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mercoledì 5 gennaio 2011

Cogitanti mihi saepenumero - Marchionne e la Fiom




Marchionne, la Fiom, l'Italia e gli Stati Uniti









Cogitanti mihi saepenumero et memoria vetera repetenti perbeati fuisse, Quinte frater, illi videri solent, qui in optima re publica, quom et honoribus et rerum gestarum gloria florerent, eum vitae cursum tenere potuerunt, ut vel in negotio sine periculo vel in otio cum dignitate esse possent. 







M’è capitato spesso riandando con la mente ai  tempi andati di considerare che quando la cosa pubblica è ben amministrata gli uomini godono di una vita felice, perché prima possono amministrare i loro affari senza pericolo e poi si possono godere il meritato riposo in dignitosa pace. 






Quam spem cogitationum et consiliorum meorum cum graves communium temporum tum varii nostri casus fefellerunt.  Nam qui locus quietis et tranquillitatis plenissimus fore videbatur, in eo maxumae moles molestiarum et turbulentissumae tempestates extiterunt. 






  Ma questa mia speranza che  finora aveva accarezzato i miei pensieri e prodotto le mie riflessioni è per il momento  svanita, causa la situazione generale del mondo e alcune disavventure personali. Infatti proprio nel momento in cui tutto sembrava arridere, proprio allora ci son capitate addosso gravi disgrazie e terribili tempeste.



(Marco Tullio Cicerone al fratello Quinto)


Mi capita spesso, ora che la pensione - e la salute - mi permettono di "riflettere con mente pura" di riandare a vicende trascorse della mia vita, a vicende trascorse della storia in generale. Forse un giorno parlerò delle prime, ma in questo momento urge il problema CGIL-Marchionne, che per me costituisce una cartina di tornasole sulle politiche della lobby che in questo momento guida o tenta di guidare le magnifiche sorti e progressive del nostro mondo occidentale. I suoi strumenti sono le armi, i mass media, le religioni, tra cui, in posizione preminente in Africa, Europa e Sud-America, quella cattolica, in Medio Oriente quella islamica. Tutto dentro un clima di paura, come una temperatura ambiente dentro la quale operare. Quando questa temperatura si raffredda occorre un combustibile per rialzarla, una iniezione di paura, supportata da una bella strofinatura degli infermieri massmediatici. A volte basta una iniezione d'acqua, fasulla ma supportata dai media (l'attentato a Facciadipietra, la statuina in faccia al Berlusca, le cimici in casa di Bossoli), ma qui siamo nel teatrino di famiglia. Torniamo a Marchionne, alla Chrysler, alla grande Oligarchia transatlantica. Nata, cresciuta e ingrassata (anche fisicamente!) sullo sterminio dei pellerossa, sulla deportazione dei pellenera, sulla sottomissione dei pellemora, vive alla grande sopra 40 milioni di pellevaria senza assistenza sanitaria né cassaintegrazione disposti sempre e in qualsiasi momento a fare i contractors per le guerre di turno, per le aziende disastrate di turno: contractors in Afghanistan, contractors in fabbrica a metà stipendio ma con assistenza sanitaria. Marchionne, quando va tra i contractors della Chrysler riceve le stesse gratificazioni del Presidente Obama quando va a trovare le truppe in Afghanistan. La paura della miseria è più forte della paura della morte, la paura della disoccupazione è più forte della paura della schiavitù. E l'Italia è il campo sperimentale, come lo fu per l'introduzione del fascismo in Europa; Pomigliano e Mirafiori come Guernica e Dresda. Ma potrebbe essere come Stalingrado. Aspettiamo. 



 


Bignamino terminologico



Livelli della paura:




il verde, che rappresenta nessuna minaccia,




il blu che significa una generica minaccia,  




 il giallo che significa un'elevata minaccia, 




 l'arancione che sta per una minaccia significativa 




il rosso che significa una minaccia grave.




