venerdì 7 aprile 2006

Four eleven 

...andate a votare per cacciare Berlusconi e la sua banda. Perché dall'11 aprile comincerà un'altra partita. Nella quale saremo noi - cittadini, movimento, società civile - a scendere in campo. ( letto su Carta). 

Cogitanti mihi saepenumero et memoria vetera repetenti, Quinte frater… Caro fratello Quinto, sesto, settimo …ultimo, anch’io, come Cicerone,  penso spesso ai tempi passati… a quel 25 luglio del 1943 quando cadde Mussolini. Puer eram, in Via Roma, apud Ponte a Poppi (AR): dum plebs bibit et pede libero tellus pulsat, mentre la gente è in festa, la Maria di Gioia dal suo banco della frutta ammonisce la gente in festa: attenti, la guerra non è finita, verranno tempi duri.
La guerra continuò fino all’8 settembre,
poi divenne lotta di resistenza al nazifascismo
che non voleva morire.
Ecco, l'11 aprile 2006 è il 25 luglio 1943, nel senso che fascisti e Monarchia (leggi: casa delle libertà e confindustria) fanno mancare i voti a  Napoloni che viene momentaneamente
trasferito sul Gran Sasso
delle ricchezze accumulate
delle antenne conglobate,
braccato dai mandati
di comparizione,
guardato a vista
e spolpato
a sangue
dagli avvocati
del suo carrozzone.
Dal 25 luglio all’8 settembre i resti dei partiti antifascisti, compresi gli imboscati e i pentiti, si ricollegano tra loro – con non poca fatica – mettono i loro uomini nei vecchi posti di comando, cercano l’accordo con gli alleati (angloamericani e Vaticano, concordano l’amministrazione della Sicilia con la famiglia Genovese e coi Vizzini) e dichiarano che la guerra è finita. Nel frattempo i tedeschi usurpatori occupano il territorio, i fascisti mantengono i vecchi posti di comando. Tutti i negri da cortile si piazzano nei salotti buoni al servizio dei vecchi padroni. Napoloni vola dal Gran Sasso sulle braccia di Hynkel che nel frattempo s’è spostato a Washington DC e si è alleato con  l’ebreo Bertold Goetz, capo di un gruppo nazista, che finalmente è riuscito a venir  fuori – dopo più di quarant’anni d’attesa - dai “Simulacri” di Philip Dick.
Dopo l’8 settembre i negri dei campi capiscono l’antifona, si organizzano, costituiscono i CLN, comitati di liberazione nazionale, cantano we shall overcome, impugnano la bandiera dei 7 colori, riportano a casa i bersaglieri, pongono le loro piazzeforti nei liberi comuni e nelle Assemblee locali, iniziano la lotta di lunga durata contro i dipendenti in parlamento che si sono autoproclamati di ruolo – a vita - si sono ricoperti d’oro e di privilegi. Il Principe senza scettro (leggi: il popolo) si sveglia dal torpore e riforma la Costituzione: riduce il numero di parassiti, manda a casa gli ormai bolliti, rimette in equilibrio la tripartizione dei poteri, lascia perdere l’America, torna in Europa, si affaccia alla sponda meridionale del mediterraneo e racconterà ai nipotini:
c’era una volta Napoloni
che rompeva gli scatoloni,
batté la testa nei quattro cantoni
scese dalle scale a ruzzoloni…


Ballata finale senza ballo

Ma la cosa più importante
Non è mettersi a far festa.
Con pazienza ma un po’ in fretta
Poniam mano alla carretta;
prima cosa qui da fare
casa propria riassettare.
Sia D’alema sia Violante
Petruccioli o Bertinotti
Quando erano al volante
Sono stati solo buoni
A far posto a Napoloni.
L’han lasciato scorrazzare
Sia per terra che per mare.
Per nutrir quella cotenna
gli hanno fatto anche scalare
tutto il cielo con l’antenna.
Cari amici se vogliamo
Costruir l’alternativa
Qui ci vogliono i ricambi;
sia perché l’Italia viva
sia perché l’Italia cambi.
Nel frattempo amico caro
Non ti far tanto prezioso;
tu vorresti la nutella
ed un pasto più sfizioso;
io che ho visto anche la guerra
posso dirti che è pur bella
una fetta di pan bianco
imbottito a mortadella.


Anche Orazio manda a dire:


non est bibendum, non pede libero pulsanda
 tellus, non Saliaribus
ornare pulvinar deorum
tempus adhuc est dapibus, sodales.


Ora non si deve bere, non si deve pestare
con piede libero la terra, non è ancora tempo, amici,
di offrire alle immagini degli dei cibi degni dei Saliari.


Seriamente:
I due voti di famiglia
andranno a
Comunisti italiani,
Italia dei valori.
Scelti per esclusione.
Ma tutti i voti sono buoni
per levarsi dai berlusconi
sia Hynkel che Napoloni.

2 commenti:

  1. maxbevilacqua7 aprile 2006 13:34

    Lei ha scritto un post che io condivido molto, speriamo di essere tutti leggermente più sereni quando ci sveglieremo martedì mattina.



    Saluti,



    max bevilacqua

    RispondiElimina
  2. Speriamo di passare davvero una "Buona Pasqua!" 2006. Ha letto l'articolo (oggi sabato 8) di Andrea Manzella su Repubblica? (I figli degli operai).

    RispondiElimina