagnia in questo momento...sempre dietro alle stelle, per l'eternità. Un vero spasso per tutti noi nati a seguir virtute e canoscenza. Non v'accorgete che noi siam vermi nati a formar l'angelica farfalla che vola alla giustizia sanza schermi? E niente paura. A ciascuno di voi rivolgo le parole che disse a me Virgilio sulla cima del Purgatorio:
Non aspettar mio dir più né mio cenno;
libero, dritto e sano è tuo arbitrio
e fallo fora non fare a suo senno
perch'io te sovra te corono e mitrio.
Le potete leggere anche nella parafrasi aggiornata che ne ha fatto, in seguito, Pico della Mirandola:
«Non ti abbiamo dato, o Adamo, una dimora certa, né un sembiante proprio, né una prerogativa peculiare affinché avessi e possedessi come desideri e come senti la dimora, il sembiante, le prerogative che tu da te stesso avrai scelto. Agli altri esseri una natura definita, è contenuta entro le leggi da noi dettate. Tu, non costretto da alcuna limitazione, forgerai la tua natura secondo il tuo arbitrio, alla cui potestà ti consegnai. Ti ho posto in mezzo al mondo, perché di qui potessi più facilmente guardare attorno tutto ciò che vi è nel mondo. Non ti abbiamo fatto né celeste né terreno, né mortale né immortale, perché come libero, straordinario plasmatore e scultore di te stesso, tu ti possa foggiare da te stesso nella forma che preferirai. Potrai degenerare nei esseri inferiori, che sono i bruti; potrai rigenerarti, secondo la tua decisione, negli esseri superiori, che sono divini»
Vi saluto dal cielo di Giove, dove mi trovo nel momento che scrivo, in visita ai 17 satelliti, guidato da Galileo che ha recuperato la vista, mi fa da guida e ha smesso di recitare l’abiura. Firmato Dante di Alighiero, fiorentino ed eterno errabondo, per libera scelta.
Inviata il 3 settembre 2011 per mano dell’Anonimo archivista di Casentino.
Segue Post Scriptum
giovedì 25 agosto 2011
Lettura Dantis sul monte Penna I
Un amico, massimo esperto di tracking nella foresta casentinese, ottimo commensale, grande affabulatore, ci declama Dante sulla cima Penna, allo spartiacque tra Toscana e Romagna. Sullo sfondo la diga di Ridracoli che disseta tutta la Romagna e che vale una visita.
Video: clicca sulla foto.
Sulla Penna siamo arrivati da Badia Prataglia con tappe Capanno, Aia di Guerrino, Punta Penna.
mercoledì 15 giugno 2011
La mia religione è libertà
(Mohamed Talbi)
Letto sull'aereo Tunisi-Roma domenica 12 giugno. L'ho cercato online ed eccolo qui. Conférence de Mohamed Talbi, islamologue et penseur
«Ma religion est liberté»
Esplicatio terminorum
Charia = legge islamica
niqab = velo
foukaha = giudice interprete del diritto islamico
oulama = saggio interprete del messaggio coranico
hidaya = guida spirituale (ognuno la può trovare nel Corano)
balagh = messaggio coranico
«Je n’adhère à aucun parti. Et je ne sais même pas pour qui je vais voter dans quelques mois. En attendant je sais que ma religion est liberté !», s’exclame tout de go Mohamed Talbi* en attaquant avant-hier après-midi à Tunis, à l’hôtel Acropole, sa conférence sur «Liberté d’expression et de pensée et processus démocratique». Invité par le Parti démocratique progressiste (PDP), le vénérable petit homme de 91 ans, fervent musulman à la parole vive, percutante et rebelle par rapport au discours salafiste dominant, a été accueilli par une salle aux trois quarts remplie de femmes. "Io non aderisco a nessun partito. E non so neppure per chi andrò a votare far qualche mese. Nell'attesa io so che la mai religione è libertà|", esclama con forza Mohamed Talbi iniziando ieri l'altro pomeriggio a Tunisi, all'hotel Acropole, la sua conferenza su "Libertà di espressione e di pensiero e processo democratico". Invitato dal Partito Democratico Progressista (PDP), il venerabile piccolo uomo di 91 anni, fervente mussulmano dalla parola viva, dirompente e ribelle in rapporto al discorso salafista dominante, è stato accolto da una sala per tre quarti piena di donne. Le succès de Talbi auprès de la gent féminine s’explique-t-il par son message de modération et de modernité, de tolérance et de respect et surtout de sa remise en doute de la si épineuse question du voile et du niqab islamiques ? L’homme se révèle également un très fin communicateur, pédagogue, toujours la pensée alerte, maniant dans un parfait dosage langue arabe littéraire et dialecte tunisien. L’écouter est un… bonheur.
