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sabato 26 dicembre 2009

Bianco Natale




Divino amore communiti


« Noi, rafforzati dall’amore divino, spinti dalla carità Cristiana, e costretti dagli obblighi nel nostro ufficio pastorale, desideriamo, come si conviene, incoraggiare ciò che è pertinente all’integrità e alla crescita della Fede, per la quale Cristo, nostro Dio, ha versato il suo sangue, e sostenere in questa santissima impresa il vigore delle anime di coloro che sono fedeli a noi e alla vostra Maestà Reale. Quindi, in forza dell’autorità apostolica, col contenuto di questa lettera, noi vi concediamo la piena e libera facoltà di catturare e soggiogare Saraceni e pagani, come pure altri non credenti e nemici di Cristo, chiunque essi siano e dovunque abitino; di prendere ogni tipo di beni, mobili o immobili, che si trovino in loro possesso (…); di invadere e conquistare domini, terre, luoghi, villaggi, campi, possedimenti  a qualunque re o principe essi appartengano e di ridurre in schiavitù i loro abitanti; di appropriarvi per sempre, per voi e i vostri successori, i re del Portogallo… »


papa Niccolo V. (nato Tomaso Parentucelli) che con la sua bolla del 16 giugno 1452 detta “Dum Diversas” al re del Portogallo Alfonso V°  diede l’inizio alle deportazioni dalla Guinea di questi “clandestini”, allora chiamati Saraceni, che duro’ 400 anni.


Trovato qui


(parte di una lettera da Ginevra A Franco Claretti,   sindaco leghista di Coccaglio (Brescia)  sull’iniziativa della WHITE CHRISTMAS.


sabato 12 dicembre 2009

Betori alle Piagge

La notizia


Ad un mese dall’allontanamento forzato di don Alessandro Santoro, il vescovo di Firenze si è finalmente recato in visita alla Comunità delle Piagge, come questa richiedeva ormai da tempo per poter avere un confronto diretto in merito proprio a quel provvedimento duro e immediato che la Comunità non può accettare né condividere. E affinché il vescovo potesse conoscere direttamente una realtà che fino a questo momento non aveva avuto modo e tempo di visitare.

Leggi il resto qui


Tra i commenti al testo sopra indicato ho trovato due commenti che mi hanno interessato, anche perché il secondo è firmato da un mio omonimo.


Ninalu  dicembre 11th, 2009 - 17:20

mi è sembrato quasi un lapsus freudiano quando il vescovo ha detto “chi tocca i fili, muore” e poi “se tocchi quei fili, salta tutto l’impianto”… come dire, tutta la costruzione della chiesa si fonda su pilastri di sabbia.. .quando i dogmi, le regole, gli artifici, si scontrano con la realtà delle persone fatta di carne e sangue, di desiderio e dolore, crolla tutto. Crolla tutto perché a tenere insieme l’impianto vi siete dimenticati il cemento dell’amore, della pietà in senso vero, della comprensione! Ma non vi vergognate? Ma vi credete di essere Dio?




Urbano dicembre 12th, 2009 - 00:03Il tuo commento è in attesa di moderazione

E’ un lapsus freudiano, è vero. L’impianto sta saltando da dopo il concilio vaticano II. Il Concilio è l’ombra di Banco che non dà pace a quel gruppo di maschi che si riproduce per partenogenesi da tanti secoli e che si dà coraggio con quei parrucconi in capo. Non è stato sempre così. All’inizio c’erano davvero le elezioni…Anche Corrado Augias ha stentato a riconoscere in Alessandro Santoro un componente di quella grande Setta. Questo termine (setta) l’ha usato Hans Kung, primo maestro di Josef Ratzinger…In parole povere: il Concilio di papa Giovanni sta al Vaticano (non alla chiesa) come la Costituzione repubblicana sta al berlusconismo.

Ora scendo al piano terra: la baracca del centro sociale e della Curia, la terra incolta e la casa che la comunità ha reso azienda di Villore sono della Curia. Betori ha praticamente detto che la Comunità potrà continuare ad esserne usufruttuaria. Va bene così. Alessandro ha diritto dopo 14 anni di lavoro stressante ad un po’ di riposo. Il problema è come sostituirlo. Qui si apre la prospettiva che chiama in causa la responsabilità personale di tutti e quella politica delle pubbliche amministrazioni…in base all’art.2 della Costituzione: “la repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali dove si svolge la sua personalità”. La Comunità che ho avuto l’occasione di intravedere nei venerdi di piazza S.Giovanni è una grande formazione sociale e rientra nei doveri dell’Amministrazione di garantirne l’esistenza anche in controtendenza con chi agisce in senso contrario, pur approfittando a sua volta di mezzi finanziari forniti dalla stessa Repubblica.

Una parola su Betori: probabilmente è un ottimo uomo, buono di carattere e gentile di persona, ma non l’hanno indicato i preti fiorentini, tanto meno i consigli pastorali dei fedeli non preti. E’ stato mandato dalla suprema Curia, quella che ha la effettiva proprietà della baracca del Centro sociale e dell’azienda di Villore. Se Betori non eseguisse le indicazioni superiori sarebbe anche lui trasferito, perché anche lui, fuori da qualla logica, non conta niente. Come non conta niente il cardinal Piovanelli che pure è responsabile di qualcosa. In questo momento la logica di lassù viaggia su binari targati Opus Dei. E un tipo come Alessandro Santoro è fuori da quei binari. Completamente. Il matrimonio non c’entra niente. Lo ripeto: non c’entra niente. Firenze poi è un punto sensibile, molto sensibile al virus dell’autonomia di giudizio, della libertà d’azione, della – lo dico – “teologia della liberazione”. Che per l’Opus Dei è come il comunismo per Berluscone.

- Ma Urbano, che ci racconti. Te chi sei. Cosa c’entriamo noi con le beghe romane. Non venir qui a confondere le idee.

- D’accordo. Ma preparatevi mentalmente e organizzatamente a continuare senza Alessandro. Tra voi ci sono qualità che neppure vi immaginate.

Siete parte del mondo nuovo

che viene fuori dall’uovo

della lunga storia

di cui rimarrà memoria.

Per questo sono venuto a filmarvi il venerdi in Piazza S.Giovanni.


Trovati qui

giovedì 12 novembre 2009

La violenza del sacro


 "Io sono convinto che non ci può essere cultura di pace se non con la eliminazione del sacro: la fine del sacro è la fine della cultura di guerra. Ciò che va eliminato è il sacro reificato, sequestrato dal potere, separato dalla vita, collocato in spazi e luoghi e gesti e riti determinati, gestito da persone sacralizzate. Le comunità di base sono comunità di pace nel senso forte e ricco della parola che mirano ad esorcizzare la violenza che si annida anche nei nostri riti, per inventare una forma di mediazione del messaggio evangelico del tutto libera dalle categorie sacrali".




Teologo Ernesto Balducci, nella Tavola rotonda sulla Violenza del sacro -  Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, Firenze - nell'ambito del Convegno delle comunità di base sulla Laicità nel 1987




Trovato qui

mercoledì 11 novembre 2009

E lo Stato diventa teocratico

Leggiamo dall'ANSA che - dopo una settimana di studi di astrobiologia promossa dalla Pontificia accademia delle scienze e dalla Specola vaticana -  fisici, chimici, astronomi biologi, geologi e filosofi sono arrivati alla conclusione che esistono condizioni di vita anche su altri pianeti.

Gli scienziati e gli studiosi "mettendo a confronto i risultati delle loro ricerche, oggi in grado di registrare progressi in tempi incredibilmente più rapidi dei tempi di Galileo Galilei, sono giunti a ritenere ‘plausibile’ l’esistenza di centinaia di milioni di luoghi abitabili nella sola Via lattea, che è solo una dei miliardi di galassie dell’universo."

 

Ragioniamo un momento. La Terra è un pianeta della via Lattea, la quale comprenderebbe "centinaia di milioni di luoghi abitabili". La via Lattea, a sua volta, è solo "una dei miliardi di galassie dell'universo". Ammesso che i luoghi abitabili della via Lattea siano soltanto cento milioni, e che le galassie siano soltanto  un miliardo, i pianeti abitabili nell'intero universo sarebbero almeno cento milioni di miliardi. Ovviamente, se il discorso si estende ai pianeti non abitabili, i numeri crescono in modo incalcolabile.

Ebbene, ammesso anche che esista un Dio dell'universo, credere che lo abbia creato ad uso e consumo di qualche microbo del microscopico pianeta Terra è obiettivamente difficile. Quando poi i microbi pretendono, avvalendosi di uno strumento inadatto a capire la complessità del creato (il loro microscopico cervello), di interpretare le leggi del Creatore e di imporle al di sopra delle leggi degli uomini, allora il confine tra Fede e Superbia non esiste più, e lo stato laico diventa teocratico.

Giampietro Sestini     

 






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LiberaUscita

Associazione nazionale laica e apartitica

per la legalizzazione del testamento biologico

e la depenalizzazione dell'eutanasia 

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lunedì 9 novembre 2009

Crocifisso sì crocifisso no (II)

Perché è importante che Cristo non sia Dio

Io sono laico. Ateo e bestemmiatore, come da sentenza.

Che c’entro io col Concordato?







Ma ora eccomi qua: 



Io da quei chiodi mi sono staccato

Esseni di tutto il mondo, unitevi.

