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domenica 12 ottobre 2014

Teocrazia e laicità: Bonifacio VIII-Dante Alighieri

Nel 1302 Bonifacio VIII emanò la bolla Unam Sanctam dove si sostiene la totale dipendenza del potere politico da quello religioso incarnato nella Curia romana.
Dante era ambasciatore presso di lui che lo trattenne il tempo necessario per consentire ai Neri, con l'aiuto di Carlo di Valois, di cacciare i bianchi da Firenze. Dante non è mai più rientrato a Firenze da quel viaggio a Roma.
Dopo pochi anni Dante pubblicherà il De Monarchia, confutando, punto per punto, le argomentazioni pseudo bibliche e teologiche del papa.
Leggi qui la storia:
http://baracchesempreverdi.blogspot.it/2014/10/dante-alighieri-vs-bonifacio-xiii.html

domenica 17 novembre 2013

Le tre vite di Marco Bisceglia

Mercoledì 13 novembre 2013, alle ore 18.00, alla Libreria IBS BOOKSHOP di Firenze, in via de' Cerretani 16/R, incontro con Rocco Pezzano  autore di "Troppo amore ti ucciderà. Le tre vite di Don Marco Bisceglia" (Edizioni Edigraferma, 2013).
Riporto qui il mio intervento:
La vicenda di Marco è sintomatica della situazione dell'intero clero cattolico. "Il vizio e la virtù sono due prodotti, come il vetriolo e lo zucchero" (Emile Zola). Direi che la tre vite di Marco Bisceglia sono il frutto del modo come si fanno i preti, come si separano dal resto dell'umanità; sono come Harry Potter e i suoi amici una volta saliti nel treno del binario tra 9 e 10 che li trasporta nel regno di Hogwarths dove diventano maghi, buoni e cattivi diversi tra loro, immersi in un mondo di magia che li separa totalmente dal resto degli uomini che sono i babbani. Alla scuola di magia e stregoneria di  Hogwarths sono ammessi solo maschi. Il creatore di tutto questo è, semplificando, il Concilio di Trento: la scuola è ferma al secolo XVI, e la terra sta ferma nel mezzo dell'Universo obbligando il sole a muoversi intorno a essa.  A contatto con il mondo di noi babbani questi maghi rimangono disorientati e condizionati; sono partiti da Tolomeo e si trovano con Copernico, Le loro reazioni sono disparate, in perenne crisi di adattamento. Il titolo del libro può diventare: Le tre vite di Marco Bisceglia, la troppa Chiesa ti ucciderà. Le tre vite di Marco sono all'insegna dell'eccesso o dello straordinario, e vanno non per continuità pacifica e tranquilla, ma procedono con due esplosioni e una implosione. Le tre vite di Marco mettono in evidenza la mancata riforma della chiesa cattolica. I preti che essa produce sono il prodotto del complesso di colpa e del ricatto economico. A loro non è dato essere comuni babbani, sono sempre immersi in un mondo di nevrosi e di magia, un prete-operaio è una cosa diversa da un operaio. Finché un operaio non potrà fare il prete, finchè una badante non potrà essere pretessa non si esce dal circolo degli esseri magici, santi, mezzi santi, finti, bugiardi, eroi, perversi. D.Mazzi o D.Cantini, Dalla Costa o Florit, D.Milani o i cappellani militari, Pio XII o Giovanni XXIII, Ratzinger o Bergoglio. D.Gallo o il pedofilo fondatore dei Legionari di Cristo. Già Bergoglio: chiamandosi Francesco tenta la fuoruscita dal regno di Hogwarths, dalla Controriforma  tridentina. Ma deve ricordare che Francesco non è un prete, non fa parte della casta, non è rappresentato da Padre Cristoforo ma da Fra' Galdino…
Alle esplosioni della prima e seconda vita di Marco Bisceglia è seguita la implosione della terza vita con il rientro sotto le ali protettive della Istituzione; il che ha significato il rinnegamento delle prime due: il complesso di colpa e il ricatto economico hanno avuto ragione sulla fragile durezza di Marco.
Le tre vite di Marco Bisceglia prete indicano che è ormai l'ora, per la Chiesa cattolica, della Riforma che attende da 5 secoli; non più preti ma pastori eletti dal popolo, uomini e donne; non maghi che sequestrano Gesù Cristo nella camera del tabernacolo e lo nascondono ai babbani, ma persone che volta a volta vengono indicate e scelte all'interno di Comunità di base per coordinare l'annuncio della liberazione …
Il nostro Enzo (Mazzi) ci ha lasciato ormai da 2 anni, non ha voluto i "conforti religiosi", è uscito dal regno dei maghi di Hogwarths, le sue ceneri riposano in anonimo tra gli abeti di Monte Morello. Enzo ha avuto una sola vita.
Queste riflessioni mi suggerisce il bel libro di Rocco Pezzano, accurato preciso sensibile nel lavoro di ricerca e ricostruzione dei fatti. Complimenti, Rocco.
Urbano.
Fonte

mercoledì 18 aprile 2012

Beniamino Deidda

Beniamino Deidda è il Procuratore capo di Firenze. Quaranta anni dopo l'interferenza del Procuratore Calamari sulla vicenda della parrocchia dell'Isolotto, riscatta la Magistratura fiorentina e ci incoraggia a sperare che il mondo attuale non è tutto nero come si dipinge. Certo non è quello rappresentato dai mass media. Sul finire della relazione riguardante il libro "L'Isolotto sotto processo" Manifesto ed. 2012 ci confessa come la sua carriera fu messa a rischio proprio da una sua partecipazione ad una assemblea dei parrocchiani dell'Isolotto. Guarda il video.
     Sintesi dell'intervento:


