mercoledì 29 novembre 2006


Cristo non è Dio


Era scritto in un cartello dei manifestanti contro la visita di Papa Ratzinger a Istambul. (Spero di ritrovarlo in internet, intendo il cartello ).

L'affermazione contraria si trova nel simbolo niceno-costantinopolitano: il nostro credo.

Costantinopoli è diventata istambul. E il simbolo costantiniano si è rovesciato nel simbolo istambuliano. Perché, non nascondiamoci dietro un dito, con tutto quello che i cristiani di Bush Blair e di noi truppe ausiliarie fanno da un po' di tempo a questa parte, è molto probabile, cioè sicuro, che almeno un miliardo di uomini si riconosce a gran voce sulla scritta di quel cartello.

Perché è importante che Cristo non sia dio? Perché se Cristo è dio che in arabo si dice Allah, Maometto è il suo profeta. Ma il papa è il vicario di Cristo e quindi sta sopra anche a Maometto. Perchè un conto è essere vicari di un profeta, un conto vicari di Dio.  A Maometto non rimane che riconoscerlo, sottomettersi o fare la fine che segue:

Già veggia, per mezzul perdere o lulla,

com'io vidi un, così non si pertugia,

rotto dal mento infin dove si trulla.  24

  Tra le gambe pendevan le minugia;

la corata pareva e 'l tristo sacco

che merda fa di quel che si trangugia.  27

  Mentre che tutto in lui veder m'attacco,

guardommi e con le man s'aperse il petto,

dicendo: "Or vedi com'io mi dilacco!  30

  vedi come storpiato è Mäometto!

Dinanzi a me sen va piangendo Alì,

fesso nel volto dal mento al ciuffetto.  33

  E tutti li altri che tu vedi qui,

seminator di scandalo e di scisma

fuor vivi, e però son fessi così.  36

  Un diavolo è qua dietro che n'accisma

sì crudelmente, al taglio de la spada

rimettendo ciascun di questa risma,  39

  quand'avem volta la dolente strada;

però che le ferite son richiuse

prima ch'altri dinanzi li rivada.



Traduzione


Una botte, per il fatto che ha perduto la doga mediana o una delle laterali, non si apre certo così, come io vidi (aprirsi) un dannato, squarciato dal mento all’ano (dove si trulla=dove si scoreggia - ndr): gli intestini gli pendevano tra le gambe; gli si vedevano le interiora (la corata: polmoni, cuore, fegato, milza) e il lurido involucro che trasforma in sterco ciò che si inghiotte.    

Mentre avidamente fissavo lo sguardo su di lui, mi guardò, e si aperse il petto con le mani, dicendo: " Vedi dunque come mi lacero! vedi come è straziato Maometto! Davanti a me lagrimando cammina Alì, spaccato nel volto dal mento ai capelli. E tutti gli altri che vedi in questo luogo, furono da vivi seminatori di discordia e di scissione, e perciò sono così spaccati. Qui dietro è un diavolo che ci acconcia in modo tanto crudele, sottoponendo di nuovo ciascuno di questa turba al taglio della sua spada, quando abbiamo fatto il giro della bolgia dolorosa; poiché le ferite sono rimarginate prima che ciascuno di noi gli ritorni  davanti.


Lo scriveva un cristiano sette secoli fa, una mente superiore che aveva studiato filosofia e teologia presso i francescani di S.Croce  e i domenicani di S.Maria Novella, qui a Firenze.

E' ancora in tutto e per tutto la teologia di Papa Ratzinger, da lui confermata, con un discorso non casuale, nella lectio magistralis di Ratisbona. E' ancora e sempre la teologia della "chiesa cattolica", come si usa chiamare dai mass media l'agenzia religiosa vaticana. Grande multinazionale governata da sempre da maschi che si riproducono per partenogenesi e si accordano puntualmente con tutti i poteri costituiti. Essi, come rappresentanti di Cristo per sua investitura diretta, non hanno da rendere conto agli uomini tanto meno alle donne perché sono emanazione diretta di Dio il quale ha affidato a loro il suo tribunale: quello che decidete voi è decisione mia; quello che sapete voi è sapienza mia, quello che pensate voi è pensiero mio. Con una esclusiva: la remissione dei peccati. Quali sono i peccati lo sapete voi meglio di me. Quello che non permisi a Lucifero lo concedo a voi. Anche dio invecchia.