(da Barbabianca)

 


Citazioni

1 - Su, mortali, destatevi. Il dì rinasce: torna la verità in sulla terra e partonsene le immagini vane. Sorgete; ripigliatevi la soma della vita; riducetevi dal mondo falso nel vero. (Il cantico del Gallo silvestre – Leopardi, operette morali)


2 -… Nonostante questa chiarezza evangelica, (Cristo intendeva abolire la casta sacerdotale intermediaria tra noi e Dio NDR) in epoche successive altri sapienti, potenti e ricchi hanno scoperto che c’era ancora posto per la lorostrumentalizzazione e mediazione di Dio. Si sono fatti mediatori esclusivi fra gli uomini e Cristo!  Così essi hanno trovato il modo di tornare all’antico gioco, all’antico circolo vizioso. Accaparrando Cristo sono riusciti di nuovo adaccaparrare Dio e a dominare le coscienze. (Incontro a Gesù,Comunità dell’Isolotto, LEF ed.p.11 Firenze 1968)

Ecco perché insisto nell’affermare che il grande tradimento del messaggio dei vangeli è stato reso possibile dalla divinizzazione di Gesù Cristo. Questo fatto ha permesso ad Anna e Caifa di resuscitare, riprendere il controllo del tempio, senza bisogno di rinnovare il guardaroba o la carta intestata "Summus Pontifex"! E sono andati anche oltre.

 Mi spiego: se io, per esempio mi dichiaro e faccio riconoscere come vicario di Cristo, automaticamente sono vicario di Dio, a tutti gli effetti. Sono dio. Sono infallibile. So tutto. Lucifero volle fare lo stesso, ma gli andò male. Non può esistere un angelo-dio. Mentre un uomo-dio sì. Ed io sono il suo rappresentante: “eccomi qua, papa Vojtila che proclamo a 1 miliardo di indiani, nel mio viaggio a New Delhi: solo Cristo può “salvarci”.


Qui all’Isolotto da dove scrivo, molto tempo fa si riunirono in chiesa gli operai licenziati della Galileo, grande fabbrica di ottica (e ora di armi di puntamento); una prima assoluta. All'Isolotto c’era un parroco che poi fu estromesso, a Firenze c’era un cardinale che poi fu sostituito. A tutt' oggi, se tu entri in chiesa, silentium: c’è il Santissimo! Che non vuol sentir parlare. Si chiama Gesù sacramentato.


Di ritorno dal viaggio recente in Iran, dopo aver visto, l’anno scorso, Siria e Giordania, trovo naturale il confronto tra chiesa e moschea: la nostra è la casa del prete, la loro è un luogo d’incontro del popolo. Ti levi le scarpe, ti veli se donna, ma puoi sederti in gruppo, parlare, anche dormire. E pure pregare e concentrarti. Lì non c’è il Santissimo. Nella grande moschea omayade di Damasco c'è un tabernacolo, una grande urna di vetro e cristallo dedicata a S.Giovanni Battista. Ad Amman in Giordania la grande moschea cittadina ha di fronte, dall'altra parte della strada una grandissima chiesa cristiana. Per loro Gesù Cristo è un grande profeta, noi troviamo Maometto in Malebolge  spaccato in due dalla testa all’ano, in mano a diavoli “assatanati”naturalmente (Inferno, XXVIII, 22-33).  In Iran le donne sono velate, le ragazze vestite da suore, d’accordo. Fa impressione. Non fa impressione che la chiesa cattolica dichiari le donne “essenzialmente” diverse dagli uomini per quanto riguarda la possibilità di essere intermediarie tra Cristo e noi. Chador integrale dell’anima. Per carità, manteniamocele, fuori dal sacerdozio: sarà più facile abolire la casta rappresentata da soli maschi. In gran parte nevrotici, con la storia incredibile del celibato obbligatorio vita natural durante, senza possibilità di ripensamento, salvo l’esclusione a divinis. Tutto questo perché non deve nascere all’interno della casta sacerdotale un diritto, che so, ereditario, una pretesa di qualcosa, una concorrenza, diritti di successione, democrazia interna. Come le ragazze senza dote e i cadetti senza diritto di eredità dei tempi andati. I carabinieri non potevano sposarsi fino a 30 anni, ora non so. Tu prete puoi avere figli, ma non legittimati, meglio se neppure dichiarati, possibilmente tenuti nascosti. Ad evitare lo scandalo. Tanti  del prete del frate della monaca del monaco in Italia, figl di coppie di fatto non riconosciute. I pedofili in compenso non fanno figli.   Come avrebbe fatto un Ruini a spodestare da un giorno all’altro, senza colpo ferire, tutti i  parroci d’Italia del diritto di proprietà o quantomeno di usufrutto dei beni parrocchiali  estesi su tutto il territorio se dietro ogni parroco ci fosse stata una famiglia? D.Alessandro Santoro può essere trasferito dalle Piagge a Romena in poche ore. Come il carabiniere giovane e scapolo. 


In questo modo Il Vaticano è potuto diventare un buco nero estragalattico che attrae a sé tutti i beni materiali e immateriali, l’intero 8x1000 dell’Italia e delle nazioni cattoliche e può far sparire tutto in quella macchina infernale che si chiama IOR, istituto opere di religione, direttore Marcinkus. Al tempo dei Calvi e dei Sindona. Quando papa Luciani – santo subito nel senso in paradiso dopo 20 giorni  – fu trovato morto a letto mentre teneva in mano i tabulati dello IOR mascherati sotto la copertina dell'Imitazione di Cristo. Lasciò il posto a papa Vojtila. Opus dei. Pinochet. Grande attore, anche nella parte del santo.

Per concludere: immaginare un essere dio-uomo o uomo-dio è un po’ come pretendere che questo ammasso di universi infiniti sia opera di uno di noi e che la terra sia il centro dell’Universo, non un pulviscolo dentro una galassia di milioni di stelle che sta dentro un ammasso di mi-li-ar-di di galassie che pare siano solo una parte di un tutto senza confini di spazio e tempo.

E’ difficile pensare a un paradiso immobile in un mondo fatto di stelle  infinite che nascono crescono ingrossano fino a scoppiare in un continuo replay da caleidoscopio. Altro che stare per l’eternità a contemplare dio motore immobile, io immobile guardone. E’ dura. Ma come faccio a dirlo a nonna sorella amici e parenti contadini e anche a Trapattoni…

Meglio oprando obliar senza indagarlo


 questo enorme mister de l'Universo.

In effetti l’assunto del post è diretto al Cristo crocifisso di scuole caserme tribunali ospedali chiese e sacrestie, obitori e cimiteri, non ad altro (così almeno credevo all'inizio...)
Il simbolo simbolo niceno-costantinopolitano recita: credo in Gesù Cristo suo "unico" figliolo, nostro Signore.

E noi che credevamo di essere, come lui, "tutti" figli di dio, siamo invece dei bastardi nati peccatori da madri costrette a purificarsi dopo la nostra nascita.
Correzione: credo in G.C. suo figliolo e nostro fratello. Chi va in chiesa lo suggerisca al parroco. In Curia passerebbe inosservato. Salvo...i guardiani dell'ortodossia, Opus Dei, Cl, pdl pdmnoelle (v. la dichiarazione del rappresentante fiorentino di Rifondazione sul caso Piagge-Santoro).

Stacchiamolo, il nostro amico e compagno Cristo, una volta per sempre dalla croce. E noi con lui.
L'immagine giusta è lla seconda qui sopra, caro ministro della difesa (delle guerre perse).

Ritorno al punto di partenza: Su, mortali, destatevi. Il dì rinasce: torna la verità in sulla terra e partonsene le immagini vane. Sorgete; ripigliatevi la soma della vita; riducetevi dal mondo falso nel vero. (Il gallo silvestre)

Ti ho deluso? Fatto arrabbiare? Come non detto. Dimentichiamo Leopardi e finiamo con Manzoni:

La vita è un mistero di contraddizioni in cui la mente si perde se non lo considera come uno stato di prova e dipreparazione ad un'altra esistenza.

Aggiungiamoci anche che  "i guai vengono bensì spesso, perché ci si è dato cagione; ma che la condotta più cauta epiù innocente non basta a tenerli lontani; e che quando vengono, o per colpa o senza colpa, la fiducia in Dio liraddolcisce, e li rende utili per una vita migliore". (Promessi Sposi, pag. finale) L'aveva già scritto questo pezzo quando approvò la breccia di Porta Pia e quando votò, in Senato, l'annessione di Roma al Regno d'Italia. Scomunicato anche lui. Insomma, in parole povere povere, il problema non è Cristo ma i suoi sedicenti rappresentanti. E qui la storia dovrebbe ricominciare.

Concludo l'impegnativo discorso ritornando a Feuerbach:

L'amore di Dio per l'uomo - centro e fondamento della religione - è la prova più chiara, più irrefutabile che l'uomonella religione contempla se stesso come un oggetto divino. La provvidenza è un privilegio dell'uomo; esprime la superiorità dell'uomo sugli altri esseri naturali; lo sottrae alla concatenazione di tutto l'universo.

All'Universo noi dobbiamo invece rimaner attaccati, perché è lui il nostro Dio (parola di Spinoza*). Potremo così girare per sempre - in modi vari e forme diverse - tra miliardi di stelle e di galassie. In una perenne varia imprevedibile corsa da formula uno sulle astronavi stellari. Mai fermi né immobili. Ci ritroveremo a gareggiare anche con con quel piantagrane di Giacomo Leopardi se non preferirà stare ai box delle stazioni spaziali a mangiar gelati.


Appendice finale

*Spinoza

Aprendo Wikipedia mi sono trovato di fronte ad una figura d'uomo straordinaria.