Il processo dell’Isolotto

Quella dell’Isolotto è stata un’esperienza che ha mostrato come ci si potesse sottrarre alla mediazione della gerarchia e dell’autorità; come ci si potesse organizzare e rivendicare gli spazi della propria libertà senza chiedere il permesso ai governi, ai cardinali, al potere e ai capi. E’ cominciata con l’esperienza dell’Isolotto – e ancora prima – una fase della vita democratica non ancora esplorata, nella quale il potere come tale non era più avvolto dal fascino che possiedono le cose indiscutibili. Per la prima volta nell’Italia repubblicana si sperimentava quanto fosse vera l’intuizione del Kelsen secondo cui l’idea di democrazia è inconciliabile con la figura del capo al quale si assegnano funzioni di rappresentanza del volere del popolo. Per la prima volta il popolo si riappropriava della sua sovranità e la esprimeva senza l’intermediazione del potere.
La comunità dell’Isolotto inoltre presentava un’altra caratteristica che la rendeva assai temibile per il potere costituito. Mentre altre esperienze più ideologizzate si ritagliavano per definizione uno spazio contrapposto ad altre forze ideologiche, quella dell’Isolotto non presentava un’evidente piattaforma ideologica: raccoglieva indifferentemente religiosi e laici, cattolici e atei, comunisti e democristiani di sinistra, radicali progressisti ed extraparlamentari. Si proponeva insomma di riunire tutti senza discriminazioni ideologiche in una comunità solidale intorno ad un progetto di rinnovamento religioso e sociale insieme.
Per intendere bene il senso dell’azione repressiva della Magistratura bisogna pensare che ci si trovava di fronte ad una società di credenti e non credenti che in modo autonomo si sostituiva alla società dei poteri costituiti, creando dal basso una comunione libera e non autoritaria. 
...il “reato” vero che la magistratura intendeva perseguire era la voglia e la maturità di partecipare alla vita religiosa politica e sociale. Vorrebbe dire in sostanza non cogliere il nesso strettissimo che correva tra quel tentativo di rinnovare la Chiesa e il suo rapporto con i fedeli e i movimenti di lotta e di liberazione che infiammavano tutto il mondo civile. Questa è stata la ragione vera per la quale la Magistratura si è intromessa in una questione che apparentemente non la riguardava: la contestazione dell’Isolotto non metteva in pericolo l’ordine pubblico, non dava luogo a manifestazioni di violenza, non attentava alla pace o alla tranquillità delle persone. Eppure il potere si sentiva in pericolo. Lo mostravano segni tradizionali ed inequivocabili: si muovono i fascisti; i giornali dei padroni sparano colonne di fuoco, i benpensanti scuotono il capo e dicono che così non si può andare avanti. Ecco perché la magistratura si intromette formulando imputazioni, a pensarci bene, grottesche: “istigazione a delinquere”. E chi veniva istigato? In quella comunità erano tutti istigatori. “Turbamento di funzione religiosa”. I teologi al tempo non fecero fatica a dire che l’unica funzione religiosa in atto era quella dei fedeli riuniti in preghiera in piazza. Imputazioni grottesche, dunque, che rispondevano ad una logica molto diversa da quella che sosteneva i due articoli del codice penale. Il senso vero lo colse padre Balducci quando scrisse: “tutti i regimi oppressivi, quale che sia la loro ideologia, sono sempre portati a prendere accordi con il clero...”. Da un lato l’autoritarismo della Curia aveva bisogno dell’aiuto dello Stato; dall’altro lo Stato con il suo braccio secolare correva in aiuto della Curia perché sentiva e sapeva che era in discussione anche l’autoritarismo dello Stato. 
...
La magistratura ha reagito all’esperienza dell’Isolotto come, immediatamente prima e immediatamente dopo, ha reagito ad altri fenomeni, magari meno clamorosi, che essa ha considerato “eversivi” dell’ordine costituito. Si pensava che il pericolo venisse dalle iniziative dal basso, dalle organizzazioni spontanee, dalle esperienze che incidevano sulle gerarchie del potere.
C’è stato un piccolo strascico della vicenda dell’Isolotto che riguarda chi vi parla.
L’episodio è noto dentro la magistratura ma sconosciuto all’opinione pubblica. Nei giorni in cui venivano rese note le imputazioni si era tenuta all’Isolotto un’assemblea alla quale avevo partecipato prendendo la parola. Pochi giorni dopo il Consiglio Giudiziario di Firenze aveva all’ordine del giorno la mia promozione a magistrato di Tribunale. Il Consiglio Giudiziario a maggioranza formulò parere negativo con una motivazione, come risulta dal verbale della seduta, che suonava sostanzialmente così: “non può continuare ad appartenere all’ordine giudiziario un magistrato che in una pubblica manifestazione prenda la parola per esprimere la propria solidarietà agli imputati”. Per fortuna il Consiglio Superiore della Magistratura, che doveva decidere sulla mia permanenza in carriera, fu di parere contrario, ritenendo che quell’episodio fosse né più né meno che la legittima manifestazione del pensiero, garantita dalla Costituzione. A sua volta il Procuratore Generale fiorentino, che a quell’epoca era Mario Calamari, rischiò il trasferimento da parte del Consiglio Superiore . E’ passato molto tempo, Magistratura Democratica esiste ancora ed è in buona salute, ma le contraddizioni non si sono ancora sopite. Il fatto che il giovane magistrato, che si voleva cacciare allora, sia poi diventato Procuratore Generale di Firenze è forse solo uno scherzo del destino oppure il frutto dell’astuzia della storia. Ma le contraddizioni rimangono tutte, sia pure in termini diversi.
Ed è questa in fondo la ragione per la quale della vicenda dell’Isolotto e del suo processo è necessario continuare a parlare per “contrastare la strategia dell’oblio” - come ha scritto nel suo bellissimo saggio Enzo Mazzi. “Non per esumare un cadavere, continuava Enzo, ma per dar vita al presente e al futuro attraverso la creatività della memoria”.
Beniamino Deidda biblioteca delle Oblate Firenze 22 marzo 2012

