mercoledì 24 settembre 2014
Il lato A della vita
mercoledì 17 ottobre 2012
Il Collegio dei Salesiani
Strada in Casentino. Cronaca di una emozione comunicata e vissuta insieme agli altri.
Sono in prima fila, primo da sinistra.
Il cielo sopra Firenze
venerdì 15 luglio 2011
Chen
Chen
Ho appena finito di leggere "Storia della mia gente". Ho ancora fresca l'emozione del capitolo "Subito" (p.102) che descrive la perquisizione al "capannone lercio" occupato dai cinesi. Le trovo le pagine più alte e commoventi del libro di Edoardo Nesi.
"E finalmente ti accorgi che negli sguardi, nelle espressioni del volto, nelle parole e negli atti degli uomini e delle donne della polizia, dei vigili del fuoco, della polizia municipale, della guardia di finanza, dell'ASL che sono entati con te nel capannone non c'è rabbia, non c'è disprezzo, non c'è freddezza. Non c'è nemmeno il distacco che l'abitudine a questi spettacoli ti forzerebbe ad assumere. Ti pare invece che lavorino accompagnati dalla consapevolezza d'essere l'ultimo anello della catena di un sistema di valori del quale è giusto avere rispetto e che finisce nel concretarsi in uno dei pochi principi che ancora oggi ci trova tutti d'accordo e pertanto ci definisce "noi occidentali": la condivisione della profonda giustizia che sta alla base delle idee che hanno contribuito a formare la nostra legislazione del lavoro, quel vecchio arnese consunto e splendente che nacque proprio in reazione al mostruoso sfruttamento delle persone che ho davanti agli occhi, e che ha ormai quasi 200 anni e, pur lungi dall'essere perfetto, da duecento anni si sposta lentamente ma inesorabilmente nella direzione di garantire maggiori diritti a chi lavora, e stabilisce che un diritto negato è un diritto, anche se nessuno protesta. E va difeso. Sempre..
Ti chiedi infine se, alla fine, non sia proprio questo il regalo che l'Occidente del XX secolo consegna al mondo, l'estrema sintesi di tutto ciò che è riuscito a costruire, e ti volti verso il muro perché non ti vedano mentre ti commuovi e preghi che la nostra gente vorrà continuare a essere sempre all'altezza del tesoro di valori e di futuro che si incarna nella Costituzione, e non smetta mai di sforzarzi di capire questa realtà dura come il diamante e semplice come il pane, di comprendere e di tollerare, sempre. Perché non c'è alternativa. L'aternativa è l'incubo. "(pp.112-113).
Questo pezzo mi ha fatto l'effetto della maddalena di Proust richiamandomi improvvisamente alla memoria Chen, quarta istituto tecnico per ragionieri e programmatori, ITC Einstein, a cavallo degli anni 80-90; la prima della classe, ritirata dalla scuola che io dirigevo, al momento di iscriversi alla quinta e ottenere quindi il diploma di Maturità. Cercai notizie presso i centri sociali dell'Isolotto e di Campi Bisenzio, non riuscii mai a contattare i genitori. Ho sempre sospettato che fosse un ritiro obbligato alla famiglia da qualche mafia interna alla sua comunità. Un diploma di maturità pone ostacoli all'organizzazione del lavoro come descritta da Edoardo Nesi "negli anfratti di un vecchio capannone lercio, fatiscente, coi muri dall'intonaco bigio, il pavimento di linoleum graffiato e scrostato e rattoppato, l'aria viziata di fiato e di fumo. Un capannone diviso in due da paratie di cartongesso sudicie e mezzo sfondate, illuminato a giorno da tubi al neon che oscillano penzoloni, attaccati alla bell'e meglio a fili neri grandi come dita che si uniscono in fasci grossi come pitoni e corrono lungo impalcature di plastica che sovrastano sghembe file di cucitrici nuove di zecca eppure già sporche e assediate da scatoloni mezzi aperti, ritagli di tessuto di tutti i colori, portacenere pieni di mozziconi, lattine di Red Bull spremute di rabbia e bottiglie d'acqua bevute a metà." (p.102). Leggiti il resto direttamente sul libro. Naturalmente spero di sbagliarmi. E se qualche raro navigante del fu ITC Einstein di Firenze sud-ovest, insegnante o compagno di classe di Chen, può darmi notizie utili sia lodata internet. Chissà che non si faccia viva Chen dal suo computer…a smentire il mio sospetto. Ciao, Chen.
giovedì 11 febbraio 2010
L'abbuffata
Che scherziamo? Quella sì la vera puttana. (come vedi cerco di mettere il lessico al passo con l'attuale maggioranza parlamentare).
Contro le centrali firma qui.
2 - Mi sono svagato un po' con Tolleranza Zoro sulla vittoria alle primarie pugliesi di Vendola. Qui e qui.
3 - Sto lavorando al montaggio video con Première, (programma di montaggio per Windows): il mio attuale divertimento.
martedì 9 febbraio 2010
L'Italia eco-solidale
Guida all'alternativa in 10 città
L'Italia eco-solidale: guida all'alternativa in 10 città. Altreconomia ed. €13,50. Da comprare. Paola l'ha trovato, insieme alla bandiera della pace - al caffè-libreria 11_cité, Bgo S.Frediano 20r. I datteri palestinesi eco-solidali al 31_Villaggio dei popoli, via dei Pilastri 47. Il tutto alle pp.62-91 della Guida. Grazie, Paola.
Le 10 città della guida: Torino, Milano, Vicenza, Trento, Trieste. Genova, Firenze, Roma, Napoli, Paalermo.
Ripeto:da comprare.
Nota: a Firenze sono dedicate le pp.81-91, a cura da Cecilia Stefani. Ma io l'ho già incontrata! Qui:
PS.
Esser pieno di speranza in tempi cattivi non è poi così follemente romantico. Si basa sul fatto che la storia umana è una storia non solo di crudeltà, ma anche di passione comune, sacrificio, coraggio, gentilezza. Quello che noi scegliamo di esaltare in questa storia così complicata determinerà le nostre vite. Se noi vediamo solo il peggio, questo distrugge la nostra capacità di fare qualcosa. Se noi ricordiamo quei tempi e luoghi - e ce ne sono tanti - dove la gente si è comportata magnificamente, questo ci dà l'energia per agire, e almeno la possibilità di mandare questa trottola del mondo in una direzione differente. E se noi agiamo, per quanto in piccolo, noi non abbiamo da attendere qualche grande utopia futura. Il futuro è una infinita successione di presenti, e vivere ora come noi pensiamo che gli esseri umani dovrebbero vivere, a dispetto di tutto quello che c'è di male intorno a noi, è in se stesso una meravigliosa vittoria.
Howard Zinn
lunedì 18 gennaio 2010
Ancora crocifisso? No!
Avviso tutti gli amici che mi hanno sostenuto nella battaglia per la rimozione dei crocifissi dalle aule dei tribunali italiani che il prossimo 22 gennaio 2010, alle ore 9,30, sarà celebrato, dinanzi al Consiglio Superiore della Magistratura, Piazza Indipendenza n. 4, ROMA.
...
E' gradita la massima diffusione di questa notizia.
Buon Sol Invictus a tutti.
Luigi Tosti
Sono con lui. Se sei a Roma vai a sostenerlo con la tua presenza!
Dietro allo scontro sul crocifisso nelle scuole, un tema che anche a molti laici sembra banale e insignificante, c’è in realta’ l’eco di una battaglia vecchia di secoli, di millenni, una battaglia delle e sulle idee che reggono il mondo e la civiltà umana. Quella battaglia ha visto guerre sanguinarie, rivoluzioni, riforme e ha avuto esiti differenti in differenti aree geografiche, anche all’interno della piccola Europa. C’e’ chi ha abbracciato la Ragione e chi è rimasto schiacciato dal Dogma, chi ha sviluppato la democrazia e i diritti e chi è rimasto vittima della violenza del fondamentalismo, chi ha costruito una societa’ aperta e chi è rimasto prigioniero dei feudi e delle corporazioni. Gabriele Zamparini
D'accordo con Zamparini.
Quel che segue lo dico io (già detto qui):
Stacchiamolo, il nostro amico e compagno Cristo, una volta per sempre dalla croce. E noi con lui.L'immagine giusta è questa:
domenica 3 gennaio 2010
Il mio credo sulla vita e la morte
Alla Federazione mondiale per il diritto di morire con dignità (WFRTDS)
Ho vissuto la vita secondo il mio credo.
Il mio morire sarà lo stesso. Io deciderò quando, dove, e come morirò. Nessuno, non il governo, non i medici, e certamente non la gerarchia cattolica romana mi condizionerà o prenderà decisioni per me.
La libertà è il potere di agire o parlare o pensare senza imposizioni esterne. La libertà negli Stati Uniti dell'America è il nostro diritto di nascita. La libertà non è un regalo. La libertà è un diritto che è stato conquistato con la morte di milioni di persone in tante guerre.