Per questo è determinante il simbolo niceno-costantinopolitano: credo in Gesù Cristo suo unico figliolo.

E noi che credevamo di essere, come lui, tutti figli di dio.

Se questo è il dio dei crociati, a me, cristiano battezzato cresimato e comunicato, ora nella parte finale della mia vita, non  rimane che dichiararmi ateo. Beninteso di questo dio che ha venduto la sua primogenitura a papa Ratzinger. E qui scatta la sorpresa: mi ritrovo pari pari consegnato da Caifa al braccio secolare del tribunale romano, finisco in cella e chi ci trovo? Gesù Cristo, dichiarato ateo e bestemmiatore e come tale condannato a morte per croce. Pena prevista dal diritto romano, non ebraico. Ma fu data tutta la colpa agli ebrei e i suoi pseudo successori si definirono romani.  Uno scherzo da prete. Infatti sto scherzando.

Però. Se non fosse tutto uno scherzo?

Allora fuori dai denti mi dichiaro ateo per poter ritrovare Cristo. Ateo del dio niceno-costantinopolitano, spiacente. Ma se un dio c'è non intendo regalarlo ai romani. Me lo tengo per me. Potrebbe essere quello che Saulo poi apostolo Paolo trovò tra le tante statue di dei a Corinto, in Grecia: su una statua o cosa fosse c'era scritto: al dio ignoto. Così i soliti boccaloni  dei mass media (media non midia per piacere) non potranno definirmi non credente. Perché uno che non crede all'agenzia vaticana deve definirsi non credente? Dobbiamo, prendi nota, imporre la dizione "diversamente credente". In seconda battuta passi "agnostico". Che ha il difetto di essere una parola troppo chic, molto intellettuale. Pazienza.

Per finire mi prendo questo dolce come dessert del post che anche voi avrete trovato piuttosto amaro, diciamo salato:

"I geni religiosi di tutti i tempi risentono di questa religiosità cosmica che non conosce né dogmi né Dei concepiti secondo l'immagine dell'uomo. Non vi è perciò alcuna Chiesa che basi il suo insegnamento fondamentale sulla religione cosmica. Accade di conseguenza che è precisamente fra gli eretici di tutti i tempi che troviamo uomini penetrati di questa religiosità superiore e che furono considerati dai loro contemporanei più spesso come atei, ma sovente anche come santi. Sotto questo aspetto uomini come Democrito, Francesco d'Assisi e Spinoza possono stare l'uno vicino all'altro.

 La principale fonte dei conflitti odierni tra le sfere della religione e della scienza sta tutta in questa idea di un Dio personale. […] Nella lotta per il bene morale, i maestri della religione debbono avere la capacità di rinunciare alla dottrina d’un Dio personale, vale a dire rinunciare alla fonte della paura e della speranza, che nel passato ha garantito ai preti un potere così ampio.

Più l’uomo avanza nella sua evoluzione spirituale, più mi appare certo che il sentiero verso una religiosità genuina non passa per la paura della vita e la paura della morte, o per una fede cieca, ma attraverso gli sforzi compiuti in direzione di una conoscenza razionale.

A livello di logica pura tutti gli assiomi sono arbitrari, compresi gli assiomi dell’etica. Ma essi non sono affatto arbitrari da un punto di vista psicologico e genetico, […] All’individuazione e alla verifica degli assiomi etici si perviene in modo non dissimile da quello che riguarda gli assiomi della scienza. La verità è ciò che sopporta la verifica dell’esperienza.


Hai certamente capito chi l'ha scritto. Ma se ti viene curiosità guarda qui.


