venerdì 22 gennaio 2010

L'ultimo vaccino

Il re è nudo?





Tutti nudi.





ROMA -22 gennaio 2010 - 15.35   I body scanner negli aeroporti non sono dannosi per la salute dell'uomo. Lo ha garantito il ministro della Salute, Ferruccio Fazio.




 

lunedì 18 gennaio 2010

Ancora crocifisso? No!


Avviso tutti gli amici che mi hanno sostenuto nella battaglia per la rimozione dei crocifissi dalle aule dei tribunali italiani che il prossimo 22 gennaio 2010, alle ore 9,30, sarà celebrato, dinanzi al Consiglio Superiore della Magistratura, Piazza Indipendenza n. 4, ROMA.

...

E' gradita la massima diffusione di questa notizia.

Buon Sol Invictus a tutti.

Luigi Tosti


Sono con lui. Se sei a Roma vai a sostenerlo con la tua  presenza!



Dietro allo scontro sul crocifisso nelle scuole, un tema che anche a molti laici sembra banale e insignificante, c’è in realta’ l’eco di una battaglia vecchia di secoli, di millenni, una battaglia delle e sulle idee che reggono il mondo e la civiltà umana. Quella battaglia ha visto guerre sanguinarie, rivoluzioni, riforme e ha avuto esiti differenti in differenti aree geografiche, anche all’interno della piccola Europa. C’e’ chi ha abbracciato la Ragione e chi è rimasto schiacciato dal Dogma, chi ha sviluppato la democrazia e i diritti e chi è rimasto vittima della violenza del fondamentalismo, chi ha costruito una societa’ aperta e chi è rimasto prigioniero dei feudi e delle corporazioni.  Gabriele Zamparini



D'accordo con Zamparini.

Quel che segue lo dico io (già detto qui):


Stacchiamolo, il nostro amico e compagno Cristo, una volta per sempre dalla croce. E noi con lui.L'immagine giusta è questa:





Occhio, ragazzi!




Webster Griffin Tarpley



Webster Tarpley è il principale propugnatore della teoria che vede Barack Obama come un prodotto di laboratorio, coltivato per lunghi anni dal gruppo politico di Zbigniew Brezinsky, e ora impostoci alla Casa Bianca con una sofisticata operazione di “marketing ideologico”, in cui la facciata del “cambiamento” serve solo a coprire una realtà di aggressione imperialista ancora peggiore di quella che abbiamo vissuto negli ultimi otto anni. ...



La fonte




 


Questo un mio vecchio post al riguardo.

 










 

lunedì 4 gennaio 2010

Per Gaza

Marcia Cairo-Gaza: proposte operative


Consci delle tante e forti similitudini tra l’apartheid praticata da Israele e la precedente apartheid del regime in Sud Africa, proponiamo:

 1)         Un giro di conferenze nei primi sei mesi del 2010 tenuto da sindacalisti e attivisti delle società civili Palestinese e Sud Africana, a cui si uniranno sindacalisti e attivisti impegnati in questo progetto all’interno degli stati in cui si andrà, per insegnare a fondo le tecniche BDS  direttamente ai sindacati e più largamente a pubblico internazionale;

 2)         La partecipazione alla Settimana dell’Apartheid Israeliana nel Marzo 2010;

 3)         Un approccio sistematico e unitario nel boicottare i prodotti Israeliani, coinvolgendo consumatori, lavoratori e sindacati dei settori di commercio, magazzinaggio e trasporto;

 4)         Di sviluppare il boicottaggio Accademico, Culturale e Sportivo;

 5)         Campagne presso i sindacati di settore e fondi pensionistici per incoraggiare il disinvestimento da compagnie direttamente coinvolte nell’Occupazione e/o nelle industrie militari Israeliane;

 6)         Azioni legali contro il reclutamento esterno di soldati posti al servizio delle milizie Israeliane, e procedimento penale contro i criminali di guerra del governo Israeliano; coordinamento dei Citizen's Arrest Bureaux per identificare, condurre una campagna per denunciare e procedere contro i criminali di guerra Israeliani; sostenere il Rapporto Goldstone e l’implementazione delle raccomandazioni in esso contenute;

 7)         Campagna contro lo status di “fondazione di beneficienza” del Jewish National Fund (JNF).

 Facciamo appello ad organizzazioni e ad individuali che si riconoscono in questa dichiarazione affinchè la firmino e lavorino con noi per realizzarla.

Fonte

domenica 3 gennaio 2010

Il mio credo sulla vita e la morte

Alla Federazione mondiale per il diritto di morire con dignità (WFRTDS)



Ho vissuto la vita secondo il mio credo.



Il mio morire sarà lo stesso. Io deciderò quando, dove, e come morirò. Nessuno, non il governo, non i medici, e certamente non la gerarchia cattolica romana mi condizionerà o prenderà decisioni per me.



La libertà è il potere di agire o parlare o pensare senza imposizioni esterne. La libertà negli Stati Uniti dell'America è il nostro diritto di nascita. La libertà non è un regalo. La libertà è un diritto che è stato conquistato con la morte di milioni di persone in tante guerre.



Io sostengo il diritto alla autodeterminazione della persona senza coercizioni, il diritto di fare scelte ed essere responsabile per le scelte fatte.



Grazie per il lavoro meraviglioso che state facendo per tenere informate le persone.



Neta Kolasa, Boca Raton, Florida



(dalla newsletter di Libera Uscita)

Aggiornamento del 4 gennaio: (email di Libera Uscita)

La massima parte degli umani hanno paura e spesso terrore della Morte. Anche il semplice evocare il  Suo nome genera sconforto e reazioni incomprensibili. Per combattere questa sindrome bisognerebbe parlarne tranquillamente senza alcuna apprensione avendo presente che è un evento naturale.

Giova ricordare che la Morte è già vicina a noi dall'istante della  nascita. Questo aspetto è importante per averne il massimo  rispetto, sforzandoci di non sfidarla.

Forse negli umani, nonostante tutte le architetture e disegni sull'aldilà, con premi o pene che ci attenderebbero, rimane comunque lo sgomento e spavento della partenza.

Io sono un grande amante degli animali e dei cani in particolare. Recentemente due maschi, uno con un tumore al polmone e l'altro ai reni, sono morti. Ambedue hanno vissuto il decorso  della loro realtà di ammalati quasi in una muta coscienza che il loro destino era segnato. Solo il giorno delle loro rispettive morti hanno dato un segno tangibile e consapevole che la loro sorte era vicina. Li ho visti cercare un posto protetto e riservato per attendere la loro Morte. Tentavano, cosi, senza apparenti e particolari segni di turbamento, unicamente quell’intimità e riserbo necessari ad un convegno cosi importante e decisivo.

Vorrei essere anch’io nelle condizioni di seguire e dare dignità ai miei ultimi giorni. Qualora mi fosse diagnosticata una patologia insanabile rifiuterei di ricorrere ad inutili cure ed una lotta impari conto un evento ineluttabile. Auspicherei di non essere di peso, condizionare e  rattristare i miei cari.

Se ciò non sarà realizzabile aspiro, io stesso, a decidere i tempi ed andare al convegno con la Morte rendendo l’appuntamento ed abbraccio più spedito e sereno.

Molti ritengono questo proposito da codardi e vigliacchi. Io, personalmente, lo considero un atto di grande consapevolezza e coraggio.

Luigi Maria Biondi

Le sorelle Marinetti





clicca sulla foto.




Viste il 2 gennaio al Puccini: un sollievo e un augurio per il 2010: che il teatro viva!




Insieme all'orchestra Maniscalchi.




Bravi davvero.