La sua fama è legata all'opera Ethica ordine geometrico demonstrata ("Etica dimostrata con metodo geometrico"), in cui Spinoza propone un modello di mondo materiale e morale alternativo, in cui "attraversare la vita non con paura e pianto, ma in serenità, letizia e ilarità". Una grande figura. Vallo a leggere qui.

http://it.wikipedia.org/wiki/Baruch_Spinoza

Ma c'è un pezzo scritto da un rabbino che ti voglio mettere subito sotto gli occhi, perché è portentoso.


Dichiarazione rabbinica autentica datata 27 luglio 1656 e firmata da Rabbi Saul Levi Morteira ed altri

I Signori del Mahamad rendono noto che, venuti a conoscenza già da tempo delle cattive opinioni e delcomportamento di Baruch Spinoza, hanno tentato in diversi modi e anche con promesse di distoglierlo dalla cattivastrada. Non essendovi riusciti e ricevendo, al contrario, ogni giorno informazioni sempre maggiori sulle orribili eresieche egli sosteneva e insegnava e sulle azioni mostruose che commetteva – cose delle quali esistono testimoni degni di fede che hanno deposto e testimoniato anche in presenza del suddetto Spinoza – questi è stato riconosciutocolpevole. Avendo esaminato tutto ciò in presenza dei Signori Rabbini, i Signori del Mahamad hanno deciso, con l’accordo dei Rabbini, che il nominato Spinoza sarebbe stato bandito (enhermado) e separato dalla Nazione d’Israelein conseguenza della scomunica (herem) che pronunciamo adesso nei termini che seguono:

Con l’aiuto del giudizio dei santi e degli angeli, con il consenso di tutta la santa comunità e al cospetto di tutti inostri Sacri Testi e dei 613 comandamenti che vi sono contenuti, escludiamo, espelliamo, malediciamo ed esecriamoBaruch (=Benedetto) Spinoza. Pronunciamo questo herem nel modo in cui Giosuè lo pronunciò contro Gerico. Lo malediciamo nel modo in cui Eliseo ha maledetto i ragazzi e con tutte le maledizioni che si trovano nella Legge. Che sia maledetto di giorno e di notte, mentre dorme e quando veglia, quando entra e quando esce. Che l’Eterno non lo perdoni mai. Che l’Eterno accenda contro quest’uomo la sua collera e riversi su di lui tutti i mali menzionati nel librodella Legge; che il suo nome sia per sempre cancellato da questo mondo e che piaccia a Dio di separarlo da tutte le tribù di Israele affliggendolo con tutte le maledizioni contenute nella Legge. E quanto a voi che restate devoti all’Eterno, vostro Dio, che Egli vi conservi in vita. Sappiate che non dovete avere con Spinoza alcun rapporto né scritto né orale. Che non gli sia reso alcun servizio e che nessuno si avvicini a lui più di quattro gomiti. Che nessuno dimori sotto il suo stesso tetto e che nessuno legga alcuno dei suoi scritti.


Nota

L'eresia principale che portò alla scomunica di Spinoza sarebbe stata - scrive Wikipedia - il non credere all'immortalità dell'anima, posizione che determinava il crollo della dottrina della ricompensa nell'aldilà e quindi la perdita del controllo delle anime sulla terra da parte delle autorità religiose.

Comunque grazie agli Olandesi, Baruch-Benedetto Spinoza riuscì a morire a letto. Era un ottimo tornitore di lenti, le stesse che servirono a Galileo per diventare anche lui eretico.







 

venerdì 6 novembre 2009

Crocifisso sì, crocifisso no (I)













E quando miro in cielo arder le stelle;







Dico fra me pensando:







A che tante facelle?







Che fa l'aria infinita, e quel profondo







Infinito seren? che vuol dir questa







Solitudine immensa? ed io che sono?







(Leopardi, canto notturno di un pastore errante dell'Asia)











In questo pianeta siamo tutti accomunati dal destino di vivere su un piccolo sasso sperduto alla periferia di un universo probabilmente infinito, forse parte di un numero infinito di universi infiniti, dove la nostra esistenza è la sola certezza, piccola luce nell’ignoranza cosmica in cui siamo avvolti.







Dietro allo scontro sul crocifisso nelle scuole, un tema che anche a molti laici sembra banale e insignificante, c’è in realta’ l’eco di una battaglia vecchia di secoli, di millenni, una battaglia delle e sulle idee che reggono il mondo e la civiltà umana. Quella battaglia ha visto guerre sanguinarie, rivoluzioni, riforme e ha avuto esiti differenti in differenti aree geografiche, anche all’interno della piccola Europa. C’e’ chi ha abbracciato la Ragione e chi è rimasto schiacciato dal Dogma, chi ha sviluppato la democrazia e i diritti e chi è rimasto vittima della violenza del fondamentalismo, chi ha costruito una societa’ aperta e chi è rimasto prigioniero dei feudi e delle corporazioni.







(
Gabriele Zamparini)











C'è la necessità di un accordo tra filosofi (leggi:scienziati) e teologi, perché «la fede si richiede per l'istituzione di rozzi popoli che denno esser governati», l'infinità dell'universo e l'esistenza di mondi infiniti, la mancanza di un centro in un universo infinito comporta la scomparsa dell'antico, ipotizzato ordine gerarchico, la «vanissima fantasia» che riteneva che al centro vi fosse il «corpo più denso e crasso» e si ascendesse ai corpi più fini e divini. La concezione aristotelica è difesa ancora da quei dottori che hanno fede nella «fama de gli autori che gli son stati messi nelle mani», ma i filosofi (leggi:scienziati) moderni, che non hanno interesse a intendere quello che dicono gli altri, ma pensano con la loro testa, si sbarazzano di queste anticaglie e si avviano «con più sicuri passi alla cognizione della natura".







  Giordano Bruno De l'infinito, universo e mondi (citato a senso)











Un giorno Dio, sotto mentite spoglie , incontra un contadino che cammina lungo la strada e gli chiede “Dove stai andando?” Al che il contadino risponde “A Saragozza” dimenticando di aggiungere la chiosa obbligatoria nel medioevo “Se Dio vuole”.  A causa di questa mancanza di rispetto Dio trasforma il contadino in una rana e la spedisce nella pozza più vicina.  Dopo avere osservato la rana sguazzare per un po’ Dio inverte la trasformazione e dice al contadino , una volta ripresa la forma umana “Ed ora dove vai?” Al che il contadino risponde “ A Saragozza o nella pozza!” . Gli irosi dei del mondo antico avrebbero rispedito il contadino nella pozza. Il mio Dio per contro si sarebbe assicurato che arrivasse a   Saragozza.  Un errore di tutte le religioni fondamentaliste è che il loro Dio non ha senso dell’humor. Ciò perché le religioni fondamentaliste si mantengono per lungo tempo per mezzo di rituali che per loro natura non hanno alcun senso dell’humor.







Fred Hoyle (citato da
Barbabianca)















L'amore di Dio per l'uomo - centro e fondamento della religione - è la prova più chiara, più irrefutabile che l'uomo nella religione contempla se stesso come un oggetto divino, come un divino scopo, e che i suoi rapporti con Dio non sono che rapporti con se stesso, con il suo proprio essere.







La provvidenza è un privilegio dell'uomo; esprime la superiorità dell'uomo sugli altri esseri naturali; lo sottrae alla concatenazione di tutto l'universo.







(Feuerbach)








I geni religiosi di tutti i tempi risentono di questa religiosità cosmica che non conosce né dogmi né Dei concepiti secondo l'immagine dell'uomo. Non vi è perciò alcuna Chiesa che basi il suo insegnamento fondamentale sulla religione cosmica. Accade di conseguenza che è precisamente fra gli eretici di tutti i tempi che troviamo uomini penetrati di questa religiosità superiore e che furono considerati dai loro contemporanei più spesso come atei, ma sovente anche come santi. Sotto questo aspetto uomini come Democrito, Francesco d'Assisi e Spinoza possono stare l'uno vicino all'altro.







 La principale fonte dei conflitti odierni tra le sfere della religione e della scienza sta tutta in questa idea di un Dio personale. […] Nella lotta per il bene morale, i maestri della religione debbono avere la capacità di rinunciare alla dottrina d’un Dio personale, vale a dire rinunciare alla fonte della paura e della speranza, che nel passato ha garantito ai preti un potere così ampio.







Più l’uomo avanza nella sua evoluzione spirituale, più mi appare certo che il sentiero verso una religiosità genuina non passa per la paura della vita e la paura della morte, o per una fede cieca, ma attraverso gli sforzi compiuti in direzione di una conoscenza razionale.







A livello di logica pura tutti gli assiomi sono arbitrari, compresi gli assiomi dell’etica. Ma essi non sono affatto arbitrari da un punto di vista psicologico e genetico, […] All’individuazione e alla verifica degli assiomi etici si perviene in modo non dissimile da quello che riguarda gli assiomi della scienza.
La verità è ciò che sopporta la verifica dell’esperienza.



Einstein












Sento il bisogno come Machiavelli ai tempi dell'esilio politico all'Albergaccio, dalle parti di S.Casciano, qui alle porte di Firenze, sulla via per Siena, di rivestirmi un po' di panni curiali per cercare la compagnia di uomini illustri e gustare con loro di quel pane della sapienza "che solum è mio". Dopo essermi levato da questa mediatica Italia bordello devastata da "ruffian, baratti e simile lordura". (rileggere il VI del Purgatorio).







La riflessione mia di oggi  è che Cristo non è dio. Non lo è mai stato. E' proprio lui che dice, in quel momento di m. in cui viene a trovarsi, come i 10 milioni "dieci" di uomini crocifissi sulle pubbliche strade romane nei secoli dell'Impero: dio de' dei, mi hai proprio abbandonato! Ma perché a Nicea l'Imperatore Costantino fece scrivere che quel povero cristo, uno tra 10 milioni di vittime dell'Impero, era quel "nostro Signore che verrà a giudicare i vivi e i morti". E perché fece quel concordato con la santa chiesa cattolica alla quale dare in appalto la remissione dei peccati, preludio alla resurrezione della carne e alla vita eterna amen?