PS. Questo post è durato due giorni. L'ho cominciato il 29, è passata la mezzanotte e siamo il 30 novembre. Lo dedico a Pietro Leopoldo di Lorena che oggi viene festeggiato qui in Toscana perché in questo giorno, prima che in Francia scoppiasse la rivoluzione, emise il decreto che aboliva la tortura e la pena di morte. Abolì tanto vecchiume, tipo le corporazioni, l'inquisizione, la manomorta ecclesiastica. Una cosa non riuscì a fare: la riforma dell'organizzazione ecclesiastica che sostanzialmente sanciva il decentramento amministrativo della chiesa toscana (leggi indipendenza economica) dal Vaticano. Aveva dalla sua il più evoluto dei vescovi toscani che fu bloccato da? E si chiamava come? Italiani, datevi alle istorie.


Appendice con pallottoliere: A voi probabilmente no, ma a me modestamente fischiarono le orecchie quando Ruini si dichiarò molto preoccupato, diciamo contario, al decentramento politico-amministrativo deliberato dal governo Berlusconi.  Quanto fa 8x1000:20?


Buona notte, buona fortuna.

lunedì 27 novembre 2006

Week end di fine novembre




Estate di S.Martino vescovo di Tours che va ben oltre l’11 Novembre.

Effetto serra, CO2, ozono o manna dal cielo ? Fate voi.

Sabato 25 a Firenze l’aria è tiepida, il cielo mutevole, via dei Calzaioli si prepara per le feste, Palazzo Vecchio, grande saggio, ci ricorda – in negativo - che le donne subiscono un surplus di violenza dai loro compagni maschi (sala dei cinquecento); in positivo innalza ben in vista il suo gonfalone dal gran giglio, orgoglioso di mostrare a tutti oggi le radici della partecipazione popolare che la videro, prima assoluta in Italia, dar vita ai Consigli di Quartiere nell’anno di grazia 1976 (sala dei duecento): una storia che viene da lontano, una storia che va lontano, è scritto nel dépliant.

Anche se in questo momento la ruota della storia ci trascina verso il basso: partecipazione alla vita pubblica nelle varie forme è cosa che riguarda non più dell’8/10 percento della popolazione in età ragionevole.


C’è parecchio amarcord negli interventi, ci sono parecchi segni del passaggio del tempo sulle facce che rivedo dopo venti trent’anni. Siamo una delle popolazioni più longeve, pare, qui a Firenze. Penso ai miei genitori morti prima dei cinquant’anni quando stringo mani e bacio guance. Siamo come dei reincarnati, ritorniamo dal lontano passato per vedere il nostro futuro qui presente: il mondo è cambiato, tanto. Quasi irriconoscibile (anche in positivo, certo) da quello della nostra giovinezza molto legata al fervore del dopoguerra, allo splendore del miracolo economico, al furore del sessant’otto.

Qui, oggi, ci stiamo riscaldando alla brace del fuoco acceso nella giovinezza.  Ritornerà l’ora dei fuochi?

Dopo la sosta del picnic offerto dal Comune è piacevole attraversare il centro diretti alle Murate dove ieri è stata inaugurata la mostra che durerà fino a metà dicembre: pannelli con foto e didascalie, video, filmini superotto del mai dimenticato maestro Luciano Gori, artista suicida, mille volte incontrato alle riunioni dei genitori, nelle gite con i bambini della scuola elementare Montagnola. Il suo nome oggi è quello della biblioteca comunale dell’Isolotto, seconda per numero di frequenze annuali qui in Firenze soltanto alla Biblioteca Nazionale (sì, hai capito bene).