Io sostengo il diritto alla autodeterminazione della persona senza coercizioni, il diritto di fare scelte ed essere responsabile per le scelte fatte.
Grazie per il lavoro meraviglioso che state facendo per tenere informate le persone.
Neta Kolasa, Boca Raton, Florida
(dalla newsletter di Libera Uscita)
Aggiornamento del 4 gennaio: (email di Libera Uscita)
La massima parte degli umani hanno paura e spesso terrore della Morte. Anche il semplice evocare il Suo nome genera sconforto e reazioni incomprensibili. Per combattere questa sindrome bisognerebbe parlarne tranquillamente senza alcuna apprensione avendo presente che è un evento naturale.
Giova ricordare che la Morte è già vicina a noi dall'istante della nascita. Questo aspetto è importante per averne il massimo rispetto, sforzandoci di non sfidarla.
Forse negli umani, nonostante tutte le architetture e disegni sull'aldilà, con premi o pene che ci attenderebbero, rimane comunque lo sgomento e spavento della partenza.
Io sono un grande amante degli animali e dei cani in particolare. Recentemente due maschi, uno con un tumore al polmone e l'altro ai reni, sono morti. Ambedue hanno vissuto il decorso della loro realtà di ammalati quasi in una muta coscienza che il loro destino era segnato. Solo il giorno delle loro rispettive morti hanno dato un segno tangibile e consapevole che la loro sorte era vicina. Li ho visti cercare un posto protetto e riservato per attendere la loro Morte. Tentavano, cosi, senza apparenti e particolari segni di turbamento, unicamente quell’intimità e riserbo necessari ad un convegno cosi importante e decisivo.
Vorrei essere anch’io nelle condizioni di seguire e dare dignità ai miei ultimi giorni. Qualora mi fosse diagnosticata una patologia insanabile rifiuterei di ricorrere ad inutili cure ed una lotta impari conto un evento ineluttabile. Auspicherei di non essere di peso, condizionare e rattristare i miei cari.
Se ciò non sarà realizzabile aspiro, io stesso, a decidere i tempi ed andare al convegno con la Morte rendendo l’appuntamento ed abbraccio più spedito e sereno.
Molti ritengono questo proposito da codardi e vigliacchi. Io, personalmente, lo considero un atto di grande consapevolezza e coraggio.
Luigi Maria Biondi
giovedì 31 dicembre 2009
Non auguri ma impegno per un 2010 migliore del 2009
Queste parole di Debra riguardanti i suoi Stati Uniti, valgono pari pari per la nostra Italia, ridotta a satrapia dell'Impero. Questa satrapia non sarà sconfitta da quei nostri leaders " che ci dicono di cercare un comune terreno con fascisti, religiosi fanatici e Impero" (traduci: fascisti, Vaticano, Mafia, USA, l'attuale Israele).
Vale comunque sempre il logo del blog: don't curse the darkness, light a candle. Non bestemmiare le tenebre, accendi una candela. Ma è dura difenderla dal vento e dalla pioggia di questo clima impazzito.
martedì 22 dicembre 2009
Dimissioni subito
l blog tace:tutto bene? Mi scrive Ornella.
DRITTO
Tutto bene, Ornella. Siam tornati ora dalla Val Zoldana (Simone e me), -15 °, cielo terso, neve splendida, piste libere (V. Facebook). Michele e Giovanna sono in Russia, secondo viaggio per l'adozione di un bambino abbandonato di poco più di un anno. Paola sta ultimando la stesura del suo libro-documentario sulle donne rom, a giorni apriranno la tranvia che passa sotto casa e sarà uno scherzo arrivare alla stazione qui da Piazza Batoni.
ROVESCIO
Tutto male: 1 - poco fa ho avuto un colloquio con un brav'uomo che s'è presentato alla porta per conto dell'ENEL, cartellino di riconoscimento sul petto, ha verificato che a suo tempo abbiamo fatto la scelta giusta nello scegliere la tariffe differenziate notte-giorno, che pochi hanno fatto nei quartieri popolari, ha presentato una promozione di riduzione sulla tariffa notturna di 0,00..di cui non vedevo l'urgenza e la ragione di tanto scomodo da parte sua, poi al momento di riempire il modulo è saltato fuori che l'ENEL mi propone di sostituire l'ENI nella distribuzione e fatturazione del GAS - non della luce! Ho preso tempo e non ho sottoscritto.
2 - Ieri pomeriggio si è presentato alla porta un ragazzino compito e ben vestito, due occhi azzurri che contrastavano il suo cognome Napoletano, mi ha incantato con la presentazione di due agenzie librarie fiorentine che ti guidano nell'acquisto dei libri e pubblicazioni, l'ho fatto accomodare nella speranza di rendergli un servizio ripagabile dall'Agenzia che lo inviava di casa in casa..Al momento di strigere avrei dovuto sottoscrivere un impegnativa all'acquisto di un saggio di cucina del prezzo di € 23: mi sarebbe arrivato per posta contrassegno se non lo ritiravo entro pochi giorni in una delle due agenzie librarie presenti in Firenze...Ha dovuto stracciare il modulo che gli avrebbe fruttato una gratifica natalizia suppletiva. Quando la più bella soddisfazione è s t a r e nelle librerie, bracare, toccare, dire fare baciare.
3 - Tutti i giorni, quando sei seduto a tavola, squilla il telefono ...omaggio per i clienti, offerta Wind, Tele2, Infostrada, prodotti surgelati. Presto partirà lo sbranamento per la distribuzione dell'acqua privatizzata da questi analfabeti che hanno preso il comando al servizio delle Multinazionali...
4 - In montagna un bellissimo albergo a tre stelle, spazioso, arredato con cura maniacale di ottimo gusto, orgoglio della signora, conduzione familiare, efficenti, servizievoli: sul tavolo del soggiorno LIBERO, faccia del Berluska insanguinata, articoli di rabbia e commozione da tregenda. Unico giornale, sicuramente imposto in omaggio.
5 - La notte sogno il Sud: ospedali non finiti, depuratori nuovi lasciati a mezzo dopo aver distrutto i vecchi malandati ma funzionanti. Come le centomila case senza tetto, lasciate con le armature in ferro in attesa del cemento che non arriverà. I soldi dell'Europa che servirebbero al monitoraggio delle scuole ospedali case a rischio sismico che sarebbero distribuiti a mille comuni buttati TUTTI sul Ponte della Mafia per una abbuffata storica programmata dal sottosegretario all'economia sottratto all'arresto da questo Parlamento truffaldino, eletto con Legge truffa, dove il 30% di italiani frutta il 70% dei deputati.
6 - E poi la seconda abbuffata senza fine di 6 centrali nucleari che MAI entreranno in funzione sottraendo i fondi ai pannelli solari ai mulini a vento alla ricerca alla sanità,
7 - 1000 nuovi bersaglieri-carabinieri aramati pagati corredati con armi che non ripudiano la guerra d'attacco in Aghanistan di qui a pochi giorni, mentre Giuseppe, incarico di ricercatore sulla "soluzione pacifica dei conflitti" qui a Firenze da 5 anni, ha perso l'incarico e fa il pendolare Firenze-Inghilterra con non so quale contratto annuale con quale Università per quale disciplina (Una giovane moglie con bambina di due-tre anni adottata ad Hanoi).
8 - D'Alema e Violante d'accordo per una Legge impossibile per far terminare a Berlusconi il completamento del progetto P2, Bersani e Rosi Bindi che evocano, insieme al Presidente Napolitano, la strategia delle riforme da fare insieme (a lui!).
FINALE
Mi sembra di essere Romain Rolland che prevedeva e profetizzava a voce alta la catastrofe d'Europa alla vigilia della grande merdata che passa sotto il nome di prima guerra mondiale. I popoli europei che si sono fatti ingannare-inculare per due volte nel giro di una generazione per far sì che il mio zio Santi Baracchi, capofamiglia di mezzadri contadini casentinesi, finisse prigioniero a Caporetto nel 1917, rimpatriato subito con una scambio di crocerosse per la pleura e polmoni pressoché marciti, (si salvò dalla fame mangiando mele dell'attuale Alto Adige, allora tutto Tirolo austriaco) e finisse nel luglio del 44 sotto le rovina della sua casa colonica, fatta saltare dai tedeschi per far terra bruciata sulla Linea Gotica; salvo ancora una volta tra un buratto di legno massello e una trave che gli fece da cappello di protezione. Ninna nanna di Trilussa per il popolo coglione risparmiato dal cannone.
Ma io, per fortuna tua, non sono Romain Rolland. Non compro giornali, non vedo i 7 canali (solo RAI News 24) per evitare la depressione. Mi sento una merda. forse lo sono. Continuerò a cambiar mutande ogni due giorni, in attesa del pannolone. Perché, cari amici, siamo tutti nella m.