Perché Costantino - mai battezzato ma considerato santo - da preveggente aveva già letto il cap. XVIII del Principe di Machiavelli...







(continua)







Post Scriptum. Aggiornamento del 7 novembre: a proposito di Costantino, leggi qui.

martedì 28 aprile 2009

Biennale democrazia (II)


Electronical town meeting - b



Torino-Firenze, 25 aprile 2009



 Il bias (leggi baias) di conferma è un fenomeno intellettuale al quale l'uomo è soggetto. È un processo mentale che consiste nel prendere atto delle informazioni ricevute e selezionarle in modo da porre maggiore attenzione, e quindi attribuire maggiore credibilità, a quei dati che confermano le proprie credenze e allontanano le paure e, viceversa, ignorare o sminuire quei dati che contraddicono le proprie credenze e incrementano le paure. (Wikipedia, Babylon e dintorni).

Questo processo, se abilmente sfruttato, è un grande strumento di potere, in quanto riesce
a portare un individuo o una collettività a negare addirittura l'evidenza.



Se ti trovi a parlare di testamento biologico e relativo diritto di autodeterminazione con
due signori di età esperienza e cultura e non riesci a far comprendere che Beppino Englaro non è l'assassino di sua figlia, non ha fatto dispetto a dio, ma ha cercato il rispetto della natura figlia di dio, perché la morte è natura e la vita fa parte della morte, ecc ecc..Se ti trovi come mi sono trovato io nell'occasione del meeting sul testamento biologico, di fronte ad affermazioni così dure a mandar giù, ti devi porre il problema del funzionamento del cervello umano.

Due persone preparate, documentate, testi alla mano, già predisposti alla difesa contro gli
attacchi di una prevedibile maggioranza che ti bloccano sul postulato "la vita è indisponibile". E la morte non è affar tuo. Neppure parlarne. Ci può pensare solo Lui. Anche quando si serve dei medici e dei giudici "da lui ispirati". E' dura, ragazzi. Ti senti soffiare sommessamente negli orecchi voci di Englaro assassino, di pericoli nazistoidi, di valdesi protervi, a differenza altri cristiani protestanti. E' dura,ragazzi. Tutta un'altra aria con i più giovani del mio tavolo, due ragazzi e due ragazze, venuti lì senza paletti di protezione né tesi da far prevalere; solo la determinazione di essere e rimanere padroni di se stessi, della propria vita, del prorpio corpo. Il loro bias ridotto al minimo. Sicuramente invece più robusto quello delle due signore  e mio, tutti e tre intenti a rivendicare la disponibilità della "nostra vita" e della "nostra morte", cioè del nostro corpo (habeas corpus), perché la morte fa parte della vita, è un passaggio non voluto né desiderato, ma inevitabile. Spero che il mio bias si mantenga in dimensioni accettabili; d'altronde, dicono gli psicologi, non lo posso eliminare; posso solo prenderne coscienza, possibilmente piena coscienza.

Proprio oggi mi viene in aiuto La federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri con un documento (v. sotto)  basato sui seguenti p
unti salienti:


Alimentazione ed idratazione riconosciuti per quello che sono: trattamenti sanitari


Autodeterminazione elemento fondate della moderna alleanza terapeutica


L'appello ad un Diritto mite e condiviso


I miei amici dovranno tenere un po' a distanza l'"opus dei" e CL, grandi spacciatori di dosi-bias da distorsione molto pesanti.


Postilla 


 Ancora su bias o pregiudizio:


...vi sono basi psicologiche perché è un pensiero che si basa sulle paure e le fobie del singolo individuo.


Un pregiudizio è generalmente basato su una predilezione immotivata per un particolare punto di vista o una particolare ideologia. Un tale pregiudizio può ad esempio condurre ad accettare o rifiutare la verità di una dichiarazione non in base alla forza degli argomenti a supporto della dichiarazione stessa, ma in base alla corrispondenza alle proprie idee preconcette. Senza quindi alcuna riflessione.


...non significa che sia necessario, prima di affrontare qualsiasi questione, liberarsi da ogni pregiudizio (Raimon Panikkar ha dimostrato l’impossibilità di una tale operazione, cui Hannah Arendt aveva già accennato alla fine del libro Le origini del totalitarismo), ma solo che di ogni proprio pregiudizio vada assunta piena consapevolezza, al fine di relativizzarne il peso e di abbandonare ogni insostenibile pretesa di verità a priori. tuttavia il dialogo è possibile proprio perché nessuno crede che la propria verità renda menzogna quella dell’altro. (wikipedia e dintorni).


Appendice


COMUNICATO STAMPA


"Il Comitato Centrale della FNOMCeO (Federazione Nazionale Ordine Medici Chirurghi e Odonoiatri), riunito a Roma il 27 marzo 2009, considerato l'evolversi dell'iter del provvedimento sulle dichiarazioni anticipate di trattamento, già licenziato in prima lettura dal Senato, sulla base delle valutazioni emerse nella prima riunione del Forum di bioetica della Federazione, esprime le seguenti considerazioni.


1. Il testo sarà oggetto di un'approfondita valutazione in ragione dei principi e delle indicazioni contenute nel nostro Codice Deontologico, che rappresenta il punto di equilibrio di sensibilità e culture differenti, nel pieno rispetto delle regole fondanti la nostra comunità civile.


2. Nutrizione e idratazione artificiali sono, come da parere pressoché unanime della comunità scientifica, trattamenti assicurati da competenze mediche e sanitarie.


3. L'autonomia decisionale del paziente, che si esprime nel consenso/dissenso informato, rappresenta l'elemento fondante della moderna alleanza terapeutica al pari dell'autonomia e della responsabilità del medico; in questo equilibrio, alla tutela della libertà di scelta del paziente deve corrispondere la tutela della libertà del medico, in ragione di scienza e coscienza (obiezione di coscienza).

Questo straordinario incontro, ogni volta unico e irripetibile, di libertà e responsabilità non ha per noi natura meramente contrattualistica, ma esprime l'autentico e moderno ruolo professionale e civile del medico nell'esercizio delle sue funzioni di tutela.


4. Sotto questo profilo, cioè quello delle tutele, anche alla luce di un dibattito tecnico-scientifico talora contraddittorio, riteniamo che le attuali conoscenze diagnostiche, prognostiche, terapeutiche ed assistenziali, relative agli stati vegetativi, richiedano ulteriori approfondimenti, anche mediante la predisposizione di studi osservazionali coordinati in modo da garantire l'esercizio delle scelte più appropriate sia del paziente sia del medico.

Nel merito, una questione fondamentale è rappresentata dalla rete efficace ed accessibile di servizi di sostegno alle famiglie impegnate nel ruolo di assistenza.


Per queste ragioni, chiediamo che il processo legislativo, peraltro caratterizzato da forti contrasti politico-istituzionali, faccia una doverosa pausa di riflessione, per consentire lo sviluppo di un confronto nella Società che aiuti il Parlamento a dispiegare, su questa materia così intima e delicata, un Diritto mite e condiviso nella certezza di un'Etica forte delle persone e della comunità."

martedì 2 dicembre 2008

De hominis dignitate


Cari amici, il sen. Ignazio Marino ha lanciato un appello pubblico per il diritto alla libertà di cura.  L'iniziativa nasce dalla preoccupazione che la legge in corso di esame possa rendere obbligatoria l'idratazione e l'alimentazione artificiale, come vorrebbe la maggioranza del centrodestra e la maggioranza della Chiesa cattolica. Alcune importanti personalità l'hanno già sottoscritto, e fra esse i ns. soci onorari Corrado Augias e Stefano Rodotà. Invitiamo tutti i nostri soci e simpatizzanti a firmare l'appello tramite il sito:   www.appellotestamentobiologico.it.


Dalla segreteria di Libera Uscita.

 

NB. Ho appena firmatoFirma anche tu.



Buona giornata a tutti. Anche a te, caro Indro, cenere non muto in quel di Fucecchio.


Un bicchier d'acqua fresca (per rifarsi un po' la bocca:)


De hominis dignitate (Pico della Mirandola)


§ 5. Il discorso di Dio all'uomo


17. Stabilì infine l'attimo artefice che a colui cui non si poteva dare nulla di proprio fosse comune quanto apparteneva ai singoli13.


18. Prese perciò l'uomo, opera dall'immagine non definita14, e postolo nel mezzo del mondo15 così gli parlò: «Non ti abbiamo dato, o Adamo, una dimora certa, né un sembiante proprio, né una prerogativa peculiare affinché avessi e possedessi come desideri e come senti la dimora, il sembiante, le prerogative che tu da te stesso avrai scelto.


19.La natura agli altri esseri, una volta definita, è costretta entro le leggi da noi dettate.


20. Nel tuo caso sarai tu, non costretto da alcuna limitazione, secondo il tuo arbitrio, nella cui mano ti ho posto, a decidere su di essa.


21. Ti ho posto in mezzo al mondo, perché di qui potessi più facilmente guardare attorno a quanto è nel mondo.


22. Non ti abbiamo fatto né celeste né terreno, né mortale né immortale16, perché come libero, straordinario plasmatore e scultore di te stesso, tu ti possa foggiare da te stesso nella forma che avrai preferito.


23. Potrai degenerare nei esseri inferiori, che sono i bruti; potrai rigenerarti, secondo la tua decisione, negli esseri superiori, che sono divini».