Il successo di Talbi con il mondo femminile si spiega col suo messaggio di moderazione e modernità, di tolleranza e rispetto e soprattutto della sua rimessa in discussione della spinosa questione del velo e del niqab islamici? L'uomo si présenta ugualmente comme un finissimo comunicatore, pedagogo, sempre con un pensiero attento, maneggiando con un perfetto dosaggio lingua araba letteraria e dialetto tunisino. Ascoltarlo è un…godimento. Voilà son credo : «L’Islam ne cible pas un pays, ni une région. Il s’adresse à tous les hommes, qu’ils soient chinois, australiens ou saoudiens. C’est une religion capable de s’adapter à tout lieu et à toute époque. D’où l’obligation d’actualiser le Balâgh (Message) coranique. La parole de Dieu n’est pas rigide parce que Dieu est vivant. Il dépasse de son éloquence tous les hommes, foukaha (jurisconsultes) et oulama, (savants) soient-ils. Il faut l’écouter Lui. La Charia, comme elle nous est parvenue, incarne une interprétation humaine de la parole divine. Elle peut convenir à une époque et pas à une autre. Il faut retourner à la lettre et à l’esprit du Coran. C’est là où tout musulman peut trouver la hidâya, une guidance spirituelle pour organiser sa vie au mieux. La Charia est un mot que l’on ne trouve nulle part dans le texte coranique, qui par contre cite 326 fois le terme hidâya sous ses diverses formes». Ecco il suo credo: "L'Islam non circonscrive un paese, né una regione. Esso si rivolge a tutti glu uomini, sinon essi cinés, australiani o sauditi. E' una religions capace di adattarsi a ovni logo e ad ovni epoca. Da cui l'obbligo di attualizzare il Balagh (Messaggio) coranico. La parola di Dio non è rigida perché Dio è vivente. Egli sopravanza con la sua eloquenza tutti gli uomini, siano essi foukaha (esperti di diritto) e ouléma (saggi). Bisogna ascoltare Lui. La Charia, comme è arrivata a noi, incarna una interpretazione umana della parola divina. Può essere adatta ad un epoca e non ad un'altra. Bisogna ritornare alla lettera e allo spirito del Corano. E' lì che ogni mussulmano può trovare la Hidaya, una guida spirituale per organizzare al meglio la sua vita. Charia è una parola che non si trova in nessuna parte del testo coranico, che invece cita 328 volte il termine hidaya nelle sue diverse forme.