E Bersani e Rosi Bindi continuano a non chiedere le sue dimissioni.
Ecco perché, cara Ornella, il blog stava tacendo.
Ora riprenderò la parte dello snob garantito da due pensioni, una moglie paziente e buona cuciniera, due figli che non chiedono supplenze economiche, casa in proprietà. Senza pensare al debito pubblico su cui Tremorti fa sopravvivere noi della terza età e sotto cui cadranno i nipoti. Al diavolo anche loro.
E lo zio Santi non sarà lì a sopravvivere la terza volta. Riposa in pace nel cimiterino di Avena (Poppi) insieme a tutta la mia gente campagnola. Caro Santi, il mio pensiero è per te: ti ricordi quando il prof.Bruno Migliorini imparava da te i termini del linguaggio italiano per il suo dizionario? Ti sia la terra lieve (in vita ti è stata pesantuccia). ciao.
Per non finire più pessimista di Leo:
1 - Su, mortali, destatevi. Il dì rinasce: torna la verità in sulla terra e partonsene le immagini vane. Sorgete; ripigliatevi la soma della vita; riducetevi dal mondo falso nel vero. (Il cantico del Gallo silvestre – Leopardi, operette morali)
lunedì 9 novembre 2009
Crocifisso sì crocifisso no (II)
Perché è importante che Cristo non sia Dio
Io sono laico. Ateo e bestemmiatore, come da sentenza.
Che c’entro io col Concordato?
Ma ora eccomi qua:
Io da quei chiodi mi sono staccato
Esseni di tutto il mondo, unitevi.
(da Barbabianca)
Citazioni
1 - Su, mortali, destatevi. Il dì rinasce: torna la verità in sulla terra e partonsene le immagini vane. Sorgete; ripigliatevi la soma della vita; riducetevi dal mondo falso nel vero. (Il cantico del Gallo silvestre – Leopardi, operette morali)
2 -… Nonostante questa chiarezza evangelica, (Cristo intendeva abolire la casta sacerdotale intermediaria tra noi e Dio NDR) in epoche successive altri sapienti, potenti e ricchi hanno scoperto che c’era ancora posto per la lorostrumentalizzazione e mediazione di Dio. Si sono fatti mediatori esclusivi fra gli uomini e Cristo! Così essi hanno trovato il modo di tornare all’antico gioco, all’antico circolo vizioso. Accaparrando Cristo sono riusciti di nuovo adaccaparrare Dio e a dominare le coscienze. (Incontro a Gesù,Comunità dell’Isolotto, LEF ed.p.11 Firenze 1968)
Ecco perché insisto nell’affermare che il grande tradimento del messaggio dei vangeli è stato reso possibile dalla divinizzazione di Gesù Cristo. Questo fatto ha permesso ad Anna e Caifa di resuscitare, riprendere il controllo del tempio, senza bisogno di rinnovare il guardaroba o la carta intestata "Summus Pontifex"! E sono andati anche oltre.
Mi spiego: se io, per esempio mi dichiaro e faccio riconoscere come vicario di Cristo, automaticamente sono vicario di Dio, a tutti gli effetti. Sono dio. Sono infallibile. So tutto. Lucifero volle fare lo stesso, ma gli andò male. Non può esistere un angelo-dio. Mentre un uomo-dio sì. Ed io sono il suo rappresentante: “eccomi qua, papa Vojtila che proclamo a 1 miliardo di indiani, nel mio viaggio a New Delhi: solo Cristo può “salvarci”.
Qui all’Isolotto da dove scrivo, molto tempo fa si riunirono in chiesa gli operai licenziati della Galileo, grande fabbrica di ottica (e ora di armi di puntamento); una prima assoluta. All'Isolotto c’era un parroco che poi fu estromesso, a Firenze c’era un cardinale che poi fu sostituito. A tutt' oggi, se tu entri in chiesa, silentium: c’è il Santissimo! Che non vuol sentir parlare. Si chiama Gesù sacramentato.
Di ritorno dal viaggio recente in Iran, dopo aver visto, l’anno scorso, Siria e Giordania, trovo naturale il confronto tra chiesa e moschea: la nostra è la casa del prete, la loro è un luogo d’incontro del popolo. Ti levi le scarpe, ti veli se donna, ma puoi sederti in gruppo, parlare, anche dormire. E pure pregare e concentrarti. Lì non c’è il Santissimo. Nella grande moschea omayade di Damasco c'è un tabernacolo, una grande urna di vetro e cristallo dedicata a S.Giovanni Battista. Ad Amman in Giordania la grande moschea cittadina ha di fronte, dall'altra parte della strada una grandissima chiesa cristiana. Per loro Gesù Cristo è un grande profeta, noi troviamo Maometto in Malebolge spaccato in due dalla testa all’ano, in mano a diavoli “assatanati”naturalmente (Inferno, XXVIII, 22-33). In Iran le donne sono velate, le ragazze vestite da suore, d’accordo. Fa impressione. Non fa impressione che la chiesa cattolica dichiari le donne “essenzialmente” diverse dagli uomini per quanto riguarda la possibilità di essere intermediarie tra Cristo e noi. Chador integrale dell’anima. Per carità, manteniamocele, fuori dal sacerdozio: sarà più facile abolire la casta rappresentata da soli maschi. In gran parte nevrotici, con la storia incredibile del celibato obbligatorio vita natural durante, senza possibilità di ripensamento, salvo l’esclusione a divinis. Tutto questo perché non deve nascere all’interno della casta sacerdotale un diritto, che so, ereditario, una pretesa di qualcosa, una concorrenza, diritti di successione, democrazia interna. Come le ragazze senza dote e i cadetti senza diritto di eredità dei tempi andati. I carabinieri non potevano sposarsi fino a 30 anni, ora non so. Tu prete puoi avere figli, ma non legittimati, meglio se neppure dichiarati, possibilmente tenuti nascosti. Ad evitare lo scandalo. Tanti del prete del frate della monaca del monaco in Italia, figl di coppie di fatto non riconosciute. I pedofili in compenso non fanno figli. Come avrebbe fatto un Ruini a spodestare da un giorno all’altro, senza colpo ferire, tutti i parroci d’Italia del diritto di proprietà o quantomeno di usufrutto dei beni parrocchiali estesi su tutto il territorio se dietro ogni parroco ci fosse stata una famiglia? D.Alessandro Santoro può essere trasferito dalle Piagge a Romena in poche ore. Come il carabiniere giovane e scapolo.
In questo modo Il Vaticano è potuto diventare un buco nero estragalattico che attrae a sé tutti i beni materiali e immateriali, l’intero 8x1000 dell’Italia e delle nazioni cattoliche e può far sparire tutto in quella macchina infernale che si chiama IOR, istituto opere di religione, direttore Marcinkus. Al tempo dei Calvi e dei Sindona. Quando papa Luciani – santo subito nel senso in paradiso dopo 20 giorni – fu trovato morto a letto mentre teneva in mano i tabulati dello IOR mascherati sotto la copertina dell'Imitazione di Cristo. Lasciò il posto a papa Vojtila. Opus dei. Pinochet. Grande attore, anche nella parte del santo.
Per concludere: immaginare un essere dio-uomo o uomo-dio è un po’ come pretendere che questo ammasso di universi infiniti sia opera di uno di noi e che la terra sia il centro dell’Universo, non un pulviscolo dentro una galassia di milioni di stelle che sta dentro un ammasso di mi-li-ar-di di galassie che pare siano solo una parte di un tutto senza confini di spazio e tempo.
E’ difficile pensare a un paradiso immobile in un mondo fatto di stelle infinite che nascono crescono ingrossano fino a scoppiare in un continuo replay da caleidoscopio. Altro che stare per l’eternità a contemplare dio motore immobile, io immobile guardone. E’ dura. Ma come faccio a dirlo a nonna sorella amici e parenti contadini e anche a Trapattoni…
Meglio oprando obliar senza indagarlo
questo enorme mister de l'Universo.
In effetti l’assunto del post è diretto al Cristo crocifisso di scuole caserme tribunali ospedali chiese e sacrestie, obitori e cimiteri, non ad altro (così almeno credevo all'inizio...)Il simbolo simbolo niceno-costantinopolitano recita: credo in Gesù Cristo suo "unico" figliolo, nostro Signore.
E noi che credevamo di essere, come lui, "tutti" figli di dio, siamo invece dei bastardi nati peccatori da madri costrette a purificarsi dopo la nostra nascita. Correzione: credo in G.C. suo figliolo e nostro fratello. Chi va in chiesa lo suggerisca al parroco. In Curia passerebbe inosservato. Salvo...i guardiani dell'ortodossia, Opus Dei, Cl, pdl pdmnoelle (v. la dichiarazione del rappresentante fiorentino di Rifondazione sul caso Piagge-Santoro).