Oratio de hominis dignitate

§ 5.

17. Statuit tandem optimus artifex, ut cui dari nihil proprium poteratr commune esset quicquid privatum singulis fuerat.

18. Igitur hominem accepit indiscretae opus imaginis9 atque in mundi positum meditullio10 sic est alloquutus: «Nec certam sedem, nec propriam faciem, nec munus ullum peculiare tibi dedimus, o Adam, ut quam sedem, quam faciem, quae munera tute optaveris, ea, pro voto, pro tua sententia, habeas et possideas.

19. Definita caeteris natura intra praescriptas a nobis leges cohercetur.

20. Tu, nullis angustiis cohercitus, pro tuo arbitrio, in cuius manu te posui, tibi illam prefinies.

21. Medium tes mundi posui, ut circumspiceres inde commodius quidquid est in mundo.

22. Nec te celestem neque terrenum, neque mortalem neque immortalem fecimus, ut tui ipsius quasi arbitrarius honorariusquet 11 plastes in quam [132v] malueris tute formamu effingas.

23. Poteris in inferiora quae sunt brutav degenerare; poteris in superiora quae sunt divina ex tui animi sententia regenerari».


Giovanni Pico della Mirandola nacque da famiglia principesca nel castello dei signori di Mirandola e Concordia.  (Mirandola24 febbraio 1463 – Firenze17 novembre 1494).  31 anni soltanto!


Se vuoi aggiungere un tuffo in piscina (per rinfrancare l'anima):



http://www.brown.edu/Departments/Italian_Studies/pico/


mercoledì 17 settembre 2008

Leggere il ’68

 Carissimi,


                            vi trasmettiamo il senso e il programma di una iniziativa sul '68 che riteniamo possa interessare tanti di noi che cercano occasioni di riflessione e di confronto in un contesto complesso e difficile qual'è quello di oggi

 

Un caro saluto

                                                  la Comunità dell'Isolotto

 

*****

Comune di Firenze Consiglio di Quartiere 4 – Archivio Storico Comunità Isolotto – Centro Educativo Popolare

 

Leggere il ’68 con gli occhi di oggi

immagini, volti, parole, canzoni

l’Isolotto un quartiere protagonista

 

Tre serate per rileggere insieme quegli avvenimenti

e per socializzare interrogativi, ricordi, pensieri

con i protagonisti di ieri e le generazioni di oggi

 

 

Programma

 

 

            giovedì 25 settembre, ore 21, piazza dell’Isolotto:

 

* “Periferie del ’68: la chiesa del dissenso”, documentario da Rai News 24

* proiezione di foto e volti dei protagonisti del quartiere

* microfono aperto

* canzoni del ‘68

 

 

            venerdì 26, alle ore 21, circolo ARCI di via Maccari – Isolotto

 

* L’altrosessantotto”, documentario da History Channel

* proiezione di foto e volti dei protagonisti del quartiere

* microfono aperto

* canzoni del ‘68

 

 

            sabato 27, alle ore 21, nel cortile delle “Baracche”, via degli Aceri 1:

 

* “Millenovecentosessantotto”, documentario del Centro socioculturale DEA,

* proiezione di foto e volti dei protagonisti del quartiere

* microfono aperto

* canzoni del ‘68

 

*******

 

L’iniziativa nasce dal desiderio di realizzare un momento di comunicazione fra generazioni sull’intreccio di esperienze di ieri e di oggi cercando di riconoscere il filo conduttore della speranza e dell’impegno che coinvolge tutte le persone di buona volontà.

Come protagonisti che abbiamo partecipato al movimento del ‘68, siamo in grado di contestualizzare quegli avvenimenti e di comunicare da dove siamo partiti, quali strade abbiamo cercato di tracciare e percorrere verso la realizzazione di una società più equa e solidale, senza minimizzare limiti ed errori che erano e sono inevitabili quando si aprono nuovi percorsi.

Come protagonisti dell’oggi possiamo intrecciare con il presente non parole ma testimonianze e vissuti che rendano possibile coltivare ancora la speranza e la voglia di impegno e partecipazione, riflessione e mobilitazione, creatività e prassi non solo nelle nuove generazioni ma con le nuove generazioni.

Non possiamo permetterci di abbandonare la memoria del ’68 all’aggressività dei revisionismi. Anche la memoria ha bisogno di una sua resistenza.

La nostra esperienza ci ha insegnato che è stato possibile resistere anche in tempi bui grazie alla costanza di donne ed uomini appartenenti a generazioni e culture diverse che riuscivano a coltivare le stesse passioni e ad agire insieme.

Resistere, resistere, resistere unendo tutte le realtà che operano per cercare di recuperare valori ed ideali è un impegno che ci interpella anche per l’oggi. Resistere perché, come, con chi, è l’interrogativo che possiamo cercare di sciogliere attingendo anche alla memoria di vissuti ed esperienze di un movimento come quello del ’68 che ha segnato la storia. 




Nota 1. questo post è la trascrizione della email ricevuta, guarda caso, appena dopo aver pubblicato il precedente. In perfetta contiguità e continuità.  Arrivederci a qualcuno dei 3 apuntamenti. Buona giornata (mattinata limpida e fresca qui in Casentino).


Nota 2. Ieri sera sono andato al castello di Poppi alla presentazione del volume illustrato "Il Casentino da Ama a Zenna", presentato dall'autore Giovanni Caselli.

"Il Casentino non è solo una valle dantesca o una terra guidigna, o ancor meno una piccola valle appenninica a ridosso della Romagna".

Bella lezione di archeologia-antropologia. Grazie, Giovanni. Ne riparleremo.

lunedì 15 settembre 2008

QUANDO DIO ENTRA IN POLITICA


Che cosa succede quando Dio, il Dio Onnipotente della Chiesa papale, entra in politica? Innanzitutto, la laicità, i diritti civili e l’autonomia dello Stato vacillano e vanno in crisi. E poi, la democrazia rischia di rovesciarsi in teocrazia, politica e religione si confondono, causando disastrosi effetti di inciviltà. Effetti già largamente e tristemente dimostrati da secoli di storia di guerre sante e scontri religiosi, di Crociate, roghi e Inquisizione. Perché ripetere gli errori e orrori del passato?

Eppure si è formato di recente in Italia un nuovo «Partito di Dio» guidato dalla Cei di Ruini e Bagnasco, alacremente seguito da gruppi trasversali di politici, giornalisti e intellettuali (teocon, teodem, atei devoti, postsecolari e islamofobi), ostili alle conquiste della moderna civiltà illuministica, scientifica e razionalistica. Il Dio degli eserciti e della Chiesa/Stato costantiniana del passato e il Dio che in tutto si immischia dell’attuale offensiva politico-clericale non possono essere disgiunti.

Non bisogna tuttavia dimenticare che non c’è solo la Chiesa papale e il suo arrogante e dogmatico Dio del potere, disposto ieri come oggi a giustificare guerre, conflitti, repressione, fanatismi e interventismi di ogni genere. C’è anche la Chiesa dei poveri, del Dio sofferente e impotente delle Comunità cristiane di base, democratiche e antigerarchiche, dedite alla cura amorosa dei deboli, dei diversi, dei più poveri e diseredati della terra.

Il volume, un vero e proprio pamphlet, si propone una critica radicale della nuova strategia politico-religiosa di papa Ratzinger e delle alte gerarchie clericali (i ripetuti «no» all’aborto, all’eutanasia, alla procreazione assistita, alle coppie di fatto, al divorzio), mostrando, con una scrittura agile e provocatoria, la contraddittorietà e l’infondatezza dei valori assoluti oggi difesi dai vertici ecclesiastici.

Alla tesi ratzingeriana dell’ingresso di Dio nella sfera pubblica l’autore contrappone l’idea di una politica senza Dio, razionale, laica e democratica. Alle religioni è riconosciuta la più piena libertà di espressione e organizzazione nella società civile. Ma non la pretesa di occupare lo Stato o limitarne la sovranità, di ispirare, orientare e dirigere l'attività legislativa di governi e parlamenti in nome di presunte e incontestabili verità sacre o rivelate.


Michele Martelli : "Quando Dio entra in politica", Fazi ed. € 16.


Il volume tratta temi di grande attualità con uno stile ironico e pungente, lontano da tecnicismi e accademismi: è un testo progettato per essere letto da un largo pubblico






Nota del barba

Perché Dante, 700 anni fa, può dire peste e corna dei papi compresi quelli in carica e Sabina Guzzanti no? Perché il mio otto per mille va alla banca di Marcinkus, anche se io non voglio? Perché a Firenze deve piovere un Dirigente ecclesiastico preso al di fuori e all'insaputa della comunità cattolica  fiorentina?  Diabolus ex machina.

In questi giorni all'Isolotto di Firenze si commemorano i 40 anni della vicenda che ebbe nel '68 il suo punto d'arrivo e di partenza. Perché alla TV italiana fu impedito di testimoniarla, a fronte di "tutte" le  grandi TV del mondo là presenti?

Perché?


Perché il braccio secolare (leggi: laico)

in Italia ha sempre funzionato come guardia esecutiva del tribunale ecclesiastico. 

Gli atei devoti di oggi non fanno molto di più e di peggio degli atei illuminati di ieri. Il Parlamento italiano ha sempre raggiunto la quasi unanimità, quando si è trattato di concordare col Vaticano la messa al bando dei suoi dissidenti interni.