In Santa Croce incrociamo i burattini in scala quasi naturale con due animatori forse slavi? I pavesi-tenda per l'arrivo della maratona di domani domenica 26 novembre. Mentre passiamo sotto il piedistallo che sorregge altissima la statua di Dante con la faccia da “Ahi serva Italia di dolore ostello - Godi Fiorenza poi che sei sì grande che per mare e per terra batti l’ale e per l’inferno tuo nome si spande

Faccio notare a Paola, a destra della facciata, dall’altra parte, il cortile col chiosco e la Cappella dei Pazzi: “Vedi, lì dentro c’era l’Ufficio dell’Inquisizione” demolito da Pietro Leopoldo nel 1782, troppo tardi per Tommaso Crudeli, mio compaesano casentinese, che lì fu condannato fino a morir di stenti a poco più di quarant’anni nella sua casa di Poppi. Sì perché tra 5 giorni ricorre l’anniversario della promulgazione dell’Editto del 30 novembre 1786 che, primo al mondo, aboliva la pena di morte e condannava alla fusione gli strumenti di tortura presenti nel Bargello, in via del Proconsolo.

Fiancheggiando S.Croce dalla parte sinistra della facciata percorriamo via S.Giuseppe, alla congiunzione con via delle casine leggiamo la targa ricordo di Elide, malata, che morì affogata dall’alluvione perché non si riuscì ad abbattere le sbarre della finestra della sua camera.. Pigliamo per via delle Casine, attraversiamo Via ghibellina ed ecco la lunga fiancata delle Murate. Sull’entrata un cartello piuttosto stinto ci ricorda che il nome venne dalle suore che prime vissero lì, murate dalla fede cristiana, dalla legge del maggiorasco, dalla condizione di inferiorità della donna: murate vive, monache rinchiuse. Sull'alra strada, via dell'Agnolo, dall’altra parte c’è l’ex carcere femminile di S.Verdiana. Già, santa Verdiana, di Castelfiorentino, raffigurata in un famoso quadro con a lato due serpenti: sono le due vipere con la quale convisse trentaquattro anni nella celletta edificata dai paesani in riva all’Elsa. Tantum religio potuit suadere malorum. Fa impressione vedere come la religione riesca a stravolgere il senso della vita reale e a dar forma accettabile e legittimazione alle più strane forme di emarginazione oppressione alienazione sado masochista: non quella delle Verdiane di tutti i tempi e luoghi, ma quella della gente comune che queste esigenze esprime e della casta sacerdotale che a queste esigenze e storture mentali dà legittimazione, garantendosi così il dominio delle coscienze… Sono andato fuori strada.


Ritorniamo dentro in piazza della Madonna della neve, cioè nel cortile interno delle ex carceri. Lì ci accoglie il caffè ristorante “Le Carceri” e sull’altro lato la sala vetrata della Mostra che verte – te lo ripeto - su “Le radici della partecipazione”, alias breve storia della Firenze del Novecento: belle epoque, guerra mondiale, settimana rossa, rivoluzione russa, società di mutuo soccorso, fascismo, olio di ricino e manganello, riguerra, 8 settembre, resistenza, sangue e stragi, dopoguerra, ridaccapo, mutuo soccorso, voto alle donne, portella della ginestra, cortei, scioperi, miracolo economico,lascia e raddoppia e la via Gluk, la P2, Brescia, Bologna, Moro-Kissinger, grecia colonnelli, cile pinochet, sudamerica Negroponte, campioni del mondo, l’alluvione, il sessantotto e il giocattolo s’è rotto, sto scherzando ma non troppo…ci vediamo il video nella saletta dall’acustica impossibile. Anche Paola è nel video, testimonial dell’Isolotto insieme a Gisella…


Storie di donne (mi collego, idealmente, alla campagna nazionale del fiocco bianco, di cui al salone dei 500 come detto sopra.  White Ribbon Campain rappresenta la più vasta azione al mondo condotta da uomini che operano per porre fine alla violenza degli uomini sulle donne)


Santa Verdiana

terziaria francescana. Reclusa a Castelfiorentino


Nata a Castelfiorentino intorno al 1180 da un ramo decaduto della nobile famiglia degli Attavanti... I suoi compaesani, già convinti della santità della giovane, pur di trattenerla vicino le edificarono una celletta presso l'oratorio di Sant'Antonio in riva all'Elsa. Qui Verdiana rimase reclusa per 34 anni, ricevendo da una fessura i Sacramenti e lo scarso cibo di cui si nutriva. ...L'adiacente museo conserva un'antica tavola di scuola senese che rappresenta la Santa con ai lati due serpenti. Si narra infatti che, per provare la sua fede e la sua virtù, due rettili immondi fossero penetrati nella celletta, rimanendovi a tormentare fino alla morte la devota reclusa.  (per l'intera storia vedi qui)