Indignez-vous ! Indignatevi! Mohamed Talbi a probablement jeté un pavé dans la mare en persistant dans son affirmation que tous ceux qui s’arrogent le droit de se poser en intermédiaires entre Dieu et Ses créatures sont des «mécréants». Pourquoi ? Parce que les foukaha substituent au Coran, qui est liberté, la Charia, présentée par l’islamologue comme une «oppression». Ce docteur en histoire remonte le fil du temps pour expliquer la genèse de la perte de la liberté par les musulmans. Muni d’un texte écrit par un fakih andalou de retour de Bagdad au quatrième siècle de l’Hégire, qui raconte une conversation entre deux ulémas maghrébins scandalisés par ce qui se passait en Orient, où des cercles de la parole réunissaient Musulmans, Juifs, Chrétiens mais aussi manichéens et dualistes, Talbi ressuscite une vérité historique. Il continue en se référant aux descriptions citées dans le texte : «A chaque fois que l’un des intervenants à ces débats arrivait, tous d’imminents penseurs, paraît-il, les autres se levaient par respect…». Mohamed Talbi ha probabilmente gettato una pietra nello stagno insistendo nella sua affermazione che tutti coloro che si arrogano il diritto di porsi come intermediari tra Dio e le sue créature sono dei "miscredenti". Perché? Perché i foukaha (giureconsulti) sostituiscono al Corano, che è libertà, la Charia, presentata dall'islamologo comme "oppressione". Questo professore di storia riavvolge il filo del tempo per spiegare l'origine della perdita della libertà da parte dei mussulmani. Provvisto di un testo scritto da un fakih andaluso di ritorno da Bagdad nel quarto secolo dell'Egira, che riporta una conversazione tra due ulema magrebini scandalizzati per quello che stava succedendo in Oriente, dove alcuni circoli della parola riunivano Mussulmani, Giudei, Cristiani ma anche manichei e dualisti, Talbi fa riemergere una verità storica. Egli continua riferendosi alle descrizioni riportate nel testo: "Ogni volta che arrivavano a questi dibattiti dei nuovi personaggi, tutti di chiara fama, pare, gli altri si alzavano in piedi in segno di rispetto…" Commentaire de l’islamologue : «Ceci se passait jusqu’au cinquième siècle dans notre région au moment où la civilisation musulmane était à son apogée. La confrontation intellectuelle est une richesse. Sans cette donnée essentielle il n’y a pas de progrès !». Commento dell'islamologo: "Questo succedeva fino al quinto secolo nella nostra regione nel momento in cui la civilizzazione mussulmana era al suo apogeo. Il confronto intellettuale è una ricchezza. Senza questo dono essenziale non esiste progresso!". Malheureusement, la guerre entre ces deux courants, l’un rationaliste et l’autre hyperconservateur, emboitant le pas au Salaf al-Sâlih (les vertueux anciens) qui ont existé en terre d’Islam, a abouti au triomphe des foukaha et leur doctrine liberticide. Commence alors l’âge de la décadence. Sfortunatamente, la guerra tra le due correnti, quella razionalista e l'altra ultraconservatrice, impedendo il passo al Salaf al-salih (gli anziani saggi) che sono esistiti in terra di Islam, è finita col trionfo dei foukaha e della loro dottrina liberticida. Comincia allora l'epoca della decadenza. «Comment dépasser la tutelle du fakih pour aboutir à l’autonomie du peuple sinon à travers la rupture avec la Charia ?», avance Mohamed Talbi, qui dénonce toute la duplicité du discours salafiste. Il poursuit sa réflexion : «Comment peut-on prôner l’adhésion à la démocratie, à l’émancipation de la femme, à la défense du Code du statut personnel dans l’espace public alors qu’à la mosquée, on traite ces questions différemment ? Que dit Al Ghazali de la femme ? Son statut correspond, selon ce fakih, à celui de l’esclave. Elle ne peut sortir de chez elle qu’avec l’autorisation de son mari (voilée de la tête aux pieds d’un niqab taliban ou saoudien) ou en compagnie d’un parent avec qui elle ne peut se marier». Ce penseur qui fait une lecture vectorielle du Coran (traduction : chercher l’intentionnalité du texte, qui appelle, selon Talbi, à toujours plus de justice, d’égalité et de liberté) affirme qu’il ne parle point de «hijab», voile. Tout