mercoledì 11 aprile 2012

Comunione negata

Da tanto tempo ho pensato che l'eucarestia è uno strumento di discriminazione: tra credente non credente, battezzato non battezzato, peccatore non peccatore, osservante non osservante, tra prete e laico.  Quando nella parrocchia dell'Isolotto, unico spazio agibile nei lontani anni cinquanta, gli operai della Galileo in crisi chiesero di poter fare l'assemblea in chiesa, D.Mazzi domandò al cardinale Elia dalla Costa: come facciamo col Sacramento? Tanto era chiaro che la presenza di Gesù sacramentato comportava da sempre l'impedimento a parlare in chiesa, prendere la parola, come in casa propria, sentirsi libero di esprimersi, di accogliere; tutto per colpa di quel povero cristo che, una volta disceso dalla croce e resuscitato, non ha più inteso far cena con tutti i malcapitati, ci fosse pure un giuda come in quel famoso venerdi, e nemmeno un lebbroso o malato o emorroisso, o svantaggiato. Stesso problema  per la distribuzione dei pesci...  Enzo, negli ultimi tempi, parlava sempre più spesso e volentieri del dominio del sacro. Da quando Cristo risorto è diventato cristo sacramentato non c'è stata altro che discriminazione, divisione, espulsione, messa all'indice, scomunica, processo e rogo. Spezzare il pane insieme con gli altri non è più stata cosa da cristiani.  Un buon parroco fedele ai codici e alle decretali, con probabili ottimi voti alla scuola della teologia di Ratzinger,  ha aperto gli occhi ai bambini di una intera classe: effeta! Un passo avanti verso la fine del centralismo vaticano. 
Sto parlando di questo fatto.

sabato 22 ottobre 2011

Gheddafi


Cogitanti mihi saepenumero et memoria vetera repetenti...



Quello che mi colpisce è l'accecamento prodotto dall'uso del potere. Perché se è vero che è morto dicendo non voglio morire ("non sparatemi"),  non capisco che lui non abbia capito fin dall'inizio, cioè dalla deliberazione dell'ONU, che la sua era partita persa. E allora perché sacrificare un intero popolo di sudditi, amici e clienti e figli e parenti in una guerra civile patrocinata dalla NATO, cioè dalla più mefistofelica realtà dell'Europa, escort dell'Impero del male. Mussolini che, a Italia già distrutta, a guerra ormai persa, fa fucilare il genero e gli amici della prima era sacrificando tutto un popolo di santi navigatori ed eroi in una guerra civile tanto assassina e cruenta quanto inutile. Hitler che arruola i ragazzi di 16 anni, ormai orfani di padri e nonni per sacrificarli nell'ultima ecatombe sopra il bunker eletto a tomba dell'Impero dei Nibelunghi.  Evidentemente, oltre quella soglia, là dove puoi decidere della vita e della morte, della pace e della guerra, il cervello umano subisce una metastasi e perde quel po' di barlume intelligente che madre Natura ha messo insieme in pochi milioni di anni, troppo pochi se confrontati ai miliardi di anni dei protozoi.  



