martedì 8 aprile 2008

La cordata


Email di oggi


From: "Giancarla Codrignani" <giancodri@libero.it>

To: <rossagorini@libero.it>

Sent: Monday, April 07, 2008 6:25 PM

Subject: attenzione al voto


cari amici,

sorprende - o non sorprende, che è un po' lo stesso - che si sia una

"cordata" che rende pubblica la propria volontà di non-voto. Si possono

ripettare tutti i sentimenti così come si deve ammettere che nessuno ha

illusioni, soprattutto tra quanti di noi sono ancora dentro la logica delle

ideologie; ma il voto è un talento che non si può rinunciare a spendere:


in primo luogo perché i tempi che si avvicinano non saranno facili e non si

potrà restare estranei, come accadrà a chi, non avendo votato, non potrà

più esprimere giudizi politici;


in secondo luogo perché i rappresentanti che critichiamo sono quelli che

abbiamo prodotto noi: la mia immagine non voglio che rispecchi quella di

Berlusconi, ma metà del popolo italiano gli assomiglia; e così per tutti

gli altri;

ultimo, ma non ultimo: abbiamo rispetto - essendo l'Italia ancora un paese

democratico che vota - rispetto di chi è morto perché avessimo almeno

questo diritto!

 (Giancarla Codrignani)


Email di ieri:


Giordano Cavestro (Mirko)


Di anni 18 - studente di scuola media - nato a Parma il 30 novembre 1925 -. Nel 1940 dà vita, di sua iniziativa, ad un bollettino antifascista attorno al quale si mobilitano numerosi militanti - dopo l'8 settembre 1943 lo stesso nucleo diventa centro organizzativo e propulsore delle prime attività partigiane nella zona di Parma -. Catturato il 7 aprile 1944 a Montagnana (Parma), nel corso di un rastrellamento operato da tedeschi e fascisti - tradotto nelle carceri di Parma -. Processato il 14 aprile 1944 dal Tribunale Militare di Parma - condannato a morte, quindi graziato condizionalmente e trattenuto come ostaggio -. Fucilato il 4 maggio 1944 nei pressi di Bardi (Parma), in rappresaglia all'uccisione di quattro militi, con Raimondo Pelinghelli, Vito Salmi, Nello Venturini ed Erasmo Venusti.


Parma, 4-5-1944


Cari compagni, ora tocca a noi.  


Andiamo a raggiungere gli altri tre gloriosi compagni caduti per la salvezza e la gloria d'Italia.                                                                               

Voi sapete il compito che vi tocca. Io muoio, ma l'idea vivrà nel futuro, luminosa, grande e bella.                                                                      

Siamo alla fine di tutti i mali. Questi giorni sono come gli ultimi giorni di vita di un grosso mostro che vuol fare più vittime possibile.                              

Se vivrete, tocca a voi rifare questa povera Italia che è così bella, che ha un sole così caldo, le mamme così buone e le ragazze così care.                    

La mia giovinezza è spezzata ma sono sicuro che servirà da esempio.        


Sui nostri corpi si farà il grande faro della Libertà.

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