Ma  la Chiesa dei poveri, del Dio sofferente e impotente delle Comunità cristiane di base, democratiche e antigerarchiche, dedite alla cura amorosa dei deboli, dei diversi, dei più poveri e diseredati della terra, è solo una scheggia del grande gregge. Il grosso della truppa è ancora rinchiuso nei Bandustan sudafricani, nei lager israeliani delimitati dal muro del Concordato tra lo Stato Italiano e lo Stato Città Vaticano.  Ma lo SCV non è la Chiesa cattolica; lo SCV contrabbanderà "sempre" un dio arrogante e dogmatico al servizio dei poteri forti. Ed  è vero che quanto più questi poteri forti si sentono venir meno, tanto più si stringono al Vaticano e quanto più il Vaticano si sente assediato in casa tanto più invoca l'intervento dello Stato. In questo momento di malattia terminale la Prostituta "e quel Gigante che con Lei delinque" del 32 e 33 del Purgatorio sono in congiunzione carnale permanente, senza più vergogna, cinicamente, come cani appunto, salvo il rispetto per questi grandi amici dell'h. 

 E allora, concludo, questo non è solo il momento di riconoscere - finalmente - l'esistenza in vita delle Comunità di base sofferenti e impotenti; questo è il momento di applicare l'articolo 2 della Costituzione: la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'h, sia come singolo sia nele formazioni sociali in cui si trova a vivere. Se una parrocchia, a grande maggioranza, elegge il suo pastore o il suo gruppo dirigente, le squadre d'azione mussolini devono rimanere in caserma, in attesa di essere sciolte. In fondo in fondo quella parrocchia fiorentina fu trattata alla stregua della scuola Diaz genovese. Solo la forma dell'intervento è stata diversa: bomba esplosiva la prima, bomba a lenta combustione la seconda (processo penale a 500 persone lungo tre lunghi anni, sfratto dagli edifici e beni, totale oscuramento mediatico televisivo, invio di truppe speciali ecclesiastiche da fuori Toscana...). Restiamo in attesa degli atei illuminati. I quali debbono capire che è venuto il momento di pensare al grosso della truppa ecclesiale ancora rinchiusa nel Bandustan italo-vaticano, una grande striscia di Gaza teocratica, a forma di stivale. Facciamo una contro-alleanza, diamo la possibilità al dissenso di esprimersi (in TV),  riconosciamo questa chiesa di fatto, a tutti gli effetti: politici, civili e finanziari. La teologia di Ratzinger è vecchia come il cucco; otre imporrito, muffo. Scrittura su carta patinata senza corrispondenza veruna col reale, neppure al suo interno. Ci sono in circolazione altre teologie, tipo quella della Liberazione. Ma non solo quella. Non facciamo di ogni erba un fascio- La Costituzione ci impone di garantir loro ogni pari opportunità.

Il libro di Michele Martelli è un primo avvio teorico. Coraggio: E' l'ora dei fuochi; non ci sarà che luce (Marty). Il miglior modo di difendersi è quello di attaccare (Foch).



Anche Dante è dalla nostra. Chi parla è S.Pietro:


«Non fu la sposa di Cristo allevata

del sangue mio, di Lin, di quel di Cleto,

per essere ad acquisto d'oro usata;
       42



ma per acquisto d'esto viver lieto

e Sisto e Pïo e Calisto e Urbano

sparser lo sangue dopo molto fleto.
       45



Non fu nostra intenzion ch'a destra mano

d'i nostri successor parte sedesse,

parte da l'altra del popol cristiano;
       48



né che le chiavi che mi fuor concesse,

divenisser signaculo in vessillo

che contra battezzati combattesse;
       51



né ch'io fossi figura di sigillo

a privilegi venduti e mendaci,

ond' io sovente arrosso e disfavillo.
       54



In vesta di pastor lupi rapaci

si veggion di qua sù per tutti i paschi:

o difesa di Dio, perché pur giaci?
       57



Del sangue nostro Caorsini e Guaschi

s'apparecchian di bere: o buon principio,

a che vil fine convien che tu caschi!
       60



Ma l'alta provedenza, che con Scipio

difese a Roma la gloria del mondo,

soccorrà tosto, sì com' io concipio;
       63



e tu, figliuol, che per lo mortal pondo

ancor giù tornerai, apri la bocca,

e non asconder quel ch'io non ascondo
».
       66

(Paradiso, XXVII, 40-66)


Forza, Sabina.

lunedì 7 gennaio 2008

Da leggere

Speranze e paure


“la esperanza y el infierno”

del teologo spagnolo José Castillo


Le (antiche) paure di Ratzinger

don Enzo Mazzi


Leggili qui

lunedì 10 dicembre 2007

SOS Italia


 SOS, EUROPE

Save our souls, Europe! (I bis)


Da spedire per posta ai due indirizzi, separatamente.


Alla Commissione Europea

(all'attenzione della Segreteria generale)

B-1049 Bruxelles - Belgio


Al Consiglio d'Europa

Avenue de l’Europe

67075 Strasbourg Cedex - Francia


OGGETTO: Segnalazione alla Commissione Europea e al Consiglio d’Europa di atti e comportamenti discriminatori posti in essere dallo Stato Italiano ai danni dei cittadini non credenti o credenti in religioni diverse da quella cattolica, o anche cattolici dissidenti, chierici e laici, messi a tacere o estromessi dal Vaticano con l'aiuto del braccio secolare.


Spedite oggi 4 lettere (Paola e il Barba). Il corsivo dell'oggetto è un'aggiunta nostra.

Il testo sotto, al post del 4 dicembre.


Durante un incendio nella foresta,


mentre tutti gli animali fuggivano,


 un colibrì volava in senso contrario


con una goccia d'acqua nel becco.


"Cosa credi di fare" - gli chiese il leone.


"Vado a spegnere l'incendio!" -


rispose il piccolo volatile.


"Con una goccia d'acqua?" -


disse il leone con un sogghigno di irrisione,


ed il colibrì, proseguendo il volo, rispose


"lo faccio la mia parte".


(Poesia letta dai bambini durante la festa dell'accoglienza (battesimo laico) in Piazza dell'Isolotto, domenica 10 giugno 2007)


 

giovedì 6 dicembre 2007

SOS Italia

SOS, EUROPE

Save our souls, Europe! (III)


MECCANISMI SACRIFICALI



Conservo la lettera di un lettore fiorentino al quotidiano della sua città (La Nazione, 12 aprile 1997) e l’assumo a portavoce di questo rinsavimento religioso dovuto ad una crescita umana: "La Bibbia ci racconta di Abramo che, su sollecitazione di Dio, si apprestò a sacrificare a Lui la vita dell’innocente Isacco, suo figlio. Al contrario in epoca successiva è la Provvidenza stessa ad organizzare un sacrificio umano nella persona di Cristo, il giusto per eccellenza". Lo scrivente conclude: "I cattolici o concepiscono Dio come bontà assoluta o alla stregua di Moloch, il Dio feroce e sadico che godeva delle sofferenze altrui, per ammansire il quale i sacerdoti fenici dovevano offrirgli continuamente sacrifici umani".


Il rifiuto dell’idea sacrificale dalla terra sale fino al cielo.


 una religione che coltivi meccanismi sacrificali e, quindi, di morte non è certamente accreditata a guidare un’umanità che voglia programmarsi in nome del rispetto e all’incremento della vita. A ben pensarci la vittima ha nelle religioni la sua collocazione più innaturale, perché le religioni dovrebbero offrire una zona franca da perversioni, una patria del bene.

Sacrificio, quindi, che non toglie ma dà vita. Sacrificio che, quindi, occorre prendere in accezione diversa e opposta a quella indicata dall’arcaico codice vittimale.

Dovremmo tenerlo molto presente anche e soprattutto in rapporto al "sacrificio della messa" nel quale è insidioso continuare a nutrirsi di "ostia", cioè di "vittima", cioè del Figlio ucciso per volontà del Padre, cioè continuando a far fare brutta figura al Padre voglioso di sangue e brutta figura anche al Figlio trascinato dal suo tragico destino; cioè esponendoci a perseguire imitazioni dannose ai singoli e alla collettività. Lo stesso J. Ratzinger - ma trenta anni fa (Concilium, 1967, 4, pp. 83-96) - faceva sua la convinzione di J. Bietz che il sacrificio di Gesù "non deve essere interpretato primariamente dal punto di vista della tecnica sacrificale ma come martirio a partire dalla donazione totale della persona".


"Non voglio sacrifici".


Lo gridavano i profeti ( Os 6, 6; Am 5, 22ss ; Is 1,10-16; Sal 40, 7-9; 50, 8-15). Forse i profeti di allora si sarebbero accontentati di sacrifici sinceri e di sacrifici di animali ( il WWF non era ancora sceso in campo!) invece che di umani: il capretto al posto di Isacco. Già molto rispetto ai loro contesti storico-culturali.


Oggi occorrono profeti che gridino la fine di qualsiasi vittima, di qualsiasi idea sacrificale. Senza porre riserve, senza concedere niente alla morte (e anche alla mortificazione!) anche di uno solo per il bene e la salvezza anche di molti.


La lettera integrale di Martino Morganti la trovi qui.