Stacchiamolo, il nostro amico e compagno Cristo, una volta per sempre dalla croce. E noi con lui.L'immagine giusta è lla seconda qui sopra, caro ministro della difesa (delle guerre perse).
Ritorno al punto di partenza: Su, mortali, destatevi. Il dì rinasce: torna la verità in sulla terra e partonsene le immagini vane. Sorgete; ripigliatevi la soma della vita; riducetevi dal mondo falso nel vero. (Il gallo silvestre)
Ti ho deluso? Fatto arrabbiare? Come non detto. Dimentichiamo Leopardi e finiamo con Manzoni:
La vita è un mistero di contraddizioni in cui la mente si perde se non lo considera come uno stato di prova e dipreparazione ad un'altra esistenza.
Aggiungiamoci anche che "i guai vengono bensì spesso, perché ci si è dato cagione; ma che la condotta più cauta epiù innocente non basta a tenerli lontani; e che quando vengono, o per colpa o senza colpa, la fiducia in Dio liraddolcisce, e li rende utili per una vita migliore". (Promessi Sposi, pag. finale) L'aveva già scritto questo pezzo quando approvò la breccia di Porta Pia e quando votò, in Senato, l'annessione di Roma al Regno d'Italia. Scomunicato anche lui. Insomma, in parole povere povere, il problema non è Cristo ma i suoi sedicenti rappresentanti. E qui la storia dovrebbe ricominciare.
Concludo l'impegnativo discorso ritornando a Feuerbach:
L'amore di Dio per l'uomo - centro e fondamento della religione - è la prova più chiara, più irrefutabile che l'uomonella religione contempla se stesso come un oggetto divino. La provvidenza è un privilegio dell'uomo; esprime la superiorità dell'uomo sugli altri esseri naturali; lo sottrae alla concatenazione di tutto l'universo.
All'Universo noi dobbiamo invece rimaner attaccati, perché è lui il nostro Dio (parola di Spinoza*). Potremo così girare per sempre - in modi vari e forme diverse - tra miliardi di stelle e di galassie. In una perenne varia imprevedibile corsa da formula uno sulle astronavi stellari. Mai fermi né immobili. Ci ritroveremo a gareggiare anche con con quel piantagrane di Giacomo Leopardi se non preferirà stare ai box delle stazioni spaziali a mangiar gelati.
Appendice finale
*Spinoza
Aprendo Wikipedia mi sono trovato di fronte ad una figura d'uomo straordinaria.
La sua fama è legata all'opera Ethica ordine geometrico demonstrata ("Etica dimostrata con metodo geometrico"), in cui Spinoza propone un modello di mondo materiale e morale alternativo, in cui "attraversare la vita non con paura e pianto, ma in serenità, letizia e ilarità". Una grande figura. Vallo a leggere qui.
http://it.wikipedia.org/wiki/Baruch_Spinoza
Ma c'è un pezzo scritto da un rabbino che ti voglio mettere subito sotto gli occhi, perché è portentoso.
Dichiarazione rabbinica autentica datata 27 luglio 1656 e firmata da Rabbi Saul Levi Morteira ed altri
I Signori del Mahamad rendono noto che, venuti a conoscenza già da tempo delle cattive opinioni e delcomportamento di Baruch Spinoza, hanno tentato in diversi modi e anche con promesse di distoglierlo dalla cattivastrada. Non essendovi riusciti e ricevendo, al contrario, ogni giorno informazioni sempre maggiori sulle orribili eresieche egli sosteneva e insegnava e sulle azioni mostruose che commetteva – cose delle quali esistono testimoni degni di fede che hanno deposto e testimoniato anche in presenza del suddetto Spinoza – questi è stato riconosciutocolpevole. Avendo esaminato tutto ciò in presenza dei Signori Rabbini, i Signori del Mahamad hanno deciso, con l’accordo dei Rabbini, che il nominato Spinoza sarebbe stato bandito (enhermado) e separato dalla Nazione d’Israelein conseguenza della scomunica (herem) che pronunciamo adesso nei termini che seguono:
Con l’aiuto del giudizio dei santi e degli angeli, con il consenso di tutta la santa comunità e al cospetto di tutti inostri Sacri Testi e dei 613 comandamenti che vi sono contenuti, escludiamo, espelliamo, malediciamo ed esecriamoBaruch (=Benedetto) Spinoza. Pronunciamo questo herem nel modo in cui Giosuè lo pronunciò contro Gerico. Lo malediciamo nel modo in cui Eliseo ha maledetto i ragazzi e con tutte le maledizioni che si trovano nella Legge. Che sia maledetto di giorno e di notte, mentre dorme e quando veglia, quando entra e quando esce. Che l’Eterno non lo perdoni mai. Che l’Eterno accenda contro quest’uomo la sua collera e riversi su di lui tutti i mali menzionati nel librodella Legge; che il suo nome sia per sempre cancellato da questo mondo e che piaccia a Dio di separarlo da tutte le tribù di Israele affliggendolo con tutte le maledizioni contenute nella Legge. E quanto a voi che restate devoti all’Eterno, vostro Dio, che Egli vi conservi in vita. Sappiate che non dovete avere con Spinoza alcun rapporto né scritto né orale. Che non gli sia reso alcun servizio e che nessuno si avvicini a lui più di quattro gomiti. Che nessuno dimori sotto il suo stesso tetto e che nessuno legga alcuno dei suoi scritti.
Nota
L'eresia principale che portò alla scomunica di Spinoza sarebbe stata - scrive Wikipedia - il non credere all'immortalità dell'anima, posizione che determinava il crollo della dottrina della ricompensa nell'aldilà e quindi la perdita del controllo delle anime sulla terra da parte delle autorità religiose.
Comunque grazie agli Olandesi, Baruch-Benedetto Spinoza riuscì a morire a letto. Era un ottimo tornitore di lenti, le stesse che servirono a Galileo per diventare anche lui eretico.
venerdì 6 novembre 2009
Crocifisso sì, crocifisso no (I)
E quando miro in cielo arder le stelle;
Dico fra me pensando:
A che tante facelle?
Che fa l'aria infinita, e quel profondo
Infinito seren? che vuol dir questa
Solitudine immensa? ed io che sono?
(Leopardi, canto notturno di un pastore errante dell'Asia)
In questo pianeta siamo tutti accomunati dal destino di vivere su un piccolo sasso sperduto alla periferia di un universo probabilmente infinito, forse parte di un numero infinito di universi infiniti, dove la nostra esistenza è la sola certezza, piccola luce nell’ignoranza cosmica in cui siamo avvolti.
Dietro allo scontro sul crocifisso nelle scuole, un tema che anche a molti laici sembra banale e insignificante, c’è in realta’ l’eco di una battaglia vecchia di secoli, di millenni, una battaglia delle e sulle idee che reggono il mondo e la civiltà umana. Quella battaglia ha visto guerre sanguinarie, rivoluzioni, riforme e ha avuto esiti differenti in differenti aree geografiche, anche all’interno della piccola Europa. C’e’ chi ha abbracciato la Ragione e chi è rimasto schiacciato dal Dogma, chi ha sviluppato la democrazia e i diritti e chi è rimasto vittima della violenza del fondamentalismo, chi ha costruito una societa’ aperta e chi è rimasto prigioniero dei feudi e delle corporazioni.
(Gabriele Zamparini)
C'è la necessità di un accordo tra filosofi (leggi:scienziati) e teologi, perché «la fede si richiede per l'istituzione di rozzi popoli che denno esser governati», l'infinità dell'universo e l'esistenza di mondi infiniti, la mancanza di un centro in un universo infinito comporta la scomparsa dell'antico, ipotizzato ordine gerarchico, la «vanissima fantasia» che riteneva che al centro vi fosse il «corpo più denso e crasso» e si ascendesse ai corpi più fini e divini. La concezione aristotelica è difesa ancora da quei dottori che hanno fede nella «fama de gli autori che gli son stati messi nelle mani», ma i filosofi (leggi:scienziati) moderni, che non hanno interesse a intendere quello che dicono gli altri, ma pensano con la loro testa, si sbarazzano di queste anticaglie e si avviano «con più sicuri passi alla cognizione della natura".
Giordano Bruno De l'infinito, universo e mondi (citato a senso)
Un giorno Dio, sotto mentite spoglie , incontra un contadino che cammina lungo la strada e gli chiede “Dove stai andando?” Al che il contadino risponde “A Saragozza” dimenticando di aggiungere la chiosa obbligatoria nel medioevo “Se Dio vuole”. A causa di questa mancanza di rispetto Dio trasforma il contadino in una rana e la spedisce nella pozza più vicina. Dopo avere osservato la rana sguazzare per un po’ Dio inverte la trasformazione e dice al contadino , una volta ripresa la forma umana “Ed ora dove vai?” Al che il contadino risponde “ A Saragozza o nella pozza!” . Gli irosi dei del mondo antico avrebbero rispedito il contadino nella pozza. Il mio Dio per contro si sarebbe assicurato che arrivasse a Saragozza. Un errore di tutte le religioni fondamentaliste è che il loro Dio non ha senso dell’humor. Ciò perché le religioni fondamentaliste si mantengono per lungo tempo per mezzo di rituali che per loro natura non hanno alcun senso dell’humor.