Ma l'accecamento prodotto dall'uso del potere, caro Barbabianca, non si limita alle dittature, al singolo definito tiranno e pace all'anima.  L'accecamento può colpire interi gruppi, all'inizio ristretti e via via sempre più estesi.  Senza scomodare la storia lontana degli spagnoli al seguito di Cristoforo Colombo, degli Italiani d'Abissinia al seguito del maresciallo Badoglio, degli israeliani al seguito delle guerre vinte nel 1948 e 1967,  vengo alla mia Italia di oggi: abbiamo da vent'anni un capo di governo che crede alle sue bugie e le scambia con pure purissime verità, riuscendo a trasformare il falso in vero e il vero in falso come un vecchio alchimista delle favole, rimanendo piano piano schiavo di se stesso e del mondo circostante in quanto confonde realtà e immaginazione, nero e bianco, esistente ed inesistente; un fenomeno da laboratorio. Ma la cosa sconcertante è il plagio di se stesso che viene esteso a una massa di persone tra loro differenti per origine e tendenze.  Un Parlamento che, di fronte al mondo, dichiara vero il falso riconosciuto e falso il vero accertato. Così che Barabba viene scambiato per Gesù Cristo e Cristo per Barabba.  Son bastati così pochi anni di uso del potere per ridurre un pezzo da novanta come Umberto Bossi a un soprammobile del salotto di Arcore: un altro fenomeno da laboratorio, come un vecchio alchimista delle favole che finisce col credere al potere di trasformare il ferro in oro.  Ma non dobbiamo fermarci ai singoli personaggi, spesso semplicemente dei prodotti fabbricati nei laboratori degli alieni che controllano le banche e il flusso del denaro dell'intero pianeta. E' chiaro per noi che gli abitanti del pianeta stanno andando in perdizione e che sul villaggio globale si sta per avventare lo tsunami della sovrappopolazione che, unita all'assenza di un principio coordinatore, porta alla fine della civiltà. Questo tiranno globale ha deciso come cura la guerra preventiva permanente destinata a finire come le guerre scaturite dalli tiranni pervertiti dall'uso del potere. Solo che qui la Germania del 1945 è, siamo ottimisti nel restringere, l'intero mondo occidentale. 



Fine dell'incubo prodotto dalla vista delle immagini trasmesse dai cellulari di Sirte il 21 ottobre dell'anno di disgrazia 2011.



Ma forse centra il vero il mio pensiero;



che sia democrazia o dittatura



la droga del potere è come un siero



che entra nelle vene e lì perdura.



Se poi la storia ci porta Zapatero



lo chiamiamo sconfitto e non è vero.


lunedì 3 gennaio 2011

Tantum religio potuit suadere malorum


“Inutile fare poesia sui diritti se si rimane silenziosi e

indifferenti di fronte a questi abusi “,  così  scrive l’On

Sandro Gozi sul suo profilo facebook, commentando la lettera che

ancora qui sotto riportiamo. La denuncia della signora Gaia, del

trattamento subito in un momento cosi delicato della vita


 


 



 


 


 

1893 - LA MANCANZA DI UMANITA’ NEGLI OSPEDALI - DI CORRADO AUGIAS

da: la Repubblica di domenica 12 dicembre 2010

Caro Augias, giorni fa, dopo I’ecografia alla ventesima settimana ci viene comunicato che il bambino, desiderato, è affetto da danni al sistema cerebro-spinale “incompatibili con la vita”. Può immaginare lo shock ed il dolore. Dopo due giornate angosciose - tutti che facevano le condoglianze mentre lui era ancora vivo entro di me - vengo ricoverata per essere sottoposta a stimolazioni volte a favorire il travaglio ed il parto. Inizia il mio incubo e quello della mia famiglia.

Nella struttura tutti gli operatori di ginecologia si dichiarano “obiettori di coscienza”, tranne due medici e un'ostetrica. Se mancano loro, gli altri si astengono da qualsiasi azione. Rispetto le convinzioni altrui e sono fondamentalmente religiosa. Quindi capisco alcune delle motivazioni; non però che questa scelta sconfini nel negare ogni assistenza. Dalla data del ricovero, nessuno dei presunti "obiettori” mi ha rivolto la parola, se non per dirmi che non potevo fare la Comunione, che non avrei potuto battezzare il bambino perché frutto di un aborto {anche se vorrei capire che cosa c'entra il bambino nella mia decisione, peraìtro indicata dai medici), che dovevo solo aspettare i medici non obiettori.

Quando il travaglio è partito i medici non obiettori non c’erano. Quando la frequenza e intensità delle contrazioni è aumentata ho chiesto a mia madre di chiamare qualcuno. Si sono rifiutati finché mia madre non ha alzato la voce, minacciando denunce penali per mancata assistenza. Finalmente arriva un'ostetrica nella mia stanza, mi visita in malo modo e mi comunica, infastidita che sono ancora a due centimetri di dilatazione. Dieci minuti dopo il mio piccolo Alessandro nasceva, nel letto della camera, davanti a mio marito, mia madre, i miei suoceri e la compagna di stanza sotto shock.

Sono confusa e scioccata, piango, li sento parlare di formaldeide, di inceneritore, di scarti organici, e mi sento dire che mi stanno facendo un favore a ripulirmi, perche avrebbero dovuto attendere il medico non obiettore. Grido che sono anch'io un essere umano, che ho solo voluto salvare il mio bambino dalla sofferenza e che il loro mestiere dovrebbe essere di cura ed assistenza, non di giudizio e condanna. Dico anche che scriverò le pene che ho dovuto passare. Di colpo diventano più gentili, finalmente mi mandano a casa.

Chiedo: se I'obiezione di coscienza è una questione morale, non è immorale abbandonare una donna ad affrontare tutto da sola sopportando angherie e umiliazioni?

