venerdì 7 agosto 2009

La Luna e Giove

 


Ieri sera, sotto un cielo che abbaglia,


ho rivisto Giove stringersi a tenaglia


verso la Luna puntando la mitraglia:


in 4 formavan la marmaglia:


due a sinistra stretti a sé vicini


uno alla destra piuttosto a lui lontano;


il quarto così fuor de la sua culla


che se Giove non lo riprende in mano


rischia proprio di perdersi nel nulla.


... lungo la strada

che mal non seppe carreggiar Fetòn.


Nota estravagante


Speriamo che il satellite che rischia di perdersi - come il carro di Giove in mano a Fetonte - non sia Europa (in mano alla NATO).


Riferimento dantesco:


 Ond'elli a me: «Se Castore e Poluce

fossero in compagnia di quello specchio

che sù e giù del suo lume conduce,


  tu vedresti il Zodiaco rubecchio

ancora a l'Orse più stretto rotare,

se non uscisse fuor del cammin vecchio.


  Come ciò sia, se 'l vuoi poter pensare,

dentro raccolto, imagina Siòn

con questo monte in su la terra stare


  sì, ch'amendue hanno un solo orizzòn

e diversi emisperi; onde la strada

che mal non seppe carreggiar Fetòn,


  vedrai come a costui convien che vada

da l'un, quando a colui da l'altro fianco,

se lo 'ntelletto tuo ben chiaro bada».

Purg. IV

giovedì 6 agosto 2009

Meteora d'agosto


L'ho appena sognato


Se è vero che

presso al mattin del ver si sogna


L'Italia senza il caudillo. Un senso si sospensione in tutto l'ambiente intorno a me. Perché non crederci, amico Frank? In fondo in fondo chi immaginava la caduta del muro di Berlino nel 1988? E chi la fine di Ceasuscu, un mese prima della fine?


Nota letteraria


Tra li ladron trovai cinque cotali

tuoi cittadini onde mi ven vergogna,

e tu in grande orranza non ne sali.  6 

  Ma se presso al mattin del ver si sogna,

tu sentirai, di qua da picciol tempo,

di quel che Prato, non ch'altri, t'agogna.  9 

  E se già fosse, non saria per tempo.

Così foss'ei, da che pur esser dee!

ché più mi graverà, com' più m'attempo.  12

Inf.XXVI


Nota astrofisica


Luna - Giove:



stasera 6 agosto la Luna Piena sorge accompagnata dal pianeta più luminoso visibile nella prima parte della notte, Giove. La Luna e Giove si trovano nei pressi del confine tra le costellazioni del Capricorno e dell’Acquario (
vedi mappa).




Deduzione astrologica

Giove con i suoi satelliti potrebbe scomparire dietro la luna. Per sempre. Dietro questa Italia lunatica.  Perché no.  Così foss'ei, da che pur esser dee!



Guarda che luna









Ce l'ho proprio davanti a casa, qui sulla collina sopra S.Piero in frassino. "De la padella del ciel la gran frittata". Accanti a lei Giove. Nient'altro nel cielo. Ieri sera ho puntato per la prima volta il telescopio verso la luna. Non fatto l'allineamento del mirino al reticolo, ma non è stato difficile centrare la gran frittata. Più complesso il puntamento di Giove, ma alla fine è arrivato; d'altronde, come satellite della terra è enorme. Da solo, leggo nei testi, contiene quasi il 70% di tutta la massa del sistema planetario. Era lì lì per diventare una stella..ma non ce l'ha fatta.



E poi li ho visti: 3, più forse un quarto, piccolo e vicinissimo a lui, tutti in fila retta, dalla parte del destra (nel telescopio, quindi, forse, dalla sinistra nella realtà): i satelliti. Sidereus nuncius, quattri secoli fa esatti, di queste notti. Annuncio per me ancora prematuro, ma stasera lo posso dare anch'io: i satelliti sono 2 sempre a destra, mamolto distanziati in cfr a ieri. E gli altri 2? Mi son cavato gli occhi per vederli dalla parte opposta, ma niente. Saranno dietro. Li aspetto al varco le prossime sere.