en poursuivant son idée fixe : «Que celles qui lisent les paroles de Dieu et y trouvent une invitation à se couvrir, le fassent. Je respecte également celles qui ne se couvrent pas. Je défendrai ardemment les unes et les autres». "Come sottrarsi alla tutela del fakih per arrivare all'autonomia del popolo se non attraverso la rottura con la Charia?", iniste Mohamed Talbi, che denuncia tutta la doppiezza del discorso salafista. E prosegue nella sua riflessione:" Come si può inneggiare all'adesione alla democrazia, all'emancipazione della donna, alla difesa del Codice del rispetto della persona nello spazio pubblico quando nella moschea si trattano queste questioni in modo differente? Che dice Al Ghazali della donna? Il suo statuto corrisponde, secondo questo fakih, a quello dello schiavo. La donna non può uscir di casa che con l'autorizzazione del marito (velata dalla testa ai piedi di un niqab talebano o saudita) oppure in compagnia di un parente stretto col quale non si può maritare". Questo pensatore che fa una lettura vettoriale del Corano (traduzione: cercare l'intenzionalità del testo, che richiama, secondo Talbi, a una sempre maggiore giustizia eguaglianza e libertà) afferma che esso non parla affatto di "hijab", velo. E continuando con la sua idea fissa: " Che quelle che leggono le parole di Dio e vi trovano un invito a coprirsi, lo facciano. Io apprezzo allo stesso modo quelle che non si coprono. Io difenderò ugualmente queste e quelle". Mohamed Talbi, qui a longtemps souffert du système de censure imposé par Ben Ali, est probablement le précurseur d’une école tunisienne de réflexion sur l’Islam (on y compte déjà Youssef Seddik et Olfa Youssef). Le fil de la pensée islamique a été coupé il y a des siècles. La Révolution tunisienne, en affranchissant la parole, augure peut-être une nouvelle renaissance à un Islam des lumières… Mohamed Talbi, che ha lungamente sofferto del sistema di censura imposto da Ben Ali, è probabilmente il precursore d'una scuola tunisina di riflessione sull'islam ( vi si contano già Seddik e Olfa Youssef). Il filo del pensiero islamico è stato tagliato da secoli. La Rivoluzione tunisina, liberando la parola, costituisce forse un augurio di nuovo rinascimento a un Islam illuminista… (* Auteur : Olfa Belhassine
Traduzione, esplicatio terminorum e sottolineature di Barbabianca.
sabato 21 maggio 2011
La via Romea
Venerdi 20 maggio 2011
Lungo la via Romea, nel tratto casentinese, da Corezzo a Giampereta, Casa Santiccchio, Giona, Moscaio, Banzena, Campi.
Quaranta camminatori, italiani, tedeschi, guardie forestali, guida storico archeologica (Giovanni Caselli), interprete italotedesca. Soste di lezioni illustrative e di tavole alternative: acqua cotta, crostini campagnoli, prosciutto del Casentino e cacio della Verna, bruschetta, paste dolci al forno di casa, cantuccini e vinsanto. Una mangia-longa con soste a Casa Santicchio, Giona, Campi. Tra sole, nuvole, minaccia di temporale mai posta in essere, provvidenziale auto stop Banzena-Campi per me che nella salita da Corezzo verso Giampereta, sotto il sole cocente, avevo lasciato gran parte delle energie; dove si dimostra che l'età comincia ad essere davvero un dato anagrafico. Da mettere in conto il lavoro di video reporter...A Campi, terminate le bottiglie di vino bianco, esploit finale a base di Volare, Firenze stanotte sei bella e canti della Franconia: tedeschi affiatati e corali, italiani pieni d'esubero al vin santo e urlatori scamiciati, con picche soliste più apprezzabili.
Sono arrivato morto alle Lame. La doccia mi ha un po' rianimato, ma non troppo. Sabato 21 siesta.
Durata complessiva 9-16, che significano 7 ore. Un filmato di 44 minuti e una trentina di foto. Domenica 22 sarò al castello di Valenzana per la giornata conclusiva della 4 giorni italo-tedesca e mi programmo per non più di un'ora ci cammino.
Links
Comune Subbiano
programma evento
programma convegno
sabato 16 aprile 2011
La via Romea
Mi scrive Giovanni Caselli:
Volevo invitarti al convegno nsulla Via Romea - che è partita alla grande come progetto e anche nei fatti- domenica 22 maggio al castello di Valenzano, ore 15.