Martino Morganti, nato a Pistoia nel 1927, frate minore dal 1943, è laureato in diritto Canonico (Pontificio Ateneo Antoniano) e in Liturgia (Pontificio Ateneo S.Anselmo). Ha insegnato per circa quindici anni nello Studio Teologico Francescano di Fiesole e nel Seminario Maggiore di Firenze ed ha tenuto lezioni e corsi di liturgia in molti istituti e diocesi. Ha pubblicato alcuni volumi in proprio o con altri e collaborato a varie riviste. Dal 1969 al 1979 ha diretto Studi Francescani, diventata rivista di vita religiosa postconciliare. Nel 1969, insieme con alcuni confratelli, ha dato vita, a Livorno, ad una "piccola fraternità" inserita nelle condizioni di esistenza e di lavoro della gente, diventando operaio a tempo pieno. Dal 1971 vive l’esperienza delle CdB (Comunità livornese di p.za del Luogo Pio, ex via Mentana). È mancato l'11 settembre 1999.

giovedì 4 ottobre 2007


Il 14 ottobre darò il voto a lei e 5 € al PD (perdone, amigo)


Tatticamente. Per ridimensionare Veltroni, buon critico cinematografico, gentile, simpatico, molto signore.  Ha sostenuto la titolazione della stazione Termini a Carol Vojtila. L'ateo bigotto è cinico; non sbigottisce mai di fronte alle quotidiane pie banalità e sante trivialità vaticane. Il credente bigotto lo è un po' meno. E' capace di sbigottirsi, qualche volta, di fronte alle predette.  Certo, con beneficio d'inventario. Me la troverò contro sull'eutanasia, ma sarà più flessibile sul testamento biologico, sarà dura con le cellule staminali e tutta la biotecnologia.  In famiglia alle ultime elezioni ci siamo distribuiti tra Di Pietro e Diliberto. Continueremo a essere estravaganti, giudicando al momento e  caso per caso. Domani la vedrò in Palazzo Vecchio, salone dei 200, insieme al Vicesindaco Matulli, a D.Mazzi (quello rimosso da parroco dell'Isolotto, non il consulente RAI) e a Luciana (quella della Kimeta=stireria sartoria per donne rom). Ore 17. Viene presentato un testo scritto di parole pronunciate a Scandicci nel 1987 o giù di lì. Povera laicità. Se potete procurarvi il libro leggete l'intervento di Padre Balducci. Purtroppo oggi mala tempora currunt.

Come dicevan gli alpini scrivendo dal fronte in quel mattatoio del 15-18 (per eludere la censura): "Avanziamo vangando". Coraggio, amici. Resistere, resistere, resistere.


 Venerdì 5 ottobre 2007- ore 17.00 nel Salone de’ Dugento del Palazzo Vecchio


per la presentazione del libro


Laicità nella società, nello stato, nella ChiesaIntroduce Giuseppe Matulli vicesindaco del Comune di Firenze., Ministro della Famiglia, sul tema "Cogliere la sfida di una nuova laicità: il pluralismo etico, religioso, culturale".


edito dal Comune di Firenze e dall’Archivio storico della Comunità dell’Isolotto, a cura di Enzo Mazzi, Tina Savitteri, Stefano Toppi, prefazione di Giuseppe Matulli, contributi inediti di Ernesto Balducci, Giuseppe Barbaglio, Ciro Castaldo, Giulio Girardi, Pietro Ingrao, Hans Küng, Benedetta Liberio, Domenico Maselli, Enzo Mazzi, Lidia Menapace, Giorgio Spini, contributi di sei gruppi di studio delle comunità cristiane di base italiane.


  Intervengono:Rosy Bindi - Luciana Angeloni,


Lettura di alcuni brani a cura di Tina Savitteri.


sul tema: "Buone pratiche di laicità nell’esperienza di rapporti fra donne del territorio e donne rom del Poderaccio che ha prodotto il Laboratorio Kimeta, esperienza raccontata nel libro "Mani di donne".

Aggiornamento post-factum 



Video integrale dell'incontro in Palazzo Vecchio, suddiviso singoli per interventi.

mercoledì 11 luglio 2007

Esplicatio terminorum


cristiano ateo

ateo cristiano

agnostico

ateo

teista



Quando, parlando di Danilo, ho scritto che mi sento cristiano ateo o ateo cristiano, ho usato una approssimazione lessicale. Cristiano va bene; ateo è inesatto; la parola giusta sarebbe agnostico, uno che non sa, che non sceglie tra le diverse offerte filosofico-teologiche. Per esempio Spinoza non è ateo anche se non crede in un dio-persona; lui attribuisce alla Natura gli attributi che il teista concentra in un unico Essere dichiarato Supremo.  Il nostro cattolicesimo fa assomigliare l'Ente Supremo a un uomo, un uomo-famiglia, ma senza donna: padre, spirito-sperma, figlio. Manca la madre come sarebbe logico. Si è cercato di recuperare in corner con la madonna, ma senza riuscire a farle posto nella trinità, tutta maschile. Grande quanto vuoi la donna, ma non attinge alla divinità.

Dicendo che sono ateo intendo solo affermare che non credo nel dio delle religioni positive, cioè delle religioni ufficiali basate su una verità rivelata; la verità rivelata è contenuta in un libro; il libro è dichiarato sacro; una volta sacro è immutabile e intoccabile.

Il libro sacro ha un proprietario chiamato sacerdote; l'unico autorizzato a interpretarlo. L'interpretazione è fondamentale, perché il libro sacro è ambiguo come una sentenza di sibilla; può significare una cosa e il suo contrario. La Bibbia è esemplare: ci trovi tutto l'arco parlamentare e non solo. Volgarmente si dice che il vangelo è come la trippa, è elastico, si può tirare in tutte le direzioni. Oddio il vangelo un po' di meno, ma la bibbia sicuramente; con l'antico testamento puoi far fuori quasi tutto il nuovo; Cristo ne è stato la vittima più illustre. Lo stato di Israele in Palestina va avanti con l'antico, Bush e Vaticano si trovano benissimo in Iraq o in America Latina stando a cavallo di tutti e due. Blair a fine carriera, dopo essere stato da Bush a ripetere che sull'Iraq rifarebbe tutto da capo, si è rifugiato nelle braccia del Papa romano, più calde e comprensive di quelle del grande arciprete anglicano.

C'è un modo anche per modificare legalmente il libro sacro e piegarlo ai propri scopi: si comincia con la nota interpretativa avallata dal sommo sacerdote, l'unico autorizzato, l'infallibile; In certi casi la nota viene tolta dal fondo pagina e inserita nel testo col nome di dogma. E' una vera e propria interpolazione. E' come fare fesso iddio benedetto che ha scritto la prima stesura. Ora se c'è una cosa che fa a pugni con l'intelligenza umana è il dogma. Direi che tra le religioni positive, cioè basate su una verità rivelata e imposta per legge o consuetudine, quella che ha più dogmi è la più spuria e pericolosa. Come la droga tagliata male e distribuita in troppo grandi proporzioni. Il Vaticano in quanto a dogmi è certamente un primatista. Ultimamente per paura del riemergere continuo della figura di Cristo in tante frange della Cristianità sobillata dal Concilio indetto da papa GiovanniXXIII, è come impazzito e lo sta affogando in uno tsunami di santi e di beati, di madonne che piangono sangue anche maschile purché sia o versano lacrime comuni come tutti noi versiamo, ma a fiumi. In questo mare di santi, di sangue e di lacrime le folle istupidite e/o ingannate (o anche consapevoli perché no) si lasciano naufragare dolcemente come in una sequenza di piscine termali riservate agli iscritti al club.

A proposito di dogmi, merita una particolare menzione quello della Immacolata Concezione di Maria. E' arrivato a distanza di 18 secoli dall'era cristiana e non lascia scampo: tutti i bambini nascono sporchi e macchiati, avvolti nella placenta del peccato originale che si trasmette come una cellula cancerogena del nostro DNA umano. Questo significa la festa in vigore dall'8 dicembre 1854: esaltando l'eccezione di Maria si pone in evidenza la regola della nostra abiezione. Si nasce posseduti dallo spirito maligno. Il battesimo è l'esorcismo; meglio ricominciare a farlo in latino, che nessuno capisca niente.

In piazza dell'Isolotto, la mattina del 10 giugno scorso, si è fatta la festa dell'accoglienza a quattro neonati. Ci siamo riversati addosso un po' della loro innocenza.  E niente diavoli in vista.

martedì 10 aprile 2007

Radici cristiane d’Europa (7)


Vittorio mi manda due allegati sulla base del principio che "scire est meminisse", sapere equivale a ricordare.

D'altronde

... "non fa scienza

senza lo ritenere avere inteso".



1° allegato

 Toscana

C’è stato un tempo in cui questa terra era “governata” da persone di qualità (Pompeo Neri, Giulio Rucellai, Stefano Bartolini da Pontremoli) ispirate dagli illuministi Beccaria, Tanucci, Ximenes ecc.