Le Murate

Nel 1424 il complesso, intitolato alla Santissima Annunziata e a Santa Caterina, accolse le monache di clausura cosiddette "murate" (o recluse volontarie), trasferitesi dalle cellette del ponte Rubaconte, poi ponte alle Grazie. Il cenobio venne ristrutturato e ampliato prima nel 1471, a seguito di un incendio, poi nel 1571, dopo un'alluvione.

 Soppresso nel 1808, il convento fu poi ristrutturato dall'architetto Domenico Giraldi nel 1845 ed usato come carcere fino agli anni '80. Fra i momenti più commoventi dell'alluvione di Firenze ci fu il salvataggio dei detenuti intrappolati nelle celle, che si prodigarono in ringraziamenti ai salvatori. Oggi ospita un ristorante, una zona residenziale e un parcheggio.

(Da wikipedia).

3 foto mie


Nota logistica

Le murate sono in fondo a via ghibellina che finisce sul viale Amendola, zona Piazza Beccaria, Bellariva. Si può entrare anche da via dell'Agnolo.

La mostra è aperta  dal 24 Novembre al 14 Dicembre 2006 dal Lunedì al Venerdì 10-12.30, 14.30-18.

sabato 25 novembre 2006

Alle fronde dei salici 

 E come potevamo noi cantare

con il piede straniero sopra il cuore,

tra i morti abbandonati nelle piazze

sull'erba dura di ghiaccio, al lamento

d'agnello dei fanciulli, all'urlo nero

della madre che andava incontro al figlio

crocifisso sul palo del telegrafo?

Alle fronde dei salici, per voto,

anche le nostre cetre erano appese:

oscillavano lievi al triste vento. 



Continua qui

giovedì 23 novembre 2006

 

I calcinacci del muro di Berlino

non sono finiti in testa solo ai nipotini di Marx e Lenin ma anche a quelli di Tocqueville e Montesquieu, trascinando nella caduta l’idea stessa dello stato moderno, con la sua divisione dei poteri, con i suoi contrappesi, con il suo forte interventismo sostenuto dal prelievo fiscale. Da questo Vajont scaturisce un’onda di qualunquismo primordiale che potrebbe travolgere tutto e che, non a caso, sta riesumando i mostri che il secondo dopoguerra pareva aver sepolto per sempre: il militarismo, lo sfruttamento schiavista, la pulizia etnica, il razzismo.


Dai un'occhiata qui.

lunedì 20 novembre 2006

 


 


Will H. Hays                                      Martin  Scorsese


departed


Sabato 18, pranzo con Giovanna e Michele, compleanno Michele. Dopo la siesta: Paola che cinema? Guardiamo su Repubblica. Due film con l'*: assolutamente da non perdere. Il vento accarezza l'erba (loach) Departed (Scorsese). Piove, il primo è fuori mano. Andiamo verso Ugnano, Warner Bros, posteggio assicurato, 5 minuti di macchina. Prendo i tappi per le orecchie. Arriviamo nel giusto ritardo di 20 minuti, tanti sono quelli dedicati alla pubblicità indiretta delle protesi per audiolesi.

Paola comincia a star male fin dall'inizio. Capito l'antifona: linguaggio duro (testa di cazzo, fotti la mamma, ti spacco i coglioni o simili) e poi lei la divina...


Spari frontali a pochi cm, chiazze rosse da maxischermo, decibel da maxitimpano, linguaggio duro (figa cazzo pompino sega paraculo parapalle paracazzo paratutto ma non ti pari gli altoparlanti messi sopra sotto avanti dietro alla saletta multisala che vuole coinvolgerti intronarti esilararti eccitarti). Va beh tutto a 3,50 euro biglietto anziani, se ti scappa detto adulti lo shop assistant ti guarda interdetto. Paola, accanto a me, soffre in silenzio anche per l'assenza di tappi, spesso la vedo a occhi chiusi con la testa un po'voltata. La moglie seguirà il marito dovunque va. L'ha fatto per me. Lei sa che mi piacciono i film di azione, mi divertono ancora, almeno per un po', i vecchi cappelloni americani. ma il prossimo  sarà Il vento che accarezza l'erba.