Fred Hoyle (citato da Barbabianca)
L'amore di Dio per l'uomo - centro e fondamento della religione - è la prova più chiara, più irrefutabile che l'uomo nella religione contempla se stesso come un oggetto divino, come un divino scopo, e che i suoi rapporti con Dio non sono che rapporti con se stesso, con il suo proprio essere.
La provvidenza è un privilegio dell'uomo; esprime la superiorità dell'uomo sugli altri esseri naturali; lo sottrae alla concatenazione di tutto l'universo.
(Feuerbach)
I geni religiosi di tutti i tempi risentono di questa religiosità cosmica che non conosce né dogmi né Dei concepiti secondo l'immagine dell'uomo. Non vi è perciò alcuna Chiesa che basi il suo insegnamento fondamentale sulla religione cosmica. Accade di conseguenza che è precisamente fra gli eretici di tutti i tempi che troviamo uomini penetrati di questa religiosità superiore e che furono considerati dai loro contemporanei più spesso come atei, ma sovente anche come santi. Sotto questo aspetto uomini come Democrito, Francesco d'Assisi e Spinoza possono stare l'uno vicino all'altro.
La principale fonte dei conflitti odierni tra le sfere della religione e della scienza sta tutta in questa idea di un Dio personale. […] Nella lotta per il bene morale, i maestri della religione debbono avere la capacità di rinunciare alla dottrina d’un Dio personale, vale a dire rinunciare alla fonte della paura e della speranza, che nel passato ha garantito ai preti un potere così ampio.
Più l’uomo avanza nella sua evoluzione spirituale, più mi appare certo che il sentiero verso una religiosità genuina non passa per la paura della vita e la paura della morte, o per una fede cieca, ma attraverso gli sforzi compiuti in direzione di una conoscenza razionale.
A livello di logica pura tutti gli assiomi sono arbitrari, compresi gli assiomi dell’etica. Ma essi non sono affatto arbitrari da un punto di vista psicologico e genetico, […] All’individuazione e alla verifica degli assiomi etici si perviene in modo non dissimile da quello che riguarda gli assiomi della scienza. La verità è ciò che sopporta la verifica dell’esperienza.
Einstein
Sento il bisogno come Machiavelli ai tempi dell'esilio politico all'Albergaccio, dalle parti di S.Casciano, qui alle porte di Firenze, sulla via per Siena, di rivestirmi un po' di panni curiali per cercare la compagnia di uomini illustri e gustare con loro di quel pane della sapienza "che solum è mio". Dopo essermi levato da questa mediatica Italia bordello devastata da "ruffian, baratti e simile lordura". (rileggere il VI del Purgatorio).
La riflessione mia di oggi è che Cristo non è dio. Non lo è mai stato. E' proprio lui che dice, in quel momento di m. in cui viene a trovarsi, come i 10 milioni "dieci" di uomini crocifissi sulle pubbliche strade romane nei secoli dell'Impero: dio de' dei, mi hai proprio abbandonato! Ma perché a Nicea l'Imperatore Costantino fece scrivere che quel povero cristo, uno tra 10 milioni di vittime dell'Impero, era quel "nostro Signore che verrà a giudicare i vivi e i morti". E perché fece quel concordato con la santa chiesa cattolica alla quale dare in appalto la remissione dei peccati, preludio alla resurrezione della carne e alla vita eterna amen?
Perché Costantino - mai battezzato ma considerato santo - da preveggente aveva già letto il cap. XVIII del Principe di Machiavelli...
(continua)
Post Scriptum. Aggiornamento del 7 novembre: a proposito di Costantino, leggi qui.
giovedì 6 agosto 2009
Meteora d'agosto
L'ho appena sognato
Se è vero che
presso al mattin del ver si sogna
L'Italia senza il caudillo. Un senso si sospensione in tutto l'ambiente intorno a me. Perché non crederci, amico Frank? In fondo in fondo chi immaginava la caduta del muro di Berlino nel 1988? E chi la fine di Ceasuscu, un mese prima della fine?
Nota letteraria
Tra li ladron trovai cinque cotali
tuoi cittadini onde mi ven vergogna,
e tu in grande orranza non ne sali. 6
Ma se presso al mattin del ver si sogna,
tu sentirai, di qua da picciol tempo,
di quel che Prato, non ch'altri, t'agogna. 9
E se già fosse, non saria per tempo.
Così foss'ei, da che pur esser dee!
ché più mi graverà, com' più m'attempo. 12
Inf.XXVI
Nota astrofisica
Luna - Giove:
stasera 6 agosto la Luna Piena sorge accompagnata dal pianeta più luminoso visibile nella prima parte della notte, Giove. La Luna e Giove si trovano nei pressi del confine tra le costellazioni del Capricorno e dell’Acquario (vedi mappa).
Deduzione astrologica
Giove con i suoi satelliti potrebbe scomparire dietro la luna. Per sempre. Dietro questa Italia lunatica. Perché no. Così foss'ei, da che pur esser dee!
sabato 16 maggio 2009
Tita Biagiotti
Alba tita biagiotti
E' ritornata in grembo all'Universo. Qui al microfono sta raccontando storie, storie vere al teatro Dovizi di Bibbiena nel 1999. Il piacere di averla avuta a tavola, un anno fa, non di più. Spiritosa, allegra, barzellettiera. Maestra per una vita, single, capiva il bambino e quindi l'uomo con l'intuito di madre e nello stesso tempo con il distacco che una madre carnale ha difficoltà ad avere: gran cuore e bel cervello.
La mia casa era in Piazza Nova, di fronte alla Stazione del trenino Arezzo-Stia, a Ponte a Poppi. Una piazza interamente coperta da grandi olmi. Affacciato alla finestra vedevo a fianco la scuola elementare e dall'altra parte, proprio di fronte, la Cooperativa. Ci andavo tutti i giorni a comprare il pane, lo zucchero, il burro: mi serviva la Norina. Dietro la Cooperativa, all'angolo il forno di Gigi; un pezzo di pane, davvero. Accanto al forno il fascinaio; quando era il momento Gigi usciva da via Nazario Sauro, si metteva all'angolo della piazza, proprio di fronte alla Cooperativa e chiamava alla voce Rosa, Gina, Luisa alle Casenove, oltre la piazza, di là dalla ferrovia, là sulla collina. Dopo dieci minuti Rosa, Gina, Luisa spuntavano da sotto la stazione e attraversavano tutta la piazza con la spianatoia dei pani da cuocere sulla testa. Gino lo portarono via i tedeschi nell'agosto del 44 insieme a tutti gli uomini validi del paese. E' rimasto a Mauthausen.
Ora faccio parlare la Tita:
La Cooperativa di consumo, sorta nel 1898 per iniziativa popolare, ebbe la sua prima sede oltre il ponte d'Amo nel quartiere Levanella. Per molti anni fu una piccola bottega gestita da una coppia di coniugi anziani e, dopo la morte del marito, dalla vecchietta e da una nipote; trasferita, verso l'anno '30, in Piazza Nova, ebbe un locale più ampio, più fornito di generi, con il forno annesso e, in seguito, con il macello.
La Cooperativa contava numerosi e fedelissimi soci, offriva generi di buona qualità e a prezzi inferiori agli altri negozi. La possiamo considerare, circa i prezzi, l'antenata del supermercato anche se non esisteva la varietà e l'abbondanza dei generi dei moderni Coop, Crai, Despar e altri.
Come del resto nelle altre botteghe, il pregio dei prodotti che la Cooperativa offriva era la genuinità; ad esempio, non c'era da chiedersi: "E questo prosciutto come sarà?". Era lì, bello, né rosso né rosa, né troppo fresco né secco, ben "virgolato" di grasso bianco; era, insomma, l'inconfondibile prosciutto del Casentino. Ottimi erano tutti gl'insaccati e il pecorino, gradevole il vino dei nostri vigneti, anche se un po' aspretto, squisito l'olio toscano.
Era, la Cooperativa, la bottega con un particolare clima di socialità e di allegria: arrivava Gigi, il fornaio, con le sue ceste di pane gustoso e croccante, con la sua bella vitalità, le battute spiritose dirette alle massaie che erano sue clienti per la cottura del pane, dei ciambelloni e dei vari dolci casalinghi.