Ci saranno diversi sindaci tedeschi con amici assessori e parenti. Interverranno varie persone e parsonaggi.
La strada sarà transitabile e messa in sicurezza, per i primi di maggio, da Ravenna a Subbiano.
Questi tedeschi nostri ospiti cammineranno da Ravenna a Subbiano in diverse tappe.
Andremo a registrare la Via Romea come Itinerario Culturale Europeo, ai primi di giugno assieme ai partner tedeschi.
Un caro saluto
Giovanni
www.giovannicaselli.com
www.first-virtualbook.com
Bravo, e complimenti, caro Giovanni!
mercoledì 2 marzo 2011
Einstein, Dio e la Bibbia
Wednesday, 7 October 2009
The word God is the product of human weakness
In January of 1954, just a year before his death, Albert Einstein wrote the following letter to philosopher Erik Gutkind after reading his book, 'Choose Life: The Biblical Call to Revolt'. Apparently Einstein had only read the book due to repeated recommendation by their mutual friend Luitzen Egbertus Jan Brouwer. The letter was bought at auction in May 2008, for £170,000. Unsurprisingly, one of the unsuccessful bidders was Richard Dawkins.
Translated transcript follows.
Recommended reading: Einstein and Religion.
Translated Transcript
Princeton, 3. 1. 1954
Dear Mr Gutkind,
Inspired by Brouwer’s repeated suggestion, I read a great deal in your book, and thank you very much for lending it to me ... With regard to the factual attitude to life and to the human community we have a great deal in common. Your personal ideal with its striving for freedom from ego-oriented desires, for making life beautiful and noble, with an emphasis on the purely human element ... unites us as having an “American Attitude.”
Still, without Brouwer’s suggestion I would never have gotten myself to engage intensively with your book because it is written in a language inaccessible to me. The word God is for me nothing more than the expression and product of human weakness, the Bible a collection of honorable, but still purely primitive, legends which are nevertheless pretty childish. No interpretation no matter how subtle can (for me) change this. ... For me the Jewish religion like all other religions is an incarnation of the most childish superstition. And the Jewish people to whom I gladly belong ... have no different quality for me than all other people. As far as my experience goes, they are also no better than other human groups, although they are protected from the worst cancers by a lack of power. Otherwise I cannot see anything “chosen” about them.
In general I find it painful that you claim a privileged position and try to defend it by two walls of pride, an external one as a man and an internal one as a Jew. As a man you claim, so to speak, a dispensation from causality otherwise accepted, as a Jew of monotheism. But a limited causality is no longer a causality at all, as our wonderful Spinoza recognized with all incision...
Now that I have quite openly stated our differences in intellectual convictions it is still clear to me that we are quite close to each other in essential things, i.e. in our evaluation of human behavior ... I think that we would understand each other quite well if we talked about concrete things.
With friendly thanks and best wishes,
Yours,
A. Einstein
(1) La parola Dio è per me nient'altro che l'espressione e il prodotto dell'umana debolezza, la Bibbia una collezione di leggende onorevoli, piuttosto primitive e un po' infantili.
mercoledì 22 dicembre 2010
Dichiarazioni anticipate o testamento biologico
sul sito della Treccani
http://www.treccani.it/Portale/sito/comunita/webTv/videos/Int_Claudio_Cartoni_testamento_biologico.html
è riportato un interessante video in cui il dr. Claudio Cartoni, ematologo e oncologo presso il Policlinico Umberto I di Roma, illustra il testamento biologico e la legislazione vigente in Italia e negli altri Stati europei.
Nota natalizia
Natale 2010: ...ha svuotato la democrazia in maniera sistematica e diffusa, nei palazzi delle Istituzioni come nelle teste dei cittadini. Ha snervato il parlamento, la magistratura, la libera informazione, la scuola. Ha prodotto una perdita collettiva di senso e di memoria. (Curzio Maltese, La bolla, Feltrinelli 2009, quarta di copertina).
