mercoledì 19 marzo 2008

Vita e morte

Associazione LiberaUscita    Centro Culturale Protestante”P.M.Vermigli”

    via Genova 24, Roma       via A. Manzoni 21, Firenze


Problematiche di fine vita : tra testamento biologico e diritto alla eutanasia

Presentazione del libro “ Non sono un assassino “ di Frédéric Chaussoy

Il caso “Welby-Riccio” francese




Introduzione : Meri Negrelli, Responsabile di LiberaUscita toscana


Relatori : Mario Riccio, Specialista in Anestesia e Rianimazione, Cremona

      Giancarlo Fornari, Presidente di LiberaUscita, Roma

      Mariella Orsi, Vice-Presidente Commissione Regionale di Bioetica, Firenze


Moderatore :

 Marco Ricca, Presidente del Centro Culturale Protestante “P.M.Vermigli”, Firenze


Firenze, via A. Manzoni 19/A  -  sabato 5 aprile 2008 ore 17:00


  Invito


Scheda illustrativa 


Vincent Humbert, ventiduenne, da 3 anni tenuto artificialmente in vita dopo uno scontro con un camion, tetraplegico, muto e quasi cieco, con l’aiuto del pollice riesce a dettare una supplica al Presidente Chirac-Le chiedo il diritto di morire-che commuoverà la Francia. Questo libro è la drammatica autodifesa di Frédéric Chaussoy, medico responsabile del Servizio di Rianimazione dell’Ospedale Elio-Marittimo di Berck-sur-Mer, che insieme alla madre di Vincent ha accolto le invocazioni del giovane. Incriminati per omicidio, nel 2006 entrambi verranno prosciolti per aver agito per motivi di particolare valore umano e sociale.

In quei momenti cruciali il dr.Chaussoy si era interrogato a lungo, ma poi  aveva fatto la scelta che riteneva giusta senza curarsi delle possibili conseguenze. Non è il caso - si era domandato –d i fermarsi nella lotta contro la morte la morte quando si è prolungato troppo, innaturalmente, una vita che è diventata solo una tragica condanna? Non bisogna, forse, essere dotati di un amore enorme per la vita per trovare il coraggio di metter fine ad una vita che non è più tale?

Come scrive nella prefazione all’edizione italiana Mario Riccio, il medico che ha assistito Piergiorgio Welby nella fase terminale della sua vita e che è stato protagonista - anche sul piano giudiziario - di una vicenda praticamente analoga a quella del dr.Chaussoy “ è un testo forte ,crudo,diretto. Non si perde intorno al problema ma lo affronta direttamente. Così come non poteva non fare un medico dell’emergenza. Un libro che va alle radici del difficile dibattito sulle ragioni della vita e della morte”.

 

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