“Il sistema di allerta a colori ha cinque livelli – verde, blu, giallo, arancione, rosso – in ordine di gravità della minaccia terroristica. Il sistema, istituito nel marzo 2002, è partito a livello giallo e non è mai sceso al di sotto, e non è neanche arrivato al rosso” (Austin American Statesman 17.03.2003). 





La Lobby


La classe dirigente negli USA è ora dominata da un gruppo neo-conservatore di circa 200 persone che hanno il comune dichiarato intento di far valere il potere militare USA sul mondo intero. 

 La seconda guerra mondiale ha consolidato negli USA una trinità di potere che ha incluso élite industriali, militari e di governo in una struttura di potere centralizzata, che lavora all’unisono attraverso ‘alte sfere’ di contatto e di accordo. C.Wright Mills, L'élite del potere, 1956.



Aggiornamento del 12 gennaio 2011

Auguri, Matteo. Farai carriera e sostituirai bene i rottamati.

(Matteo Renzi, sindaco di Firenze: "Io sto con Marchionne e con lui m'attacco al carro degli Stati Uniti")

martedì 23 novembre 2010

Papa e crimini contro l'umanità

Riportiamo qui sotto lo stralcio di un articolo di Cecilia M. Calamani, con l'aggiunta di un ns. breve commento.



LiberaUscita



 







Preservativi, donne e pedofilia: il papa in anteprima



da: www.cronachelaiche.it di domenica 21 novembre 2010



....



Il preservativo. Sorprendendo tutti, il papa ne autorizza «in alcuni casi» l’utilizzo. «Vi possono essere singoli casi giustificati, ad esempio quando una prostituta utilizza un profilattico, e questo può essere il primo passo verso una moralizzazione, un primo atto di responsabilità per sviluppare di nuovo la consapevolezza del fatto che non tutto è permesso e che non si può far tutto ciò che si vuole» afferma. «Tuttavia – prosegue – questo non è il modo vero e proprio per vincere l’infezione dell’Hiv. È veramente necessaria una umanizzazione della sessualità. Concentrarsi solo sul profilattico vuol dire banalizzare la sessualità».



Se la prima reazione può essere quella di un vago entusiasmo per un timido inizio della recessione di un tabù cattolico – la contraccezione –  a leggere con attenzione le parole del papa non si sa se ridere di gusto o arrabbiarsi davvero. Forse sua santità si è finalmente accorto che se anche nelle famiglie cattoliche il tasso di natalità è molto basso significa che, al di là dei suoi veti, l’uso dei preservativi è così diffuso che vale la pena ‘legalizzarlo’? Nossignore. Il profilattico può essere solo un primo passo verso la moralizzazione delle prostitute che, essendo costrette – o almeno ce lo auguriamo – a usarlo se non vogliono infettarsi o infettare i loro ‘clienti’, dovrebbero pensare: “se devo proteggermi significa che non posso fare quello che voglio!” e magari, raggiunta questa coscienza, genuflettersi davanti al creatore per chiedere perdono dei peccati sin lì commessi. E questo è il lato comico delle aperture di Ratzinger.



L’altro, invece, è drammatico. Il 17 marzo 2009 il papa, in visita in Camerun e Angola, dichiarò pubblicamente che l’epidemia di Aids che affligge i popoli africani «non si può superare con la distribuzione dei preservativi che, anzi, aumentano i problemi». Ad ascoltarlo non il popolo italiano o europeo, più o meno scolarizzato, che possiede, volendo, strumenti di informazione e confronto scientifici e sociali, ma il popolo africano, decimato dalle epidemie di Aids, al quale un bianco angelo con le scarpette rosse dice di non usare il profilattico nonostante la comunità scientifica mondiale lo ritenga l’unico mezzo efficace per combattere la diffusione dell’HIV.