Auguri a tutti. Ci sarà da patire come dopo l'8 settembre e da lavorare come dopo il XXV Aprile. Lavoro per tutti.
martedì 21 dicembre 2010
A perpetua memoria II
Kulturkampf
La devastazione ambientale della Campania operata dalla 'ndrangheta rende bene, a mio modesto avviso, la devastazione culturale operata dalla 'ndrangheta vaticana sul corpo vivo dell'Italia costituzionale: la campania felix dei Romani, la più bella Costituzione del mondo ridotte ad una immensa cloaca di veleni prodotti da una discarica abusiva e fuori controllo. Una specie di Cernobil.
Quelli che seguono sono gli antenati, neppure tanto lontani, della classe di governo che si ostina a non voler lasciarci morire in pace. Perché la grida governativa sugli stati vegetativi è destinata a bollare per un certo periodo storico a venire il periodo berlusconiano che ha fatto vivere la patria dell'Umanesimo e del Rinascimento sotto la cappa del sopradetto inquinamento culturale Vaticano. Il mio vuole essere un discorso in positivo, perché dimostra che la lotta e resistenza paga; Oggi i sanfedisti possono gridare con la voce chioccia "Englaro assassino e untore", ma non altro. E noi li possiamo mettere alla gogna, tutti i sostenitori di questi ultimi governi. Questa è una destra che si sta decomponendo a vista d'occhio come il ritratto di Dorian Gray. Il bello è che il Vaticano vuole proprio questo tipo di destra e, in questo momento, sta forzando il movimento che gira intorno a Pierferdinando Casini per aggiungersi ai compattatori d'immondizia non trattata che portano il loro carico nella grande discarica d'Italia. Una storia infame, come la colonna che segue:
Hic . vbi . hæc . area . patens . est
svrgebat . olim . tonstrina
io . iacobi . moræ
qvi . facta . cvm . gvglielmo. platea pvbl . sanit . commissario
et . cvm . aliis . conspiratione
dvm . pestis . atrox . sæviret
lethiferis . vngventis . hvc . et . illvc . aspersis
plvres . ad . diram . mortem . compvlit
Hos . igitvr . ambos . hostes . patriæ . ivdicatos
excelso . in . plavstro
candenti . privs . vellicatos . forcipe
et . dextera . mvlctatos . manv
rota . infringi
rotæqve . intextos . post . horas . sex . ivgvlari
combvri . deinde
ac . ne . qvid . tam . scelestorvm . hominvm reliqvi . sit
pvblicatis . bonis
cineres . in . flvmen . pro iici
senatvs . ivssit
cv ivs . rei . memoria . æterna . vt . sit
hanc . domvm . sceleris . officinam
solo . æqvari
ac . nvnqvam . in postervm . refici
et . erigi . colvmnam
qvæ . vocetvr . infamis
edem ordo mandavit
Procvl . hinc . procvl . ergo
boni . cives
ne . vos . inpoelix . infame . solvm
commacvlet
mdcxxx . kal . avgvsti
È il 21 giugno del 1630, una giornata di pioggia a Milano, dove, nei pressi della contrada della Vetra, Caterina Rosa e Ottavia Boni, due comari affacciate alla finestra già di primo mattino, notano un uomo coperto da un mantello nero con il cappello calato sul viso, camminare rasente una casa strofinando la mano destra contro il muro. Allontanatosi, le due donne si precipitano in strada per controllare i segni che, secondo loro, l’uomo ha lasciato sul muro e vedono, o credono di vedere, delle macchie di colore giallo. È allarme. La parte unta viene subito bruciata e coperta di calce. Il Capitano di giustizia, chiamato sul luogo per esaminarlo, conferma i timori della gente, scorgendo dei segni di unto, nonostante il muro fosse stato prontamente bruciato prima e imbiancato poi.