Per queste donne fare la spesa alla Cooperativa rappresentava un momento di autentica evasione da un quotidiano irto di difficoltà: le amiche s'incontravano, si salutavano cordialmente, a bassissima voce si confidavano qualche segreto. Mentre le commesse Sandrina e Norina servivano i clienti e, non distratte dal "cicalio" delle donne, facevano i conti con il lapis sulla carta gialla da involti, si veniva a conoscenza di molti avvenimenti del paese, dei "fatti loro", del menù del giorno della famiglia. Così:
"T'ha' sentito? Gino sta male: capisco che un la leva".
"La Lisa, pora citta, l'ha uto la gambata: lui ci ha 'n'antra".
"S'è sempre saputo che l'era 'n farfallone!".
"T'ha visto Tonio? A quer nipote che gni ha fatto tanto un gni ha lasciato nulla".
"On se sa: a' bischeri la gni va sempre male".
"Norina, dammi la presa ché oggi vo' fare un ciambellone".
"A me tu me dai du' fette de mortadella ché a le mi' bocche de scimmia gni fo la bragiola ripiena".
E così via con il simpatico ciarlare in vernacolo.
Al primo piano dell'edificio c'era il Circolo e lì, specie d'inverno, convenivano i "merenderi" che in estate si vedevano ai tavolini di Azelio. Incuranti, o meglio, ignoranti del rischio colesterolo, trigliceridi e pressione alta, erano lì per l'attesa mangiata di stagione: "maiale", che passione! quando il maiale era maiale! E allora giù cotenne co' fagioli, grifo, braciole sulla gratella, "rocchi" (salsicce) coi fagioli all'uccelletto e migliaccio. Innumerevoli erano i bicchieri e poi la partita e i canti e il gran ridere.
Al pianterreno non mancavano gli affezionati al bicchiere: Rinne, un barbone che poteva dormire anche nella cappella del cimitero e, la mattina dopo, spaventare a morte Motore, spazzino per i vivi e becchino per i morti; e il vecchietto dall'orbita vuota, autentica spugna, seguito sempre dal nipote down; il cenciaiolo di Soci, anche cercatore di pelli di coniglio, che, sicuramente, raccoglieva più "canne" che pelli.
Questi personaggi erano, spesso, protagonisti di piccole liti e di scenette che non andavano mai al di là della comicità.
Gestori della Cooperativa furono, per tanti anni, Augusto e la Beppa, due tranquilli coniugi che, per seguire la figlia sposata negli Stati Uniti, volarono oltre Oceano e là rimasero a lungo, anzi la Beppa per sempre.
Anche Gigi se ne andò deportato in Germania e la sua esuberanza si spense in un lager nazista: perché i lager sono esistiti.
Da "Gente del Ponte", edito dalla biblioteca Rilliana di Poppi, 1997, pp.19-20.
Per andare al macello dovevo invece attraversare tutto il paese, lungo via Roma, arrivare in Piazza Garibaldi, attraversarla e proprio all'angolo su via Roma mi trovavo di fronte a un grande banco di marmo, alto due metri da terra!, con sopra la Càtera. Non ho mai visto un bancone di macellaio così monumentale. Tita parla di "donnino", io che la Catera l'ho sempre e solo vista sulla sommità di quel trono l'ho sempre pensata alta e robusta. Statua del Bernini. Tita qui è una sua buona allieva.
La Càtera del macello
Appendice storico-musicale
"Il Vecchio e il Bambino" di F.Guccini
Il vecchio e il bambino Un vecchio e un bambino Si preser per mano E andarono insieme incontro alla sera La polvere rossa si alzava lontano E il sole brillava di luce non vera L'immensa pianura sembrava arrivare Fin dove l'occhio di un uomo Poteva guardare E tutto d'intorno Non c'era nessuno Solo il treto contorno di torri di fumo I due camminavano, il giorno cadeva Il vecchio parlava e, piano piangeva Con l'anima assente, con gli occhi bagnati Seguiva il ricordo di miti passati I vecchi subiscono l'ingiuria degli anni Non sanno distinguere il vero dai sogni I vecchi non sanno nel loro pensiero Distinguer nei sogni il falso dal vero E il vecchio diceva, guardando lontano Immagina questo coperto di grano Immagina i frutti, immagina i fiori E pensa alle voci e pensa ai colori E in questa pianura fin dove si perde Crescevano gli alberi e tutto era verde Cadeva la pioggia, segnalavano i soli Il ritmo dell'uomo e delle stagioni Il bimbo ristette Lo sguardo era triste E gli occhi guardavano cose mai viste E poi disse al vecchio, con voce sognante E mi piaccion le fiabe Raccontane altre
Guccini
giovedì 30 aprile 2009
Oggi è un altro giorno
E domani è il Primo Maggio.
Col raggio de l'april ch'omai s'invola
s'apre il mio cuore insieme alla speranza;
com'albero che sta, eppure vola
in cielo con la rondine che danza.
(C'era un gran volo di rondini, ma son volate via prima dello scatto).
Carducci la metteva così:
Co ‘l raggio de l’april nuovo che inonda
Roseo la stanza tu sorridi ancora
Improvvisa al mio cuore, o Maria bionda;
E il cuor che t’obliò, dopo tant’ora
Di tumulti oziosi in te riposa,
O amor mio primo, o d’amor dolce aurora.
mercoledì 29 aprile 2009
Dalla finestra
Se hai tempo da perdere, clicca sulla foto col mouse per muovere le foglie
Vivere vorrei addormentato dentro il dolce rumore della vita.
mercoledi 29 aprile 2009, ore 18
Una giornata tra sole vento nuvole sereno sempre più nuvole bucato asciugato in vénti minuti dai vènti d'una pazza primavera che non riesce a staccarsi dal morso del lungo vero serio nevoso piovoso bellissimo inverno. Sul viale dei bambini pini aceri olmi abeti si scuotono la criniera come cavalli imbizzarriti. L'acero sotto la finestra, scampato alla caduta del grande olmo è il più agitato. Visto da dietro il vetro, mi trasmette, per contrappasso, un senso di sicurezza e pace. Su Facebook Diletta e Ingrid sono come uccellini tra le foglie spazzate dalle raffiche della primavera della vita.
Noi l’insueto allor gaudio ravviva
quando per l’etra liquido si volve
e per li campi trepidanti il flutto
polveroso de’ Noti, e quando il carro,
grave carro di Giove a noi sul capo,
tonando, il tenebroso aere divide.
Noi per le balze e le profonde valli
natar giova tra’ nembi, e noi la vasta
fuga de’ greggi sbigottiti, o d’alto
fiume alla dubbia sponda
il suono e la vittrice ira dell’onda.
Bello il tuo manto, o divo cielo, e bella
sei tu, rorida terra.
lunedì 27 aprile 2009
Biennale democrazia (I)
Electronical town meeting - a
Torino-Firenze, 25 aprile 2009
Il tavolo n.5 al momento della pausa-pranzo
Sì, è stata una esperienza. Dei 10 tavoli attrezzati io occupavo il n.5: rotondo, 11 posti, video e tastiera. Due tra di noi ci siamo alternati alla tastiera per sintetizzare l'intervento dei singoli che veniva mandato direttamente al server di Torino per la memorizzazione e la sintesi generale che ci veniva riepilogata in tempo (sur)reale sullo schermo gigante. Siamo 100 persone qui a Firenze e 300 su a Torino. Tutto avviene in contemporanea.
Più semplice la risposta a domanda a cui si replica con un semplice impulso sulla tastierina numerica personale.
Esempio di botta e risposta immediate:
Quanti uomini e quante donne tra i 400 partecipanti al meeting?
1 - donna 60%
2 - uomo 40%
Quale religione?
1 - cattolica 51%
2 - altra cristiana 6%
3 - islamica 0%
4 - ebraica 0%
5 - altro 4%
6 - nessuna religione 32%
7 - non rispondo 7%
La volontà del paziente deve prevalere sempre su quella del medico?
1 - sì 70%
2 - no 15%
3 - non so 10%
4 - non rispondo 5%
E' giusto consentire l'interruzione di idratazione e nutrizione artificiali?
sì - 76% (Calabrò, piglia e porta a casa)
no - 14%
non so - 7%
non rispondo 3%
Più complessa, giustamente, la sintesi delle risposte - tramite intervento digitato sul display - a domande tipo:
- di fronte al testamento biologico come dovrebbero comportarsi i medici?
- quali limiti definire per il testamento biologico?
- come si dovrebbe costruire il testamento biologico?
- se il testamento biologico avesse valore legale tu lo scriveresti?
E via seguitando.
Questa seconda batteria di domande ha permesso a tutti e singoli noi meetingoli di confrontarci, entrando nelle sfumature, nella zona sottopelle, un po' nell'anima di ciascuno. Mi son trovato il medico e il giurista "opus dei", preparati e documentati, la giovane moglie con problema per il marito a rischio grave, il giovane dipendente telecom preoccupato di vedere garantita la propria autonomia decisionale, la giovane su posizioni autonomiche non meno esplicite, le due insegnanti di mezza età a me più omogenee. Ci assisteva tecnicamente un giovane, credo, universitario.