Allora il papa rischiò una denuncia per crimini contro l’umanità. Oggi, di fronte a un giornalista, parla invece di ‘casi particolari’ – le prostitute! – in cui il preservativo avrebbe un ‘effetto moralizzatore’  e insiste sul concetto che l’unico modo per evitare il contagio è la fedeltà.



......



Commento.


Come si possa benedire le nascite indesiderate e contemporaneamente maledire quelle desiderate (fecondazione assistita) è uno dei tanti “misteri” (non gloriosi) della Chiesa cattolica. Purtroppo, la sciagurata crociata contro la contraccezione non è soltanto un crimine verso l’umanità perché agevola la diffusione dell’HIV ma soprattutto perché incrementa la popolazione mondiale, che è la causa prima dello sfacelo del pianeta, della povertà, della fame, delle guerre e della stessa criminalità, organizzata o meno. E’ vero che Gesù disse “crescete e moltiplicatevi”, ma aggiunse anche “e riempite la terra”. Ed oggi, nel terzo millennio, la terra è ormai piena. Chi lo dice a Ratzinger? (gps). GPS= Gianpiero Sestini.























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LiberaUscita



Associazione nazionale laica e apartitica



per il diritto di morire con dignità 



via Edgardo Ferrati, 12 - 00154 Roma



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mercoledì 26 agosto 2009

Schiava e regina

Golfo di Baratti






La regina di Saba in vesti di clandestina



Lunedi mattina 24 agosto 2009.


Anche ilmare è rimasto senza fiato al suo passaggio.




Altre foto

sabato 20 giugno 2009

Piccioni

L'uovo in terrazza



Non c'è verso: tutti gli anni è una lotta. La coppia di piccioni ritorna puntuale in terrazza, approfittando - questa volta - della breve trasferta parigina. Ho provato con lo spry repellente, ho piazzato due barriere di punte ad ago, eliminato varchi...Ma non intendo chiudere la terrazza, come hanno fatto gli altri inquilini (per motivi di spazio, s'intende, non per i piccioni).

Che fare?

I "piccioni urbanizzati", per effetto di una sentenza istruttoria del Pretore di Cremona del 18 gennaio 1983, sono considerati alla stregua di tutti gli animali allevati e quindi passibili di ogni azione di sfruttamento, compresa la cattura e l'uccisione...

Trovato qui.

E l'uovo non c'è più.

Ma il problema rimane.



I colombi urbani sono causa di un particolare tipo di inquinamento biologico, per di più le loro deiezioni danneggiano le strutture architettoniche delle città.


Sono soprattutto i centri storici cittadini ad offrire le migliori condizioni di vita a questi volatili sinantropi.

Sottotetti, solai, cornicioni, facciate di antichi palazzi offrono condizioni favorevoli per la proliferazione; l'inurbamento è favorito dal microclima idoneo, dalla minor competizione per i siti di nidificazione, dalle più facili fonti di cibo e dall'assenza di predatori.



Da Piccioni problema sociale





 E giacchè ci sono, frugando online:


Solo in piazza Signoria sono sono circa 2.000. La soglia sostenibile invece secondo veterinari e medici sarebbe di 250 capi per chilometro quadrato. Questo è il dato emblematico sulla presenza dei piccioni in città che secondo l’Asl rappresenta, come in altre città, un rischio sanitario per l’uomo.


Nel rilevamento all’inizio della ricerca, riferibile alla primavera del  1999, è stata stimata la presenza di  30.000 individui in tutto il territorio comunale di Firenze, con  almeno 80 colonie stabili e una densità media  decrescente dal centro verso la periferia. 