Fu un annuncio che spaccò il cielo, letteralmente lo ruppe. Perché Giove non poteva essere imbulonato dentro la sua sfera di cristallo se quattro cinque astri birichini si divertivano a pigliarlo in giro girandogli intorno. Appriti cielo! E il cielo si aprì davvero ricadendo in testa al povero Galileo che per non far la fine di Giordano Bruno (l'odore della brace si sentiva ancora, di quei tempi) dovette dire al solito papa infallibile nello sbagliare, allora come oggi e forse sempre: 'un n'è vero niente; mi so' sbagliato; lo giuro in ginocchio. E il papocchio s'accontentò di mandarlo a domicilio coatto. Per questa volta. L'infallibile Rutzinger486.




La parola a Galileo:




Il giorno sette gennaio, dunque, dell'anno milleseicentodieci, a un'ora di notte, mentre col cannocchiale osservavo gli astri mi si presentò Giove; poiché mi ero preparato uno strumento eccellente, vidi (e ciò prima non mi era accaduto per la debolezza dell'altro strumento) che intorno gli stavano tre stelle piccole ma luminosissime; e quantunque le credessi del numero delle fisse, mi destarono una certa meraviglia, perché apparivano disposte esattamente secondo una linea retta e parallela all'eclittica, e più splendenti delle altre di grandezza uguale alla loro.




Fra loro e rispetto a Giove erano in questo ordine:








figura 13




cioè due stelle erano a oriente, una a occidente. La più orientale e l'occidentale apparivano un po' maggiori dell'altra: non mi curai minimamente della loro distanza da Giove, perché, come ho detto, le avevo credute fisse. Quando, non so da qual destino condotto, mi rivolsi di nuovo alla medesima indagine il giorno otto, vidi una disposizione ben diversa: le tre stelle infatti erano tutte a occidente rispetto a Giove, e più vicine tra loro che la notte antecedente e separate da eguali intervalli, come mostra il disegno seguente:








figura 14




A questo punto, non pensando assolutamente allo spostamento delle stelle, cominciai a chiedermi in qual modo Giove si potesse trovare più ad oriente delle dette stelle fisse, quando il giorno prima era ad occidente rispetto a due di esse. Ed ebbi il dubbio che Giove non fosse per caso diretto, diversamente dal calcolo astronomico, ed avesse col proprio moto oltrepassato quelle stelle. Per questo con gran desiderio aspettai la notte successiva: ma la mia speranza fu resa vana, perché il cielo fu tutto coperto di nubi.










Ma il giorno dieci le stelle mi apparvero in questa posizione rispetto a Giove:








figura 15




cioè ve n'erano due soltanto, ed entrambe orientali: la terza, come supposi, era nascosta sotto Giove. Erano come prima sulla stessa retta con Giove, e poste esattamente secondo la linea dello Zodiaco. Quando vidi questo e compresi che in alcun modo potevano attribuirsi a Giove simili spostamenti, sapendo inoltre che le stelle osservate eran sempre le stesse (nessun'altra precedente o seguente ve n'era entro grande intervallo sulla linea dello Zodiaco), mutando la perplessità in meraviglia, compresi che l'apparente mutazione non era di Giove ma delle stelle da me scoperte; e per questo pensai di dovere da allora in poi osservare a lungo il fenomeno attentamente e scrupolosamente.



Trovato qui

mercoledì 5 agosto 2009

Mohammad Khatib

Chiedi l'immediato rilascio degli attivisti palestinesi arrestati a Bil'in!

Con un clic, invia una lettera all'ambasciatore di Israele in Italia e alle
rappresentanze diplomatiche italiane a Tel Aviv e Gerusalemme:
http://www.actionforpeace.org/index.php/bilin.html

Il 3 agosto 2009 le forze israeliano hanno compiuto l'ultimo di una serie di
raid notturni nel villagio di Bil'in nella Cisgiordania. I residenti di Bil'in sono
impegnati da cinque anni nella resistenza non violenta contro il Muro
dell'Apartheid, che ha tolto il 60% della loro terra. Dal 29 giugno 2009 sono
stati arrestati 25 persone a Bil'in (19 delle quali ancora detenute), la
maggior parte sotto i 18 anni, insieme ai leader dei comitati popolari contro
il muro.

Diamo un futuro alla resistenza popolare palestinese, e all'opzione
nonviolenta per la fine dell'occupazione!

Invia una lettera alle rappresentanze diplomatiche italiane e israeliane per
esigere il rilascio dei prigionieri politici di Bil'in e per la fine dei raid notturni.

Clicca qui: http://www.actionforpeace.org/index.php/bilin.html

Vuoi fare di più?