In quel tempo furono prese le seguenti decisioni ed iniziative:

-         1751 “costituzione sulle manomorte”

-         1769 Prammatica sulle manomorte. E’ l’atto definitivo con cui si proibì l’accrescimento delle proprietà dei soggetti ed enti religiosi e si affrancarono i fondi posseduti dal clero e si deferì ai tribunali civili la cognizione delle alienazioni e si stabilì il principio che “i parroci ricavassero il loro onesto mantenimento dall’altare e dal popolo che servivano. Nel 1772 in Toscana vi erano 321 conventi di frati:

-         n. 10 di Gesuiti

-         n. 16 di Domenicani

-         n. 11 di Camaldolesi

-         n. 34 di Cappuccini

-         n. 16 di riformati

-         n. 38 di conventuali

-         n. 39 di minori

-         n.   4 di Certosini,

-         n.   6 di scolopi

-         n. 19 di Vallombrosani

-         n. 11 di Olivetani

-         n. 49 di Agostiniani,

-         n. 3 di Agostiniani scalzi

-         n. 16 di Serviti

-         n. 5 di minimi

-         n.  9 di carmelitani

-         n . 7 di Carmelitani di Mantova

-         n.  5 di Carmelitani scalzi

-         n . 3 di Cassinensi

-         n.  2 di Teatini

-         n . 2 di Canonici lateranensi

-         n.  1 di Filippini

-         n.  1 di Celestini

-         n.  2 di San Giovanni di Dio,

-         n . 1 di Ministri degli infermi, 1 di Missionari

-         n.  1 di Canonici di S.Antonio

-         n.  4 di Barnabiti

-         n. 1 della Pace

 

per un totale di 6029 ecclesiatici (sacerdoti 3423, conversi 1651, servi laici 946) La popolazione di Firenze, al censimento del 1766 risultava essere di 78.635 esseri umani. Le rendite di cui godevano i suddetti conventi ammontava a 373.478 scudi che corrispondevano (al 3%) ad un patrimonio minimo di 12.500.000 scudi (uno scudo era cinque lire del tempo)

 

1773 – soppressione dei Gesuiti in Toscana (la decisione fu presa dopo che papa Ganganli – Clemente XIV – si era piegato alle richieste che in tal senso erano arrivate da tutta l’Europa)

 

1775 abolite le servitù rurali (pascolo, macchiatici, legnatico)

 

1776 proibizione delle questue e degli eremiti

 

1777 soppressione delle antiche magistrature (esempio la giurisdizione criminale era privatamente esercitata da: Camera Granducale, Camera delle comunità, Camera di commercio, Magistrati della sanità, Uffizio dei pupilli, tribunale dei conservatori delle leggi e del protocollo, Archivio, Monte comune, Monte di Pietà, Spedale degli innocenti, Opera di S.Maria del Fiore, Bigallo, Congregazione di S.Giovanni Battista ecc,) e fu affidata ad un Supremo Tribunale di Giustizia.

1778/1779 Istituzione dei “campisanti” e costruzione del Camposanto generale a Trespiano.

                  Controllo sul numero dei sacerdoti (non siano in numero troppo eccedente al sevizio spirituale del popolo)

 

Nel 1732 il senatore Filippo Buonarrori espresse il seguente parere “Non conviene entrar mai in trattato con la Corte di Roma, e non prestar mai l’orecchio a farlo per via di concordati , perché come saviamente si rileva dal Giannone, è stato SEMPRE questo il solito colpo di riserva, che quella sceltissima corte ha messo in uso, e che mai non le ha fallito quando si è veduta in circostanze di dover piegare, usando ciò per strattagemma onde acquistare tempo, senza frattanto nulla recedere dalle sue pretese, poiché in nessun concordato havvi dichiarazione che implichi di recedere alcuna cosa o preteso diritto e privilegio di fronte alla potestà laica”

 

Imposizione ai Vescovi del giuramento di fedeltà al Granduca.

 

1782 Abolizione dell’Inquisizione in Toscana.

 

1786/7 Abolizione della tortura e della pena di morte (furono pubblicamente bruciati la forca e gli strumenti di tortura). Fu inoltre stabilito, ma pian piano la cosa fu disattesa, che ogni accusa doveva essere firmata dall’autore e che delle accuse anonime non si doveva tener conto, e che gli accusati innocenti dovevano essere risarciti.

1788 Abolizione del tribunale della Nunziatura che era strumento dell’esercizio della giurisdizione da parte di Roma.

 

Sotto Pietro Leopoldo fuono portate molto avanti le opere di bonifica della Maremma, della Valdichiana, del Padule di Fucecchio, furono liberalizzati i commerci, fu abolito l’appalto della riscossione delle tasse, fu istituito il primo manicomio (nell’Ospedale di Bonifazio) con i regolamenti scritti dal Chiarugi (1789) i malati di mente cessarono di essere trattati da delinquenti o indemoniati, furono aperte le strade dell’Abetone (costo 2.612.895 lire) di Serravalle (costo 1.000.882) ed altre per ulteriori 2.000.000 di lire.

 

  

2° Allegato

 

Visto che il “capo” reintroduce il latino, ricominciamo a praticarlo.

 

Da C.Carenae “Tractatus de Officio Sanctissimae Inquisitionis – Lugduni, MDCLXIX.

 (Lugdunum sta per Lione o Leyda 1669 nota di Barb.).

Pag. 9 .. Ex hac spirituali et temporali protestate Summi Pontificis manat quod ipse potest annullare omnes leges a Principibus laicis conditas favore haeresis eosdem punire utroque gladio..

Pag. 40 .. Inquisitore posse habere familiam armatam

Pag. 42 .. custos carceris possit frangere panem  et pullos (!) portatos carceratis ut videat an contineant limas vel alia ferramenta abscondita…

Pag. 43 … animadvertant autem custodes carcerum huiusce tribunalis ne ullo modo inhoneste fecerant cum mulieribus carceratis..

Pag. 47 .. Haeresis est error intellectus voluntarius contra aliquam fidei veritatem cum pertinacia assertus ab eo qui fidem receipt..

Pag. 55 .. quod Haeretici torquantur pro ulteriori veritate etc clarissimum est et ab omnibus pro indubitato praesupponitur.

Pag. 135 ..blasphemi quoque dari torturam clarissimum est sive pro veritate habenda, sive etiam super intenzione.

 

 Pag. 151. Editto Generale del S.Ufficio di Cremona del 26.10.1639 (pubblicato sempre nel libro sopra indicato)

.. Comandiamo a tutti e ciascuna persona di rivelare e notificare, entro dodici giorni, chi siano eretici o sospetti o defamati di eresia o credenti fautori e ricettatori o difensori loro e abbiano aderito o aderiscono a riti dei Giudei o Maomettani o dei Saracini o de’ Gentili o abiano apostato dalla S.Fede Christianissima…. Che abiano tenuto o tengano libri, o scritti che contenghino eresie o libri di Heretici che trattino di religione… che nessun corriero o barcarolo, mulattiere o altro ardisca di portare libri dentro o fuori della città o altri luoghi a noi sottoposti (etiam per pasaggio) se non haveranno la lista dei libri sottoscritta dall’Inquisitore o altri a chi spetta de’ luoghi onde saranno partiti o per dove saranno passati, sotto pena per anco della perdita delli libri e altre a noi arbitrarie…sotto l’istesse pene comandiamo che niuno, sia chi si voglia, riceva libri né apra casse, balle o fagotti dove siano libri… che niuno mercante ardisca ricevere libri o ardisca metterli fuori,…e quel che si dice del portar o ricevere libri si intende anco dell’historiette, figure, lunari e altre simili carte. E tutte le suddette cose comandiamo anche agli Hebrei sotto pena di scudi 50…., comandiamo a tutti i librai della nostra giurisdizione sotto l’istessa pena di scomunica che non ardiscano di vendere libri comprati dagli ebrei.

 Pag. 218: De Iudaeis: in toto orbe terrarum non reperitur gens iniquior, infamior et abominabilior quam gens Iudeorum. 


 Nota di Barbabianca:

Caro Vittorio, sicuramente saprai che l'ultima vittima del Tribunale dell'Inquisizione toscana è un mio compaesano casentinese: Tommaso Crudeli di Poppi. 


Il 9 maggio 1739 fu arrestato a Firenze e rinchiuso nelle carceri della Santa Inquisizione in S. Croce. Dopo 16 mesi trascorsi in condizioni durissime, nel vano tentativo di estorcergli i nomi di altri affiliati, nonostante la totale ritrattazione delle accuse da parte dei pentiti, loro estorte dall'Inquisitore, nell'agosto del '40 fu condannato per eresia e confinato nella propria casa a Poppi; Il 27 marzo del 1745 si spense a Poppi .

La condanna per eresia non ebbe termine: la sua opera letteraria fu posta all'Indice e i suoi fratelli dovettero misconoscere ogni opera del congiunto.

Il suo martirio non fu inutile: già nel 1743 il Granducato della Toscana fece chiudere provvisoriamente il Tribunale del Sant''Uffizio e definitivamente nel 1782 persino con l'abbattimento materiale dell'edificio (ingresso nel chiostro di Santa Croce a Firenze).

Ne ho parlatoin questo post del 2005.

 Grazie ancora.

Precisazioni di Vittorio su Tommaso Crudeli:

Quanto al Crudeli, sul libro della Maria Augusta Morelli Timpanaro (1) a lui dedicato si legge che dopo essere passato dalle carceri dell’Inquisizione ad una stanza  nel Forte di Belvedere, finalmente ottenne la “libertà” e fu confinato in Casentino. Essendosi però ammalato di polmoni per i maltrattamenti subiti dall’Inquisizione (era stato tenuto in una cantina, cioè un luogo sotterraneo) chiese di potere andare a cercare di curarsi in una zona di mare e cioè nel pisano. Ci furono varie lettere fra gli uffici del Granduca, l’inquisitore Fiorentino e la Inquisizione Romana, alla fine fu disposto che Crudeli poteva lasciare il Casentino, troppo freddo d’inverno, ed avvicinarsi al mare, ma non oltre Pontedera (immagina il clima di Pontedera in inverno, vicino al padule di Bientina) e questo perché essendoci a Pisa una Università era un luogo molto mal visto perché ospitava persone che avevano  una cultura non proprio gesuitica ed  erano propense a manifestare indipendenza di giudizio, persone quindi molto pericolose e con le quali era meglio che il Crudeli non avesse occasioni di contatto, per la salvezza della sua anima.



(1) Morelli Timpanaro,A.M. Tommaso Crudeli. Poppi 1702-1745. Contributo per uno studio sulla Inquisizione a Firenze nella prima metà secolo XVIII. Firenze, Olschki 2003, 2 voll. cm.17x24, pp.VI,938, 20 tavv.bn.ft. br. Coll.Cultura e Memoria,vol.26.   Euro 73.95