Gli interventi decisi dall’Amministrazione Comunale per  contenere il numero dei piccioni sono assolutamente  incruenti. Al contrario degli interventi di cattura e  soppressione realizzati qualche anno fa, è stata poi scelta la strada, eticamente più accettabile e con maggiore validità scientifica, della somministrazione di mangime trattato con una sostanza ad effetto anticoncezionale. Il farmaco utilizzato, la nicarbazina, viene distribuito in granella di mais da operatori appositamente addestrati. Le caratteristiche di sicurezza del  trattamento con questo farmaco, autorizzato dal Ministero della Sanità, comprendono: un effetto sui colombi che è temporaneo e quindi reversibile, un impatto ambientale 100 volte inferiore al limite   stabilito dalla normativa europea e una probabilità di  ingestione da parte di altre specie che è praticamente nulla. Tale trattamento è stato sospeso dal 2005 per la verifica dei risultati. Sono attualmente allo studio altri metodi, sempre assolutamente incruenti, per il controllo della popolazione dei colombi.


E allora siamo alle solite.

Io sono per ritornare alla maniera energica: cattura e soppressione.


domenica 26 aprile 2009

Libera volpe in libero pollaio

Vangelo della domenica


Una storiella…

In Africa gira una storiella per spiegare alla gente, a digiuno di economia, la frana finanziaria e il crollo delle Borse che hanno travolto il globo. «Un giorno, uno sconosciuto arriva in un villaggio e annuncia agli abitanti che è pronto a comperare scimmie a 10 dollari l’una. Subito, quei paesani vanno in foresta e catturano scimmie a centinaia, a migliaia addirittura. Poco a poco, la popolazione dei primati si assottiglia e i cacciatori devono ridurre il ritmo.

Lo sconosciuto annuncia che, d’ora in poi, pagherà 15 dollari la scimmia. I paesani raddoppiano lo zelo, e così, ben presto, non si trova più una sola scimmia nella foresta. Allora, lo sconosciuto offre prima 20 e poi 50 dollari per animale, avvertendo, però, che deve assentarsi. Sarà il suo aiutante a comperare le loro prede. Questi riunisce la gente e indica le gabbie con le migliaia di scimmie che il padrone ha comperato. “Se le volete – dice – ve le cedo a 35 dollari l’una. Così, quando il mio padrone tornerà, potrete rivendergliele a 50”. Accecati dalla prospettiva dell’arricchimento facile, i paesani vendono i loro beni per riscattare le scimmie. Incassato il malloppo, l’assistente sparisce nella notte. Né lui né il padrone si vedranno più. Nel villaggio, solo scimmie che corrono all’impazzata».

Benvenuti nel mondo della Borsa!

 

E' una buona predica domenicale...


Continua qui

mercoledì 18 marzo 2009

Il Vaticano brucerà

 per autocombustione


 PAPA: PRESERVATIVI NON SONO LA SOLUZIONE PER COMBATTERE L'AIDS 

 

(ASCA-AFP) - A bordo dell'aereo Papale, 17 mar - Distribuire i preservativi non e' la soluzione per combattere l'Aids. Lo ha detto Papa Benedetto XVI a bordo dell'aereo in viaggio verso l'Africa.


L'Aids ''e' una tragedia che non puo' essere risolta solo con il denaro, ne' con la distribuzione dei preservativi che invece peggiorano il problema'', ha detto il Pontefice.


La soluzione, secondo il Papa, consiste in un ''risveglio spirituale e umano'' e ''partecipare alle sofferenze di coloro che soffrono''.


 

sabato 6 dicembre 2008

Essere non essere:mobilitarsi per salvare la civiltà


L’aumento della popolazione, che contribuisce ai problemi elencati finora, ha anch’esso il suo punto di non ritorno. Molti paesi si sono sviluppati economicamente in maniera sufficiente da poter ridurre drasticamente la mortalità, ma non abbastanza per contenere la fertilità. Questi paesi si trovano pertanto prigionieri in una trappola demografica: la rapida crescita della popolazione è causa di povertà e la povertà porta come conseguenza l’aumento delle nascite. In tale situazione prima o poi queste nazioni andranno in crisi. O troveranno il modo per interrompere questo circolo vizioso o crolleranno. Negli ultimi decenni, il mondo ha accumulato un numero crescente di problemi irrisolti. Per le tensioni che ne conseguono, i governi più deboli stanno cominciando a cedere, avviandosi a entrare nel novero di quelli comunemente definiti come paesi in via di regresso. I paesi in via di regresso sono il primo segno di una civiltà in declino. Le nazioni in cima alla lunga lista degli stati in decadenza non sono una sorpresa: comprendono l’Iraq, il Sudan, la Somalia, il Ciad, l’Afghanistan, la Repubblica Democratica del Congo e Haiti. La lista si allunga ogni anno e comporta una domanda inquietante: quante nazioni crolleranno prima che fallisca la civiltà stessa? Nessuno conosce la risposta, ma è una domanda che dobbiamo porci.12