Vuoi mettere i film in Black&white della nostra giovinezza. Evviva il codice Hays. Non sai cos'è? E' la censura preventiva fatta in nome del vecchio moralismo stantio e del buon gusto che non tramonta mai. Oggi l'America funziona con il Codice mangia e ingrassa, quel che passa ingrassa e con il codice US Army (sovvenzioni, premi e bypass per chi fa propaganda, meglio indiretta, ai marins, berretti verdi, patrol guard, american flag an so on).

Il film di Scorsese non fa questo, anzi si picca di prendere in giro la polizia del Massachusset. A maggior ragione deve quindi acquistare l'enciclopedia della pornolalia e prosciugare le riserve di sangue del Servizio Sanitario nazionale americano. Figlioli, inutile che mi scriviate quanto è bravo Di Caprio, quanto è forte Nicholson...quanto è brava e bella l'improbabile psichiatra che si dà anima e corpo ai suoi clienti esenticket. Ridateci Cary Grant, Olivia De Havilland, Catherine Hepburn e James Stewart, Richard Whitmark ...

Per le scene di sangue oggi la pistola fa ridere. Per sapere come va effettivamente il mondo guardiamoci con più attenzione il cinema realtà messo in atto (anche se non in onda) dai grandi produttori registi che sono- imbattutti in questo momnento - Bush e Olmert.



Sangue vero, a fiumi. E non voltiamo la testa dall'altra parte.

Caro Scorza ritrova l'età dell'innocenza. E non me ne volere. Sono vecchio come te e forse anch'io un po' suonato - come te. Un saluto sincero.

Nota a margine (Paola)

E i giovani? Ma quanto sono violenti, oggi! Ma guarda un po’…



Ma tu mio giovane lettore non darai retta a me.

Questa la Locandina.

 The Departed - Il bene e il male 

Il miglior film dell’era recente di Scorsese

Consigliato: Assolutamente Sì* dalla media dei giudizi del pubblico, critica e dizionari.


Regia di Martin Scorsese, con Leonardo DiCaprio, Matt Damon, Jack Nicholson, Mark Wahlberg, Martin Sheen. Genere Hard boiled - USA, 2006. Durata 149 minuti circa.


Billy Costigan (Leonardo DiCaprio) entra in polizia per scrollarsi di dosso una scomoda famiglia di farabutti. Il piccolo Colin Sullivan (Matt Damon) viene introdotto nella malavita dal potente boss della mafia irlandese Frank Costello (Jack Nicholson), che diventa il suo padre putativo e lo fa entrare in polizia per proprio tornaconto. Le vite di Billy e Colin si intrecciano quando il primo viene scelto per infiltrarsi nella banda di Costello e il secondo viene incaricato dal "papà" di scovare la talpa tra i suoi fidi collaboratori.