Gaia Garata - Lecce

Risponde Corrado Augias

Ho dovuto tagliare parte della lettera con altri particolari umanamente deplorevoli. Nessun medico fa volentieri aborti anche perché non aiuta la carriera. Da qui a trattare una donna infelice in questo modo c'è di mezzo non la professione ma l'umanità. Nessun precetto, nessun fanatismo religioso giustifica la sua mancanza in un ospedale

domenica 19 dicembre 2010

A perpetua memoria




Una giornata particolare










gli stati generali














gli stati confusionali














gli stati convenzionali














gli stati inesistenti














gli stati permanenti














gli stati assatanati














gli stati indebitati














gli stati demenziali














gli stati equinoziali














gli stati equatoriali














gli stati allagati 














gli stati bombardati














gli stati sommersi 














gli stati dispersi














gli stati induttivi














gli stati consuntivi














gli stati vegetativi














la giornata degli stati vegetativi














la giornata degli stati vegetativi permanenti














la giornata degli stati vegetativi permanenti a oltranza














la giornata degli stati vegetativi permanenti a oltranza e contro volontà














la giornata degli stati vegetativi permenti a oltranza e contro volontà con la festa di tubi cannule alambicchi attaccati alle vene 














la giornata degli stati vegetativi permenti a oltranza e contro volontà con la festa di tubi cannule alambicchi attaccati alle vene nel parco delle cascine di Firenze














la giornata degli stati vegetativi permanenti a oltranza e contro volontà con la festa di tubi cannule alambicchi attaccati alle vene dal parco delle cascine di Firenze  fino al duomo 














la giornata degli stati vegetativi permanenti a oltranza e contro volontà con la festa di tubi cannule alambicchi attaccati alle vene dal parco delle cascine di Firenze  fino al duomo con partecipazione straordinaria del carroccio milanese della Lega










la giornata degli stati vegetativi permanenti a oltranza e contro volontà con la festa di tubi cannule alambicchi attaccati alle vene dal parco delle cascine di Firenze  fino al duomo con partecipazione straordinaria del carroccio milanese della Lega e con trasferimento dello stesso, via autostrada, da Firenze a Piazza S.Pietro con benedizione  zombi e orbi










la giornata degli stati vegetativi permanenti a oltranza e contro volontà con la festa di tubi cannule alambicchi attaccati alle vene dal parco delle cascine di Firenze  fino al duomo con partecipazione straordinaria del carroccio milanese della Lega  con trasferimento del carroccio via autostrada da Firenze a Piazza S.Pietro con benedizione  zombi e orbi alla presenza, in effigie di gloria,  dei morti di eutanasia permanente patriottica rappresentati, nella circostanza, dal popolo coglione risparmiato dal cannone non sapendo che la guerra è un gran giro di quattrini che prepara le risorse pe' li ladri de le borse.






A perpetua memoria della giornata più straordinaria mai uscita dalla fantasia dell'armata brancaleone che andò sotto il nome di armata berluscolegaiola.










La grida governativa (detta "La Rochelle")



9 febbraio 2011 Giornata nazionale degli stati vegetativi



 Il Consiglio dei Ministri ha approvato su proposta del Ministro della Salute la direttiva che indice  per il 9 febbraio 2011 la Giornata nazionale degli Stati vegetativi. In merito alla decisione il Sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella dichiara:



 “E’ molto importante, in particolare in questo momento di acceso dibattito, che dal prossimo anno il 9 febbraio sia la Giornata Nazionale degli Stati Vegetativi. A volerla fortemente sono state le associazioni dei familiari delle persone che vivono in questa condizione, che hanno lavorato al Libro Bianco del Ministero della Salute. Questa data ricorda a tutti noi l’anniversario della morte di Eluana Englaro, una ragazza affetta da disabilità grave la cui vita è stata interrotta per decisione della magistratura. Con questa giornata il ricordo di Eluana non sarà più una memoria che divide ma un momento di condivisione per un obiettivo che ci unisce tutti. Da oggi sarà un’occasione preziosa in più per ricordare a tutti noi quanto è degna l’esistenza di tutti coloro che vivono in stato vegetativo e non hanno voce per raccontare il loro attaccamento alla vita. Questa giornata sarà anche un appuntamento per fare il punto scientifico su tutte le scoperte su queste situazioni di cui sappiamo ancora troppo poco. E potrà rappresentare una finestra di visibilità per queste persone e le famiglie che le accudiscono amorevolmente, troppo spesso coscientemente accantonate dai media che si rivolgono al grande pubblico, come ha dimostrato la recente vicenda della trasmissione Vieni via con me.







Redazione salute.gov.it - Comunicato stampa n. 382 del 26 novembre 2010




Divagazione di Paola Galli



Gli stati vegetativi



Belli gli stati vegetativi:

non sono mobili

non son creativi

ma sono tanto contemplativi!



Intorno al corpo fervor di cure

i tubicini, le lavature

 la sonda gastrica - che bel garbuglio-

ti va assorbire quel brutto intruglio.

Tanti infermieri

tanti dottori

niente paure

niente tremori

Nessuna vita dei sentimenti

ma un gran lavoro di stiramenti

quando ti lavano da capo a piedi.

 

Ma tu non pensi

e niente vedi

non trovi nulla che sia umano

neppure il tocco di quella mano.

non sai niente di quanto succede

lo sa lui che tutto vede!