La fonte


Ci troviamo di fronte a una sfida straordinaria, ma c’è da essere ottimisti. Tutti i problemi che dobbiamo affrontare possono essere risolti con le tecnologie esistenti. E quasi tutto ciò che è possibile fare per spostare l’economia mondiale verso un percorso sostenibile è già stato fatto in uno o più paesi. Gli interventi del Piano B prevedono l’utilizzo di tecnologie alternative già presenti sul mercato. Sul fronte energetico, per esempio, un avanzato impianto di turbine eoliche può produrre tanta energia quanto un pozzo petrolifero. Alcuni ingegneri giapponesi hanno ideato un frigorifero che utilizza solo un ottavo di elettricità rispetto a quelli in commercio fino a un decennio fa, ed esistono automobili ibride a benzina ed elettriche che sono due volte più efficienti della media delle vetture.62


Molti paesi stanno portando esempi concreti di applicazione del Piano B. La Danimarca, per esempio, oggi produce il 20% della sua elettricità dal vento e ha pianificato di alzare questa percentuale fino al 50%. Circa 60 milioni di europei oggi ricevono l’energia elettrica domestica da centrali eoliche. Entro la fine del 2007, circa 40 milioni di abitazioni cinesi verranno munite di sistemi solari termici per il riscaldamento dell’acqua a uso domestico. In Islanda quasi il 90% delle abitazioni sono scaldate con energia geotermica. Così facendo, questo paese ha quasi eliminato l’uso del carbone per il riscaldamento.63


Per quanto riguarda il cibo, l’India, impiegando come modello la produzione casearia in piccola scala, che utilizza come fonte alimentare quasi esclusivamente residui di colture, ha più che quadruplicato la sua produzione di latte dal 1970, superando gli Stati Uniti come leader mondiale del settore. Il valore della produzione lattiero-casearia in India oggi supera quello dei raccolti di riso.64


Un avanzato sistema di allevamento del pesce in Cina, centrato sulla poli-coltura della carpa, ne ha fatto il primo paese dove la quantità di pesce allevato supera quella del pescato. Infatti i 32 milioni di tonnellate pro-dotte dall’itticoltura cinese nel 2005, rappresentano circa un terzo del pesce oceanico pescato in tutto il mondo.65

La fonte


Da beppe Grillo



mercoledì 24 settembre 2008

Bancarotte e impronta ecologica

Lehman Brothers è in bancarotta. Molti dei dipendenti in tutto il mondo stanno lasciando il proprio posto di lavoro con uno scatolone in mano, in diretta sulla CNN. Niente trattative, sindacati, cassa integrazione, ammortizzatori, ecc.

Dal blog di Paolo Valdemarin


Alitalia è in bancarotta. La colpa del fallimento?  I sindacati (Berlusca)




Il pianeta è in bancarotta  (L'impronta ecologica)


dai un'occhiata qui


PS. In questi giorni ho ripreso contatto con alcuni giovani e meno giovani insegnanti dell'ultima scuola da me frequentata, prima della pensione: il Russel di Scandicci (oggi Russel-Newton). Mediatore "Dante in Casentino". Mi ha fatto particolarmente piacere l'incontro con Massimo Seriacopi, giovane vice del Russell, studioso di Dante, ammiratore del compianto Toni Comello e del suo modo unico di presentare l'opera di Dante agli studenti e a tutti gli amanti del teatro...Abitavamo a pochi metri di distanza qui all'Isolotto e non c'eravamo mai incontrati. Sto leggendo il suo: "Bonifacio VIII nella storia e nell'opera di Dante, Libreria Chiari, Firenze 2003. Lui sta preparando la recensione del mio "Ivi è Romena" per la "Rassegna della Letteratura Italiana". Un abbraccio a Enrico Coppi, un saluto anche a Vittoria Menga e Giulietta D'Ettole.