giovedì 16 novembre 2006

Fiorin fiorello


Sabato 11 Novembre 2006 noi baracche verdi siamo state testimoni e ospiti di una bella rentrée di isolottiani per celebrare la memoria dei cinquant'anni della nostra esistenza. C'erano tanti, troppi per il nostro spazio, ma ci siamo arrangiate con l'aiuto degli altoparlanti di Paolino Bencivenni che con i suoi amplificatori ha diffuso le voci dei relatori all'interno delle salette e del cortile. Qualcuno ci aiuterà a fare una bella ricostruzione dell'avvenimento, ma ora ci stiamo divertendo con il parlare che fanno i giornali in cronaca locale, qui a Firenze città del fiore, circa la proposta venuta da persone che circolano di frequente dentro e intorno a noi di assegnazione del Fiorino d'oro a Enzo Mazzi e Sergio Gomiti. Portavoce della proposta si è fatto  Eros Cruccolini che mille volte abbiamo accolto al nostro interno come presidente del Quartiere 4 e che ora è diventato nientemeno che il Presidente del Consiglio Comunale di Firenze. Grazie Eros a nome di tutti quelle che son passati di qui nel corso dei 50 anni. I giornali raccontano che il Sindaco di Firenze è imbarazzato al pensiero di questo doppio fiorino da assegnare, perché, pare abbia replicato a chi gli faceva l’ipotesi, "la Curia non è d'accordo". Coraggio sindaco Domenici. Hai visto cosa scrive La Repubblica di Domenica 12 novembre in cronaca fiorentina a pag.VII? "Ma cosa c'entra la Curia. Sono due campi distinti". Lo dice il cardinal Silvano Piovanelli. Abbi il coraggio del Presidente del Consiglio regionale toscano che, a spese dei toscani, è volato a suo tempo fino in America per dare la medaglia d'oro a quella giornalista fiorentina che tanto fa parlare di sé. E sì che i toscani non erano tutti d'accordo. Vai tranquillo che qui a Firenze non perderai voti se, con molta minore spesa, vorrai assegnare due fiorini. Anzi tre. Perché, a giudizio di tante voci che abbiamo sentito negli anni qui al nostro interno, senza Eros Cruccolini l'isolotto non sarebbe così bello e rinomato; non con questo rilievo. Anche qui aspettiamo l'aiuto di persone che sanno le cose e possono dare una bella documentazione, con i fatti alla mano.

Per dare un nostro apporto concreto mettiamo qui un estratto della delibera comunale riguardante l'assegnazione dei fiorini d'oro e due altri estratti di documenti recapitati per lettera nella cassetta postale di Via del Aceri, firmati da persone che abitano nelle nostre vicinanze.


Ecco i tre estratti:


Deliberazione della Giunta municipale n. 1801/1155 del 3.3.1988)

LA GIUNTA

D E L I B E R A

1 ) di istituire un riconoscimento civico denominato
"Il Fiorino d'Oro della città di Firenze", consistente:

a
) nella riproduzione in oro dell'antica moneta il "Fiorino" coniata dalla Repubblica fiorentina nel XIV secolo, riproducente da un lato il giglio di Firenze e dall'altro l’effigie di San Giovanni Battista patrono della città, contenuto in astuccio di pelle rossa con la dicitura "Il Sindaco di Firenze" su targhetta metallica;

b ) in un attestato, firmato dal Sindaco, nel quale sia contenuta la motivazione del conferimento;

2 ) di approvare le seguenti norme di concessione:

- I -Il riconoscimento civico denominato "Il Fiorino d'Oro della città di Firenze
" è destinato a cittadini italiani o di altri Paesi, di riconosciuta probità, che, attraverso la loro notoria opera nel campo della cultura, delle arti, del lavoro in ogni sua espressione, della politica, dell'assistenza, della filantropia, dello sport, delle attività internazionali, abbiano dato lustro in particolare alla città ed alle istituzioni, e reso un servizio alla comunità nazionale e internazionale, e siano degni pertanto di essere additati al pubblico encomio;

- II -Il conferimento del "Fiorino d'Oro" viene deciso dal Sindaco di Firenze motu proprio, o su segnalazione dei membri della Giunta o del Consiglio Comunale, quando esistano i requisiti di cui al punto I°;


Enzo Mazzi (profilo)

Fin dalla nascita del Quartiere dell’isolotto, 1954, Enzo Mazzi, agisce come elemento unificatore e responsabilizzante in mezzo a persone provenienti da località tra loro lontane e diverse, molte delle quali reduci da situazioni conflittuali e drammatiche.

Sempre, nei momenti in cui la città di Firenze si è trovata sottoposta a prove eccezionali prodotte da calamità naturali come l’alluvione del 66 o da crisi sociali che investivano la classe operaia (fabbrica Galileo), o quando si trattava di dotare il Quartiere dell’Isolotto di servizi essenziali quali la scuola, sempre Enzo Mazzi, mescolato e quasi nascosto tra la gente ha esercitato la funzione essenziale di elemento unificatore della popolazione.