Ma quel che conta -

qualcuno dice,

restare a lungo vegetativo;

che bello stato contemplativo!



mai e poi mai,

l'avevo detto,

e pure scritto,

fare il cadavere dentro ad un letto.

Quando la vita è ormai finita

ti riman solo la dignità.

M'han fatto perdere la partita,

però vi dico: tempo verrà...




martedì 23 novembre 2010

Papa e crimini contro l'umanità

Riportiamo qui sotto lo stralcio di un articolo di Cecilia M. Calamani, con l'aggiunta di un ns. breve commento.



LiberaUscita



 







Preservativi, donne e pedofilia: il papa in anteprima



da: www.cronachelaiche.it di domenica 21 novembre 2010



....



Il preservativo. Sorprendendo tutti, il papa ne autorizza «in alcuni casi» l’utilizzo. «Vi possono essere singoli casi giustificati, ad esempio quando una prostituta utilizza un profilattico, e questo può essere il primo passo verso una moralizzazione, un primo atto di responsabilità per sviluppare di nuovo la consapevolezza del fatto che non tutto è permesso e che non si può far tutto ciò che si vuole» afferma. «Tuttavia – prosegue – questo non è il modo vero e proprio per vincere l’infezione dell’Hiv. È veramente necessaria una umanizzazione della sessualità. Concentrarsi solo sul profilattico vuol dire banalizzare la sessualità».



Se la prima reazione può essere quella di un vago entusiasmo per un timido inizio della recessione di un tabù cattolico – la contraccezione –  a leggere con attenzione le parole del papa non si sa se ridere di gusto o arrabbiarsi davvero. Forse sua santità si è finalmente accorto che se anche nelle famiglie cattoliche il tasso di natalità è molto basso significa che, al di là dei suoi veti, l’uso dei preservativi è così diffuso che vale la pena ‘legalizzarlo’? Nossignore. Il profilattico può essere solo un primo passo verso la moralizzazione delle prostitute che, essendo costrette – o almeno ce lo auguriamo – a usarlo se non vogliono infettarsi o infettare i loro ‘clienti’, dovrebbero pensare: “se devo proteggermi significa che non posso fare quello che voglio!” e magari, raggiunta questa coscienza, genuflettersi davanti al creatore per chiedere perdono dei peccati sin lì commessi. E questo è il lato comico delle aperture di Ratzinger.



L’altro, invece, è drammatico. Il 17 marzo 2009 il papa, in visita in Camerun e Angola, dichiarò pubblicamente che l’epidemia di Aids che affligge i popoli africani «non si può superare con la distribuzione dei preservativi che, anzi, aumentano i problemi». Ad ascoltarlo non il popolo italiano o europeo, più o meno scolarizzato, che possiede, volendo, strumenti di informazione e confronto scientifici e sociali, ma il popolo africano, decimato dalle epidemie di Aids, al quale un bianco angelo con le scarpette rosse dice di non usare il profilattico nonostante la comunità scientifica mondiale lo ritenga l’unico mezzo efficace per combattere la diffusione dell’HIV.



Allora il papa rischiò una denuncia per crimini contro l’umanità. Oggi, di fronte a un giornalista, parla invece di ‘casi particolari’ – le prostitute! – in cui il preservativo avrebbe un ‘effetto moralizzatore’  e insiste sul concetto che l’unico modo per evitare il contagio è la fedeltà.



......



Commento.


Come si possa benedire le nascite indesiderate e contemporaneamente maledire quelle desiderate (fecondazione assistita) è uno dei tanti “misteri” (non gloriosi) della Chiesa cattolica. Purtroppo, la sciagurata crociata contro la contraccezione non è soltanto un crimine verso l’umanità perché agevola la diffusione dell’HIV ma soprattutto perché incrementa la popolazione mondiale, che è la causa prima dello sfacelo del pianeta, della povertà, della fame, delle guerre e della stessa criminalità, organizzata o meno. E’ vero che Gesù disse “crescete e moltiplicatevi”, ma aggiunse anche “e riempite la terra”. Ed oggi, nel terzo millennio, la terra è ormai piena. Chi lo dice a Ratzinger? (gps). GPS= Gianpiero Sestini.























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LiberaUscita



Associazione nazionale laica e apartitica



per il diritto di morire con dignità 



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martedì 5 ottobre 2010

Oro Ori Ior








Claudio Rendina
L'oro del Vaticano
Autore: Claudio Rendina
Titolo: L’oro del Vaticano
Editore: Newton Compton
Anno pubblicazione: 2010
Prezzo: 12,90 euro
Pagine: 288






Nel corso dei secoli, le proprietà della Santa Sede si sono accumulate fino a formare un vero e proprio tesoro. Ben lontani dallo spirito apostolico e dallo spirito di umiltà e povertà raccomandato da Cristo, i rappresentanti di Dio in terra hanno edificato una complessa amministrazione per preservare, accrescere e controllare immobili, opere d’arte, monumenti, ori e denari. Vi sono le tombe faraoniche in marmo e oro di cardinali e papi, le decorazioni inestimabili di altari e volte, le collezioni di quadri, statue e preziosi esposte nei Musei Vaticani, nel Museo Lateranense e in altre collezioni della Santa Sede, i sigilli d’oro custoditi nell’Archivio Segreto e i tesori della Biblioteca. C’è il denaro accumulato dallo Stato Pontificio dalle origini al 1870, e poi la fondazione degli istituti bancari dello IOR e dell’APSA e i capitali custoditi nelle Isole Cayman, un autentico Fort Knox fuori da ogni legge. Inoltre le prelature come l’Opus Dei, solo teoricamente autonome dalla Santa Sede, in realtà costituiscono una fonte ulteriore di ricchezza. Gli scandali, le rivelazioni e i sospetti su questo patrimonio immenso sono sotto gli occhi di tutti e alla ribalta delle cronache più recenti. Forse è arrivato il momento di fare i conti in tasca al Vaticano.