All’untore vengono presto dati un volto e un nome: si tratta di Guglielmo Piazza, commissario della sanità, che viene subito arrestato con l’accusa di aver sparso dell’unguento pestifero. Interrogato, l’uomo nega di essere coinvolto nell’accaduto, ma, dopo essere stato sottoposto alla tortura della corda (appeso, cioè, ad una fune con le mani legate dietro la schiena e lasciato, poi, cadere di colpo), rasato, purgato e cambiato di abiti, per il timore che potesse nascondere un amuleto in grado di proteggerlo dal dolore delle pene inflittegli, non solo confessa, ma fa anche, o meglio inventa, su promessa di impunità, il nome di un complice.
Lo sfortunato altri non è che il suo barbiere, tal Giangiacomo Mora, a cui proprio pochi giorni prima dell’accaduto, aveva chiesto di mettergli da parte un vasetto di olio curativo contro la peste. Dopo un’attenta perquisizione della sua bottega, che la presenza di alambicchi e fornelli induce gli esaminatori a considerare una vera e propria fabbrica di veleni, il barbiere viene arrestato e interrogato e, dichiaratosi estraneo ai fatti, viene torturato.
Ciò che lo attende è la legatura della canapa, ovvero una matassa con la quale si avvolge una mano e che viene girata fino a slogare il polso, tanto che questi finisce per ripiegarsi sul braccio stesso. Confessa, ma poi, cessato lo strazio, ritratta; sottoposto di nuovo al supplizio, tra grida di dolore e spasimi, ammette ciò che gli esaminatori sostenevano avesse fatto. Questa scena si ripete per giorni, finché il Piazza non fa il nome di una terza persona: Don Giovanni Gaetano Padilla, nobile spagnolo denunciato come l’ideatore del crimine. Al Mora viene chiesto di confermare la responsabilità di quest’ultimo personaggio nei fatti accaduti ed egli acconsente, ormai stremato dai tormenti della tortura (il Padilla fu poi assolto in virtù del suo rango).
Una sentenza del 27 luglio condanna a morte sia il Piazza che il Mora, nonostante le dubbie confessioni dei due, le continue e ripetute smentite del barbiere e l’assenza di una benché minima prova. Entrambi furono caricati su di un carro che li portò, prima, nel luogo che il Piazza aveva infettato, poi, davanti alla bottega del Mora, dove fu tagliata loro la mano destra e rotta l’ossatura; in seguito furono posti sulla ruota, i loro cadaveri bruciati e le ceneri gettate nel fiume. La casa del Mora fu demolita e al suo posto eretta una colonna, detta infame, e una lapide che recava la descrizione dei fatti accaduti, a memoria della giustizia compiuta nei confronti dei due principali imputati dell’epidemia di peste che si diffuse quell’anno a Milano.
La fonte
domenica 19 dicembre 2010
A perpetua memoria
Una giornata particolare
gli stati generali
gli stati confusionali
gli stati convenzionali
gli stati inesistenti
gli stati permanenti
gli stati assatanati
gli stati indebitati
gli stati demenziali
gli stati equinoziali
gli stati equatoriali
gli stati allagati
gli stati bombardati
gli stati sommersi
gli stati dispersi
gli stati induttivi
gli stati consuntivi
gli stati vegetativi
la giornata degli stati vegetativi
la giornata degli stati vegetativi permanenti
la giornata degli stati vegetativi permanenti a oltranza
la giornata degli stati vegetativi permanenti a oltranza e contro volontà
la giornata degli stati vegetativi permenti a oltranza e contro volontà con la festa di tubi cannule alambicchi attaccati alle vene
la giornata degli stati vegetativi permenti a oltranza e contro volontà con la festa di tubi cannule alambicchi attaccati alle vene nel parco delle cascine di Firenze
la giornata degli stati vegetativi permanenti a oltranza e contro volontà con la festa di tubi cannule alambicchi attaccati alle vene dal parco delle cascine di Firenze fino al duomo
la giornata degli stati vegetativi permanenti a oltranza e contro volontà con la festa di tubi cannule alambicchi attaccati alle vene dal parco delle cascine di Firenze fino al duomo con partecipazione straordinaria del carroccio milanese della Lega
la giornata degli stati vegetativi permanenti a oltranza e contro volontà con la festa di tubi cannule alambicchi attaccati alle vene dal parco delle cascine di Firenze fino al duomo con partecipazione straordinaria del carroccio milanese della Lega e con trasferimento dello stesso, via autostrada, da Firenze a Piazza S.Pietro con benedizione zombi e orbi
la giornata degli stati vegetativi permanenti a oltranza e contro volontà con la festa di tubi cannule alambicchi attaccati alle vene dal parco delle cascine di Firenze fino al duomo con partecipazione straordinaria del carroccio milanese della Lega con trasferimento del carroccio via autostrada da Firenze a Piazza S.Pietro con benedizione zombi e orbi alla presenza, in effigie di gloria, dei morti di eutanasia permanente patriottica rappresentati, nella circostanza, dal popolo coglione risparmiato dal cannone non sapendo che la guerra è un gran giro di quattrini che prepara le risorse pe' li ladri de le borse.