Ancora nei cruciali anni sessanta ha saputo interpretare e applicare alla pratica delle sue responsabilità istituzionali - all’interno della chiesa fiorentina - le sensibilità nuove che sfociarono nel Concilio vaticano secondo da una parte e nelle lotte del movimento operaio e democratico, nelle rivendicazioni degli studenti dall’altra. Rimane segno importante sul piano teorico e pratico la pubblicazione del testo
Incontro a Gesù” (Comunità dell’isolotto, LEF, 1969), frutto di una elaborazione a più mani calata nell’esperienza di un rapporto continuato con i giovani, educati in un clima di libertà tolleranza responsabilità che si respira ancor oggi nel Quartiere dell’Isolotto.

Da qui la cura degli emarginati, ex carcerati, le case famiglia, il rapporto positivo con i rom presenti nel territorio; a suo
tempo la solidarietà al popolo vietnamita, cecoslovacco, ai negri d’America...

Sul piano propriamente ideologico la grande opera di educazione al confronto e all’accettazione reciproca, il continuo riaffermare che le parole credente, non credente sono termini che non corrispondono al fatto esistenziale umano; da cui la costruzione di un’etica nuova, sperimentata giorno dopo giorno stando a continuo contatto con la realtà effettuale, mescolandosi come il lievito nella pasta, col rifiuto del leaderismo, con la critica esplicita a chi considera il processo storico un insieme di singoli separati fra loro e determinato solo da quelli più forti o più capaci:
Si guardano i singoli alberi — sono parole sue - e non ci si accorge della foresta; si esamina al microscopio la singola goccia d ‘acqua e non si avverte la forza del fiume in piena “.


Sergio Gomiti (Profilo)

Sergio Gomiti è stato al centro delle vicende che hanno segnato, in questi ultimi decenni, la vita della chiesa e della società fiorentine. Vi ha partecipato da protagonista, con discrezione, rifuggendo dalle luci della ribalta, ma portando un contributo essenziale, insieme ad Enzo Mazzi, allo sviluppo di quel modo di vivere la fede e di stare dalla parte dagli ultimi, che ha caratterizzato le Parrocchie della Casella e dell’Isolotto prima, la Comunità dell’Isolotto dopo.

Ha dato, e dà, un apporto sul piano intellettuale; nel contempo, è impegnato affinchè le elaborazioni teoriche si concretizzino nella pratica quotidiana, alimentando un circuito virtuoso fra pensiero ed azione.

Il suo stare in disparte non è solo indice di modestia, ma anche attuazione di un principio per lui basilare, quello cioè che vede nella comunità il crogiuolo in cui, al di là delle singole personalità, si sviluppa la crescita collettiva, di tutti e di ciascuno.

E’ merito principalmente suo se è oggi consult
abile, nell’Archivio della Comunità dell’Isolotto, una ricca documentazione di fatti che hanno connotato profondamente la storia della città, a partire dalla realizzazione del quartiere dell’Isolotto, nel 1953, e poi lungo l’arco dei decenni seguenti, compresi gli avvenimenti del 1968-69 – quando il contrasto fra la popolazione di un quartiere e la Curia assunse dimensioni di rilievo internazionale -, fino ai giorni nostri, al tempo del Social Forum Europeo e dei nuovi movimenti.

Si sono uniti, in questa opera meritoria, le competenze acquisite
durante la sua attività lavorativa al Centro di Restauro del Libro della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e la convinzione, che gli è propria, dell’importanza della memoria storica per progettare il futuro.

Il “fiorino” a Sergio Gomiti costituisce un riconoscimento sia all’uomo di cultura e di fede, fortemente e coerentemente impegnato nel sociale, sia all’esperienza dell’Isolotto, di cui egli, unitamente a Enzo Mazzi, è animatore instancabile da moltissimi anni.


Trovato qui.