 


 

giovedì 5 giugno 2008

Piccioni



E' dal mese di febbraio, come tutti gli anni. Una coppia di piccioni si installa in terrazza e ne vuol prendere possesso: nido poi uovo. E cacche. Sono due piccioni israeliani e pensano di essere in un terrazzo di Palestina. Basta star via due giorni e l'occupazione è fatta. Provo con la rete, poi lo spray, poi il repellente...Niente da fare; solo l'omicidio mirato. Ed ecco che l'israeliano sono io. Ma non l'ho ancora fatto. Insisto con il repellente (€ 8,50), "innocuo per gli uomini". Ma sogno il lab CIA della peste alle galline cinesi e tedesche per un virussino collaterale anti polli, non infettivo per l'uomo. Difficile. Neppure the US Army c'è arrivato con l'uranio non sufficientemente impoverito. 

Ma perché non deviare la caccia dai sinti romeni ai piccioni cacherecci, con libertà di uccidere? Sarebbe una soluzione per Alemanno: i piccioni non hanno l'anima e il Vaticano non difende i loro embrioni, i verdi e gli animalisti sono fuori dal Parlamento insieme ai comunisti. Aspetto un decreto di Maroni che liberalizzi la caccia al piccione di città, in modo da farli sparire da Firenze (e dalla terrazza di casa mia) come sono spariti i lavavetri. E qui rivinceremo le elezioni, anche se la tranvia non fosse finita.

Ma passiamo dalle stalle alle stelle:

Si chiamava Ratzel (quasi ratsinger) e coniò per tutti una parola: raum. Lebens raum. Lo spazio vitale.

Ieri alla FAO "i grandi hanno litigato su tutto" (Repubblica quarta pag), ma sono "stati uniti" contro Amadinejad (Repubblica prima pag. cubitale quasi vomitale) . E siccome l'unione fa la forza, il pianeta è salvo. Perché, finché Israele non avrà sicurezza, non ci sarà pace sulla terra (Presidente Napolitano). Qui nei bar dell'Isolotto tutti i discorsi vertono su Israele e il suo strazio, ora che è passata la paura che la Fiorentina non arrivasse al quarto posto (anacoluto d'onore).

Dunque alla FAO i grandi hanno litigato su tutto perché ormai "tutto lo spazio" del pianeta è occupato. E tutti abbiamo i nostri piccioni sul terrazzo di casa. Ma questo c. di pene lo vogliamo regolamentare? Ma quello degli africani è fuori controllo (ministro francese di cui non ricordo il nome). I cinesi stanno provando, un figlio a testa. Noi toscani siamo già a posto. Ma il guaio è che nelle case dei poveri del terz'ultimo mondo i figlioli si moltiplicano come i pidocchi. Pierluigi mi dice sommessamente che anche se in terra fossimo la metà di quelli che siamo sarebbe uguale. Io non sono d'accordo. Poco fa Arté mi faceva vedere la distruzione di un bosco in..? sottotitoli francesi, lingua slava. E l'ultima nonna contadina piangeva su un pino abbattuto, quello della sua fungaia sotto casa. Gli americani, stupidi ormai conclamati, hanno dichiarato lo spazio interstellare "cosa loro" mentre in Italia ci accontentiamo di cosa nostra al governo e una grande loggia propaganda in TV, giornali e stato città vaticano.

Ma volevo passare dalla stalle alle stelle:

ragioniamo seri.