Qui puoi leggere le prime 30 pagine



Dalla premessa del libro:




Oro come denaro. Oro come proprietà immobiliare e territoriale. Oro come fasto di opere d’arte. Oro come proprietà del Vaticano che costituiscono un vero e proprio tesoro. È il frutto del modo in cui è stata amministrata la Santa Sede la cui degenerazione ha provocato un allontanamento dallo spirito umile e povero raccomandato da Cristo e favorito l’impiego di certe ricchezze in campi ben lontani dallo spirito apostolico. La gestione di questo patrimonio fa capo ad apposite commissioni cardinalizie con l’assistenza di finanzieri laici, e il denaro è custodito negli istituti bancari dello IOR e dell’Apsa, con depositi sotterranei di oro e diramazioni nelle casseforti delle Isole Cayman: un autentico Fort Knox fuori da ogni legge.





 


lunedì 18 gennaio 2010

Ancora crocifisso? No!


Avviso tutti gli amici che mi hanno sostenuto nella battaglia per la rimozione dei crocifissi dalle aule dei tribunali italiani che il prossimo 22 gennaio 2010, alle ore 9,30, sarà celebrato, dinanzi al Consiglio Superiore della Magistratura, Piazza Indipendenza n. 4, ROMA.

...

E' gradita la massima diffusione di questa notizia.

Buon Sol Invictus a tutti.

Luigi Tosti


Sono con lui. Se sei a Roma vai a sostenerlo con la tua  presenza!



Dietro allo scontro sul crocifisso nelle scuole, un tema che anche a molti laici sembra banale e insignificante, c’è in realta’ l’eco di una battaglia vecchia di secoli, di millenni, una battaglia delle e sulle idee che reggono il mondo e la civiltà umana. Quella battaglia ha visto guerre sanguinarie, rivoluzioni, riforme e ha avuto esiti differenti in differenti aree geografiche, anche all’interno della piccola Europa. C’e’ chi ha abbracciato la Ragione e chi è rimasto schiacciato dal Dogma, chi ha sviluppato la democrazia e i diritti e chi è rimasto vittima della violenza del fondamentalismo, chi ha costruito una societa’ aperta e chi è rimasto prigioniero dei feudi e delle corporazioni.  Gabriele Zamparini



D'accordo con Zamparini.

Quel che segue lo dico io (già detto qui):


Stacchiamolo, il nostro amico e compagno Cristo, una volta per sempre dalla croce. E noi con lui.L'immagine giusta è questa:





sabato 12 dicembre 2009

Betori alle Piagge

La notizia


Ad un mese dall’allontanamento forzato di don Alessandro Santoro, il vescovo di Firenze si è finalmente recato in visita alla Comunità delle Piagge, come questa richiedeva ormai da tempo per poter avere un confronto diretto in merito proprio a quel provvedimento duro e immediato che la Comunità non può accettare né condividere. E affinché il vescovo potesse conoscere direttamente una realtà che fino a questo momento non aveva avuto modo e tempo di visitare.

Leggi il resto qui


Tra i commenti al testo sopra indicato ho trovato due commenti che mi hanno interessato, anche perché il secondo è firmato da un mio omonimo.


Ninalu  dicembre 11th, 2009 - 17:20

mi è sembrato quasi un lapsus freudiano quando il vescovo ha detto “chi tocca i fili, muore” e poi “se tocchi quei fili, salta tutto l’impianto”… come dire, tutta la costruzione della chiesa si fonda su pilastri di sabbia.. .quando i dogmi, le regole, gli artifici, si scontrano con la realtà delle persone fatta di carne e sangue, di desiderio e dolore, crolla tutto. Crolla tutto perché a tenere insieme l’impianto vi siete dimenticati il cemento dell’amore, della pietà in senso vero, della comprensione! Ma non vi vergognate? Ma vi credete di essere Dio?




Urbano dicembre 12th, 2009 - 00:03Il tuo commento è in attesa di moderazione

E’ un lapsus freudiano, è vero. L’impianto sta saltando da dopo il concilio vaticano II. Il Concilio è l’ombra di Banco che non dà pace a quel gruppo di maschi che si riproduce per partenogenesi da tanti secoli e che si dà coraggio con quei parrucconi in capo. Non è stato sempre così. All’inizio c’erano davvero le elezioni…Anche Corrado Augias ha stentato a riconoscere in Alessandro Santoro un componente di quella grande Setta. Questo termine (setta) l’ha usato Hans Kung, primo maestro di Josef Ratzinger…In parole povere: il Concilio di papa Giovanni sta al Vaticano (non alla chiesa) come la Costituzione repubblicana sta al berlusconismo.