In sala c'erano, per eventuali richieste di chiarimenti da parte dei singoli gruppi, due medici esperti, diversamente orientati:
Alfredo Zuppiroli, presidente della Commissione Regionale di bioetica;
Pierluigi Rossi Ferrini, componente della Commissione regionale bioetica e del comitato scientifico di Scienza e Vita di Firenze.
Qualche foto dalla sala Pegaso di Firenze
(continua)
mercoledì 18 febbraio 2009
Sertorio e Cesare
Veltroni.
Due parole a ruota libera. Io sono di quelli che quando la Fiorentina perde mi sento più vicino alla squadra, o meglio alle persone della squadra. Mi piacciano quei tifosi che applaudono la propria squadra sconfitta. Per esempio, quando la fiorentina ha perso con la Juve; aveva giocato meglio, due errori dell'arbitro le hanno dato partita persa. Succede, caro Sergino (lui non ragiona; vuol solo la vittoria, non gli importa del bel gioco né della buona volontà). Tutto questo per dire che Veltroni in questo momento me lo sento vicino, a conforto di tutte le mie esperienze di vita che mi hanno visto perdente o insoddisfatto, timido e frustrato; esperienze e frustrazioni, errori veri o presunti, che riemergono nei miei tardi anni con più chiarezza e cognizione di causa.
Naturalmente sono contento che Wolter si sia dato un po' di riposo; ha tante chances per godersi un po' la vita e dimostrare qualità in campi diversi dalla politicaccia attuale. Sertorio sconfitto e Cesare trionfante. Sertorio era un generale romano migliore, come uomo, di Cesare. Per l'antagonista che oggi trionfa in Sardegna, arriveranno gli idi di marzo, non ho dubbi. Almeno se vorrà passare il Rubicone, entrando armato nel pomerio stabilito dalla Legge Romana: qui non puoi entrare con la forza delle armi. Se lui vorrà sfondare nel pomerio della Costituzione repubblicana con la forza dell'impunità farà la stessa fine, non so come né quando ma la farà. Parola di Calamandrei: lo avrai camerata Kesserling il tuo monumento...Il Piano di Rinascita dovrà essere un po' rivisto e aggiornato dalla...Trilaterale, dai Servizi, dai banchieri di Londra e NYC. E' da quelle parti che è stato concepito e fatto nascere il PD meno L. Un gemellino nato in vitro del Partito di Obama. Un'Italia finalmente senza lotta di classe, unita sotta la bandiera dei tre colori; camera dei fasci e delle corporazioni. Non più comunisti in giro.
Ma Veltroni non può essere Obama come l'Italia non può essere gli USA, così come l'Europa non può esserlo.
Riparato dentro la qualifica di pensionato leggo il libro della storia con tanto più interesse di quanto la realtà è superiore alla immaginazione.
Penso a Benigni ieri a Sanremo: bella la lettera di Oscar Wilde, certamente. Importante la difesa degli omossessuali, d'accordo. Belle sarebbero state anche le lettere e i pensieri che Eluana inviava ai genitori prima di essere rinchiusa per lunghi anni nel sarcofago delle nostre frustrazioni e paure.
Alla prossima, caro Roberto. Buona fortuna, Walter. Buona giornata a tutti.
Nota storica
(Per dimostrare che il sistema bipartitico PDL - PD meno L non è adatto a noi, senza un sostanziale innesto nelle radici della storia dei movimenti di liberazione, delle lotte sociali e civili di italia ed Europa)
Era chiaro che qualcosa non andava in un sistema politico, in teoria democratico, nel quale i desideri degli elettori erano regolarmente ignorati. E potevano essere ignorati senza conseguenze, finché il sistema era dominato da due partiti legati entrambi al denaro delle grandi aziende e incapaci di affrontare un male economico fondamentale le cui radici si erano sviluppate in tempi ben più lunghi di quelli di un mandato presidenziale.
Il male derivava da un fatto di cui non si parlava praticamente mai: gli Stati Uniti erano una società classista, in cui l'1 percento della popolazione possedeva il 33 percento della ricchezza e uno strato svantaggiato di trenta o quaranta milioni di persone viveva nella povertà. Le misure sociali degli anni sessanta - Medicare, Medicaid, i buoni viveri e cosi via - non scalfirono la distribuzione ineguale delle risorse, ormai consolidata.
Anche se i democratici in linea di massima aiutavano i poveri più dei repubblicani, non erano capaci (e in realtà nemmeno lo desideravano) di intervenire davvero nei meccanismi di un sistema economico in cui il profitto aziendale viene prima del bisogno umano.
Un importante movimento nazionale per un mutamento radicale non esisteva; non c'era un partito socialdemocratico, come nei paesi dell'Europa occidentale, in Canada e in Nuova Zelanda. Ma c'èrano mille segni di alienazione, voci di protesta, iniziative locali in ogni angolo del paese a richiamare l'attenzione su motivi di scontento profondamente sentiti, a chiedere che almeno a qualche ingiustizia si rimediasse.
Quando il popolo si esprimeva davvero su questioni specifiche, nei sondaggi d'opinione, manifestava convinzioni a cui nessuno dei due partiti prestava attenzione. Sia i repubblicani sia i democratici, per esempio, limitarono rigidamente per tutti gli anni ottanta e i primi anni novanta le misure sociali per i poveri, sostenendo che avrebbero richiesto un aumento delle tasse e che "il popolo" non voleva pagare più imposte. Da un punto di vista generale era certamente vero che gli americani volevano versare il meno possibile al fisco. Ma 'quando si chiedeva loro se erano disposti a pagare più tasse per scopi specifici, come la salute e l'istruzione, rispondevano affermativamente. Per esempio, un sondaggio del 1990 tra gli elettori della zona di Boston mostrò che il 54 percento avrebbe pagato più tasse se fossero servite a rendere più pulito l'ambiente. Inoltre quando l'aumento delle imposte veniva presentato da un punto di vista di classe, invece che come proposta generale, la gente rispondeva in maniera inequivocabile. Nel dicembre 1990 un sondaggio Wall Street ]ournal/NBc News rilevava che 1'84 percento degli intervistati era favorevole a un'imposta addizionale per i milionari. Ma anche se il51 percento riteneva giusto aumentare l’imposta sui redditi da capitale, nessuno dei due grandi partiti aveva intenzione di farlo.
Nel 1992 un sondaggio della Gordon Black Corporation per il National Press Club constatò che il 59 percento del totale degli elettori auspicava un taglio del 50 percento della spesa per la difesa, nell'arco di cinque anni. Nessuno dei due grandi partiti intendeva apportare tagli rilevanti al bilancio militare.
Le opinioni dei cittadini sugli aiuti pubblici ai poveri sembravano dipendere dal modo in cui veniva posta la domanda; Tanto i due partiti quanto i media parlavano sempre di sistema del welfare, affermando che non funzionava: "welfare" era quindi diventata una parola negativa. Quando si domandava alla gente (come in un sondaggio New York Times/CBS News del 1992) se si dovevano destinare più soldi al welfare, solo il 23 percento rispondeva affermativamente. Ma quando alle stesse persone si domandava se lo stato doveva aiutare i poveri, il 64 percento diceva di sì.
Se vuoi approfondire, qui.
giovedì 4 dicembre 2008
Toni Comello
E' rientrato in grembo all'Universo un anno fa
Firenze, ospedale di S.Maria Nuova, ore 23,50 del 5 dicembre 2007.
La lettera autografa (chiedigliela cliccandolo amichevolmente col mouse)
Gli avevo scritto, per tramite di Francesco Bellone - Franz - per chiedergli il testo della prolusione storica da lui fatta al circolo Arci di via Maccari, qui all'Isolotto, al memento della presentazione di Introcque, protagonisti i diavoli di Malebolge del canto XXI dell'Inferno. Mi aveva impressionato la sua storia d'Europa raccontata in 20 minuti: pennellate d'artista di un grafico leonardesco. ( Ho fatto lezione di storia per trent'anni a studenti di 15-18 anni). Un'emozione. Vedi in Nota di fondo quanto scrissi allora.
In una lettera successiva (2 novembre 2006) mi ringrazia dell'invio del fascicolo "Ivi è Romena" e della sua riduzione teatrale "Processo a Dante" con queste parole: Che bello, lo leggo. comincio a scorrere. riconosco e mi riconosco. Ne parleremo. Se ne può fare un'azione teatrale in città e in Casentino. (a Poppi fui con l'Antigone di Alfieri, nel 67!!!!!! nel cortile del castello dei conti Guidi, mentore Bruno Migliorini, veneto fiorentinizzato come me, e che aveva una casa in Avena, con l'accento sulla A iniziale, ci teneva).
Lettera di Toni
18 gennaio 2006 V dallo Sfàchelos
Caro Cipriani,
sono a Milano (per un po').