Forza internet. Cominciamo da


http://it.wikipedia.org/wiki/Gregor_Mendel


No, il buon monaco che sa tutto sui piselli, qui non serve.


Meglio qui:


...la popolazione umana continua a crescere. Nel 2006 abbiamo superato i 6,5 miliardi di abitanti. Il tasso di crescita della popolazione mondiale è sceso dal 2,1% del 1970 a circa l'1,2% attuale, ma l'1,2% su di una popolazione di 6,5 miliardi significa un incremento annuale di circa 70 milioni di esseri umani. Gli esperti demografi delle Nazioni Unite ci dicono che la popolazione umana raggiungerà, con ogni probabilità, gli 8 miliardi nel 2025 e i 9,1 miliardi nel 2050.


La crescita della maggioranza di questa popolazione, il 95%, avrà luogo nei paesi cosiddetti in via di sviluppo e l'Africa presenta il tasso di crescita superiore rispetto agli altri continenti, il 2,4% annuale. Ci si aspetta che la popolazione di questo continente andrà a oltre il raddoppio nel 2050, raggiungendo i 2,3 miliardi.


Ratzel va preso sul serio


Anche Blache afferma che il pensiero di Ratzel è incompleto, ma non errato. Blache dice che è vero che la distribuzione spaziale dei fatti umani può dipendere da fatti fisico – ambientali, ma è anche vero che spesso dipende dall’organizzazione sociale dell’uomo.


Buono questo art. su Carta:  http://www.carta.org/articoli/8985


Il documento certifica un passaggio cruciale nella politica imperiale americana, da lungo tempo preparato e teso ad affermare il principio che “la libertà di azione nello spazio è importante per gli Stati uniti come la potenza aerea e marittima” e si traduce nel negare l’accesso allo spazio a chiunque sia “ostile agli interessi americani”, il che implica il respingimento a priori di eventuali futuri accordi sul controllo delle armi che possano limitare la “flessibilità d’azione” degli Stati uniti nello spazio.


...da sempre la cosiddetta “difesa degli interessi americani” va di pari passo con la rivendicazione dello spazio vitale – ciò costituisce il cuore del lebensraum a stelle strisce – e la National Space Policy prosegue spedita lungo questo binario.


Sia quel che sia, da oggi i pionieri americani hanno ufficialmente depositato il certificato di proprietà di un nuovo territorio al di là della frontiera e d’ora in avanti chiunque dovrà fare i conti con loro.


Continuo io:


Hitler s'accontentava dell'Europa orientale e dell'alto adige per garantire ai tedeschi mille anni di felicità. Got mit uns. Uno gnomo in confronto alla National Space Policy a stelle e strisce, In god we trust.


Ma Ratzel va preso sul serio, non lasciamolo a Adolfo né a Giorgio W.


Vado a dare un'occhiata alla terrazza.

venerdì 21 marzo 2008

Sovrapopolazione


la causa principale della distruzione del pianeta


 è la sovrapopolazione.


Libera Uscita mi invia questa email e siccome la mia ossessione-pallino è la sovrapopolazione, mi affretto a pubblicarlo qui.


L’articolo di Aldo Schiavone “Quel che resta di destra e sinistra”, pubblicato su la Repubblica del 18 marzo, riporta all’attualità la domanda di Giorgio Gaber nella sua canzone:  “Cos’è la destra, cos’è la sinistra?”


La crisi del comunismo, la diffusione del capitalismo, la globalizzazione dell’economia, l’azzeramento telematico delle distanze hanno reso ormai obsoleti i criteri che una volta differenziavano la destra dalla sinistra.


In Italia, dove i due partiti maggiori, PD e PDL, si rincorrono sul piano delle proposte “corporative”, avulse dai veri problemi che affliggono l’intera umanità, le differenze sono ancora meno percepibili.  