Per contribuire alle spese legali del Comitato popolare di Bil'in, si può fare
una donazione online cliccando: http://tinyurl.com/lcr6rg

Per chi conosce personalmente Mohammad Khatib, leader del comitato
popolare arrestato il 3 agosto (o altri arrestati nominati qui:
http://tinyurl.com/lz3gtm) si prega di inviare una testimonianza del loro
impegno verso la non violenza all'indirizzo: bilinlegal@gmail.com Le
testimonianze verrano presentato al giudice israeliano.

Action for Peace
info@actionforpeace.org
http://www.actionforpeace.org

Ru486

Sarà un bel giorno 




Enzo Mazzi per il manifesto - 3 agosto 2009




Scomunica, censura, peccato mortale, inferno, dannazione eterna: parole di un altro tempo, anzi di un altro mondo, il tempo della teocrazia, il mondo del dominio del sacro.Quelle minacciose parole sono state usate di nuovo in questi giorni da cardinali e monsignori in relazione al via libera dell’Agenzia del farmaco per la pillola abortiva Ru486. Lo stesso cardinale Bagnasco in una intervista al quotidiano dei vescovi italiani di domenica scorsa ribadisce la scomunica, "come medicina in chiave pedagogica" (bontà sua!), per chi compie l’aborto o anche solo collabora ad esempio vendendo o somministrando la pillola abortiva. Costa fare affermazioni drastiche e ripeterle ogni volta. Ma lo sgomento è troppo grande. Il potere ecclesiastico amministra le paure che l'uomo e la donna hanno di fronte alle pulsioni della vita e su tale paura e sui sensi di colpa edifica il proprio autoritario paternalismo. Tutti sanno bene quanto ciò sia vero. Manca a molti il coraggio di dirlo apertamente. Cari "crociati della vita", laici, teologi, prelati e papi, pretendete di sedere in cattedra e di insegnare etica, ma forse è meglio che impariate prima il vocabolario essenziale dell'etica il quale per tanta parte è iscritto nella memoria e nella saggezza secolare delle donne. La Chiesa, nata dal Vangelo, dovrebbe ispirarsi sempre alla “buona notizia” annunciata da testimoni senza potere e rivolta ai poveri. Purtroppo da Costantino in poi si è creata una rovinosa divaricazione. E’ nata la Chiesa del potere. Nell’epoca della secolarizzazione questa Chiesa, privata ormai degli strumenti politici e culturali che nel Medioevo le assicuravano il dominio globale sulla società, ha individuato una specie di vuoto di spiritualità e di valori etici e lì, in quello spazio non coperto dalla tecnologia, dal mercato e dalla democrazia, hanno costruito il proprio fortino. Quel vuoto lo sentiamo tutti. Ma sentiamo anche che ci sono nell’umanità e in ciascuno di noi le energie per colmarlo e c’è la memoria della saggezza che nei millenni ha accompagnato il cammino umano. Il Vangelo è parte di questa memoria di saggezza a cui è possibile ancora oggi alimentare la ricerca. Per questo molti cattolici critici verso la Chiesa del potere non rompono i legami per non lasciare che la ricchezza del Vangelo, e della tradizione che lo ha mantenuto vivo nei secoli, sia monopolizzata totalmente dalle gerarchie. E’ così, in particolare, per la comunità di base. L’intervento delle gerarchie deprime le energie umane. Ci vogliono eterni bambini o meglio pecore belanti. L’elemento culturale su cui oggi si fonda il paternalismo ecclesiastico è la “verità perenne della natura” di cui la gerarchia avrebbe la chiave. Non c’è niente di tutto questo nel Vangelo. Anzi il Vangelo è un grande messaggio di valorizzazione della creatività dello Spirito che anima costantemente la ricerca umana e la conduce ben oltre la cosiddetta etica naturale codificata. Ed è anche una denuncia forte dei soprusi che provengono dalle cattedre di verità. Gli uomini che stavano lapidando una adultera erano molto religiosi, si appellavano a Dio creatore e rivelatore e alla sua legge, era Dio stesso che imponeva di considerare l’adulterio un atto contro la verità della natura, la loro mano era mossa dalle cattedre di verità di quel tempo. Gesù li freddò con una frase che dovrebbe freddare anche oggi le gerarchie ecclesiastiche: “chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra, nessuno ti ha condannata, nemmeno io ti condanno”. Come il Sabba fu lo strumento inquisitorio della caccia alle streghe così oggi si usa l’aborto per accendere nuovamente i roghi delle donne. Un passo avanti si è fatto: è sparito il rogo fisico. Ci si contenta di riproporre la condanna penale dell’aborto. Ma il risultato culturale e politico è sempre lo stesso: l’annullamento della soggettività femminile come soluzione finale per il dominio moderno sulla natura e sulle coscienze. La donna che ha potere sulla vita è in sé una concorrente pericolosa di ogni sistema di dominio, non solo di quello religioso. Quando il potere ecclesiastico arriverà a chiedere perdono alle donne di tutti i misfatti compiuti contro le loro coscienze fin dalla più tenera età, contro i loro corpi, i loro uteri, la loro capacità generativa e creativa, allora e solo allora sarà credibile nel suo parlare d'aborto e di difesa della vita. Quando il potere ecclesiastico avrà compiuto una riparazione storica facendo spazio alla visione femminile di Dio, della Bibbia, di Cristo, della fede e della vita della Chiesa, allora potrà intervenire credibilmente sull'etica della vita. Ma in quel momento si sarà dissolto come "potere". Credetemi, sarà un bel giorno. Merita lavorare perché si avvicini.