A perpetua memoria della giornata più straordinaria mai uscita dalla fantasia dell'armata brancaleone che andò sotto il nome di armata berluscolegaiola.
La grida governativa (detta "La Rochelle")
9 febbraio 2011 Giornata nazionale degli stati vegetativi
Il Consiglio dei Ministri ha approvato su proposta del Ministro della Salute la direttiva che indice per il 9 febbraio 2011 la Giornata nazionale degli Stati vegetativi. In merito alla decisione il Sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella dichiara:
“E’ molto importante, in particolare in questo momento di acceso dibattito, che dal prossimo anno il 9 febbraio sia la Giornata Nazionale degli Stati Vegetativi. A volerla fortemente sono state le associazioni dei familiari delle persone che vivono in questa condizione, che hanno lavorato al Libro Bianco del Ministero della Salute. Questa data ricorda a tutti noi l’anniversario della morte di Eluana Englaro, una ragazza affetta da disabilità grave la cui vita è stata interrotta per decisione della magistratura. Con questa giornata il ricordo di Eluana non sarà più una memoria che divide ma un momento di condivisione per un obiettivo che ci unisce tutti. Da oggi sarà un’occasione preziosa in più per ricordare a tutti noi quanto è degna l’esistenza di tutti coloro che vivono in stato vegetativo e non hanno voce per raccontare il loro attaccamento alla vita. Questa giornata sarà anche un appuntamento per fare il punto scientifico su tutte le scoperte su queste situazioni di cui sappiamo ancora troppo poco. E potrà rappresentare una finestra di visibilità per queste persone e le famiglie che le accudiscono amorevolmente, troppo spesso coscientemente accantonate dai media che si rivolgono al grande pubblico, come ha dimostrato la recente vicenda della trasmissione Vieni via con me.”
Redazione salute.gov.it - Comunicato stampa n. 382 del 26 novembre 2010
Divagazione di Paola Galli
Gli stati vegetativi
Belli gli stati vegetativi:
non sono mobili
non son creativi
ma sono tanto contemplativi!
Intorno al corpo fervor di cure
i tubicini, le lavature
la sonda gastrica - che bel garbuglio-
ti va assorbire quel brutto intruglio.
Tanti infermieri
tanti dottori
niente paure
niente tremori
Nessuna vita dei sentimenti
ma un gran lavoro di stiramenti
quando ti lavano da capo a piedi.
Ma tu non pensi
e niente vedi
non trovi nulla che sia umano
neppure il tocco di quella mano.
non sai niente di quanto succede
lo sa lui che tutto vede!
Ma quel che conta -
qualcuno dice,
restare a lungo vegetativo;
che bello stato contemplativo!
mai e poi mai,
l'avevo detto,
e pure scritto,
fare il cadavere dentro ad un letto.
Quando la vita è ormai finita
ti riman solo la dignità.
M'han fatto perdere la partita,
però vi dico: tempo verrà...