Franz mi ha segnalato il tuo scritto - tutto bello - troppo - ma bellissimo là dove tu dici che il mio lavoro invoglia a "resistere", a continuare la lotta. non è politica, non è ideologia, non è programma (cioè:sempre, sì!) ma è vitalità. - manca, in questi anni, in questa Italia, in questa Europa, la forza vitale- vecchi - vecchi!
mi hanno detto all'Isolotto: "il più giovane sei tu!" e ho 80 anni - mi dicono (a Milano, a Torino, a Roma, i miei gruppi fanno centinaia di repliche delle "Favole della Realtà" che sono le lezioni-spettacolo del Trebbo) mi dicono: "grazie, ci dai fiducia" - questo che conta! e allora, bene- la mia prolusione (o spatagiata, come la chiamo) così come l'hai sentita non l'ho in iscritto. scritta, te la manderò - intanto ti mando qualcosa di Dante, "Introcque", "Ulisse", e un saggio delle mie traduzioni di Omero-
ho finito - no. forse non sai che a Firenze sta nascendo l'associazione "Passo d'Arno" (inferno XIII 156) per dare spettacoli (secchi, spogli, forti, come all'Isolotto) danteschi, la mattina per le Scuole, la sera per il pubblico adulto (soprattutto stranieri: vedono Giotto? Vedono e ascoltano Dante!) - credo nel Palagio di Parte Guelfa (io abito a 20 metri in Via delle Terme al 9)-
la cosa è sostenuta da Ole Mayer, Charles Adler, Venesse Hall, e altri , "fiorentini" di lontane parti- fra i più sensibili, a palazzo Vecchio, è Eugenio Giani, assessore (è lui che ha sollecitato i Centri Culturali Sranieri a fargli proposte)- Franz ti telefonerà - e a Quercioli- intanto di dò il suo numero,,,siamo in contatto continuo-
Un caro saluto, e facciamo.
Toni Comello
Così l'ho ricordato un anno fa.
Nota di fondo
Venerdi 13 bella serata al Circolo di Via Maccari con la Compagnia teatrale “Il Trebbo” (trivio, luogo di incontro tra il poeta, l’attore, lo spettatore). Ed è risultato vero. Mi son trovato perfettamente a mio agio con Dante poeta e Toni attore, io spettatore plurale presente nella sala del Circolo “Pampaloni”, abbracciato al poeta e all’attore nel ballo finale liberatorio che sanciva il superamento della quinta bolgia piena della pece vischiosa della corruzione che sempre minaccia di seppellirmi in quel gran calderone del mondo pieno, oggi come allora, di “ruffian, baratti e simile lordura”. Dante ha ridato – a me spettatore plurale - la spinta per superare le paure, affrontare la lotta, col lume della ragione impersonata da Virgilio, in modo da venir fuori da questa drammatica disperante attuale situazione politica.
Toni Comello è parso rappresentare molto bene quel fascino del palcoscenico fra arte, cultura e un po’ di mistero che per me amante del cinema in bianco e nero aveva a suo modo rappresentato, certo in una veste meno colta e sapiente, ma sempre molto seducente, il caratterista Aldo Silvani, vecchio attore felliniano e di quanti hanno messo in scena ambienti di teatro. Ma Toni Comello non è un semplice attore caratterista, è un grande intellettuale che t’incanta con una rievocazione storica delle vicende d’Italia e del mondo da lasciarti per mezz’ora a bocca aperta e occhi spalancati. Almeno così è successo a tutti i presenti.
Finita la rievocazione mimata della storia d’Europa nel momento in cui essa vede la fine del sistema feudale basato sulle “stelle fisse” dell’Impero e del Papato per iniziare l’avventura dei liberi Comuni, si trasforma – con un naturalissimo trapasso in dissolvenza – da storico a capocomico e guida la schiera degli attori in un’avventura che presto coinvolge tutti i presenti in una euforia di partecipazione che li fa sentire davvero “triplicati” ciascuno nella triplice veste di poeta, attore e spettatore, visivamente fissata dal ballo finale: il poeta rappresentato dalla musica, attori e spettatori tutti i presenti mescolati nella danza liberatoria.Il teatro classico che divide il palco dalla platea qui è scomparso, anzi non è mai apparso: fin dall’inizio gli attori ci avevano chiesto un posto sulle sedie accanto a noi…Tutti al lavoro, tutti partecipi in questo grande “arzanà dei veneziani”.
Il pezzo l'ho Ritrovato qui
Il post vuole essere anche una risposta a Franz che scrive:
Cari amici e cari soci,
vi ricordo che venerdì 5 dicembre alle ore 21 presso il Trebbo, via de amicis 17 Milano, si terrà
una serata in ricordo di Toni Comello.
Sarà una bella occasione per rivederci ed incontrare i tanti amici di toni sparsi per tutta Italia.
A presto
Francesco ' Franz' Bellone
Un abbraccio a tutti. Consideratemi presente. Urbano.
sabato 8 novembre 2008
Chiacchierate dantesche
Sono quelle di Massimo Seriacopi (nella foto), come quella di ieri 7 Novembre alla Libreria Chiari di Piazza Salvemini, di fronte all' arco di San Pierino, zona via Pietrapiana, profumo della Firenze antica. Un profumo che si respira in questa libreria pur così moderna e aperta al nuovo, spazi ristretti, libri che ti cascano in collo, atmosfera calda. Se ci passi vicino, entra e, se non ce l'hai ancora, chiedi "Ivi è Romena, Dante in Casentino" di U. Cipriani, ed, Fruska. Perché lì ce l'hanno, a differenza della Edison di Piazza Repubblica e della Libreria Martelli di via Martelli. Che dovrebbero tenerlo, perché la Fruska di Stia gliel'ha inviato. Chiedilo anche lì, aiuta la piccola editoria. Dove spesso puoi trovare roba buona. O no?
Massimo è un grande dantista e non solo dantista; giorni addietro l'ho sorpreso in casa - sta a due passi da me, qui all'Isolotto di Firenze - io tra i Rododendri lui tra gli Agrifogli, tutti e due tra roseti, aceri, mimose magnolie ortensie e tutte le vie profumate del vecchio Isolotto dove i tassisti si perdono come cani confusi dai troppi odori di tanti fiori...l'ho sorpreso - dicevo - a spulciare un testo manoscritto di Giovanni Pascoli, naturalmente inedito, calligrafia non pessima ma sempre duro il lavoro di lettura e confronto. Complimenti Massimo. No, non sto pagando il debito del favore che mi fai curando la recensione al mio "Dante in Casentino" su "La Rassegna della Letteratura Italiana" che uscirà a marzo 2009. Ti ho ascoltato ieri, per la prima volta, alla Libreria Chiari, ed è un piacere sentirti esporre Dante vita e opere con la scioltezza - e il garbo - di chi è familiare al personaggio e alla sua epoca. Ho finito di leggere il tuo "Bonifacio VIII nella storia e nell'opera di Dante" Libreria Chiari ed. Firenze 2003 e per me è stato un godimento ritrovare "rilegate in un volume" le mille notizie sparse un po' disordinatamente nel mio cervello riguardo a questa figura così presente e invadente nella vita di Dante, nella storia di Firenze, nelle vicende dell'Italia e dell'Impero in quel periodo bello e terribile che sta a cavallo tra il 1200 e il 1300 della nostra Era (ancora così) Volgare.
Nota
Se vuoi avere un'idea dei libri scritti da Massimo Seriacopi su Dante clicca qui.
Scheda (copiata qui):
Massimo Seriacopi, Dottore di Ricerca in Filologia Dantesca presso l’Università di Firenze. Seriacopi è uno studioso dantista di prima grandezza. Benché sia giovane ha già all’attivo venticinque anni di studi danteschi che hanno fruttato un gran numero di eccellenti pubblicazioni, che sarebbe troppo lungo elencare; tra di esse è però impossibile non ricordare almeno i volumi Bonifacio VIII nella storia e nell’ opera di Dante, Intorno a Dante, Fortuna di Dante Alighieri e, appena usciti nell’anno in corso, Dieci studi danteschi e il Volgarizzamento inedito del Commento di Pietro Alighieri alla "Commedìa" di Dante. Seriacopi scrive anche su riviste letterarie italiane, francesi, statunitensi e spagnole, e dal 2000 è Vicedirettore della rivista "Letteratura Italiana Antica" di Roma e dal 2003 dirige la Collana Dantesca. Il suo grande amore per Dante lo spinge inoltre a tenere numerose conferenze dantesche volte a far conoscere a tutti la Divina Commedia, e questo lo sappiamo bene anche a Montevarchi, dove Seriacopi ha già tenuto ben tre Lecturae (due nel 2006 ed una nel 2007). Per chi ama Dante la sua conferenza di quest’anno rappresenta dunque un occasione da non perdere. (Montevarchi, Arezzo, 24 ottobre 2008).