domenica 2 agosto 2009

2 agosto: mi ricorda qualcosa

  Intervista a Webster Griffin Tarpley









Intervista a Webster Griffin Tarpley


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La puoi scaricare mentre prosegui il lavoro sul PC. Ci vuole un quarto d'ora. Parla in italiano con la chiarezza di un anglosassone scafato. Sul terrorismo non ci sono misteri. E lui te lo spiega.


Chi è Webster Tarpley


Tarpley ha vissuto in Italia negli anni della contestazione e negli anni di piombo. Ha seguito da vicino, in particolare, la vicenda di Aldo Moro, dirigendo una commissione indipendente d'inchiesta patrocinata dal parlamentare italiano Zamberletti. Il risultato di tale inchiesta è stato pubblicato nel volume Chi ha ucciso Aldo Moro, che ha avuto subito vasta eco su "Panorama". La conclusione di questa indagine era che i mandanti dell'assassinio di Moro erano membri di alto livello dei governi britannici e americani (un grande sospetto sarebbe caduto su Kissinger), intenti a impedire il "compromesso storico" che nei delicati anni della Guerra Freddda avrebbe finito per portare i comunisti al governo, formando un governo italiano stabile di democristiani e comunisti insieme, con il rischio di uno sbilanciamento dell'Italia verso l'URSS, cosa che avrebbe rischiato di spalancare le porte a un'invasione sovietica di gran parte dell'Europa.


 La Fabbrica del Terrore made in USA

Dall'11 settembre ai futuri obiettivi - Un'indagine ineccepibile sul Terrorismo di Stato nell'Era Globalizzata e sul ruolo attivo dei servizi segreti Anglo-Americani negli attentati attribuiti ad Al-Qaeda.

...L'11 settembre non è il prodotto di un gruppuscolo di terroristi islamisti, ma il misfatto di forze assai più potenti e assai più vicine agli apparati statali degli USA.


...Questo golpe ha portato al governo  figure che hanno interesse a condurre guerre in Afghanistan, Iraq, Iran e forse Pakistan, Russia e Cina, e che hanno fatto di tutto per approfittare dell'11 settembre al fine di scatenare quelle guerre.


Responsabile dell'operazione è una rete canaglia con rami nelle aziende militari private, nei think tank, nell'intelligence e con tape sparse in punti cruciali dei media in tutto il mondo, dell'FBI, della polizia e del governo.


Tarpley, fin dalla copertina originale, che mostra talpe (Wolfowitz, Rumsfeld, Cheney, Blair) e zimbelli (Bin Laden, Atta), fa i nomi di tutti i criminali o sospetti identificati nel suo libro.


Webster Griffin Tarpley

 

      Prezzo  € 18,50


Arianna Edizioni


Libro - Pagg. 653


Volumi e articoli in italiano:



  • Chi ha ucciso Aldo Moro?, studio commissionato dal parlamentare italiano Zamberletti (DC) e pubblicato a Roma nel 1978 1978, che ha fatto luce sull'affiliazione fra le Brigate Rosse e la loggia neofascista P2 e sul ruolo dei servizi segreti angloamericani nel Caso Moro.

  • Anatomia di un coup d´état: come le esercitazioni e le manovre del Pentagono sono divenute i canali chiave per gli attacchi segreti del governo l´11 settembre, capitolo del libro Zero (2007), a cura di Giulietto Chiesa.