Secondo Schiavone, esistono tre valori o principi che la politica dovrebbe perseguire:


- il valore assoluto dell´emancipazione umana;


- il principio “dell´eguaglianza universale delle opportunità”;


- la “convinzione che l´individualismo acquisitivo – tu sei quel che consumi – non sia l´unico modo di formazione di una personalità umana”.


Di fronte a queste scelte di fondo, Schiavone non sa rispondere se la “diade” destra/sinistra regga ancora o non sia il caso di abbandonarla, ma crede anche che “commetteremmo un errore catastrofico se, decidendo di lasciarla cadere, rinunciassimo con essa alla prospettiva di una politica capace di esaltarsi nel confronto e nel conflitto fra grandi alternative, fra concezioni complessive del mondo e del futuro. Se sapremo farlo, a cominciare dal nuovo Pd, sarà già un gran risultato, al di là dello stesso esito del voto ”.


Mentre sono pienamente d’accordo sulle conclusioni alle quali perviene Schiavone, mi permetto di osservare che i tre valori o principi fondamentali da lui indicati non sono sufficienti a definire una “concezione complessiva del mondo e del futuro”.


Credo infatti che il primo obiettivo che oggi la politica deve porsi sia quello della “solidarietà globale”, ossia una solidarietà senza limiti di spazio né di tempo, tale cioè da coinvolgere gli esseri umani di tutte le nazioni e le future generazioni, nella convinzione che il  pianeta in cui noi viviamo è lo stesso in cui vivranno i nostri figli ed i figli dei nostri figli.


La “solidarietà globale” comporta scelte non facili e talora impopolari. La prima conseguenza è che occorre prendere atto che la causa principale della distruzione del pianeta è la sovrapopolazione.


Sappiamo tutti che fra qualche anno si saranno prosciugati i giacimenti di petrolio mentre la richiesta di energia è in costante aumento, che l’inquinamento dell’aria e delle acque è progressivo, che la temperatura della terra è in aumento ed i ghiacciai si stanno sciogliendo, che i problemi connessi allo smaltimento dei rifiuti e delle scorie saranno sempre più devastanti, e così via. Considerato che – grazie ai progressi della medicina - la vita media è notevolmente aumentata e che le “grandi” guerre e gli stermini di massa sono cessati da oltre 60 anni, se continua l’attuale “trend” di crescita demografica i dieci miliardi di persone che abitano oggi il pianeta in breve tempo arriveranno a renderlo inabitabile, anche per il futuro.


E’ giunto il tempo che la politica affronti il problema. E poiché il tema della solidarietà (altruismo) caratterizza più la sinistra della destra, è tempo che la sinistra se ne faccia carico.


So benissimo che non può essere l’Italia a trovare la soluzione, ma può essere l’Italia – come ha fatto per la moratoria della pena di morte – a sollevare la questione a livello ONU. E intanto si possono adottare, nel nostro paese, norme coerenti con l’obiettivo della “solidarietà globale”.


In questo quadro, ad esempio, si può ed anzi si deve: incentivare la nascita del primo figlio ed anche del secondo ma non di più, propagandare l’uso di anticoncezionali, ridurre le emissioni inquinanti, finanziare la ricerca sulle energie alternative, incentivare l’installazione delle pale eoliche, condizionare il rilascio delle concessioni edilizie all’installazione su ogni stabile di pannelli solari, costruire termovalorizzatori, controllare e punire ogni forma di inquinamento ambientale, ecc.


Insomma è giunto il tempo per il genere umano di farsi carico della sua sopravvivenza. Ciò può avvenire soltanto sulla base di una nuova etica basata sulla ragione e sui fatti. Come dice Schiavone, “non esistono leggi morali né confini biologici dati una volta per tutti fuori di noi”.


Così come non esistono leggi morali fuori di noi che possano costringerci a vivere anche quando la nostra vita si è naturalmente conclusa.

Grazie a tutti voi di LiberaUscita: siete dalla parte della ragione.

Giorgio Grossi