Ora scendo al piano terra: la baracca del centro sociale e della Curia, la terra incolta e la casa che la comunità ha reso azienda di Villore sono della Curia. Betori ha praticamente detto che la Comunità potrà continuare ad esserne usufruttuaria. Va bene così. Alessandro ha diritto dopo 14 anni di lavoro stressante ad un po’ di riposo. Il problema è come sostituirlo. Qui si apre la prospettiva che chiama in causa la responsabilità personale di tutti e quella politica delle pubbliche amministrazioni…in base all’art.2 della Costituzione: “la repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali dove si svolge la sua personalità”. La Comunità che ho avuto l’occasione di intravedere nei venerdi di piazza S.Giovanni è una grande formazione sociale e rientra nei doveri dell’Amministrazione di garantirne l’esistenza anche in controtendenza con chi agisce in senso contrario, pur approfittando a sua volta di mezzi finanziari forniti dalla stessa Repubblica.

Una parola su Betori: probabilmente è un ottimo uomo, buono di carattere e gentile di persona, ma non l’hanno indicato i preti fiorentini, tanto meno i consigli pastorali dei fedeli non preti. E’ stato mandato dalla suprema Curia, quella che ha la effettiva proprietà della baracca del Centro sociale e dell’azienda di Villore. Se Betori non eseguisse le indicazioni superiori sarebbe anche lui trasferito, perché anche lui, fuori da qualla logica, non conta niente. Come non conta niente il cardinal Piovanelli che pure è responsabile di qualcosa. In questo momento la logica di lassù viaggia su binari targati Opus Dei. E un tipo come Alessandro Santoro è fuori da quei binari. Completamente. Il matrimonio non c’entra niente. Lo ripeto: non c’entra niente. Firenze poi è un punto sensibile, molto sensibile al virus dell’autonomia di giudizio, della libertà d’azione, della – lo dico – “teologia della liberazione”. Che per l’Opus Dei è come il comunismo per Berluscone.

- Ma Urbano, che ci racconti. Te chi sei. Cosa c’entriamo noi con le beghe romane. Non venir qui a confondere le idee.

- D’accordo. Ma preparatevi mentalmente e organizzatamente a continuare senza Alessandro. Tra voi ci sono qualità che neppure vi immaginate.

Siete parte del mondo nuovo

che viene fuori dall’uovo

della lunga storia

di cui rimarrà memoria.

Per questo sono venuto a filmarvi il venerdi in Piazza S.Giovanni.


Trovati qui

martedì 1 dicembre 2009

Comunità delle Piagge - V - Firenze

Microcredito alle Piagge





L'azienda agricola di Villore (Mugello)



video







 PS: baccalà alla livornese per la mensa della Curia fiorentina:






Clicca sulla civetta

lunedì 30 novembre 2009

Comunità delle Piagge - IV - Firenze

Il bel palazzo 




(sul portone dell'Arcivescovado di Piazza S.Giovanni a Firenze)

A Dio e alla parola che dà la grazia.

A Dio e alla parola che dà il colpo di grazia (traduzione Opus Dei)



Video: (clicca sulla foto)





martedì 24 novembre 2009

Comunità delle Piagge - I - Firenze

Daria difende D.Santoro

video



clicca sull'immagine

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mercoledì 11 novembre 2009

E lo Stato diventa teocratico

Leggiamo dall'ANSA che - dopo una settimana di studi di astrobiologia promossa dalla Pontificia accademia delle scienze e dalla Specola vaticana -  fisici, chimici, astronomi biologi, geologi e filosofi sono arrivati alla conclusione che esistono condizioni di vita anche su altri pianeti.

Gli scienziati e gli studiosi "mettendo a confronto i risultati delle loro ricerche, oggi in grado di registrare progressi in tempi incredibilmente più rapidi dei tempi di Galileo Galilei, sono giunti a ritenere ‘plausibile’ l’esistenza di centinaia di milioni di luoghi abitabili nella sola Via lattea, che è solo una dei miliardi di galassie dell’universo."

 

Ragioniamo un momento. La Terra è un pianeta della via Lattea, la quale comprenderebbe "centinaia di milioni di luoghi abitabili". La via Lattea, a sua volta, è solo "una dei miliardi di galassie dell'universo". Ammesso che i luoghi abitabili della via Lattea siano soltanto cento milioni, e che le galassie siano soltanto  un miliardo, i pianeti abitabili nell'intero universo sarebbero almeno cento milioni di miliardi. Ovviamente, se il discorso si estende ai pianeti non abitabili, i numeri crescono in modo incalcolabile.

Ebbene, ammesso anche che esista un Dio dell'universo, credere che lo abbia creato ad uso e consumo di qualche microbo del microscopico pianeta Terra è obiettivamente difficile. Quando poi i microbi pretendono, avvalendosi di uno strumento inadatto a capire la complessità del creato (il loro microscopico cervello), di interpretare le leggi del Creatore e di imporle al di sopra delle leggi degli uomini, allora il confine tra Fede e Superbia non esiste più, e lo stato laico diventa teocratico.

Giampietro Sestini     

 






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