  • La fabbrica del terrore. Origini e obiettivi dell'11 settembre (2007), edizione italiana di 9/11 Synthetic Terror: Made in USA (2005,quarta edizione, 2007), Presentazione di Thierry Meyssan).

sabato 1 agosto 2009

Bianca la rossa

  

Il libro che sto leggendo. Ho richiesto un commento a Paola, che di libri ne legge uno al giorno.

Diceva una cara amica che i libri che vengono scritti possono essere un grande regalo per chi li legge. A me, che ho cominciato a scrivere da pensionata perché la scrittura (in modo particolare l’autobiografia) mi era sempre parsa una sorta di frivolezza, il libro di Bianca Guidetti Serra è apparso proprio un regalo e dico subito perché. A voler sintetizzare il pensiero in poche parole, direi che in mezzo a tanti avvenimenti politici scoraggianti perché sprovvisti di uno spessore minimo di dignità, questo libro ha la capacità di far scorrere sotto gli occhi i non pochi eventi positivi, le tante conquiste che sono state realizzate nel tessuto sociale di questo paese negli ultimi cinquant’anni. E a ricordarli al lettore non è un’osservatrice ben documentata ma una persona che spesso ha contribuito alla loro realizzazione. E’ appunto proprio questo l’elemento più qualificante del libro e in proposito mi sento anche di dire che un’autobiografia ha tanto più ragione di essere scritta, quanto meno la personalità di chi scrive si ricava uno spazio proprio nei confronti dei fatti che vengono raccontati, quanto più cioè si inserisce come elemento che trova la sua ragione d’essere proprio nelle dinamiche dei fatti stessi. Fin dall’inizio del libro, nella premessa, sappiamo che i fatti più personali e privati saranno lasciati da parte. E’ una scelta non secondaria e lo conferma il carattere “riservato” di questa scrittura che non a caso è quasi ”neutra” , cioè lontana da uno stile che potrebbe essere definito come “femminile”. E ancora non a caso si rivela lontana dal femminismo della “differenza” la pur intensa partecipazione ai problemi della questione femminile alle cui vicende Bianca Guidetti Serra ha dato il suo contributo. Questa parte dedicata alle donne è molto interessante e mi trova d’accordo su parecchie cose. Per esempio sul fatto che la posizione delle femministe attuali tende ad essere elitaria e che in certe posizioni, in certi scritti, sembra diventare particolarmente sfuggente l’attenzione ai condizionamenti sociali e a quanto abbiano contato e contino tutt’ora. E trovo anch’io ozioso un certo “separatismo” in funzione di contrapposizione al mondo maschile. Perciò mi piace la correzione proposta da Bianca alla manifestazione della Regione Piemonte al Lingotto nel 2006: non “più donne per contare di più”, ma “più donne per contare meglio”: dizione migliorativa di un’affermazione che pure ha il suo valore. Sarebbe stato semmai opportuno soffermarsi, nel libro, su quello che è stato da parte del femminismo il passo avanti fatto nella elaborazione della “differenza”, nel senso che il discorso dell’uguaglianza rimane astratto se non si considera che esiste una differenza, biologica e culturale, che vale come identità e solo se è riconosciuta come tale, rende davvero attivo il diritto all’uguaglianza. Comunque, c’è in tutte queste pagine sulle donne un tale spirito di compartecipazione che osservazioni critiche come quella che ho fatto, risultano nell’insieme di un’importanza marginale. Elemento questo della compartecipazione che è del resto una costante in questo libro, qualunque sia il terreno dell’impegno come avvocata, lotte operaie, brigate rosse, problemi dell’infanzia abbandonata e via dicendo. Una presenza che evidenzia immediatamente a chi legge una forte carica di umanità. Mi riferisco in particolare al capitolo sulla banda Cavallero e a quello in cui si ricorda affettuosamente l’amicizia con Primo Levi. Una sintonia tutta personale ho trovato con quanto l’autrice esprime nell’ultimo capitolo “Mi è piaciuto il fare”, non tanto perché “le parole sono più volatili e possono essere piegate a fini diversi”, osservazione facilmente condivisibile, ma soprattutto perché credo che le parole cambino la realtà meno delle azioni, anche piccole e di modesta portata, che si possono compiere, inserendosi in situazioni dove il contributo di un operato umano può servire a rendere meno pesante, meno ingiusta e più tollerabile una condizione, qualunque essa sia.

Bianca la rossa

Bianca Guidetti Serra

con Santina Mobiglia

Einaudi, Torino, 2009

 Paola Galli

Nota: Leggi il commento anche qui.